Pietro Sanua: differenze tra le versioni

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Il 4 febbraio 1995, alle prime luci dell'alba, verso le 5:30, Sanua salì sul suo furgone per dirigersi a Corsico, insieme a suo figlio Lorenzo, di 21 anni, per allestire la bancarella del sabato. A poche centinaia di metri dal mercato, padre e figlio notarono un auto, una Fiat Punto marrone targata Genova, che fece inversione a U a 500 metri davanti a loro. Sanua commentò col figlio: "''Guarda quel pirla che manovra che fa in una strada così...''". Complice il buio, nemmeno il figlio si accorse della dinamica dell'incidente: sentì solo uno sparo e il padre che gli cadde tra le braccia, mentre il furgone andò a sbattere contro un'altra auto. Trasportato d'urgenza in ospedale, morì dopo il ricovero.
 
Il 4 febbraio 1995, alle prime luci dell'alba, verso le 5:30, Sanua salì sul suo furgone per dirigersi a Corsico, insieme a suo figlio Lorenzo, di 21 anni, per allestire la bancarella del sabato. A poche centinaia di metri dal mercato, padre e figlio notarono un auto, una Fiat Punto marrone targata Genova, che fece inversione a U a 500 metri davanti a loro. Sanua commentò col figlio: "''Guarda quel pirla che manovra che fa in una strada così...''". Complice il buio, nemmeno il figlio si accorse della dinamica dell'incidente: sentì solo uno sparo e il padre che gli cadde tra le braccia, mentre il furgone andò a sbattere contro un'altra auto. Trasportato d'urgenza in ospedale, morì dopo il ricovero.
  
=== Le indagini ===  
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== Le indagini e il processo ==  
 
Sei giorni dopo l'omicidio, la Procura dispose l'archiviazione del caso, dopo aver seguito una pista passionale senza riscontri. Fino al 2010, quando il nome di Sanua viene inserito nell'elenco delle vittime di mafia da Libera, il sindacalista non fu considerato una vittima di mafia.  
 
Sei giorni dopo l'omicidio, la Procura dispose l'archiviazione del caso, dopo aver seguito una pista passionale senza riscontri. Fino al 2010, quando il nome di Sanua viene inserito nell'elenco delle vittime di mafia da Libera, il sindacalista non fu considerato una vittima di mafia.  
  

Versione delle 21:01, 28 gen 2018


Pietro Sanua (Lavello, 1948 - Corsico, 4 febbraio 1995) è stato un fruttivendolo, Presidente Provinciale milanese dell'Associazione Nazionale Venditori Ambulanti (ANVA) e fondatore dell'associazione "Sos impresa". È stato ucciso in un agguato mafioso, il cui movente e mandanti restano ancora ignoti.

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Biografia

Originario della provincia di Potenza e residente a Cisliano, in provincia di Milano, Pietro Sanua incominciò giovanissimo il mestiere di fruttivendolo ambulante. Trasferitosi in provincia di Milano, si guadagnò subito la fama in ambito personale, professionale e sindacale per la sua onestà e correttezza: in qualità di presidente della provincia di Milano dell’Associazione Nazionale Venditori Ambulanti (affiliata a Confesercenti), si occupava dei principali problemi dei mercati della provincia (dai sorteggi dei fiori per le fiere alle postazioni davanti ai cimiteri), gestendo regole e graduatorie per il posizionamento dei venditori. Un campo dominato dalla criminalità organizzata, soprattutto per quanto riguardava l'Ortomercato di Milano e i mercati delle città di Corsico, Buccinasco, roccaforti della 'ndrangheta.

Nella sua veste di sindacalista, era entrato nella Commissione comunale sul commercio ambulante. Prima delle inchieste, aveva denunciato il giro di tangenti e il racket dei fiori intorno all'Ortomercato di Milano e non solo. Oggetto di pressioni e minacce, continuò comunque a denunciare nelle sedi opportune le storture del sistema.

L'omicidio

Il 4 febbraio 1995, alle prime luci dell'alba, verso le 5:30, Sanua salì sul suo furgone per dirigersi a Corsico, insieme a suo figlio Lorenzo, di 21 anni, per allestire la bancarella del sabato. A poche centinaia di metri dal mercato, padre e figlio notarono un auto, una Fiat Punto marrone targata Genova, che fece inversione a U a 500 metri davanti a loro. Sanua commentò col figlio: "Guarda quel pirla che manovra che fa in una strada così...". Complice il buio, nemmeno il figlio si accorse della dinamica dell'incidente: sentì solo uno sparo e il padre che gli cadde tra le braccia, mentre il furgone andò a sbattere contro un'altra auto. Trasportato d'urgenza in ospedale, morì dopo il ricovero.

Le indagini e il processo

Sei giorni dopo l'omicidio, la Procura dispose l'archiviazione del caso, dopo aver seguito una pista passionale senza riscontri. Fino al 2010, quando il nome di Sanua viene inserito nell'elenco delle vittime di mafia da Libera, il sindacalista non fu considerato una vittima di mafia.

Le due ipotesi sulla sua morte sono due: un diverbio, avvenuto poco tempo prima dell’omicidio, con Salvatore Morabito, boss della 'ndrangheta di Africo che regnava a Buccinasco; le sue denunce sulle graduatorie non rispettate in provincia di Milano fuori dai cimiteri. Attualmente nessuna ipotesi ha trovato alcun riscontro processuale.

Bibliografia