alla c.a. del dott. Federico Cafiero De Raho
Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo

 

OGGETTO: RICHIESTA DI REINTEGRO DEL DOTT. DI MATTEO NEL POOL SULLE STRAGI

 

Egregio Procuratore,

abbiamo appreso con stupore stamattina da un articolo di Salvo Palazzolo su “la Repubblica” della rimozione del dott. Antonino Di Matteo dal pool di lavoro in seno all’organo che lei dirige che ha il compito di approfondire l’eventuale presenza di entità esterne nei delitti eccellenti di mafia.

Stupore perché la decisione si basa su un’intervista televisiva rilasciata dal sostituto procuratore nella trasmissione di Andrea Purgatori su La7, in seguito alla quale lei considera compromesso il rapporto di fiducia all’interno del gruppo e con le direzioni distrettuali antimafia, in quanto sarebbero state rese pubbliche alcune piste di lavoro di cui si starebbe discutendo durante le riunioni private del pool.

Lo stupore deriva anzitutto dal fatto che per chi come noi studia da anni il fenomeno mafioso e ha fatto come propria la missione di diffondere conoscenza e consapevolezza sulle mafie, quanto riferito in televisione dal dott. Di Matteo era di dominio pubblico da anni. Basta una sommaria ricerca sul motore di ricerca Google per appurare come il ritrovamento di un biglietto scritto da un agente dei servizi segreti, così come di un guanto con DNA femminile, per non parlare della scomparsa del diario di Falcone da un computer del ministero della Giustizia, fino all’ipotesi del coinvolgimento di alcuni affiliati a Gladio nella fase esecutiva della strage di Capaci, sono tutti fatti noti.

Certo, non sono noti al “grande pubblico”, perché come lei saprà bene di mafia in televisione e sui giornali in maniera seria e, soprattutto, priva di stereotipi si parla poco. Però chi come noi ha sempre fatto dello studio e della formazione personale un pilastro del proprio attivismo nel movimento antimafia, questi fatti sono noti: quanto siano rilevanti o meno per appurare tutta la verità sulle Stragi non possiamo saperlo, questo dovete dircelo voi con le vostre indagini.

Allo stupore si aggiunge infine il rammarico per la rimozione dal pool di un uomo, prima ancora di un magistrato, con un alto senso dello Stato e delle Istituzioni, le cui capacità investigative e la propria dedizione al lavoro sono esemplari. Abbiamo avuto come ospite il dott. Di Matteo per tre volte a Milano (nel 2016, quando ha ottenuto la cittadinanza onoraria della nostra città, e due volte nel 2018, prima e dopo la sentenza della Trattativa): in nessuna di quelle occasioni, soprattutto quando il processo sulla Trattativa Stato-Mafia era in corso, ha violato il segreto delle indagini né si è lasciato andare a valutazioni oltre le righe.

Le scriviamo quindi questo appello pubblico chiedendole di ripensarci e di reintegrare il dott. Di Matteo nel pool di lavoro, dato che pensiamo che la sua esperienza, la sua conoscenza dei fatti e la sua professionalità siano indispensabili per la buona riuscita del meritevole impegno che lei ha voluto portare avanti come Procuratore Nazionale Antimafia per l’accertamento di tutta la verità, non solo di un pezzo, sulle stragi del ’92-’93.

con immutata stima e l’augurio di buon lavoro,
i ragazzi e le ragazze di WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie

 

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Di Matteo sia re-integrato nel Pool sulle stragi

dott. Federico Cafiero De Raho

Gentile Procuratore,

abbiamo appreso con stupore stamattina da un articolo di Salvo Palazzolo su “la Repubblica” della rimozione del dott. Antonino Di Matteo dal pool di lavoro in seno all’organo che lei dirige che ha il compito di approfondire l’eventuale presenza di entità esterne nei delitti eccellenti di mafia.

Stupore perché la decisione si basa su un’intervista televisiva rilasciata dal sostituto procuratore nella trasmissione di Andrea Purgatori su La7, in seguito alla quale lei considera compromesso il rapporto di fiducia all’interno del gruppo e con le direzioni distrettuali antimafia, in quanto sarebbero state rese pubbliche alcune piste di lavoro di cui si starebbe discutendo durante le riunioni private del pool.

Lo stupore deriva anzitutto dal fatto che per chi come noi studia da anni il fenomeno mafioso e ha fatto come propria la missione di diffondere conoscenza e consapevolezza sulle mafie, quanto riferito in televisione dal dott. Di Matteo era di dominio pubblico da anni. Basta una sommaria ricerca sul motore di ricerca Google per appurare come il ritrovamento di un biglietto scritto da un agente dei servizi segreti, così come di un guanto con DNA femminile, per non parlare della scomparsa del diario di Falcone da un computer del ministero della Giustizia, fino all’ipotesi del coinvolgimento di alcuni affiliati a Gladio nella fase esecutiva della strage di Capaci, sono tutti fatti noti.

Certo, non sono noti al “grande pubblico”, perché come lei saprà bene di mafia in televisione e sui giornali in maniera seria e, soprattutto, priva di stereotipi si parla poco. Però chi come noi ha sempre fatto dello studio e della formazione personale un pilastro del proprio attivismo nel movimento antimafia, questi fatti sono noti: quanto siano rilevanti o meno per appurare tutta la verità sulle Stragi non possiamo saperlo, questo dovete dircelo voi con le vostre indagini.

Allo stupore si aggiunge infine il rammarico per la rimozione dal pool di un uomo, prima ancora di un magistrato, con un alto senso dello Stato e delle Istituzioni, le cui capacità investigative e la propria dedizione al lavoro sono esemplari. Abbiamo avuto come ospite il dott. Di Matteo per tre volte a Milano (nel 2016, quando ha ottenuto la cittadinanza onoraria della nostra città, e due volte nel 2018, prima e dopo la sentenza della Trattativa): in nessuna di quelle occasioni, soprattutto quando il processo sulla Trattativa Stato-Mafia era in corso, ha violato il segreto delle indagini né si è lasciato in valutazioni oltre le righe.

Le scriviamo quindi questo appello pubblico chiedendole di ripensarci e di reintegrare il dott. Di Matteo nel pool di lavoro, dato che pensiamo che la sua esperienza, la sua conoscenza dei fatti e la sua professionalità siano indispensabili per la buona riuscita del meritevole impegno che lei ha voluto portare avanti come Procuratore Nazionale Antimafia per l’accertamento di tutta la verità, non solo di un pezzo, sulle stragi.

con immutata stima e l'augurio di buon lavoro,
i ragazzi e le ragazze di WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie

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