Nel giorno del 4° anniversario del rapimento di Giulio Regeni al Cairo ci stringiamo vicino ai genitori Claudio e Paola e alla sorella Irene. Troviamo che l’attuale situazione di stallo sulla ricerca della verità, coincisa con il ritorno dell’Ambasciatore italiano in Egitto nel 2017, sia inaccettabile: in nome di interessi economici non solo si chiude un occhio sulla sistematica violazione dei diritti umani in Egitto, ma si cerca anche di far dimenticare Giulio e la sua storia.

Troppi silenzi

Il silenzio che rasenta l’omertà da parte di molti soggetti istituzionali, non solo egiziani, sfociata nella mancata collaborazione con le autorità italiane è un fatto vergognoso, che ci riporta alla mente tristi vicende del nostro Paese, una su tutte quella di Peppino Impastato: anche lui rapito, torturato e ucciso, anche lui vittima di depistaggi e della macchina del fango, riabilitato ufficialmente dallo Stato solo grazie alla tenacia della madre, del fratello e dei compagni di lotta, che portarono alla condanna dei responsabili dell’omicidio, mentre ancora oggi chi depistò le indagini non ha pagato.

Una vittima della corruzione

Nel caso di Giulio, i depistaggi, il tentativo di screditarlo subito dopo la morte, il continuo muro di gomma opposto dal governo egiziano lo rendono, a nostro giudizio, una vittima della corruzione morale di un sistema di potere: se così non fosse, avremmo saputo all’indomani del ritrovamento del suo corpo i nomi degli esecutori e dei mandanti.

Li avete uccisi ma non vi siete accorti che ERANO SEMI

Per questo motivo, abbiamo deciso che mercoledì 18 marzo ricorderemo Giulio nel nostro evento “Li avete uccisi ma non vi siete accorti che ERANO SEMI“, che si terrà nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, in via Festa del Perdono 7.

Li avete uccisi ma non vi siete accorti che erano semi

Ci assumiamo la responsabilità politica e morale di pronunciare il nome di Giulio alla fine della lettura dei nomi delle 1011 vittime innocenti delle mafie e della corruzione che terremo quel giorno, in vista della 24° giornata nazionale in loro ricordo, promossa storicamente da Libera (che quest’anno la terrà a Palermo, il 21 marzo).

Giulio, infatti, al pari delle altre vittime, costituisce per noi giovani impegnati per una società libera contro le mafie e la corruzione e che declinano questo impegno non solo con la lotta ma anche con la ricerca sociale e la diffusione di conoscenza costituisce un esempio morale di ispirazione continua delle nostre vite militanti.

I ragazzi e le ragazze di WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie