Lui, il figlio del generale, non ci crede proprio. Anzi, per lui le parole del pentito Francesco Onorato sono roba da peracottari. Perché sì, Craxi può essere accusato di tante cose, ma non quella di essere il mandante dell’omicidio del generale dalla Chiesa. Il presidente onorario di Libera e professore di Sociologia della Criminalità Organizzata alla Statale di Milano lo mette nero su bianco sul suo blog.

A me questa storia che dietro il delitto dalla Chiesa ci sarebbero Andreotti e Craxi sembra una roba da peracottari. E sono spaventato all’idea (già a un passo dalla concretezza) che per i giornalisti questa possa diventare la verità. Di Andreotti e della corrente andreottiana ho scritto già trent’anni fa. Non ho avuto bisogno dei pentiti. Era stata una morte annunciata e, come ho sempre ripetuto (e mi scuso se lo rifaccio), era stata anche firmata, solo che l’Italia quella firma non aveva voluto leggerla. Ma Craxi come mandante è davvero un’idiozia storica. Per quanto a Milano io possa essere stato in prima fila contro il potere craxiano, non posso tacere davanti a questa bufala. Anzi, dentro la Dc di allora molti avevano letto il sostegno socialista a mio padre come pezzo di una strategia antidemocristiana. Il generale-prefetto, così si temeva, avrebbe attaccato il potere andreottiano in Sicilia, roccaforte democristiana, favorendo il Psi di Craxi. Da qui la estrema politicità del contesto in cui nacque il delitto.

Intanto, il processo a Palermo sulla Trattativa Stato-Mafia va avanti.