Locale ('ndrangheta)

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La "La Locale" è una struttura di coordinamento delle 'ndrine che necessita però di almeno 49 affiliati per essere costituita. L'apertura, la chiusura e la sospensione di una Locale viene decisa dalla Locale di San Luca, detta per questo "Mamma".

Le principali cariche all'interno della Locale

La locale è formata secondo lo schema della cd. doppia compartimentazione: LA SOCIETÀ MINORE e LA SOCIETÀ MAGGIORE. Non in tutte le locali si riesce a costituire la Società Maggiore: quando avviene, spesso gli 'ndranghetisti parlano di SOCIETÀ, per differenziare la locale da quelle formate solo dalla Società Minore[1].

Ogni Locale è diretta da una COPIATA, un triumvirato costituito da:

  • CAPO BASTONE (o Capo Locale): è il responsabile della locale, per cui decide, autonomamente, le modalità operative finalizzate al conseguimento dell’illecito fine sociale; indice le riunioni della locale, decide su affiliazioni e promozioni, dirime i contrasti tra affiliati della locale e, cosa più importante, dirige l’attività criminale sul territorio di sua competenza.
  • CONTABILE: è la persona deputata alla gestione dei proventi dell’attività illecita e provvede al sostegno economico delle famiglie degli affiliati che ne abbiano bisogno (soggetti in carcere), attingendo dalla cassa comune, la c.d. "baciletta" (o bacinella).
  • CRIMINE: è il responsabile della pianificazione e dell'esecuzione delle attività criminali.[2]

Il MASTRO DI GIORNATA è il portavoce del "Capo Locale": dà disposizioni agli affiliati, informa delle "novità" dalla "Società Maggiore" alla "Società Minore" e tiene al corrente il "Capo Bastone" delle varie “attività” della locale, mettendolo al corrente di eventuali problematiche.

Tra le altre cariche, vi è anche quella di "SORELLA D'OMERTÁ", affidata a una donna, che ha il compito di dare assistenza ai latitanti.

Le "Doti" tra Società Minore e Società Maggiore e i Santi Protettori

Sulla doppia compartimentazione della Locale sono strutturati i gradi all'interno della 'ndrangheta: ad ogni "dote" o "fiore" è associato un ruolo e un santo protettore. Il Santo Protettore della 'ndrangheta è San Michele Arcangelo.

Coloro che non sono affiliati all'organizzazione sono suddivisi in tre categorie:

  • CONTRASTO: è chiunque non faccia parte dell'organizzazione. I contrasti sono «sfigati, fessi, gente senza palle che tira avanti con mille euro al mese, senza una dignità, una gioia»;
  • CONTRASTO ONORATO: è una persona con cui si può avere a che fare. Non è affiliato, ma potrebbe diventarlo. Secondo il pentito Rocco Varacalli, «È come avere il foglio rosa della patente»;
  • GIOVANE D'ONORE: è il titolo riconosciuto a tutti i figli maschi degli affiliati all'organizzazione.

Nella Società Minore, le doti sono:

  • PICCIOTTO: è la prima dote della ‘ndrangheta, che si può ottenere al compimento del 14° anno di età. Il soggetto deve essere privo di macchie d’onore, infamità e tragedie. Ha delle "sopra-doti", che sono: liscio, di sgarro, puntaiolo, di giornata. I suoi incarichi sono meramente esecutivi. I Picciotti sono protetti da Santa Liberata.
  • CAMORRISTA: se un picciotto è “degno e meritevole” può diventare camorrista. I giovani d’onore possono essere battezzati direttamente come camorristi saltando la prima dote di picciotto. Ha delle "sopra-doti", che sono: semplice o di società, di fibbia, formato e di sgarro. I camorristi sono protetti da Santa Nunzia.
  • SGARRISTA: è l'ultima dote della società minore. Prevede due "sopra-doti": di sangue e definitivo. Il santo protettore è Santa Elisabetta

Nella Società Maggiore invece abbiamo:

  • SANTA: è la prima dote della società maggiore. Il "santista" è sia massone che 'ndranghetista. Quando venne fondata, potevano farne parte solamente 33 affiliati. Il loro compito non è di azione, ma di pensiero e organizzazione; a guidarli gli esempi dei generali Alfonso La Marmora, stratega di battaglia, e Giuseppe Garibaldi, combattente per la libertà e la giustizia.
  • VANGELO: è la seconda dote della società maggiore e la ottengono solo personaggi eccelsi della 'ndrangheta, che prendono decisioni vitali. Sono guidati dall'esempio di Giuseppe Mazzini, promotore delle società segrete in generale; Camillo Benso di Cavour, somma mente di statista. A proteggere questi uomini, i Santissimi Pietro e Paolo.
  • QUARTINO e TREQUARTINO: dalle indagini è emersa l'esistenza di queste due doti riservate ad esponenti apicali dell'organizzazione, ma non sono ancora state trovate informazioni dettagliate al riguardo.
  • PADRINO (o Quintino): fino al 2010, era considerata la dote apicale che uno 'ndranghetista poteva raggiungere. È attribuita a un ristretto numero di 'ndranghetisti che godono di una serie di privilegi e altrettante responsabilità. Si distinguono per un tatuaggio con la stella a cinque punte.
  • ASSOCIAZIONE: è la dote concesso ai capi delle famiglie che si riuniscono in forma di Consiglio. A parte la testimonianza di Rocco Varacalli nell'Operazione Minotauro, ad oggi non vi sono altre informazioni al riguardo.

Bibliografia

  • DDA di Reggio Calabria, Decreto di Fermo di indiziato di delitto - Procedimento Penale n. 1389/2008 R.G.N.R. D.D.A. (Operazione Crimine), Tribunale di Reggio Calabria, 5 luglio 2010

Note

  1. Citato in DDA di Reggio Calabria, Decreto di Fermo di indiziato di delitto - Procedimento Penale n. 1389/2008 R.G.N.R. D.D.A. (Operazione Crimine), Tribunale di Reggio Calabria, 5 luglio 2010, Volume I, p.145
  2. Ibidem, p.449