Locale di Cormano

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La Locale di Cormano è una Locale di 'ndrangheta che, come risulta dall'Operazione Infinito, faceva capo a Pietro Francesco Panetta. La maggioranza dei suoi affiliati erano originari di Grotteria, in provincia di Reggio Calabria.

La Storia

Grazie ad alcune intercettazioni telefoniche la nascita della Locale di Cormano risale agli anni Ottanta per opera di Giuseppe Antonio Neri. L'esistenza della Locale fu confermata anche dalle indagini svolte a seguito del sequestro di Alessandra Sgarella, avvenuto nel 1997. Si accertò la presenza di alcuni affiliati della Locale di Cormano anche in periodi successivi come in occasione summit del 30 aprile 1999 presso l’Hotel Scacciapensieri di Nettuno dove si incontrarono Pietro Francesco Panetta, Vincenzo Lavorata e Pierino Belcastro.[1]

Nella Locale non vi è un legame territoriale con il comune di Cormano, ma con l'intera zona nord- ovest dell’ hinterland milanese. L’unico dei componenti che abitava a Cormano è Nicola Lucà, mentre gli altri affiliati abitavano in località vicine, tra Bollate, Senago, Cornaredo e Milano.

L’officina di Panetta era la base logistica per le “riunioni” di ‘ndrangheta a livello locale e il luogo adibito per il conferimento delle "doti" agli affiliati.

La locale di Cormano, come accertato dall'Operazione Infinito, operava in collegamento con la locale di Bollate dato che i rispettivi capi, Vincenzo Mandalari e Panetta erano soliti incontrarsi con cadenza quasi quotidiana per commentare le varie problematiche legate alla comune appartenenza a "La Lombardia”.

Cariche

  • Pietro Francesco Panetta: Capo Locale
  • Cosimo Magnoli: Capo Società
  • Nicola Lucà: Mastro di Giornata e Contabile

Altri affiliati: Giuseppe Albanese, Pierino Belcastro, Salvatore Focà, Luigi Gagliuso, Vincenzo Lauro, Roberto Malgeri, Giuffrido Tagliavia, Salvatore Ferraro, Cosimo Fuda, Pasquale Fuda, Domenico Lauro, Vincenzo Lavorata, Giuseppe Panetta, Vincenzo Domenico Pelagi.

Attività

Gli affiliati alla Locale di Cormano sono per lo più soggetti incensurati, alcuni sono piccoli imprenditori, come il suo capo Panetta, mentre altri sono dipendenti. L’unico che deteneva uno spessore criminale era Domenico Lauro che si proponeva per effettuare “lavori sporchi”.

Bibliografia

  • Andrea Ghinetti, Ordinanza di applicazione coercitiva con mandato di cattura - Procedimento Penale n. 43733/06 R.G.N.R., Tribunale di Milano - Ufficio GIP, 5 luglio 2010 pp.239-244.

Note

  1. Andrea Ghinetti, Ordinanza di applicazione coercitiva con mandato di cattura - Procedimento Penale n. 43733/06 R.G.N.R., Tribunale di Milano - Ufficio GIP, 5 luglio 2010, p.239