“Due strade divergevano in un bosco ed io – io presi la meno battuta, e questo ha fatto tutta la differenza.”

 

Lunedì 11 aprile 2011. H 16:30. Aula 12. Allora era solo “Facoltà di Scienze Politiche” (ora ci hanno aggiunto “Economiche e Sociali”), il civico è rimasto il numero 7 di via Conservatorio. Inizialmente detestavo quella dominanza di giallo sulle facciate degli edifici, poi ho imparato ad apprezzarla nelle giornate di sole: il contrasto col cielo azzurro che può diventare anche di un blu cobalto nelle giornate più ventose mi ha sempre fatto venire in mente il mare, sarà perché sin da piccolo dove vado io gli ombrelloni dello stabilimento sono gialli. Sì, ci vuole molta fantasia a pensare al mare vedendo il cielo di Milano, ma del resto se non fossi “fantasioso” non stareste leggendo questo articolo, banalmente perché questo sito non esisterebbe.

La Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università degli Studi di Milano. Foto di Pierpaolo Farina

Come in una giornata d’agosto, in quell’aula faceva un caldo pazzesco e il fatto di essere più di duecento in un’Aula che ha “solo” 133 posti a sedere non aiutò per nulla: sembrava estate, era primavera da tre settimane. Il 15 aprile scrissi sul blog che allora era la mia principale occupazione, “Qualcosa di Sinistra“, un resoconto di quella prima settimana, di cui, pensate, mi ero persino dimenticato. Me lo sono ritrovato nel libro Per Fortuna faccio il Prof l’anno scorso e solo in quel momento ho capito, rileggendomi, di quanto già fossi inconsapevolmente in cammino sulla strada che mi avrebbe cambiato per sempre.

Per Fortuna fa il Prof

Nando dalla Chiesa il 22 maggio 2013 a Civitavecchia, quando si siede a terra con i suoi studenti lasciando il palco delle autorità

Se siete qui è perché non volete diventare dei cretini.”, disse Nando dalla Chiesa aprendo la prima lezione, citando il famoso apologo di Falcone contenuto in “Cose di Cosa Nostra”. Il termine era inteso come “idiota”, ovvero “inetto a partecipare alla vita pubblica”, nella fattispecie in un tessuto sociale dominato dalla mafia. Il giorno dopo l’estate era già finita perché un violento temporale riportò le temperature ai livelli invernali: scherzando, dalla prima fila, dissi: “corso bagnato, corso fortunato”. Lui sorrise. Mi ricordo ancora il coro di “noooo, vada pure avanti” alla terza lezione quando, dopo un’ora e mezza a spiegare le fasi dell’economia mafiosa, propose una pausa: a quanti che state leggendo è mai capitato nella vita? A me solo quella volta.

Nulla è per caso

Perché vi racconto tutto questo? Perché se otto anni fa non avessi deciso di riempire quei 9 crediti a scelta con il corso di Sociologia della Criminalità Organizzata, se il 23 maggio dello stesso anno non avessi visto quel professore così attento all’etichetta non riuscire a trattenere le lacrime ricordando Giovanni Falcone, WikiMafia non sarebbe mai nata, così come non sarebbe mai nata MafiaMaps, di cui oggi ricorrono per altro i tre anni dalla presentazione ufficiale.

Quel giorno ho incontrato uno dei tre uomini che mi hanno cambiato la vita col loro esempio, grazie al quale ho conosciuto per altro le due persone più importanti della mia vita, una quando di anni ne avevo 23, l’altra quando di anni ne avevo 28.

Quel giorno né io che ero studente né lui che era Professore sapevamo cosa avrebbe prodotto il nostro incontro: se io ho piantato il seme e ho fatto crescere la pianta è solo grazie a lui che quel giorno ha iniziato a preparare il terreno insegnandomi a tenere in mano la zappa, cioè che la lotta alla mafia costa fatica, richiede tanto studio, un impegno continuo e una buona dose di sacrificio personale, ma se è fatta con passione è una cosa bellissima.

 

PS con Appello

Gli otto anni sono un anniversario un po’ fesso, ma c’è una ragione se scrivo: tecnicamente al suo 70° anno d’età, il prossimo novembre, Dalla Chiesa è costretto dalla legge ad andare in pensione, a meno che non venga cambiata. Quindi quello iniziato lunedì 8 aprile è l’ultimo corso di Sociologia della Criminalità Organizzata con lui in cattedra come Professore Ordinario (poi pare li facciano emeriti o onorari). Un appello al ministro in carica: non solo i conti dell’INPS ne hanno bisogno, ma anche noi. Cambiate la legge e lasciateci qualche anno ancora il nostro Prof. Grazie. Parlo come Pierpaolo Farina, ma sono sicuro che i sottoscrittori sarebbero molti di più.