Summit di Paderno Dugnano

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Il Summit di Paderno Dugnano fu un importante summit di 'ndrangheta, tenutosi il 31 Ottobre 2009 a Paderno Dugnano, in provincia di Milano, presso il Circolo Arci "Falcone e Borsellino" di piazza Falcone e Borsellino n. 2, durante il quale si riunirono 41 affiliati Locali lombarde per eleggere Pasquale Zappia, calabrese originario di Platì trasferitosi a Cesano Boscone nel 1977 e affiliato alla Locale di Corsico, a Mastro Generale, cioè la figura al vertice della Camera di Controllo incaricata di tenere i rapporti e contatti con la Calabria. L'incontro fu video-registrato dagli investigatori nell'ambito dell'indagine Crimine-Infinito.

Immagine del summit. Fonte: Arma dei Carabinieri

Antefatti

Il summit si inserì in una serie di riunioni a livello regionale e a livello di Locali della 'ndrangheta in Lombardia, dopo l'omicidio di Carmelo Novella, avvenuto il 14 luglio 2008 al Circolo dei Combattenti di San Vittore Olona, per via delle sue mire secessioniste dalla Calabria.

L'incontro fu organizzato principalmente da Vincenzo Mandalari, capo Locale di Bollate, che programmò orario e luogo del summit, le modalità attraverso cui occultarlo e i partecipanti legittimati a prendervene parte. Fu deciso che avrebbero preso parte due esponenti per ciascuna Locale lombarda[1].

Partecipanti

Dall'analisi della video-registrazione dell'incontro, gli investigatori poterono accertare la presenza di 41 persone, 33 identificate, mentre 8 rimaste ignote al momento dell'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare dell'Operazione Crimine-Infinito, nel luglio 2010. Numerandoli sulla base della disposizione a ferro di cavallo durante il summit, furono identificati in prima istanza:

Ignoto 23

Con l'operazione Dedalo, nel 2017 fu identificato l'"Ignoto 23", alias Fortunato Calabrò, ritenuto affiliato alla Locale di Limbiate, condannato poi in via definitiva l'11 maggio 2019 a 4 anni e mezzo di reclusione, la pena decisa in primo grado dal GUP Sofia Fioretta il 2 giugno 2018 durante il rito abbreviato[2].

Calabrò, residente a Cesano Maderno e già rinviato a giudizio ma assolto negli anni '90 nell'inchiesta "Fiori della Notte di San Vito", fu identificato grazie ai militari del Nucleo Investigativo il 25 gennaio 2014.

Il Summit

Un ruolo particolarmente rilevante durante il summit fu riservato a Pino Neri, storico affiliato alla 'ndrangheta lombarda, che aprì la riunione con queste parole:

Neri:"Intanto io vi saluto a tutti e vi dico che sono contento che ci siamo trovati qua stasera perché se siamo qui è perché tutti evidentemente ci teniamo allo stesso scopo, siamo venuti qua per lo stesso scopo, e quindi è già un punto di partenza, siamo tutti al corrente di quello che si deve parlare stasera ed io vi accenno perché parlo io!”

L'oggetto del discorso si spostò su Carmelo Novella, il boss secessionista che pretendeva di rendere la Lombardia autonoma rispetto al governo centrale della 'ndrangheta[3]

Neri:“Comunque noi siamo stati giù e ci siamo trovati in occasione che facevano le cariche della Calabria. In quell'occasione tutti gli uomini della Calabria iniziarono il discorso, che non è relativo solo alla “Lombardia” . Questo è un chiarimento che voglio fare. Calabria, Lombardia e tutte le parti hanno stabilito “patti e prescrizioni” che valgono non solo per la Lombardia ma pure per tutti. Eravamo una trentina di cristiani quel giorno là e si venne a dire che è arrivato il momento di mettere un freno, ma per il bene di tutti noi, perché io penso che se noi ci teniamo veramente, vogliamo che le cose funzionino per bene. C’è stato un po’ di sbandamento e si è detto: non parliamo di quello che è passato, di quello che è, perché non ha senso! Perché noi dobbiamo pensare a “cogghimu” (raccogliere, riunire, sistemare) e non a dividere”.[4]

In sostanza si confermò la centralità della direzione centrale della madrepatria calabrese e l'uguaglianza tra i membri delle Locali della Lombardia.

Neri: “Abbiamo riunito a questo tavolo tutti questi degni responsabili e per dire che tutti siamo uguali responsabili non uno ne ha di più, non uno ne ha in meno, perché questi che siamo seduti a tavola abbiamo tutti pari responsabilità, perché noi questo vogliamo! E questo vogliono gli uomini! questo vuole la logica e la regola! Ognuno è responsabile del proprio Locale, tutti sono responsabili della Lombardia, i Locali in Lombardia per essere riconosciuti in Calabria devono rispondere qua”. [5]

Successivamente prese parola Vincenzo Mandalari, che riportò il discorso sulla fondamentale scelta di Pasquale Zappia a Mastro Generale per la Lombardia, la massima carica che un affiliato della 'ndrangheta possa rivestire nella regione.

Mandalari: “Dobbiamo fare in modo di creare una figura, in mezzo a noi, una sola figura, un MASTRO GENERALE per la Lombardia a cui, ognuno di noi deve passare qualcosa. Questa è l’armonia”.
Neri: “Io direi che come figura, per quanto mi riguarda darei il voto a Pasquale Zappia”. “Io questa responsabilità se me l’avete data, mi tocca prendermela, però ognuno è responsabile del proprio Locale”. Gli altri annuiscono e confermano: “Solo così abbiamo tutti un punto di riferimento, e rimane fermo ognuno nel proprio Locale è sovrano”[6]

A quel punto si svolse la votazione per alzata di mano, con Mandalari che fece la chiamata nominale dei votanti[7].

Note

  1. Andrea Ghinetti, Ordinanza di applicazione coercitiva con mandato di cattura - Procedimento Penale n. 43733/06 R.G.N.R., Tribunale di Milano - Ufficio GIP, 5 luglio 2010, p.96
  2. Nicola Palma, Quattro anni e mezzo a Ignoto 23, il giorno, 11 maggio 2019
  3. Andrea Ghinetti, op.cit., p.96 e ss.
  4. Ibidem
  5. Ibidem
  6. Ibidem
  7. Ivi, p.207

Bibliografia

  • Andrea Ghinetti, Ordinanza di applicazione coercitiva con mandato di cattura - Procedimento Penale n. 43733/06 R.G.N.R., Tribunale di Milano - Ufficio GIP, 5 luglio 2010
  • Del Vecchio Marco, Ordinanza di applicazione misure cautelari - Procedimento Penale n. 28886/15 R.G.N.T., Tribunale di Milano - Ufficio GIP, 13 settembre 2017