di Pierpaolo Farina

I mafiosi sono scomunicati. La ‘ndrangheta è il male assoluto. Non hanno ancora fatto in tempo a rieccheggiare nelle parrocchie calabresi le parole di Papa Francesco, che nemmeno due settimane dopo, il 2 luglio, durante la secolare processione della Madonna delle Grazie ad Oppido Mamertina, nel reggino, si è verificato l’ennesimo “inchino” alla ‘ndrangheta.

La statua, preceduta dai sacerdoti ma anche dal sindaco e da mezza giunta comunale, è stata fatta fermare per 30 secondi davanti alla casa di Peppe Mazzagatti, 82 anni, condannato all’ergastolo per omicidio e associazione a delinquere di stampo mafioso, oggi ai domiciliari per motivi di salute.

La cosa è stata notata subito dal comandante della stazione dei carabinieri, il maresciallo Andrea Marino, e da due militari che partecipavano all’evento, che hanno abbandonato la processione in quei 30 secondi, sotto lo sguardo ammutolito di tutti. Autorità civili e religiose non li hanno seguiti. E dire che il maresciallo si era raccomandato prima della processione di evitare bravate del genere. Ma non è servito a nulla. C’è però chi ha ancora la schiena dritta in questo paese. I portatori sono stati identificati e il maresciallo ha già preparato un fascicolo per la DDA.

Per fortuna c’è un maresciallo ad Oppido Mamertina.