di Elena Cirioni

È l’estate del 1992 a Palermo, un giorno di luglio. Un bambino sta per entrare in un’edicola con suo padre, quando improvvisamente su tutta la città cala un silenzio irreale. I negozianti chiudono le saracinesche, le persiane delle case vengono serrate. Per tutta Palermo c’è solo un’unica voce, quella della radio: il giudice Paolo Borsellino insieme agli agenti della sua scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vicenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina sono morti in un attentato mafioso. Cosa nostra firma l’ennesima strage a soli pochi mesi dallo scempio di Capaci. Sono gli anni bui dello Stato italiano che porteranno a processi, arresti e al pieno riconoscimento della lotta antimafia. Succede che durante questi anni Alessio Vassallo, il bambino che quel 19 luglio voleva un pacchetto di figurine, decide di fare l’attore, lascia la Sicilia e arriva a Roma, dove dopo il diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, inizia la sua carriera, portando con sé il ricordo della strage di Via D’Amelio, come una guida capace di caratterizzare gran parte dei suoi lavori. Non a caso uno dei suoi primi film per la televisione è La vita rubata (2007), ispirato all’omicidio di Graziella Campagna. In seguito diventa un volto conosciuto grazie alla fiction Il giovane Montalbano dove interpreta Mimì Augello, il vice del Commissario. Mentre si divide tra il cinema e la televisione nel 2015 diventa uno degli attori di Dieci storie proprio così, spettacolo teatrale parte integrante del progetto “Il palcoscenico della legalità”, nato da un’idea di Giulia Minoli scritto insieme a Emanuela Giordano che ne firma anche la regia.

Dieci storie proprio così nasce nel 2011 a Napoli dalla voglia di raccontare le storie di chi è stato vittima della criminalità organizzata, ma non solo, anche racconti di riscatto, di chi giorno per giorno combatte contro la criminalità. Protagoniste le voci spesso dimenticate di volontari, parenti delle vittime e testimoni, rielaborate in una drammaturgia che non vuole essere solamente memoria, ma soprattutto parte attiva di un progetto formativo. Alessio Vassallo insieme agli altri attori è coinvolto in diversi laboratori propedeutici allo spettacolo con più di 30.000 studenti. I ragazzi sono stimolati a ragionare sulla responsabilità individuale e collettiva, seguendo il motto: “a chi ti dice non sono affari miei, non ci credere sono affari di tutti”. Per il momento l’attività formativa è attiva nelle scuole del Lazio, della Campania, della Sicilia e della Lombardia e anche negli istituti penitenziari per minori di Airola (Benevento) e Malaspina (Palermo). Da questa esperienza sta per nascere un film documentario, coprodotto da Jmovie e Rai Cinema che racconterà la vita del progetto e le voci dei ragazzi che partecipano a questa avventura. Intanto la vita teatrale di Dieci storie proprio così continua al Teatro San Ferdinando di Napoli dal 27 al 30 aprile e a Torino al Teatro Gobetti dal 30 al 31 maggio.

DIECI STORIE PROPRIO COSI’
da un’idea di Giulia Minoli

regia Emanuela Giordano

drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli

con Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Tania Garribba, Valentina Minzoni
Salvatore Presutto, Diego Valentino Venditti, Alessio Vassallo
e con Paolo Volpini alla batteria

musiche originali Antonio di Pofi e Tommaso Di Giulio
aiuto regia Tania Ciletti
assistente al progetto Ludovica Siani
video grafica Davide Bastolla