Nei giorni convulsi del dopo-Ciancio a Catania, su cui Claudio Fava ha espresso una posizione chiara che abbiamo appoggiato, quella di affidare, in caso di confisca, il quotidiano “la Sicilia” a quei “giornalisti che in questi anni hanno cercato e raccontato le verità sulle collusioni e le protezioni del potere mafioso al prezzo della propria emarginazione professionale, del rischio, della solitudine“, apprendiamo la notizia di una busta con proiettile calibro 7,65 recapitata direttamente alla sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, dove Fava è deputato e presiede la Commissione Antimafia.

L’attivismo di Claudio Fava è sempre stato scomodo a molti e la vita l’ha rischiata più volte per il suo impegno contro la mafia (si pensi al 5 gennaio 1993, anniversario della morte di suo padre Pippo Fava, quando solo la presenza della scorta dell’allora presidente della commissione parlamentare antimafia Luciano Violante impedì l’agguato); impegno che non si è fermato nella sua veste istituzionale, da vicepresidente della commissione parlamentare antimafia nella scorsa legislatura fino al suo nuovo incarico, da dove sta seguendo diverse istruttorie, da quella sul c.d. sistema Montante al depistaggio delle indagini sulla Strage di Via D’Amelio fino alla nuova legge su mafia e massoneria depositata all’Ars.

Eppure il fatto che il proiettile sia dello stesso tipo di quei 5 che colpirono Pippo Fava quasi 35 anni fa ci sembra un messaggio abbastanza chiaro e inquietante. Tutti i ragazzi e le ragazze di WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie esprimono a Claudio Fava e alla sua famiglia tutta la solidarietà per questo ennesimo atto di intimidazione che siamo sicuri non lo farà arretrare di un centimetro. Noi siamo con lui.

WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie

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