Silvio Novembre

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Silvio Novembre (Alseno, 12 luglio 1934 – Milano, 28 settembre 2019) è stato un Maresciallo della Guardia di Finanza, noto per essere stato il braccio destro dell'avvocato Giorgio Ambrosoli nella liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona, nonché per aver coadiuvato i commissari liquidatori del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi e per la sua instancabile attività di educazione alla legalità.

Biografia

Figlio di Giovanni, muratore divenuto ferroviere, e Rosa Gardini, casalinga, Silvio studiò fino alla terza media, poi iniziò a lavorare come manovale presso la centrale idroelettrica dell'Edison a Piacenza[1].

Si arruolò nella Guardia di Finanza il 13 gennaio 1953[2], frequentando il corso Allievi Finanzieri presso la Scuola Alpina di Predazzo. Inizialmente, venne inviato alla compagnia presidiaria di Roma, poi a Macugnaga, un piccolo comune sparso di poche centinaia di abitanti nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, dopo ancora a Domodossola e infine a Genova. Dopo il capoluogo ligure, venne inviato al Lido di Ostia, dove frequentò il 29° corso Allievi della Scuola Sottufficiali. Dopo la nomina a Sottobrigadiere, nel 1956, venne spostato in Trentino Alto Adige come comandante facente funzione della Brigata di Anterselva e poi a Lutago.

Dalle montagne del Trentino venne trasferito in Veneto alla Brigata litoranea di Baseleghe (oggi Bibione) e poi a Venezia. Nel febbraio 1958 conobbe la futura moglie, Assunta Galasso, che avrebbe sposato quattro anni dopo, il 12 agosto 1962 e con cui ebbe due figlie, Caterina (nel 1963) e Isabella (nel 1968).

Nel 1963, oramai Brigadiere, entrò in forze al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Brescia, dove rimase per otto anni, occupandosi soprattutto di verifiche fiscali e nell'esame dei libri contabili delle imprese. Nel 1966 divenne Maresciallo Ordinario e nel 1971 ottenne la promozione a Maresciallo Capo, dopo la quale venne trasferito a Milano, nel Nucleo di Polizia Tributaria di Via Fabio Filzi.

Il crack Sindona e l'incontro con Ambrosoli

Dopo essersi distinto in una serie di importanti indagini, come quella dell'Italgrani di Franco Ambrosio, nell'ottobre 1974 l'allora sostituto procuratore Guido Viola lo incaricò, in qualità di ufficiale di Polizia Giudiziaria, di svolgere i dovuti accertamenti e indagini sullo stato di insolvenza e la successiva liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona, affiancando nel proprio lavoro l'Avvocato Giorgio Ambrosoli, nominato commissario liquidatore il 27 settembre dal governatore della Banca d’Italia Guido Carli.

La collaborazione tra i due, superata la reciproca diffidenza iniziale, si trasformò in una vera e propria amicizia, tanto che Novembre non si limitò al suo ruolo di ufficiale di Polizia Giudiziaria, ma aiutò Ambrosoli nell'attività di liquidazione. Come ricordò lui stesso:

«Facevamo due mestieri diversi. Io ero un ufficiale di polizia giudiziaria, avevo compiti di raccolta delle prove dal punto di vista penale, sotto la guida della magistratura. Lui, invece, doveva occuparsi della liquidazione coatta amministrativa della banca per rimborsare i creditori. Era fatale che le due attività si incrociassero, perché entrambi andavamo in cerca del denaro e delle prove della sua uscita illegale dalla banca. Lui per recuperarlo, io per punire i responsabili del reato di bancarotta fraudolenta»[3].

Grazie al loro lavoro, Ambrosoli e Novembre svelarono il fitto intreccio di rapporti di Sindona, tra Cosa Nostra siciliana, Cosa Nostra Americana, Loggia massonica P2 e rilevanti pezzi dell'economia e della politica italiana, tra cui Giulio Andreotti, che aveva definito il bancarottiere "salvatore della Lira".

Le pressioni contro di loro erano fortissime, tanto che Novembre riuscì a resistere a due tentativi di trasferimento. Pur di toglierlo dal crack Sindona, gli venne offerto anche di poter curare la moglie che si era ammalata di tumore negli USA.

Novembre, al di la dei propri compiti professionali, si volle occupare anche della sicurezza di Ambrosoli, al quale, nonostante la pericolosità del suo incarico, non era stata assegnata la scorta, nemmeno dopo le telefonate minatorie e le esplicite minacce di morte.

L'omicidio Ambrosoli e la morte della moglie

Ambrosoli venne ucciso la sera dell'11 luglio 1979 a Milano, da un killer italo-americano assoldato da Sindona, proprio alla vigilia del 45° compleanno di Novembre, che da quell'anno decise di non festeggiarlo più. In quei giorni il Maresciallo si trovava a Bibione ad assistere la moglie malata, che poi sarebbe morta l'11 dicembre dello stesso anno.

Nei due anni successivi, Novembre collaborò alle indagini sull'omicidio di Ambrosoli, arrivando a scoprire, insieme ai giudici Gherardo Colombo e Giuliano Turone gli elenchi della loggia massonica P2.

Il congedo dalla Guardia di Finanza e gli incarichi successivi

Il 13 ottobre 1982 decise di lasciare le Fiamme Gialle. Venne nominato quindi Sottotenente della riserva di complemento della Guardia di Finanza. Subito dopo venne convocato a Roma dall'allora Governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi, che gli comunicò di averlo nominato membro del Comitato di sorveglianza della Banca Privata Italiana.

Dal 1982 al 1997, in virtù dell'esperienza e la competenza uniche maturate negli anni '70, Novembre svolse il ruolo di coadiutore dei commissari liquidatori del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Negli ultimi tre anni assunse mansioni di Segretario Generale della procedura in presenza di un unico commissario liquidatore, avendo in quella occasione anche la possibilità di trasmettere il suo metodo di lavoro ai tanti giovani collaboratori impegnati nella liquidazione.

L'adesione al Circolo Società Civile

Nel 1985 fu tra gli aderenti al Circolo Società Civile, promosso da Nando dalla Chiesa, adoperandosi in maniera instancabile per la diffusione della legalità, sia in incontri nelle scuole, sia in incontri aperti al pubblico in tutta Italia.

Le onorificenze

Il 2 giugno 1998 venne nominato Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il 7 dicembre 2014 venne insignito invece dell'Ambrogino d'Oro della Città di Milano, con la seguente motivazione:

«Maresciallo della Guardia di Finanza, ha indagato per conto della Procura della Repubblica di Milano sul fallimento della Banca Privata Italiana. Con abnegazione ed altissima competenza tecnica, ha collaborato con il commissario liquidatore, avv. Giorgio Ambrosoli, standogli vicino ben oltre gli stretti obblighi di servizio. Ha contribuito poi, con i commissari liquidatori del Banco Ambrosiano, alla tutela degli interessi collettivi. Fondatore del circolo Società Civile, ha diffuso in città e nelle scuole il valore della legalità, dell’integrità e della lotta alla corruzione. Milano onora in Silvio Novembre un esempio di servizio generoso e instancabile alle istituzioni»[4].

La morte

Morì a Milano il 28 settembre 2019, all'età di 85 anni. I funerali vennero celebrati nella chiesa del Preziosissimo Sangue, sempre nel capoluogo lombardo.

Memoria

In onore di Silvio Novembre, dopo la sua morte, sono state diverse le iniziative dedicate alla sua memoria.

Il 16 novembre 2021 il Comune di Alseno, in provincia di Piacenza, gli dedicò la propria sala consiliare, alla presenza della famiglia e del Comandante Generale della Guardia di Finanza, il Generale C.A. Giuseppe Zafarana, e del Comandante Interregionale dell'Italia Centro Settentrionale, il Generale C.A. Sebastiano Galdino, si tenne la cerimonia di intitolazione della Sala Consiliare al Sottotenente Silvio Novembre, nativo di Alseno (PC).[5]

In occasione della Festa del Corpo, il 23 giugno 2022 si tenne invece la cerimonia di scopertura della targa commemorativa in suo onore presso la Caserma "Cinque Giornate" di Milano, alla presenza del Comandante Interregionale dell’Italia Nord Occidentale della Guardia di Finanza, il Generale C.A. Fabrizio Carrarini[6].

Tre mesi dopo, il 28 settembre, venne scoperta una targa commemorativa nel giardino di Piazza Giuseppe Grandi a Milano, alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e del Comandante Interregionale dell’Italia Nord Occidentale della Guardia di Finanza, Carrarini[7].

Il 21 ottobre 2023 si tenne invece un convegno sulla sua figura a Bibione, con la scopertura di una panchina commemorativa presso il parco di Via Perseo, dove Novembre era solito riposarsi durante la sua permanenza nella località balneare veneta, dove aveva prestato servizio presso la locale caserma della Guardia di Finanza e dove aveva conosciuto sua moglie[8].

Note

  1. Belliotti, Giandomenico (2020). Silvio Novembre. Il coraggio oltre il dovere, Roma, Gangemi editore, p. 18.
  2. Ibidem
  3. Ivi, p. 45.
  4. Comune di Milano, Sito web Benemerenze Civiche[1]
  5. Esempio di integrità”: Alseno dedica a Silvio Novembre la sala consiliare, La Libertà, 16 novembre 2021[2]
  6. Guardia di finanza Milano, dedicata una targa al maresciallo Silvio Novembre, il Giorno, 23 giugno 2022[3]
  7. Comune di Milano, Milano è memoria. La Città ricorda il Maresciallo Silvio Novembre, 28 settembre 2022[4]
  8. Veneto Orientale Informazione, Bibione, una panchina e un convegno per commemorare il Maresciallo Silvio Novembre, 19 ottobre 2023[5]

Bibliografia

  • Belliotti, Giandomenico (2020). Silvio Novembre. Il coraggio oltre il dovere, Roma, Gangemi editore.
  • Novembre, Silvio (1995). La fatica della legalità, in MicroMega, 1.

Voci correlate