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	<title>WikiMafia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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		<title>Giuseppe Insalaco</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giuseppe Insalaco&#039;&#039;&#039; (San Giuseppe Jato, [[12 ottobre]] [[1942]] - Palermo, [[12 gennaio]] [[1988]]) è stato un politico italiano, Sindaco di Palermo per 100 giorni, ucciso da [[Cosa Nostra]] a seguito di denunce scomode contro la mafia e il rapporto di quest&#039;ultima con lo Stato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Giuseppe Insalaco, figlio di carabiniere, nasce a San Giuseppe Jato in provincia di Palermo. Nato e cresciuto negli ambienti della Democrazia Cristiana siciliana, aveva l&#039;animo rivoluzionario. Proprio questo suo carattere lo portò a tentare un rinnovamento sia all&#039;interno del partito sia, più tardi, nel Comune di Palermo. Peppuccio Insalaco, come lo chiamavano le persone a lui più vicine, viene ricordato per il suo coraggio e la sua forza nel non cedere ai compromessi. Sposato e padre di due figli, Ernesta e Luca, il [[17 aprile]] [[1984]] diventa Sindaco di Palermo e vi resterà in carica per tre mesi, fino al [[13 luglio]] [[1984]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Sindaco dei 100 giorni ===&lt;br /&gt;
Alla sua prima occasione pubblica da sindaco, ovvero durante l&#039;anniversario dell&#039;omicidio di [[Pio La Torre]] e [[Rosario Di Salvo]], fece tappezzare gran parte della città con manifesti dell&#039;amministrazione comunale, in cui venivano denunciati gli omicidi per mano mafiosa. Fu la prima volta in cui comparve la parola mafia &amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Bongiovanni, [http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/63784.html/ Giuseppe Insalaco il sindaco dei cento giorni ucciso dallo Stato mafia], Antimafia Duemila, 13 gennaio 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le elezioni amministrative del [[1980]] vennero dunque vinte dalla Democrazia Cristiana che, provvista di una maggioranza enorme in Consiglio comunale, avrebbe potuto governare con tranquillità. Invece non andò così, perchè il progetto di rivoluzione di Giuseppe Insalaco non era ben visto dal suo stesso partito che, in quegli anni, subiva l&#039;influenza di [[Vito Ciancimino]]. Così, piano piano, fu allontanato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel progetto di rottura col passato, Giuseppe Insalaco si concentrò soprattutto sul sistema degli appalti. Egli voleva che non ci fossero più trattative private in base alle quali assegnare gli appalti, bensì gare pubbliche aperte a tutti. Il [[6 luglio]] [[1984]] venne ratificata questa decisione, durante il Consiglio comunale. Gli atti vennero poi trasferiti dallo stesso sindaco alla Procura della Repubblica ed alla Commissione antimafia &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.19luglio1992.com/giuseppe-insalaco-vittima-di-mafia/ Giuseppe Insalaco vittima di mafia], 12 gennaio 2011, 19luglio1992&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;intervista rilasciata a Saverio Lodato, Giuseppe Insalaco disse: &#039;&#039;“Ci sono gruppi economici e affaristici i cui interessi spesso coincidono con quelli della pubblica amministrazione. Per il loro peso e i loro intrecci riescono spesso a condizionare scelte che in situazioni normali dovrebbero essere di competenza della classe politica”&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Bongiovanni, [http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/63784.html/ Giuseppe Insalaco il sindaco dei cento giorni ucciso dallo Stato mafia], Antimafia Duemila, 13 gennaio 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inevitabilmente, Giuseppe Insalaco cominciò ad essere un fastidio per la criminalità organizzata e gli affaristi. Così, nel tentativo di isolarlo, vennero gettati su di lui sospetti di collusione e, inoltre, venne accusato di interesse privato in atti d&#039;ufficio. A quel punto, Giuseppe Insalaco si dimise dalla carica di sindaco. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;incontro con Giovanni Falcone ===&lt;br /&gt;
Tutte le accuse su Giuseppe Insalaco arrivarono in forma anonima in due esposti. Insalaco venne arrestato per una vicenda legata alla cessione di terreni di un istituto del quale era commissario ed iniziò un processo che non ebbe mai conclusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 ottobre]] [[1984]], in una deposizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, Insalaco disse: &#039;&#039;“Non sono un democristiano pentito, ma sono venuto qui per dire quello che penso della DC palermitana, degli affari, dei grandi appalti, di Ciancimino, dei perversi giochi che mi hanno costretto alle dimissioni dopo appena tre mesi”&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.19luglio1992.com/giuseppe-insalaco-vittima-di-mafia/ Giuseppe Insalaco vittima di mafia], 12 gennaio 2011, 19luglio1992&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe Insalaco andò 5 volte da [[Giovanni Falcone]] per denunciare legami e situazioni che non lo convincevano. Dopo la sua morte, [[Giovanni Falcone]], durante un Convegno all’inizio degli anni Novanta disse queste parole: &#039;&#039;“L’omicidio Insalaco costituisce l’eloquente conferma che gli antichi ibridi connubi fra la criminalità mafiosa e occulti centri di potere costituiscono tuttora nodi irrisolti con la conseguenza che, fino a quando non sarà fatta piena luce su moventi e mandanti dei nuovi come dei vecchi omicidi eccellenti, non si potranno fare molti passi avanti”&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Bongiovanni, [http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/63784.html/ Giuseppe Insalaco il sindaco dei cento giorni ucciso dallo Stato mafia], Antimafia Duemila, 13 gennaio 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;avvertimento ===&lt;br /&gt;
Dopo la deposizione in Commissione antimafia, mentre Giuseppe Insalaco si stava recando a Roma per un’intervista in Rai la sua auto, parcheggiata sotto casa (nello stesso palazzo di [[Giovanni Falcone]]), venne rubata e data alle fiamme &amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/insalaco_giuseppe_-_biografia.pdf Biografia di Giuseppe Insalaco], Ministero dell&#039;Interno&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;arresto ===&lt;br /&gt;
Nel febbraio [[1985]] Giuseppe Insalaco venne arrestato e, dopo aver rilasciato molte deposizioni al Consigliere [[Antonino Caponnetto]] ed al Giudice istruttore [[Giovanni Falcone]], ad agosto ottenne la libertà provvisoria &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.19luglio1992.com/giuseppe-insalaco-vittima-di-mafia/ Giuseppe Insalaco vittima di mafia], 12 gennaio 2011, 19luglio1992&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio ===&lt;br /&gt;
La mafia non dimentica e, dopo essere stato lasciato solo per molto tempo, il [[12 gennaio]] [[1988]] Giuseppe Insalaco venne assassinato per mano mafiosa. Due ragazzi, a bordo di una vespa, si avvicinarono alla sua auto parcheggiata in Via Cesareo a Palermo e spararono cinque colpi di pistola &amp;lt;ref&amp;gt;Maria Francesca Chiappe, [http://www.marsilioeditori.it/media/rassegna_stampa/usa163163172320.pdf Conosceva mafia e potere ecco perchè morì Insalaco], Unione Sarda, 16 marzo 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
L&#039;indagine per l’omicidio di Giuseppe Insalaco venne avviata a carico di ignoti. Ci furono due anni di indagini senza ottenere nulla. I primi ad occuparsi del caso furono i Pm Ayala e Di Pisa. Poi, finalmente, le carte arrivano a [[Giovanni Falcone]]. I killer lasciarono numerose tracce: la pistola abbandonata sul luogo del delitto (una 357 Magnum), un casco, un ciuffo di capelli e tracce di sterco di gallina. Per quattro mesi la polizia scientifica lavorò alle tracce. Poi, una mattina del novembre [[1989]], vennero riesumati tre cadaveri appartenenti a tre ragazzi uccisi in un mercato qualche settimana prima. Le ricerche della polizia dissero, però, che quei ragazzi non c&#039;entravano niente con la morte di Insalaco. Tuttavia, successivamente si scoprì che il killer dei tre ragazzi era un professionista appartenente ad una cosca potentissima. L&#039;inchiesta ripartì, a quel punto, da zero &amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni, [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/11/03/misteri-del-&lt;br /&gt;
delitto-insalaco.html I misteri del delitto Insalaco], La Repubblica, 3 novembre 1989&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli esecutori dell’omicidio di Giuseppe Insalaco vennero identificati in Nino Galliani e Domenico Guglielmini che, insieme a Domenico Ganci, vennero considerati i componenti del commando &amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/insalaco_giuseppe_-_biografia.pdf Biografia di Giuseppe Insalaco], Ministero dell&#039;Interno&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Cassazione ===&lt;br /&gt;
Il [[17 dicembre]] [[2001]] vennero confermati gli ergastoli, chiesti precedentemente, per Domenico Ganci e Domenico Guglielmini &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.19luglio1992.com/giuseppe-insalaco-vittima-di-mafia/ Giuseppe Insalaco vittima di mafia], 12 gennaio 2011, 19luglio1992&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;eredità di Giuseppe Insalaco ==&lt;br /&gt;
Giuseppe Insalaco, che viene ricordato come &#039;&#039;“il sindaco dei cento giorni”&#039;&#039;, lasciò in eredità alla sua città molte carte e documenti che fecero tremare Palermo. Il materiale venne pubblicato da Saverio Lodato per L&#039;Unità e da Attilio Bolzoni per La Repubblica. In quelle carte, Insalaco faceva i nomi di personaggi noti ed esponenti della DC palermitana, denunciando il sistema di gestione degli appalti &amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/insalaco_giuseppe_-_biografia.pdf Biografia di Giuseppe Insalaco], Ministero dell&#039;Interno&amp;lt;/ref&amp;gt;. Tra i nomi più importanti contenuti in quei documenti vi erano quelli dell&#039;eurodeputato [[Salvo Lima]], dei finanzieri Nino e [[Ignazio Salvo]], del funzionario del Sisde [[Bruno Contrada]], di [[Vito Ciancimino]], di [[Giulio Andreotti]], del ministro per gli Affari regionali Aristide Gunnella, dei giudici Salvatore Palazzolo e Carmelo Carrara, e di Arturo Cassina signore degli appalti comunali e cavaliere del Santo Sepolcro &amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Bongiovanni, [http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/63784.html/ Giuseppe Insalaco il sindaco dei cento giorni ucciso dallo Stato mafia], Antimafia Duemila, 13 gennaio 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;. Nel suo memoriale scrisse: &#039;&#039;“Ho paura, me la faranno pagare”&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Maria Francesca Chiappe, [http://www.marsilioeditori.it/media/rassegna_stampa/usa163163172320.pdf Conosceva mafia e potere ecco perchè morì Insalaco], Unione Sarda, 16 marzo 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In ricordo di Giuseppe Insalaco ==&lt;br /&gt;
*Il 21 marzo 2016, a San Giuseppe Jato in piazza della Libertà, è stata scoperta una targa in memoria di Giuseppe Insalaco. A scoprire la targa i figli Ernesta e Luca, il fratello Mimmo e la moglie Piera Salamone. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’istituto comprensivo “Riccobono”. La targa è stata donata da una fabbrica di marmi di Piana degli Albanesi &amp;lt;ref&amp;gt;Leandro Salvia, [https://www.monrealenews.it/cronaca-monreale/cronaca-varia/17898-san-giuseppe-jato,-il-comune-scopre-una-targa-in-memoria-di-giuseppe-insalaco.html San Giuseppe Jato il Comune scopre una targa in memoria di Giuseppe Insalaco] Monreale News.it, 22 marzo 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
*L’11 ottobre 2016, in Via Cesareo a Palermo, sul luogo dell’omicidio, è stata scoperta una targa in memoria di Giuseppe Insalaco &amp;lt;ref&amp;gt;[https://newsicilia.it/cronaca/palermo-scoperta-targa-in-&lt;br /&gt;
memoria-insalaco-sindaco-dei-100-giorni/185030 Palermo scoperta la targa in memoria di Insalaco il sindaco dei 100 giorni] New Sicilia.it, 11 marzo 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
Bianca Stancanelli, &#039;&#039;La città marcia&#039;&#039;, Marsilio Editore, 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Video ===&lt;br /&gt;
Sergio Ruffino, &#039;&#039;I due volti di Palermo&#039;&#039;, Documentario, 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*Archivio Antimafia Duemila&lt;br /&gt;
*Archivio New Sicilia&lt;br /&gt;
*Archivio Monreale News&lt;br /&gt;
*Ministero dell’Interno&lt;br /&gt;
*19luglio1992 Blog&lt;br /&gt;
*Unione Sarda&lt;br /&gt;
*Marsilio Editori&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Politici]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]] [[Categoria:Nati il 12 ottobre]] [[Categoria:Nati nel 1942]] [[Categoria:Morti il 12 gennaio]] [[Categoria:Morti nel 1988]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
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		<title>Giuseppe Insalaco</title>
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		<updated>2020-03-11T17:16:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giuseppe Insalaco&#039;&#039;&#039; (San Giuseppe Jato, [[12 ottobre]] [[1942]] - Palermo, [[12 gennaio]] [[1988]]) è stato un politico italiano, Sindaco di Palermo per 100 giorni, ucciso da [[Cosa Nostra]] a seguito di denunce scomode contro la mafia e il rapporto di quest&#039;ultima con lo Stato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Giuseppe Insalaco, figlio di carabiniere, nasce a San Giuseppe Jato in provincia di Palermo. Nato e cresciuto negli ambienti della Democrazia Cristiana siciliana, aveva l&#039;animo rivoluzionario. Proprio questo suo carattere lo portò a tentare un rinnovamento sia all&#039;interno del partito sia, più tardi, nel Comune di Palermo. Peppuccio Insalaco, come lo chiamavano le persone a lui più vicine, viene ricordato per il suo coraggio e la sua forza nel non cedere ai compromessi. Sposato e padre di due figli, Ernesta e Luca, il [[17 aprile]] [[1984]] diventa Sindaco di Palermo e vi resterà in carica per tre mesi, fino al [[13 luglio]] [[1984]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Sindaco dei 100 giorni ===&lt;br /&gt;
Alla sua prima occasione pubblica da sindaco, ovvero durante l&#039;anniversario dell&#039;omicidio di [[Pio La Torre]] e [[Rosario Di Salvo]], fece tappezzare gran parte della città con manifesti dell&#039;amministrazione comunale, in cui venivano denunciati gli omicidi per mano mafiosa. Fu la prima volta in cui comparve la parola mafia &amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Bongiovanni, [http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/63784.html/ Giuseppe Insalaco il sindaco dei cento giorni ucciso dallo Stato mafia], Antimafia Duemila, 13 gennaio 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le elezioni amministrative del [[1980]] vennero dunque vinte dalla Democrazia Cristiana che, provvista di una maggioranza enorme in Consiglio comunale, avrebbe potuto governare con tranquillità. Invece non andò così, perchè il progetto di rivoluzione di Giuseppe Insalaco non era ben visto dal suo stesso partito che, in quegli anni, subiva l&#039;influenza di [[Vito Ciancimino]]. Così, piano piano, fu allontanato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel progetto di rottura col passato, Giuseppe Insalaco si concentrò soprattutto sul sistema degli appalti. Egli voleva che non ci fossero più trattative private in base alle quali assegnare gli appalti, bensì gare pubbliche aperte a tutti. Il [[6 luglio]] [[1984]] venne ratificata questa decisione, durante il Consiglio comunale. Gli atti vennero poi trasferiti dallo stesso sindaco alla Procura della Repubblica ed alla Commissione antimafia &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.19luglio1992.com/giuseppe-insalaco-vittima-di-mafia/ Giuseppe Insalaco vittima di mafia], 12 gennaio 2011, 19luglio1992&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un&#039;intervista rilasciata a Saverio Lodato, Giuseppe Insalaco disse: &#039;&#039;“Ci sono gruppi economici e affaristici i cui interessi spesso coincidono con quelli della pubblica amministrazione. Per il loro peso e i loro intrecci riescono spesso a condizionare scelte che in situazioni normali dovrebbero essere di competenza della classe politica”&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Bongiovanni, [http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/63784.html/ Giuseppe Insalaco il sindaco dei cento giorni ucciso dallo Stato mafia], Antimafia Duemila, 13 gennaio 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inevitabilmente, Giuseppe Insalaco cominciò ad essere un fastidio per la criminalità organizzata e gli affaristi. Così, nel tentativo di isolarlo, vennero gettati su di lui sospetti di collusione e, inoltre, venne accusato di interesse privato in atti d&#039;ufficio. A quel punto, Giuseppe Insalaco si dimise dalla carica di sindaco. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;incontro con Giovanni Falcone ===&lt;br /&gt;
Tutte le accuse su Giuseppe Insalaco arrivarono in forma anonima in due esposti. Insalaco venne arrestato per una vicenda legata alla cessione di terreni di un istituto del quale era commissario ed iniziò un processo che non ebbe mai conclusione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[3 ottobre]] [[1984]], in una deposizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, Insalaco disse: &#039;&#039;“Non sono un democristiano pentito, ma sono venuto qui per dire quello che penso della DC palermitana, degli affari, dei grandi appalti, di Ciancimino, dei perversi giochi che mi hanno costretto alle dimissioni dopo appena tre mesi”&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.19luglio1992.com/giuseppe-insalaco-vittima-di-mafia/ Giuseppe Insalaco vittima di mafia], 12 gennaio 2011, 19luglio1992&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe Insalaco andò 5 volte da [[Giovanni Falcone]] per denunciare legami e situazioni che non lo convincevano. Dopo la sua morte, [[Giovanni Falcone]], durante un Convegno all’inizio degli anni Novanta disse queste parole: &#039;&#039;“L’omicidio Insalaco costituisce l’eloquente conferma che gli antichi ibridi connubi fra la criminalità mafiosa e occulti centri di potere costituiscono tuttora nodi irrisolti con la conseguenza che, fino a quando non sarà fatta piena luce su moventi e mandanti dei nuovi come dei vecchi omicidi eccellenti, non si potranno fare molti passi avanti”&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Bongiovanni, [http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/63784.html/ Giuseppe Insalaco il sindaco dei cento giorni ucciso dallo Stato mafia], Antimafia Duemila, 13 gennaio 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;avvertimento ===&lt;br /&gt;
Dopo la deposizione in Commissione antimafia, mentre Giuseppe Insalaco si stava recando a Roma per un’intervista in Rai la sua auto, parcheggiata sotto casa (nello stesso palazzo di [[Giovanni Falcone]]), venne rubata e data alle fiamme &amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/insalaco_giuseppe_-_biografia.pdf Biografia di Giuseppe Insalaco], Ministero dell&#039;Interno&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;arresto ===&lt;br /&gt;
Nel febbraio [[1985]] Giuseppe Insalaco venne arrestato e, dopo aver rilasciato molte deposizioni al Consigliere [[Antonino Caponnetto]] ed al Giudice istruttore [[Giovanni Falcone]], ad agosto ottenne la libertà provvisoria &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.19luglio1992.com/giuseppe-insalaco-vittima-di-mafia/ Giuseppe Insalaco vittima di mafia], 12 gennaio 2011, 19luglio1992&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio ===&lt;br /&gt;
La mafia non dimentica e, dopo essere stato lasciato solo per molto tempo, il [[12 gennaio]] [[1988]] Giuseppe Insalaco venne assassinato per mano mafiosa. Due ragazzi, a bordo di una vespa, si avvicinarono alla sua auto parcheggiata in Via Cesareo a Palermo e spararono cinque colpi di pistola &amp;lt;ref&amp;gt;Maria Francesca Chiappe, [http://www.marsilioeditori.it/media/rassegna_stampa/usa163163172320.pdf Conosceva mafia e potere ecco perchè morì Insalaco], Unione Sarda, 16 marzo 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
L&#039;indagine per l’omicidio di Giuseppe Insalaco venne avviata a carico di ignoti. Ci furono due anni di indagini senza ottenere nulla. I primi ad occuparsi del caso furono i Pm Ayala e Di Pisa. Poi, finalmente, le carte arrivano a [[Giovanni Falcone]]. I killer lasciarono numerose tracce: la pistola abbandonata sul luogo del delitto (una 357 Magnum), un casco, un ciuffo di capelli e tracce di sterco di gallina. Per quattro mesi la polizia scientifica lavorò alle tracce. Poi, una mattina del novembre [[1989]], vennero riesumati tre cadaveri appartenenti a tre ragazzi uccisi in un mercato qualche settimana prima. Le ricerche della polizia dissero, però, che quei ragazzi non c&#039;entravano niente con la morte di Insalaco. Tuttavia, successivamente si scoprì che il killer dei tre ragazzi era un professionista appartenente ad una cosca potentissima. L&#039;inchiesta ripartì, a quel punto, da zero &amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni, [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/11/03/misteri-del-&lt;br /&gt;
delitto-insalaco.html I misteri del delitto Insalaco], La Repubblica, 3 novembre 1989&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli esecutori dell’omicidio di Giuseppe Insalaco vennero identificati in Nino Galliani e Domenico Guglielmini che, insieme a Domenico Ganci, vennero considerati i componenti del commando &amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/insalaco_giuseppe_-_biografia.pdf Biografia di Giuseppe Insalaco], Ministero dell&#039;Interno&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Cassazione ===&lt;br /&gt;
Il [[17 dicembre]] [[2001]] vennero confermati gli ergastoli, chiesti precedentemente, per Domenico Ganci e Domenico Guglielmini &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.19luglio1992.com/giuseppe-insalaco-vittima-di-mafia/ Giuseppe Insalaco vittima di mafia], 12 gennaio 2011, 19luglio1992&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L&#039;eredità di Giuseppe Insalaco ==&lt;br /&gt;
Giuseppe Insalaco, che viene ricordato come &#039;&#039;“il sindaco dei cento giorni”&#039;&#039;, lasciò in eredità alla sua città molte carte e documenti che fecero tremare Palermo. Il materiale venne pubblicato da Saverio Lodato per L&#039;Unità e da Attilio Bolzoni per La Repubblica. In quelle carte, Insalaco faceva i nomi di personaggi noti ed esponenti della DC palermitana, denunciando il sistema di gestione degli appalti &amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/insalaco_giuseppe_-_biografia.pdf Biografia di Giuseppe Insalaco], Ministero dell&#039;Interno&amp;lt;/ref&amp;gt;. Tra i nomi più importanti contenuti in quei documenti vi erano quelli dell&#039;eurodeputato [[Salvo Lima]], dei finanzieri Nino e [[Ignazio Salvo]], del funzionario del Sisde [[Bruno Contrada]], di [[Vito Ciancimino]], di [[Giulio Andreotti]], del ministro per gli Affari regionali Aristide Gunnella, dei giudici Salvatore Palazzolo e Carmelo Carrara, e di Arturo Cassina signore degli appalti comunali e cavaliere del Santo Sepolcro &amp;lt;ref&amp;gt;Giorgio Bongiovanni, [http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/63784.html/ Giuseppe Insalaco il sindaco dei cento giorni ucciso dallo Stato mafia], Antimafia Duemila, 13 gennaio 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;. Nel suo memoriale scrisse: &#039;&#039;“Ho paura, me la faranno pagare”&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;Maria Francesca Chiappe, [http://www.marsilioeditori.it/media/rassegna_stampa/usa163163172320.pdf Conosceva mafia e potere ecco perchè morì Insalaco], Unione Sarda, 16 marzo 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In ricordo di Giuseppe Insalaco ==&lt;br /&gt;
*Il 21 marzo 2016, a San Giuseppe Jato in piazza della Libertà, è stata scoperta una targa in memoria di Giuseppe Insalaco. A scoprire la targa i figli Ernesta e Luca, il fratello Mimmo e la moglie Piera Salamone. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con l’istituto comprensivo “Riccobono”. La targa è stata donata da una fabbrica di marmi di Piana degli Albanesi &amp;lt;ref&amp;gt;Leandro Salvia, [https://www.monrealenews.it/cronaca-monreale/cronaca-varia/17898-san-giuseppe-jato,-il-comune-scopre-una-targa-in-memoria-di-giuseppe-insalaco.html San Giuseppe Jato il Comune scopre una targa in memoria di Giuseppe Insalaco] Monreale News.it, 22 marzo 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
*L’11 ottobre 2016, in Via Cesareo a Palermo, sul luogo dell’omicidio, è stata scoperta una targa in memoria di Giuseppe Insalaco &amp;lt;ref&amp;gt;[https://newsicilia.it/cronaca/palermo-scoperta-targa-in-&lt;br /&gt;
memoria-insalaco-sindaco-dei-100-giorni/185030 Palermo scoperta la targa in memoria di Insalaco il sindaco dei 100 giorni] New Sicilia.it, 11 marzo 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
Bianca Stancanelli, &#039;&#039;La città marcia&#039;&#039;, Marsilio Editore, 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Video ===&lt;br /&gt;
Sergio Ruffino, &#039;&#039;I due volti di Palermo&#039;&#039;, Documentario, 2016.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*Archivio Antimafia Duemila&lt;br /&gt;
*Archivio New Sicilia&lt;br /&gt;
*Archivio Monreale News&lt;br /&gt;
*Ministero dell’Interno&lt;br /&gt;
*19luglio1992 Blog&lt;br /&gt;
*Unione Sarda&lt;br /&gt;
*Marsilio Editori&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Politici]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
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		<title>Mauro De Mauro</title>
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		<updated>2019-04-27T17:24:02Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Mauro De Mauro&#039;&#039;&#039; (Foggia, [[6 settembre]] [[1921]] - Palermo [[16 settembre]] [[1970]] è stato un giornalista italiano, ucciso da [[Cosa Nostra]], il cui corpo non fu mai ritrovato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Mauro_De_Mauro.jpg|300px|thumb|right|Mauro De Mauro]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia == &lt;br /&gt;
=== Gli anni della guerra ===&lt;br /&gt;
Nato a Foggia, a 22 anni Mauro si trasferì a Roma con la famiglia, e l’[[8 settembre]] [[1943]] decise di arruolarsi nella Xª flottiglia MAS di Junio Valerio Borghese, aderendo di fatto alla Repubblica di Salò. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo ruolo nella RSI non fu mai chiarito del tutto: venne definito un “addetto stampa”, poi un informatore dei tedeschi, e ancora (tra giugno e [[novembre 1944]]) un funzionario di pubblica sicurezza&amp;lt;ref&amp;gt;Il tempo e la storia, [http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/mauro-de-mauro-un-mistero-irrisolto/25892/default.aspx Mauro De Mauro: un mistero irrisolto], Raistoria.it&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’inizio del [[1944]] operò nelle SS sotto copertura. Dopo la liberazione della capitale fu inviato prima a Novara e poi a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quell’estate, precisamente la sera del [[9 giugno]], ebbe un incidente con l’auto e riportò numerose ferite, ma la dinamica inizialmente non fu chiara fino a quando, grazie ad alcuni documenti inediti conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato, si riuscì a fare luce sull’incidente: quel giorno il capo della Polizia, dopo giorni di incertezza sulle sorti del Questore di Roma Pietro Caruso, diede l’incarico a De Mauro di andare a Siena per rintracciare il comandante Caruso. Mentre de Mauro percorreva la strada per Firenze avvistò aerei nemici e per scansare un grosso Tiger che gli impediva di proseguire, avvenne una collisione con un autocarro che procedeva in direzione contraria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’[[aprile 1945]] venne arrestato a Milano, con l’accusa di collaborazionismo. Ad agosto fu messo nel campo di concentramento di Coltano, ma qualche settimana dopo, mischiandosi con la folla di visitatori, riuscì ad evadere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da quel momento diventò per la legge un pericoloso latitante sospettato di crimini di guerra e di aver preso parte all’Eccidio delle Fosse Ardeatine. Tutte accuse dalle quali venne assolto nel [[1948]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La carriera di giornalista ===&lt;br /&gt;
Nel [[1946]] decise di trasferirsi a Palermo con la moglie, Elda Barbieri, e le due figlie, Junia Valeria e Franca Valeria. Da qui iniziò la sua carriera di giornalista e, dopo aver collaborato con diversi giornali (come “Il Tempo di Sicilia e “Il Mattino di Sicilia”), nel [[1959]] entrò nel giornale ”L’Ora” di Palermo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A capo della redazione vi era Vittorio Nisticò, il quale ebbe il merito di dirigere un giornale fatto di professionisti e di gente che non aveva paura di dire la verità e di occuparsi di inchieste scomode. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giornale “L’Ora” si posizionava nel versante comunista, ragion per cui in tanti si chiesero come mai un giornale di sinistra decise di assumere un ex repubblichino. Quelli furono i tempi del milazzismo, esperimento politico siciliano promosso da Silvio Milazzo, che mise insieme forze che andavano dal PCI al Movimento Sociale Italiano. E proprio avvicinandosi alle correnti democristiane di sinistra, e seguendo la vicenda di Milazzo da vicino, De Mauro si avvicinò al pensiero di sinistra&amp;lt;ref&amp;gt;Il tempo e la storia, [http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/mauro-de-mauro-un-mistero-irrisolto/25892/default.aspx Mauro De Mauro: un mistero irrisolto], Raistoria.it&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di là poi del contesto politico, De Mauro sembrò aver davvero chiuso con il passato, e il direttore Nisticò non ebbe alcun dubbio nell’affidargli inchieste delicatissime (come ad esempio il rapporto sulla mafia del [[1963]], e una grande inchiesta sul traffico di droga del [[1964]]). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
De Mauro viene ricordato come un bravo giornalista, intuitivo; dalla personalità enigmatica, e dal passato ingombrante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo ultimo pezzo sulla mafia riguardò la [[Strage di viale Lazio]] del [[1969]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In quel periodo, però, non fu solo la mafia ad opprimere Palermo: tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 si verificarono altri gravi episodi: la scoperta a Bellolampo, nell’[[ottobre 1969]], di un campo paramilitare neofascista, in cui venne arrestato Pier Luigi Concutelli, il futuro killer del giudice Occorsio. Un altro episodio riguardò l’accoltellamento, nel [[maggio 1970]], del deputato Angelo Nicosia, membro della commissione antimafia&amp;lt;ref&amp;gt;Il tempo e la storia, [http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/mauro-de-mauro-un-mistero-irrisolto/25892/default.aspx Mauro De Mauro: un mistero irrisolto], Raistoria.it&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal [[1970]] i pezzi di cronaca di De Mauro diventarono più rari. Poco prima dell’estate venne promosso caposervizio e spostato alle pagine sportive con la motivazione di essere quest’ultime “bisognose di rilancio”. Tuttavia De Mauro, abile di cronaca nera e minimamente di sport, non gradì la decisione e non comprese quella scelta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il rapimento ===&lt;br /&gt;
La sera del [[16 settembre]] [[1970]], Mauro De Mauro uscì dal giornale, salì in macchina, si fermò nel solito bar e si diresse verso casa. La figlia arrivò sotto casa col fidanzato nello stesso momento, e vide la macchina di suo padre; si incamminò verso l’ascensore col fidanzato ma, poiché il padre tardava ad arrivare, decise di affacciarsi fuori per vedere cosa stesse facendo e vide un uomo salire da dietro nella macchina di suo padre e dopo pochi secondi la macchina ripartì lentamente e andò via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno dopo il rapimento la macchina di De Mauro venne trovata in Via Pietro D’Asaro (nel centro della città e a pochi chilometri dalla sua abitazione), ma nessuno disse di aver visto niente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[22 settembre]] [[1970]], da cinque giorni non vi erano notizie di De Mauro. I suoi colleghi de “L’Ora” di Palermo pubblicarono un appello, come una richiesta d’aiuto&amp;lt;ref&amp;gt; Dario Fidora, [https://www.ilgazzettinodisicilia.it/2017/09/06/mauro-de-mauro-6-settembre/ Mauro De Mauro, il giornalista scomparso mentre indagava sull’uccisione di Enrico Mattei], Il Gazzettino di Sicilia, 6 settembre 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le indagini ==&lt;br /&gt;
Le indagini sulla scomparsa di Mauro De Mauro seguirono due piste, portate avanti da Carabinieri e Polizia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Carabinieri, guidati dal comandante [[Carlo Alberto dalla Chiesa]], iniziarono a seguire la pista della droga, poiché secondo loro vi era la possibilità che De Mauro avesse scoperto un traffico di stupefacenti tra Stati Uniti e Sicilia. Dalla Chiesa, convinto di questa sua ipotesi, consegnò un dettagliato fascicolo al Procuratore di Palermo Scaglione. Tuttavia gli elementi di quella pista apparvero pochi e l’ipotesi convinse poco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che destò scalpore fu invece la modalità nuova della mafia di sequestrare un giornalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le domande che ruotarono attorno alla scomparsa di De Mauro furono molte: dal perché ormai passato alle notizie sportive venne rapito, al dubbio che conoscesse la persona che salì nella sua macchina quella sera (poiché la figlia raccontò che non ci fu alcuna violenza o intimidazione); e ancora il perché lasciare la macchina a pochi chilometri da casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre i Carabinieri seguirono la pista della droga, la Polizia (con a capo [[Boris Giuliano]]) ne seguì un’altra (sostenuta inizialmente anche da [[Bruno Contrada]]): la scomparsa di De Mauro sarebbe stata legata ad uno scoop, su cui Mauro stava lavorando, sulla morte di Enrico Mattei. Pochi giorni prima della sua scomparsa, De Mauro avrebbe confidato a più persone di avere tra le mani qualcosa che avrebbe potuto far tremare l’Italia, riguardante gli ultimi due giorni in Sicilia passati da Enrico Mattei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si scoprì dopo, infatti, che nonostante De Mauro fosse stato spostato alla parte sportiva del giornale, continuava ad interessarsi a fatti di cronaca, e in quel periodo stava proprio indagando sul caso Mattei. Proprio in quel periodo, infatti, il regista Francesco Rosi chiese a De Mauro di fare delle ricerche sugli ultimi due giorni in Sicilia del presidente dell’Eni, Enrico Mattei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre il caso De Mauro sembrò vicino ad una svolta: il Questore di Palermo, Ferdinando Li Donni, fece capire che la conclusione delle indagini era davvero vicina. E invece all’improvviso le indagini si fermarono, dopo una riunione poco chiara, tra diverse forze dello Stato, a Villa Bosco Grande. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il caso De Mauro restò a lungo un caso irrisolto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, trent’anni dopo, ci fu un colpo di scena, una terza ipotesi: dietro la morte di De Mauro poteva esserci il golpe Borghese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2001]], sul quotidiano “La Repubblica” comparve un articolo dal titolo “De Mauro venne ucciso perché sapeva del golpe”&amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni e Francesco Viviano, [http://www.repubblica.it/online/cronaca/mdemauro/mdemauro/mdemauro.html De Mauro venne ucciso perché sapeva del golpe], La Repubblica, 26 gennaio 2001&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo questa ipotesi De Mauro fu rapito e ucciso per evitare di rivelare ciò che sapeva sul golpe di Junio Valerio Borghese, con la complicità di [[Cosa Nostra]], della notte dell’[[8 dicembre]] del [[1970]]. A rivelarlo furono due collaboratori di giustizia: Francesco Di Carlo e Gaspare Mutolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
De Mauro veniva guardato con sospetto dagli ambienti della destra, non solo per il suo inserimento nel giornale “L’Ora” e quindi il suo avvicinamento all’ambiente comunista, ma anche per il suo passato pieno di dubbi; era visto quasi come un traditore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo il pentito Francesco Di Carlo la morte di De Mauro era legata ad uno scoop al quale De Mauro stava lavorando, riguardante il colpo di Stato che Junio Valerio Borghese aveva tentato insieme a [[Cosa Nostra]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, sempre secondo Di Carlo, De Mauro venne rapito e portato in una masseria a Santa Maria del Gesù; qui fu torturato, interrogato  e strangolato; infine il corpo venne gettato nella foce dell’Oreto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di Carlo aggiunse altri particolari: la sera del rapimento era presente anche [[Bernardo Provenzano]]. E ancora, De Mauro non fu propriamente “rapito”, poiché quella sera non ci fu bisogno di nessuna intimidazione, perché conosceva una delle persone che lo aspettarono sotto la sua abitazione: Emanuele D’Agostino, (mafioso di Santa Maria del Gesù), il quale gli aveva promesso dettagli importanti per il suo scoop.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il terzo, infine, era Stefano Giaconia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando un po’ di tempo prima D’Agostino scoprì che De Mauro sapeva del golpe Borghese, mise al corrente il boss mafioso Stefano Bontate, suo capo. Quest’ultimo comunicò la notizia agli altri boss della Commissione e, insieme ad alcune forze dello Stato, decisero che De Mauro sapeva “troppo” e dunque andava eliminato&amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni e Francesco Viviano, [http://www.repubblica.it/online/cronaca/mdemauro/mdemauro/mdemauro.html De Mauro venne ucciso perché sapeva del golpe], La Repubblica, 26 gennaio 2001&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Processo ==&lt;br /&gt;
=== Primo grado ===&lt;br /&gt;
Il processo sul caso De Mauro ebbe inizio nel [[2006]], e vide come unico imputato [[Totò Riina]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, nel [[2011]], la sentenza di primo grado assolse quest’ultimo&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/10/omicidio-de-mauro-assolto-toto-riina/117393/ Omicidio De Mauro: assolto Totò Riina. La figlia: &amp;quot;Una vergogna di 41 anni&amp;quot;], Il Fatto Quotidiano, 10 giugno 2011&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la sentenza, De Mauro fu assassinato perché aveva scoperto qualcosa di importante sull’omicidio di Enrico Mattei. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[28 agosto]] [[2013]] [[Totò Riina]], intercettato nel carcere di Milano, parlò dell’omicidio di Mauro De Mauro. Per lui il mandante dell’omicidio fu Stefano Bontate, il principe di Villagrazia che proprio Riina fece uccidere nel [[1981]]&amp;lt;ref&amp;gt;Giuseppe Pipitone, [https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/16/omicidio-de-mauro-riina-solo-bontate-conosceva-il-luogo-dove-venne-sepolto/1122314/ Omicidio De Mauro, Riina: &amp;quot;Solo Bontate conosceva il luogo dove venne sepolto&amp;quot;], Il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2014&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Appello ===&lt;br /&gt;
La sentenza di primo grado venne confermata in appello il 27 gennaio 2014&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/27/omidicio-de-mauro-il-boss-toto-riina-assolto-anche-in-appello/859112/ Omicidio De Mauro, il boss Totò Riina assolto anche in appello], Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2014&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Cassazione ===&lt;br /&gt;
Il [[4 giugno]] [[2015]] la Corte di Assise di Palermo assolse ancora una volta [[Totò Riina]] dall’accusa di essere il mandante del sequestro e dell’omicidio di De Mauro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I giudici ritennero poco attendibile l’ipotesi insinuata dai due collaboratori di giustizia (quella sul colpo di Stato)&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/mafia-processo-de-mauro-cassazione-assolto-riina/news-dettaglio/4585889 Mafia: processo De Mauro; Cassazione, assolto Riina], La Repubblica, 4 giugno 2015&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi, quello di Mauro De Mauro, resta un caso irrisolto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cadavere non fu mai ritrovato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mauro De Mauro viene ricordato come il primo giornalista fatto sparire dalla mafia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In ricordo di Mauro De Mauro ==&lt;br /&gt;
* Il 14 maggio 2013 vennero piantati tre alberi, nel Giardino della Memoria di Palermo, per ricordare tre vittime della mafia: il giornalista Mauro De Mauro, il medico legale Paolo Giaccone, e il magistrato [[Rosario Livatino]]&amp;lt;ref&amp;gt;[http://livesicilia.it/2013/05/12/tre-alberi-per-ricordare-de-mauro-giaccone-e-livatino_314229/ Tre alberi per ricordare De Mauro, Giaccone e Livatino], LiveSicilia.it, 12 maggio 2013&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
* Il 20 dicembre 2014 venne posta una lapide sul luogo del rapimento di Mauro De Mauro, in viale delle Magnolie, con la seguente scritta: &#039;&#039;«In questo luogo la sera del 16 settembre 1970 vili mani mafiose strapparono all&#039;affetto dei suoi familiari il giornalista Mauro De Mauro. A ricordo della sua tenacia e del suo coraggio i cronisti e la municipalità posero»&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://palermo.meridionews.it/articolo/30386/una-lapide-in-ricordo-di-mauro-de-mauro-la-mafia-e-ancora-forte-in-sicilia/ Una lapide in ricordo di Mauro De Mauro «La mafia è ancora forte in Sicilia»], Meridionews.it, 20 dicembre 2014&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
* Il 16 settembre 2016 l’Unione Nazionale cronisti italiani organizzò una manifestazione in viale delle Magnolie (dove pochi anni prima era stata inaugurata una targa in nome di De Mauro), a distanza di 46 anni dalla scomparsa di Mauro De Mauro&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.assostampasicilia.it/lista-attualità/629-in-memoria-di-mauro-de-mauro,-sequestrato-dalla-mafia-il-16-settembre-1970.html In memoria di Mauro De Mauro, sequestrato dalla mafia il 16 settembre 1970], AssostampaSicilia,it, 16 settembre 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
* Fulvio Abbate, &#039;&#039;Il rosa e il nero. Palermo trent’anni dopo Mauro De Mauro&#039;&#039;, Zona, 2002&lt;br /&gt;
* Massimiliano Griner, &#039;&#039;Nell’ingranaggio. La scomparsa di Mauro De Mauro&#039;&#039;, Vallecchi, 2003&lt;br /&gt;
* Camillo Arcuri, &#039;&#039;Colpo di Stato. Storia vera di una inchiesta censurata. Il racconto del golpe Borghese, il caso Mattei e la morte di De Mauro&#039;&#039;, BUR, 2004&lt;br /&gt;
* Arcangelo Badolati, &#039;&#039;‘Ndrangheta eversiva. La scomparsa di Mauro De Mauro e la strage di Gioia Tauro&#039;&#039;, Klipper, 2007&lt;br /&gt;
* Leone Zingales, &#039;&#039;Mauro De Mauro. Storia di una misteriosa scomparsa. Fu solo mafia?&#039;&#039;, Nuova IPSA, 2008&lt;br /&gt;
* Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza, &#039;&#039;Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Un’unica pista all’origine delle stragi di Stato&#039;&#039;, Chiarelettere, 2009&lt;br /&gt;
* Francesco Viviano, &#039;&#039;Mauro De Mauro. La verità scomoda&#039;&#039;, Aliberti, 2009&lt;br /&gt;
* Giuseppe Pipitone, &#039;Il caso De Mauro. Così scompare un giornalista: un mistero lungo 41 anni&#039;&#039;, Eir, 2012&lt;br /&gt;
* Franco Nicastro, Vincenzo Vasile, Mauro De Mauro. Il grande depistaggio, XL Edizioni, 2013&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Video ===&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Il caso Mattei&#039;&#039;, di Francesco Rosi, 1972, Film&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Mauro De Mauro&#039;&#039;, per il ciclo “Blu Notte”, Rai3, 2005, Documentario&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.raiplay.it/video/2017/02/Blu-notte-Mauro-De-Mauro-b7c11aaf-9ddc-4942-9e99-dac0d20e5eb2.html Mauro De Mauro]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Mauro De Mauro – un mistero irrisolto&#039;&#039;, RaiStoria, 2015, Documentario&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/mauro-de-mauro-un-mistero-irrisolto/25892/default.aspx Mauro De Mauro: un mistero irrisolto]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Il caso De mauro. Sparire a Palermo&#039;&#039;, Rai, Documentario &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/il-caso-de-mauro/1075/default.aspx Il caso De Mauro. Sparire a Palermo]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Archivio Il Gazzettino di Sicilia&lt;br /&gt;
* Archivio La Repubblica&lt;br /&gt;
* Archivio Il Fatto Quotidiano&lt;br /&gt;
* Archivio MeridioNews.it&lt;br /&gt;
* Archivio LiveSicilia.it&lt;br /&gt;
* Raiplay.it&lt;br /&gt;
* Raistoria.rai.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Giornalisti]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
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		<updated>2019-04-27T17:22:44Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
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		<title>Mauro De Mauro</title>
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		<updated>2019-04-27T17:18:31Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Mauro De Mauro&#039;&#039;&#039; (Foggia, [[6 settembre]] [[1921]] - Palermo [[16 settembre]] [[1970]] è stato un giornalista italiano, ucciso da [[Cosa Nostra]], il cui corpo non fu mai ritrovato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia == &lt;br /&gt;
=== Gli anni della guerra ===&lt;br /&gt;
Nato a Foggia, a 22 anni Mauro si trasferì a Roma con la famiglia, e l’[[8 settembre]] [[1943]] decise di arruolarsi nella Xª flottiglia MAS di Junio Valerio Borghese, aderendo di fatto alla Repubblica di Salò. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo ruolo nella RSI non fu mai chiarito del tutto: venne definito un “addetto stampa”, poi un informatore dei tedeschi, e ancora (tra giugno e [[novembre 1944]]) un funzionario di pubblica sicurezza&amp;lt;ref&amp;gt;Il tempo e la storia, [http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/mauro-de-mauro-un-mistero-irrisolto/25892/default.aspx Mauro De Mauro: un mistero irrisolto], Raistoria.it&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
All’inizio del [[1944]] operò nelle SS sotto copertura. Dopo la liberazione della capitale fu inviato prima a Novara e poi a Milano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quell’estate, precisamente la sera del [[9 giugno]], ebbe un incidente con l’auto e riportò numerose ferite, ma la dinamica inizialmente non fu chiara fino a quando, grazie ad alcuni documenti inediti conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato, si riuscì a fare luce sull’incidente: quel giorno il capo della Polizia, dopo giorni di incertezza sulle sorti del Questore di Roma Pietro Caruso, diede l’incarico a De Mauro di andare a Siena per rintracciare il comandante Caruso. Mentre de Mauro percorreva la strada per Firenze avvistò aerei nemici e per scansare un grosso Tiger che gli impediva di proseguire, avvenne una collisione con un autocarro che procedeva in direzione contraria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’[[aprile 1945]] venne arrestato a Milano, con l’accusa di collaborazionismo. Ad agosto fu messo nel campo di concentramento di Coltano, ma qualche settimana dopo, mischiandosi con la folla di visitatori, riuscì ad evadere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da quel momento diventò per la legge un pericoloso latitante sospettato di crimini di guerra e di aver preso parte all’Eccidio delle Fosse Ardeatine. Tutte accuse dalle quali venne assolto nel [[1948]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La carriera di giornalista ===&lt;br /&gt;
Nel [[1946]] decise di trasferirsi a Palermo con la moglie, Elda Barbieri, e le due figlie, Junia Valeria e Franca Valeria. Da qui iniziò la sua carriera di giornalista e, dopo aver collaborato con diversi giornali (come “Il Tempo di Sicilia e “Il Mattino di Sicilia”), nel [[1959]] entrò nel giornale ”L’Ora” di Palermo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A capo della redazione vi era Vittorio Nisticò, il quale ebbe il merito di dirigere un giornale fatto di professionisti e di gente che non aveva paura di dire la verità e di occuparsi di inchieste scomode. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giornale “L’Ora” si posizionava nel versante comunista, ragion per cui in tanti si chiesero come mai un giornale di sinistra decise di assumere un ex repubblichino. Quelli furono i tempi del milazzismo, esperimento politico siciliano promosso da Silvio Milazzo, che mise insieme forze che andavano dal PCI al Movimento Sociale Italiano. E proprio avvicinandosi alle correnti democristiane di sinistra, e seguendo la vicenda di Milazzo da vicino, De Mauro si avvicinò al pensiero di sinistra&amp;lt;ref&amp;gt;Il tempo e la storia, [http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/mauro-de-mauro-un-mistero-irrisolto/25892/default.aspx Mauro De Mauro: un mistero irrisolto], Raistoria.it&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al di là poi del contesto politico, De Mauro sembrò aver davvero chiuso con il passato, e il direttore Nisticò non ebbe alcun dubbio nell’affidargli inchieste delicatissime (come ad esempio il rapporto sulla mafia del [[1963]], e una grande inchiesta sul traffico di droga del [[1964]]). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
De Mauro viene ricordato come un bravo giornalista, intuitivo; dalla personalità enigmatica, e dal passato ingombrante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il suo ultimo pezzo sulla mafia riguardò la [[Strage di viale Lazio]] del [[1969]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In quel periodo, però, non fu solo la mafia ad opprimere Palermo: tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 si verificarono altri gravi episodi: la scoperta a Bellolampo, nell’[[ottobre 1969]], di un campo paramilitare neofascista, in cui venne arrestato Pier Luigi Concutelli, il futuro killer del giudice Occorsio. Un altro episodio riguardò l’accoltellamento, nel [[maggio 1970]], del deputato Angelo Nicosia, membro della commissione antimafia&amp;lt;ref&amp;gt;Il tempo e la storia, [http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/mauro-de-mauro-un-mistero-irrisolto/25892/default.aspx Mauro De Mauro: un mistero irrisolto], Raistoria.it&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal [[1970]] i pezzi di cronaca di De Mauro diventarono più rari. Poco prima dell’estate venne promosso caposervizio e spostato alle pagine sportive con la motivazione di essere quest’ultime “bisognose di rilancio”. Tuttavia De Mauro, abile di cronaca nera e minimamente di sport, non gradì la decisione e non comprese quella scelta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il rapimento ===&lt;br /&gt;
La sera del [[16 settembre]] [[1970]], Mauro De Mauro uscì dal giornale, salì in macchina, si fermò nel solito bar e si diresse verso casa. La figlia arrivò sotto casa col fidanzato nello stesso momento, e vide la macchina di suo padre; si incamminò verso l’ascensore col fidanzato ma, poiché il padre tardava ad arrivare, decise di affacciarsi fuori per vedere cosa stesse facendo e vide un uomo salire da dietro nella macchina di suo padre e dopo pochi secondi la macchina ripartì lentamente e andò via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno dopo il rapimento la macchina di De Mauro venne trovata in Via Pietro D’Asaro (nel centro della città e a pochi chilometri dalla sua abitazione), ma nessuno disse di aver visto niente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[22 settembre]] [[1970]], da cinque giorni non vi erano notizie di De Mauro. I suoi colleghi de “L’Ora” di Palermo pubblicarono un appello, come una richiesta d’aiuto&amp;lt;ref&amp;gt; Dario Fidora, [https://www.ilgazzettinodisicilia.it/2017/09/06/mauro-de-mauro-6-settembre/ Mauro De Mauro, il giornalista scomparso mentre indagava sull’uccisione di Enrico Mattei], Il Gazzettino di Sicilia, 6 settembre 2017&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le indagini ==&lt;br /&gt;
Le indagini sulla scomparsa di Mauro De Mauro seguirono due piste, portate avanti da Carabinieri e Polizia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Carabinieri, guidati dal comandante [[Carlo Alberto dalla Chiesa]], iniziarono a seguire la pista della droga, poiché secondo loro vi era la possibilità che De Mauro avesse scoperto un traffico di stupefacenti tra Stati Uniti e Sicilia. Dalla Chiesa, convinto di questa sua ipotesi, consegnò un dettagliato fascicolo al Procuratore di Palermo Scaglione. Tuttavia gli elementi di quella pista apparvero pochi e l’ipotesi convinse poco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che destò scalpore fu invece la modalità nuova della mafia di sequestrare un giornalista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le domande che ruotarono attorno alla scomparsa di De Mauro furono molte: dal perché ormai passato alle notizie sportive venne rapito, al dubbio che conoscesse la persona che salì nella sua macchina quella sera (poiché la figlia raccontò che non ci fu alcuna violenza o intimidazione); e ancora il perché lasciare la macchina a pochi chilometri da casa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre i Carabinieri seguirono la pista della droga, la Polizia (con a capo [[Boris Giuliano]]) ne seguì un’altra (sostenuta inizialmente anche da [[Bruno Contrada]]): la scomparsa di De Mauro sarebbe stata legata ad uno scoop, su cui Mauro stava lavorando, sulla morte di Enrico Mattei. Pochi giorni prima della sua scomparsa, De Mauro avrebbe confidato a più persone di avere tra le mani qualcosa che avrebbe potuto far tremare l’Italia, riguardante gli ultimi due giorni in Sicilia passati da Enrico Mattei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si scoprì dopo, infatti, che nonostante De Mauro fosse stato spostato alla parte sportiva del giornale, continuava ad interessarsi a fatti di cronaca, e in quel periodo stava proprio indagando sul caso Mattei. Proprio in quel periodo, infatti, il regista Francesco Rosi chiese a De Mauro di fare delle ricerche sugli ultimi due giorni in Sicilia del presidente dell’Eni, Enrico Mattei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre il caso De Mauro sembrò vicino ad una svolta: il Questore di Palermo, Ferdinando Li Donni, fece capire che la conclusione delle indagini era davvero vicina. E invece all’improvviso le indagini si fermarono, dopo una riunione poco chiara, tra diverse forze dello Stato, a Villa Bosco Grande. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il caso De Mauro restò a lungo un caso irrisolto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, trent’anni dopo, ci fu un colpo di scena, una terza ipotesi: dietro la morte di De Mauro poteva esserci il golpe Borghese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2001]], sul quotidiano “La Repubblica” comparve un articolo dal titolo “De Mauro venne ucciso perché sapeva del golpe”&amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni e Francesco Viviano, [http://www.repubblica.it/online/cronaca/mdemauro/mdemauro/mdemauro.html De Mauro venne ucciso perché sapeva del golpe], La Repubblica, 26 gennaio 2001&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo questa ipotesi De Mauro fu rapito e ucciso per evitare di rivelare ciò che sapeva sul golpe di Junio Valerio Borghese, con la complicità di [[Cosa Nostra]], della notte dell’[[8 dicembre]] del [[1970]]. A rivelarlo furono due collaboratori di giustizia: Francesco Di Carlo e Gaspare Mutolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
De Mauro veniva guardato con sospetto dagli ambienti della destra, non solo per il suo inserimento nel giornale “L’Ora” e quindi il suo avvicinamento all’ambiente comunista, ma anche per il suo passato pieno di dubbi; era visto quasi come un traditore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo il pentito Francesco Di Carlo la morte di De Mauro era legata ad uno scoop al quale De Mauro stava lavorando, riguardante il colpo di Stato che Junio Valerio Borghese aveva tentato insieme a [[Cosa Nostra]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, sempre secondo Di Carlo, De Mauro venne rapito e portato in una masseria a Santa Maria del Gesù; qui fu torturato, interrogato  e strangolato; infine il corpo venne gettato nella foce dell’Oreto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di Carlo aggiunse altri particolari: la sera del rapimento era presente anche [[Bernardo Provenzano]]. E ancora, De Mauro non fu propriamente “rapito”, poiché quella sera non ci fu bisogno di nessuna intimidazione, perché conosceva una delle persone che lo aspettarono sotto la sua abitazione: Emanuele D’Agostino, (mafioso di Santa Maria del Gesù), il quale gli aveva promesso dettagli importanti per il suo scoop.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il terzo, infine, era Stefano Giaconia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando un po’ di tempo prima D’Agostino scoprì che De Mauro sapeva del golpe Borghese, mise al corrente il boss mafioso Stefano Bontate, suo capo. Quest’ultimo comunicò la notizia agli altri boss della Commissione e, insieme ad alcune forze dello Stato, decisero che De Mauro sapeva “troppo” e dunque andava eliminato&amp;lt;ref&amp;gt;Attilio Bolzoni e Francesco Viviano, [http://www.repubblica.it/online/cronaca/mdemauro/mdemauro/mdemauro.html De Mauro venne ucciso perché sapeva del golpe], La Repubblica, 26 gennaio 2001&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Processo ==&lt;br /&gt;
=== Primo grado ===&lt;br /&gt;
Il processo sul caso De Mauro ebbe inizio nel [[2006]], e vide come unico imputato [[Totò Riina]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tuttavia, nel [[2011]], la sentenza di primo grado assolse quest’ultimo&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/10/omicidio-de-mauro-assolto-toto-riina/117393/ Omicidio De Mauro: assolto Totò Riina. La figlia: &amp;quot;Una vergogna di 41 anni&amp;quot;], Il Fatto Quotidiano, 10 giugno 2011&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per la sentenza, De Mauro fu assassinato perché aveva scoperto qualcosa di importante sull’omicidio di Enrico Mattei. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[28 agosto]] [[2013]] [[Totò Riina]], intercettato nel carcere di Milano, parlò dell’omicidio di Mauro De Mauro. Per lui il mandante dell’omicidio fu Stefano Bontate, il principe di Villagrazia che proprio Riina fece uccidere nel [[1981]]&amp;lt;ref&amp;gt;Giuseppe Pipitone, [https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/16/omicidio-de-mauro-riina-solo-bontate-conosceva-il-luogo-dove-venne-sepolto/1122314/ Omicidio De Mauro, Riina: &amp;quot;Solo Bontate conosceva il luogo dove venne sepolto&amp;quot;], Il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2014&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Appello ===&lt;br /&gt;
La sentenza di primo grado venne confermata in appello il 27 gennaio 2014&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/27/omidicio-de-mauro-il-boss-toto-riina-assolto-anche-in-appello/859112/ Omicidio De Mauro, il boss Totò Riina assolto anche in appello], Il Fatto Quotidiano, 27 gennaio 2014&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Cassazione ===&lt;br /&gt;
Il [[4 giugno]] [[2015]] la Corte di Assise di Palermo assolse ancora una volta [[Totò Riina]] dall’accusa di essere il mandante del sequestro e dell’omicidio di De Mauro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I giudici ritennero poco attendibile l’ipotesi insinuata dai due collaboratori di giustizia (quella sul colpo di Stato)&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/mafia-processo-de-mauro-cassazione-assolto-riina/news-dettaglio/4585889 Mafia: processo De Mauro; Cassazione, assolto Riina], La Repubblica, 4 giugno 2015&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ad oggi, quello di Mauro De Mauro, resta un caso irrisolto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cadavere non fu mai ritrovato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mauro De Mauro viene ricordato come il primo giornalista fatto sparire dalla mafia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In ricordo di Mauro De Mauro ==&lt;br /&gt;
* Il 14 maggio 2013 vennero piantati tre alberi, nel Giardino della Memoria di Palermo, per ricordare tre vittime della mafia: il giornalista Mauro De Mauro, il medico legale Paolo Giaccone, e il magistrato [[Rosario Livatino]]&amp;lt;ref&amp;gt;[http://livesicilia.it/2013/05/12/tre-alberi-per-ricordare-de-mauro-giaccone-e-livatino_314229/ Tre alberi per ricordare De Mauro, Giaccone e Livatino], LiveSicilia.it, 12 maggio 2013&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
* Il 20 dicembre 2014 venne posta una lapide sul luogo del rapimento di Mauro De Mauro, in viale delle Magnolie, con la seguente scritta: &#039;&#039;«In questo luogo la sera del 16 settembre 1970 vili mani mafiose strapparono all&#039;affetto dei suoi familiari il giornalista Mauro De Mauro. A ricordo della sua tenacia e del suo coraggio i cronisti e la municipalità posero»&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://palermo.meridionews.it/articolo/30386/una-lapide-in-ricordo-di-mauro-de-mauro-la-mafia-e-ancora-forte-in-sicilia/ Una lapide in ricordo di Mauro De Mauro «La mafia è ancora forte in Sicilia»], Meridionews.it, 20 dicembre 2014&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
* Il 16 settembre 2016 l’Unione Nazionale cronisti italiani organizzò una manifestazione in viale delle Magnolie (dove pochi anni prima era stata inaugurata una targa in nome di De Mauro), a distanza di 46 anni dalla scomparsa di Mauro De Mauro&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.assostampasicilia.it/lista-attualità/629-in-memoria-di-mauro-de-mauro,-sequestrato-dalla-mafia-il-16-settembre-1970.html In memoria di Mauro De Mauro, sequestrato dalla mafia il 16 settembre 1970], AssostampaSicilia,it, 16 settembre 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
* Fulvio Abbate, &#039;&#039;Il rosa e il nero. Palermo trent’anni dopo Mauro De Mauro&#039;&#039;, Zona, 2002&lt;br /&gt;
* Massimiliano Griner, &#039;&#039;Nell’ingranaggio. La scomparsa di Mauro De Mauro&#039;&#039;, Vallecchi, 2003&lt;br /&gt;
* Camillo Arcuri, &#039;&#039;Colpo di Stato. Storia vera di una inchiesta censurata. Il racconto del golpe Borghese, il caso Mattei e la morte di De Mauro&#039;&#039;, BUR, 2004&lt;br /&gt;
* Arcangelo Badolati, &#039;&#039;‘Ndrangheta eversiva. La scomparsa di Mauro De Mauro e la strage di Gioia Tauro&#039;&#039;, Klipper, 2007&lt;br /&gt;
* Leone Zingales, &#039;&#039;Mauro De Mauro. Storia di una misteriosa scomparsa. Fu solo mafia?&#039;&#039;, Nuova IPSA, 2008&lt;br /&gt;
* Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza, &#039;&#039;Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Un’unica pista all’origine delle stragi di Stato&#039;&#039;, Chiarelettere, 2009&lt;br /&gt;
* Francesco Viviano, &#039;&#039;Mauro De Mauro. La verità scomoda&#039;&#039;, Aliberti, 2009&lt;br /&gt;
* Giuseppe Pipitone, &#039;Il caso De Mauro. Così scompare un giornalista: un mistero lungo 41 anni&#039;&#039;, Eir, 2012&lt;br /&gt;
* Franco Nicastro, Vincenzo Vasile, Mauro De Mauro. Il grande depistaggio, XL Edizioni, 2013&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Video ===&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Il caso Mattei&#039;&#039;, di Francesco Rosi, 1972, Film&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Mauro De Mauro&#039;&#039;, per il ciclo “Blu Notte”, Rai3, 2005, Documentario&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.raiplay.it/video/2017/02/Blu-notte-Mauro-De-Mauro-b7c11aaf-9ddc-4942-9e99-dac0d20e5eb2.html Mauro De Mauro]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Mauro De Mauro – un mistero irrisolto&#039;&#039;, RaiStoria, 2015, Documentario&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/mauro-de-mauro-un-mistero-irrisolto/25892/default.aspx Mauro De Mauro: un mistero irrisolto]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Il caso De mauro. Sparire a Palermo&#039;&#039;, Rai, Documentario &amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/il-caso-de-mauro/1075/default.aspx Il caso De Mauro. Sparire a Palermo]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Archivio Il Gazzettino di Sicilia&lt;br /&gt;
* Archivio La Repubblica&lt;br /&gt;
* Archivio Il Fatto Quotidiano&lt;br /&gt;
* Archivio MeridioNews.it&lt;br /&gt;
* Archivio LiveSicilia.it&lt;br /&gt;
* Raiplay.it&lt;br /&gt;
* Raistoria.rai.it&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Giornalisti]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giovanni_Spampinato&amp;diff=6826</id>
		<title>Giovanni Spampinato</title>
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		<updated>2018-11-10T09:20:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Ma chi te lo fa fare?&amp;quot; ripetevano a Giovanni. &amp;quot;In effetti può essere pericoloso, però credo che ne valga la pena.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;small&amp;gt;(Giovanni Spampinato)&amp;lt;/small&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giovanni spampinato.jpg|300px|thumb|right|Giovanni Spampinato]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giovanni Spampinato&#039;&#039;&#039; (Ragusa, [[6 novembre]] [[1946]] - Ragusa, [[27 ottobre]] [[1972]]) è stato un giornalista italiano, ucciso perché indagava su inchieste scomode.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Nel dopoguerra Ragusa fu una ricca miniera di giacimenti di petrolio, che attirò molti per la possibilità di arricchimento, e per questo venne definita &amp;quot;capitale italiana del petrolio&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa venne vista inoltre come una provincia tranquilla, fin troppo, e per questo fu soprannominata &amp;quot;provincia babba&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Proprio in quegli anni, a Ragusa, crebbe Giovanni Spampinato. Studente di filosofia all&#039;Università di Palermo, e con una grande passione per il giornalismo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Figlio di un comunista, sviluppò presto idee e posizioni di sinistra. Fatto che gli causò qualche problema, poiché la stampa in città a quei tempi era schierata su posizioni anticomuniste.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato viene ricordato come schivo, riservato, impegnato, e dal cuore grande. La delusione del mondo e delle persone lo portò spesso a periodi di solitudine: &#039;&#039;&amp;quot;L&#039;ironia, l&#039;autoironia mi ha salvato da molti momenti di crisi. Ma anche il vivere così comporta dei rischi: se mi fossi preso più sul serio avrei realizzato qualcosa, non avrei sbandato&amp;quot;.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] cominciò a scrivere per il quotidiano &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; di Palermo, fino a diventarne il corrispondente da Ragusa.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giornale molto prestigioso, diffuso a Palermo, &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; a Ragusa era letto da una piccola élite, poiché veniva stampato la mattina a Palermo e arrivava a Ragusa solo la sera, in prossimità della chiusura delle edicole. Veniva acquistato, dunque, solo da chi era particolarmente motivato e interessato a leggere il punto di vista di sinistra sulle vicende siciliane; da chi era interessato ad un giornalismo di denuncia e di inchiesta, fatto da giornalisti che non avevano paura di parlare di notizie scomode e di mafia. Fu un giornale impegnato in battaglie civili, che diede voce a tutti e che, anche se politicamente schierato, non rinunciò mai alla sua autonomia redazionale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni visse con un po&#039; di frustrazione il fatto di scrivere da Ragusa per un giornale che lì leggevano in pochi, ma vedere i suoi articoli in prima linea lo ripagò sempre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse anche per &amp;quot;L&#039;Opposizione di Sinistra&amp;quot; e per l&#039;&amp;quot;Unità&amp;quot; dal [[1969]] al [[1972]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tuttavia, il tesserino di pubblicista gli venne assegnato dall&#039;Ordine dei Giornalisti solo dopo la sua morte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quegli anni ci fu la Guerra fredda e la possibilità del PCI al potere faceva paura. Per questo, in maniera indiretta, si sostennero fascisti e gruppi estremisti di destra, mafiosi, e settori deviati dell&#039;apparato di sicurezza.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo portò molti giovani di sinistra alla ricerca della verità, poiché non credevano alle informazioni date ufficialmente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni iniziò il suo percorso di giornalista in quegli anni. Egli intuì che alcuni fatti di cronaca verificatisi a Ragusa non erano casi isolati, bensì legati tra loro, collegati a fatti che attraversarono l&#039;Italia in quegli anni (furono gli anni della [[Strage di piazza Fontana]]).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni cominciò ad interessarsi ai traffici illeciti che avvenivano nelle acque siciliane, dove si svolgeva non solo un contrabbando di sigarette (i sigarettari erano in genere uomini di estrema destra), ma dove sbarcavano anche navi cariche di armi.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Altro traffico illecito su cui Giovanni cominciò ad indagare riguardò il traffico di reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una delle intuizioni di Giovanni fu che in queste lucrose attività non erano coinvolti solo delinquenti, ma personalità importanti della società; e che tutti questi traffici avevano un collegamento con la parte politica della destra.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa non fu dunque una semplice cittadina tranquilla.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La facilità dei collegamenti tramite il porto consentì, in quegli anni, intensi traffici di contrabbando di sigarette, armi e droga.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In questa apparente tranquilla cittadina dilagò il neofascismo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/squadrismo-in-sicilia-il-partito-della-malavita/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Squadrismo in Sicilia: Ragusa, il partito della malavita&amp;quot;, L&#039;Ora, 24 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni fu un giornalista completo, tanti furono gli ambiti che lo interessarono: fu molto legato ai giovani, all&#039;istruzione&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1971/02/dopo-la-scuola-la-disoccupazione/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Dopo la scuola la disoccupazione&amp;quot;, L&#039;Ora, 4 febbraio 1971]&amp;lt;/ref&amp;gt;, e ai fermenti del &#039;68 che animarono gli animi: &#039;&#039;&amp;quot;I giovani così, i giovani colà. È facile astrarre, creare nuove categorie. Ma il più delle volte ci si dimentica di andare a vedere da vicino questi marziani, non si pensa nemmeno di cercare di capire chi sono e cosa vogliono. Ma vogliamo farglielo dire a loro, chi sono e cosa vogliono?&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1969/12/la-contestazione-del-68-i-giovani-i-partiti-e-la-democrazia/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;La contestazione del &#039;68. I giovani, i partiti e la democrazia&amp;quot;, L&#039;Opposizione di Sinistra, 20 dicembre 1969]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò ai lavoratori e stette sempre dalla loro parte: scrisse della crisi dell’agricoltura, e delle condizioni in cui gli uomini erano costretti a lavorare nelle serre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si interessò a problematiche cittadine, prima fra tutte la carenza di risorse idriche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si occupò di analisi economiche e sociali, politiche, di cronaca. Furono anni di grandi contrapposizioni ideologiche e politiche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse di speculazione edilizia, dell’interesse di alcuni giovani neofascisti per reperti archeologici, del prosperare del malaffare in quella parte della Sicilia che riguardava Ragusa (rapporti con la mafia, traffico di armi e droga); un luogo dove si alimentava la destra estremista (con campi di addestramento di forze paramilitari e organizzazioni neofasciste).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse articoli clamorosi. Tra la fine del [[1970]] e l’inizio del [[1971]] Giovanni raccolse una serie di informazioni che rivelarono un intreccio nascosto tra politica, affari, traffici illeciti e attività eversive, che riguardarono in particolare il triangolo Ragusa – Siracusa – Catania, e che si realizzarono nel silenzio delle attività investigative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;inchiesta Tumino ===&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato pagò con la vita la sua ricerca della verità, ad appena ventisei anni. Stava indagando sull&#039;omicidio di un commerciante di antiquariato, l&#039;ingegnere Angelo Tumino, da sempre fascista ed ex consigliere al consiglio comunale del Movimento Sociale Italiano. Un caso che riguardò la collusione tra malaffare e istituzioni.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per fare luce sulla morte dell’ingegnere Tumino, che venne trovato morto il [[26 febbraio]] [[1972]] in Contrada Ciarberi (nelle campagne a pochi chilometri da Ragusa), Giovanni capì che bisognava indagare negli ambienti frequentati dall’ingegnere: tra la borghesia cittadina e i neofascisti del Movimento Sociale Italiano.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tumino venne ucciso proprio nei giorni in cui Giovanni, durante le sue inchieste sul neofascismo, rivelò la presenza a Ragusa del latitante [[Stefano Delle Chiaie]], detto il “bombardiere nero” (ricercato per le bombe del [[12 dicembre]] [[1969]] all’Altare della Patria) e di altri neofascisti (come Vittorio Quintavalle) legati a [[Junio Valerio Borghese]], il quale aveva tentato un colpo di Stato, nel [[dicembre 1970]], con la complicità della mafia. Giovanni si appassionò fortemente a quel delitto. Tumino non era un delinquente qualunque; trafficava reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tre giorni dopo il delitto Giovanni scrisse di una pista che portava fin dentro il Palazzo di Giustizia: scoprì che subito dopo il ritrovamento del corpo dell’ingegnere, il sostituto procuratore incaricato delle indagini aveva interrogato un amico della vittima (il figlio di un magistrato di Ragusa nonché il presidente del Tribunale di Ragusa):  Roberto Campria, uno con una passione spasmodica per le armi, e che intratteneva rapporti con trafficanti di opere d’arte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria venne convocato dalle forze dell’ordine, confermò di essere amico dell’ingegnere Tumino ma di non sapere che fosse morto. Parlò delle persone che frequentavano entrambi, sempre nell’ambito di acquisto e commercio di materiale antico.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello dell’ingegnere Tumino rimase a lungo un omicidio irrisolto. Secondo Giovanni questo accadeva perché si voleva tenere nascosta la responsabilità di qualcuno molto noto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni raccolse informazioni e si rese conto che l’omicidio Tumino era avvenuto nell’ambito dell’ambiente di destra ma soprattutto in quello del traffico di reperti archeologici; e che non si trattava di un omicidio commesso dagli ambienti delinquenziali, ma probabilmente ordinato o voluto da un “intoccabile”. Nessuno osò però scavare e andare affondo a quel delitto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni indagò a lungo su quell’omicidio e si pose domande fondamentali: come mai il corpo di Tumino venne rivestito e sistemato con cura? L’ingegnere Tumino venne ucciso in contrada Ciarberi o vi fu portato già morto? Come mai, poco dopo l’omicidio, la macchina (che dalle testimonianze risultò essere proprio quella di Tumino) percorse per due volte a tutta velocità e a fari spenti quella strada? Un uomo da solo poteva spostare un corpo di più di cento chili?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Spampinato vi era la probabilità che l’assassino non avesse agito da solo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attraverso varie testimonianze raccolte, Giovanni Spampinato scoprì diversi elementi: il testimone Gino Pollicita rivelò di aver visto, la mattina del delitto, Tumino insieme al magistrato Saverio Campria (padre di Roberto) e la moglie (notizia che la Procura di Ragusa non approfondì). In secondo luogo, la sera dell’omicidio, la Guardia di Finanza fermò una macchina (probabilmente quella dell’ingegnere Tumino) guidata però da Vittorio Quintavalle; pochi giorni dopo il giudice istruttore smentì di tutta fretta questo verbale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, i contadini descrissero la figura di Roberto Campria nella persona che era stata vista insieme a Tumino nelle campagne e nel giorno del delitto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2008/10/qgiovanni-mi-ricorda-pasoliniq-di-luciano-mirone/ Luciano Mirone, &amp;quot;Giovanni intuì il nesso fra stragi e destra eversiva, mi ricorda Pasolini&amp;quot;, ottobre 2008]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tante furono le stranezze che Giovanni scoprì su Campria: subito dopo la morte dell’ingegnere Tumino egli si trovava a casa dell’assassinato per rovistare tra le carte di Tumino; inoltre Campria si trovava con Tumino lungo il tragitto che portava al luogo del ritrovamento del cadavere. Campria non fu mai né formalmente accusato né formalmente indagato. Giovanni fu l’unico a segnalare le anomalie che riguardarono le modalità del palazzo di giustizia, ma in questa ricerca della verità venne lasciato solo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/delittotuminounapistaelamafia/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Il delitto Tumino: una pista è la mafia&amp;quot;, L&#039;Ora, 28 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In seguito ad un articolo di Giovanni Spampinato&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/sottotorchioilfigliodiunmagistrato/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Il delitto Tumino. Sotto torchio il figlio di un magistrato&amp;quot;, L&#039;Ora, 29 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;, Campria lo querelò per diffamazione, salvo poi non presentarsi al processo e quindi far decadere la querela.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’idea che si fece Giovanni dell’omicidio Tumino fu questa&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/07/perildelittotuminoindaginiazero/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Per il delitto Tumino indagini a zero&amp;quot;, L&#039;Ora, 7 luglio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;: l’ingegnere si era messo in traffici illeciti, gestiti dalla mafia, e poi quando decise di uscirne fu ucciso. Giovanni era sicuro che Campria centrasse in prima persona in quell’omicidio, nonostante quest’ultimo dichiarasse la sua estraneità ai fatti, e anzi si avvicinò spesso a Giovanni per chiedergli di scrivere articoli che sottolineassero l’innocenza della sua persona. Giovanni non gli credette mai e anzi cercò di convincerlo a confessare. In quel momento Campria avvertì un pericolo in Giovanni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio ===&lt;br /&gt;
Il [[27 ottobre]] [[1972]] Campria telefonò a Giovanni per chiedergli di incontrarsi (facendogli intuire la possibilità di una confessione); Giovanni, benché avesse un po’ timore di quell’uomo non cedette alla paura e andò.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fu assassinato da Campria, all’interno della sua auto con cinque proiettili, costituitosi subito dopo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
I giornali il giorno dopo titolarono “Assassinato perché cercava la verità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
L’attenzione per l’omicidio Tumino terminò con la morte di Spampinato. L’inchiesta venne svolta a carico di ignoti e ancora oggi non si sanno i colpevoli e il movente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per l’omicidio di Giovanni Spampinato, invece, si tenne il processo nel [[1975]] a Siracusa. Campria fu condannato a 21 anni di prigione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Ulteriori gradi di giudizio ==&lt;br /&gt;
=== Appello ===&lt;br /&gt;
Il [[7 maggio]] [[1977]] la Corte di Appello di Catania escluse l&#039;attenuante della provocazione per Campria:&lt;br /&gt;
&#039;&#039; &amp;quot;Giovanni Spampinato pubblicò notizie che rispecchiano la verità, nell&#039;esercizio del suo diritto-dovere di cronaca. […] Non sussiste quindi la provocazione. […] La Corte di Assise di Appello, in riforma della sentenza della Corte di Assise di Siracusa del 7 luglio 1975 esclude l&#039;attenuante della provocazione.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Sentenza Corte di Appello di Catania, 7 maggio 1977, p. 40-58&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La pena di 21 anni di reclusione, rivolta a Campria, venne ridotta a 14 anni dalla Corte d’Appello di Catania, grazie alla seminfermità mentale.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/la-vita-di-giovanni/ La vita di Giovanni, Associazione Giovanni Spampinato]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Cassazione ===&lt;br /&gt;
Nella sentenza del [[3 ottobre]] [[1978]] venne rigettata la richiesta di ottenere l&#039;attenuante della provocazione per l&#039;omicida Campria:&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Una cosa è certa: le dicerie di un piccolo ambiente (com&#039;è quello di Ragusa) non sono attribuibili all&#039;attività giornalistica, peraltro legittima della vittima, sicché, non è invocabile l&#039;attenuante in esame&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Sentenza Corte Suprema di Cassazione di Roma, 3 ottobre 1978, p. 24&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria scontò solamente 8 anni, nel manicomio di Barcellona Pozzo di Gotto.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/la-vita-di-giovanni/ La vita di Giovanni, Associazione Giovanni Spampinato]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne assegnato alla memoria di Giovanni il Premio Saint-Vincent di Giornalismo.&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne fondato in suo nome “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia (promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti).&lt;br /&gt;
*Nel 2007 il premio giornalistico Mario Francese si svolse a Ragusa, in segno di omaggio a Giovanni.&lt;br /&gt;
*Nel 2008 andò in scena lo spettacolo teatrale “Il Caso Spampinato”, di Danilo Schininà e Roberto S. Rossi. Nel 2012 lo spettacolo fu riportato in scena con diverse innovazioni&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2012/09/torna-in-scena-il-dramma-teatrale-qil-caso-spampinatoq/ Torna in scena il dramma teatrale sul cronista di Ragusa]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
*Il 13 gennaio 2010 nacque l’Archivio Spampinato, voluto dall’Associazione Giovanni Spampinato, che raccoglie documenti, articoli, pubblicazioni, fotografie e altro.&lt;br /&gt;
*Il 26 aprile 2010, nella Sala AVIS di Ragusa, ebbe luogo il convegno “Noi e Giovanni, una vittima dimenticata e il dovere della memoria. Ricordi, testimonianze, proposte” in memoria di Giovanni Spampinato, con la presenza di Don Luigi Ciotti.&lt;br /&gt;
*Il 27 ottobre 2011, Radio Itaca (Marsala) dedicò la prima puntata del programma radiofonico “Itaca ricorda” alla storia di Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2011, la quinta edizione del “Master in giornalismo investigativo e analisi delle fonti documentarie” di Milano è stato intitolato a Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2012, all’interno del Palazzo della Provincia di Ragusa, venne riaperta la sala stampa dedicata a Giovanni Spampinato nel 1995.&lt;br /&gt;
*Il 29 ottobre 2015, a distanza di 43 anni dalla morte di Giovanni Spampinato, venne organizzato a Ragusa il convegno “Spampinato 43”. Nel corso di quest’ultimo fu rivelata una notizia che fino a quel momento era stata tenuta in riserbo dalla famiglia e dalla magistratura: nel 2008 venne inviata una lettera anonima, scritta a macchina, in cui si rivelavano particolari sull’omicidio Tumino&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ragusanews.com/articolo/58234/caso-spampinato-spunta-una-lettera-anonima-inedita Caso Spampinato, spunta una lettera anonima. Inedita, Ragusanews, 31 ottobre 2015]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dicono di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Mettiamo anche lui, quest’altro morto nostro, sul conto della Sicilia dell’indifferenza, della collusione e dell’intrigo, dell’agguato e del ricatto: per la parte che in tutte queste cose le compete lo mettiamo sul conto di una parte di questa città, Ragusa, quella dei suoi galantuomini abituati al consenso, al silenzio. Giovanni Spampinato per tenace coscienza e serena tradizione di famiglia si era scelto l’altra parte: coraggio brava gente, adesso almeno lui non parlerà più. Questo è un omicidio in nome collettivo, e si è andato compiendo per le strade e le piazze, tutte le strade e le piazze di questa città, nelle cancellerie di tribunale, negli uffici della gente che conta, nei rapporti di polizia, nella trama dei silenzi e delle omissioni.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/10/mario-genco/ Mario Genco, &amp;quot;Fu un omicidio annunciato, fu compiuto in nome collettivo&amp;quot;, L&#039;Ora, 28 ottobre 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“25 aprile 2007. Oggi avrebbe 60 anni, qualcuno però ha deciso di fermare la sua vita a pistolettate quando di anni ne aveva appena 25, nel 1972. Giovanni Spampinato è morto sul lavoro. È stato ucciso affinché la smettesse di rovistare in quel verminaio che era la provincia di Ragusa, città “babba” solo per chi non voleva vedere cosa ci fosse oltre la siepe, oltre il perbenismo ovattato, cortina fumogena che nascondeva traffici di ogni tipo: sbarco di armi, via vai di terroristi neri negli anni delle stragi, impunità per ricercati e tipi strani.”&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2007/04/tano-gullo/ Tano Gullo, &amp;quot;Rovistava nel verminaio del perbenismo&amp;quot;, La Repubblica di Palermo, 25 aprile 2007]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Il nostro Giovanni non doveva morire. La sua lotta e la sua ricerca della verità erano fatte in nome collettivo, al nostro posto. Dobbiamo rifare, come società civile, il nostro esame di coscienza. Noi cattolici per la nostra parte di responsabilità collettiva; il potere giornalistico e politico per le sue corresponsabilità, complicità e connivenza. L’assassinio di Giovanni Spampinato è stato derubricato a fatto di cronaca nera, mentre è stato un delitto del Potere come sistema “totale” che controllava la stampa e manipolava la lettura quotidiana dei fatti sociali e politici di questo lembo del Paese.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/01/basta-con-lipocrisia-sulla-morte-di-giovanni/ Luciano Nicastro, &amp;quot;Basta ipocrisia sulla morte di Giovanni&amp;quot;, 8 gennaio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Giovanni Spampinato raccontava la verità e lo faceva senza diffamare nessuno, segnalando il puzzo di mafia che alcuni siciliani avvertono fin da giovani, e che lui conosceva perché aveva nel Dna la cultura della responsabilità, e perché lavorava con “quei matti” de L’Ora, che si divertivano a fare un giornale di denuncia duro come la roccia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/02/lirio-abbate/ Lirio Abbate, &amp;quot;Sapeva riconoscere quel puzzo che rivela la presenza della mafia&amp;quot;, L&#039;Espresso]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Giovanni Spampinato fu ucciso per il suo coraggio, punito per aver voluto spingersi oltre la superficie, per aver squarciato il velo di ipocrisia e di falso perbenismo che regnava in una tranquilla città di provincia e per averne messo in luce misfatti e lati oscuri, al punto che all’epoca del delitto si insinuò di una morte “cercata”, conseguenza naturale di quegli scritti imprudenti con cui aveva finito per provocare il suo assassino.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/05/quel-morso-in-piu/ Daniela Ferrara, &amp;quot;Quel morso in più&amp;quot;, Operaincerta, 12 maggio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Ricordare, ancora oggi, è scomodo. Quindi meglio dimenticare chi, come Giovanni, facendo il proprio dovere ha svelato trame inedite nella cosiddetta “Provincia babba”. Ma ricordare, appunto, spesso è scomodo. Meglio strisciare, ancora oggi, dietro i potenti, i poteri forti e la mafia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.laspia.it/giovanni-spampinato-45-anni-ucciso-ancora-volta/ Paolo Borrometi, &amp;quot;Giovanni Spampinato 45 anni dopo ucciso (ancora) una volta&amp;quot;, Laspia, 28 ottobre 2017]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
*Luciano Mirone, &#039;&#039;Gli insabbiati. Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza&#039;&#039;, Castelvecchi 2008.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo&#039;&#039;, Ponte alle Grazie 2009.&lt;br /&gt;
*Carlo Ruta, &#039;&#039;Morte a Ragusa&#039;&#039;, Edi.bi.si 2005&lt;br /&gt;
*Gianni Bonina, &#039;&#039;Il triangolo della morte: Campria, Tumino, Spampinato&#039;&#039;, Meridie 1992.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;Il giorno che uccisero mio fratello&#039;&#039;, nel volume &#039;&#039;“Vite ribelli”&#039;&#039;, Sperling e Kupfer 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;L’ora di Spampinato&#039;&#039;, lungometraggio di Vincenzo Cascone e Danilo Schininà.&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&#039;&#039;, documentario di Fabrizio Marini.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario Civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Marini, &amp;quot;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&amp;quot;, documentario, Rai Storia.&lt;br /&gt;
*Sito della Fondazione Giovanni Spampinato&lt;br /&gt;
*Archivio Ragusanews&lt;br /&gt;
*Archivio La Spia&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giovanni_Spampinato&amp;diff=6825</id>
		<title>Giovanni Spampinato</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giovanni_Spampinato&amp;diff=6825"/>
		<updated>2018-11-10T09:16:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Ma chi te lo fa fare?&amp;quot; ripetevano a Giovanni. &amp;quot;In effetti può essere pericoloso, però credo che ne valga la pena.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;small&amp;gt;(Giovanni Spampinato)&amp;lt;/small&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giovanni spampinato.jpg|300px|thumb|right|Giovanni Spampinato]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giovanni Spampinato&#039;&#039;&#039; (Ragusa, [[6 novembre]] [[1946]] - Ragusa, [[27 ottobre]] [[1972]]) è stato un giornalista italiano, ucciso perché indagava su inchieste scomode.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Nel dopoguerra Ragusa fu una ricca miniera di giacimenti di petrolio, che attirò molti per la possibilità di arricchimento, e per questo venne definita &amp;quot;capitale italiana del petrolio&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa venne vista inoltre come una provincia tranquilla, fin troppo, e per questo fu soprannominata &amp;quot;provincia babba&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Proprio in quegli anni, a Ragusa, crebbe Giovanni Spampinato. Studente di filosofia all&#039;Università di Palermo, e con una grande passione per il giornalismo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Figlio di un comunista, sviluppò presto idee e posizioni di sinistra. Fatto che gli causò qualche problema, poiché la stampa in città a quei tempi era schierata su posizioni anticomuniste.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato viene ricordato come schivo, riservato, impegnato, e dal cuore grande. La delusione del mondo e delle persone lo portò spesso a periodi di solitudine: &#039;&#039;&amp;quot;L&#039;ironia, l&#039;autoironia mi ha salvato da molti momenti di crisi. Ma anche il vivere così comporta dei rischi: se mi fossi preso più sul serio avrei realizzato qualcosa, non avrei sbandato&amp;quot;.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] cominciò a scrivere per il quotidiano &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; di Palermo, fino a diventarne il corrispondente da Ragusa.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giornale molto prestigioso, diffuso a Palermo, &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; a Ragusa era letto da una piccola élite, poiché veniva stampato la mattina a Palermo e arrivava a Ragusa solo la sera, in prossimità della chiusura delle edicole. Veniva acquistato, dunque, solo da chi era particolarmente motivato e interessato a leggere il punto di vista di sinistra sulle vicende siciliane; da chi era interessato ad un giornalismo di denuncia e di inchiesta, fatto da giornalisti che non avevano paura di parlare di notizie scomode e di mafia. Fu un giornale impegnato in battaglie civili, che diede voce a tutti e che, anche se politicamente schierato, non rinunciò mai alla sua autonomia redazionale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni visse con un po&#039; di frustrazione il fatto di scrivere da Ragusa per un giornale che lì leggevano in pochi, ma vedere i suoi articoli in prima linea lo ripagò sempre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse anche per &amp;quot;L&#039;Opposizione di Sinistra&amp;quot; e per l&#039;&amp;quot;Unità&amp;quot; dal [[1969]] al [[1972]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tuttavia, il tesserino di pubblicista gli venne assegnato dall&#039;Ordine dei Giornalisti solo dopo la sua morte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quegli anni ci fu la Guerra fredda e la possibilità del PCI al potere faceva paura. Per questo, in maniera indiretta, si sostennero fascisti e gruppi estremisti di destra, mafiosi, e settori deviati dell&#039;apparato di sicurezza.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo portò molti giovani di sinistra alla ricerca della verità, poiché non credevano alle informazioni date ufficialmente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni iniziò il suo percorso di giornalista in quegli anni. Egli intuì che alcuni fatti di cronaca verificatisi a Ragusa non erano casi isolati, bensì legati tra loro, collegati a fatti che attraversarono l&#039;Italia in quegli anni (furono gli anni della [[Strage di piazza Fontana]]).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni cominciò ad interessarsi ai traffici illeciti che avvenivano nelle acque siciliane, dove si svolgeva non solo un contrabbando di sigarette (i sigarettari erano in genere uomini di estrema destra), ma dove sbarcavano anche navi cariche di armi.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Altro traffico illecito su cui Giovanni cominciò ad indagare riguardò il traffico di reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una delle intuizioni di Giovanni fu che in queste lucrose attività non erano coinvolti solo delinquenti, ma personalità importanti della società; e che tutti questi traffici avevano un collegamento con la parte politica della destra.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa non fu dunque una semplice cittadina tranquilla.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La facilità dei collegamenti tramite il porto consentì, in quegli anni, intensi traffici di contrabbando di sigarette, armi e droga.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In questa apparente tranquilla cittadina dilagò il neofascismo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/squadrismo-in-sicilia-il-partito-della-malavita/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Squadrismo in Sicilia: Ragusa, il partito della malavita&amp;quot;, L&#039;Ora, 24 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni fu un giornalista completo, tanti furono gli ambiti che lo interessarono: fu molto legato ai giovani, all&#039;istruzione&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1971/02/dopo-la-scuola-la-disoccupazione/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Dopo la scuola la disoccupazione&amp;quot;, L&#039;Ora, 4 febbraio 1971]&amp;lt;/ref&amp;gt;, e ai fermenti del &#039;68 che animarono gli animi: &#039;&#039;&amp;quot;I giovani così, i giovani colà. È facile astrarre, creare nuove categorie. Ma il più delle volte ci si dimentica di andare a vedere da vicino questi marziani, non si pensa nemmeno di cercare di capire chi sono e cosa vogliono. Ma vogliamo farglielo dire a loro, chi sono e cosa vogliono?&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1969/12/la-contestazione-del-68-i-giovani-i-partiti-e-la-democrazia/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;La contestazione del &#039;68. I giovani, i partiti e la democrazia&amp;quot;, L&#039;Opposizione di Sinistra, 20 dicembre 1969]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò ai lavoratori e stette sempre dalla loro parte: scrisse della crisi dell’agricoltura, e delle condizioni in cui gli uomini erano costretti a lavorare nelle serre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si interessò a problematiche cittadine, prima fra tutte la carenza di risorse idriche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si occupò di analisi economiche e sociali, politiche, di cronaca. Furono anni di grandi contrapposizioni ideologiche e politiche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse di speculazione edilizia, dell’interesse di alcuni giovani neofascisti per reperti archeologici, del prosperare del malaffare in quella parte della Sicilia che riguardava Ragusa (rapporti con la mafia, traffico di armi e droga); un luogo dove si alimentava la destra estremista (con campi di addestramento di forze paramilitari e organizzazioni neofasciste).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse articoli clamorosi. Tra la fine del [[1970]] e l’inizio del [[1971]] Giovanni raccolse una serie di informazioni che rivelarono un intreccio nascosto tra politica, affari, traffici illeciti e attività eversive, che riguardarono in particolare il triangolo Ragusa – Siracusa – Catania, e che si realizzarono nel silenzio delle attività investigative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;inchiesta Tumino ===&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato pagò con la vita la sua ricerca della verità, ad appena ventisei anni. Stava indagando sull&#039;omicidio di un commerciante di antiquariato, l&#039;ingegnere Angelo Tumino, da sempre fascista ed ex consigliere al consiglio comunale del Movimento Sociale Italiano. Un caso che riguardò la collusione tra malaffare e istituzioni.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per fare luce sulla morte dell’ingegnere Tumino, che venne trovato morto il [[26 febbraio]] [[1972]] in Contrada Ciarberi (nelle campagne a pochi chilometri da Ragusa), Giovanni capì che bisognava indagare negli ambienti frequentati dall’ingegnere: tra la borghesia cittadina e i neofascisti del Movimento Sociale Italiano.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tumino venne ucciso proprio nei giorni in cui Giovanni, durante le sue inchieste sul neofascismo, rivelò la presenza a Ragusa del latitante [[Stefano Delle Chiaie]], detto il “bombardiere nero” (ricercato per le bombe del [[12 dicembre]] [[1969]] all’Altare della Patria) e di altri neofascisti (come Vittorio Quintavalle) legati a [[Junio Valerio Borghese]], il quale aveva tentato un colpo di Stato, nel [[dicembre 1970]], con la complicità della mafia. Giovanni si appassionò fortemente a quel delitto. Tumino non era un delinquente qualunque; trafficava reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tre giorni dopo il delitto Giovanni scrisse di una pista che portava fin dentro il Palazzo di Giustizia: scoprì che subito dopo il ritrovamento del corpo dell’ingegnere, il sostituto procuratore incaricato delle indagini aveva interrogato un amico della vittima (il figlio di un magistrato di Ragusa nonché il presidente del Tribunale di Ragusa):  Roberto Campria, uno con una passione spasmodica per le armi, e che intratteneva rapporti con trafficanti di opere d’arte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria venne convocato dalle forze dell’ordine, confermò di essere amico dell’ingegnere Tumino ma di non sapere che fosse morto. Parlò delle persone che frequentavano entrambi, sempre nell’ambito di acquisto e commercio di materiale antico.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello dell’ingegnere Tumino rimase a lungo un omicidio irrisolto. Secondo Giovanni questo accadeva perché si voleva tenere nascosta la responsabilità di qualcuno molto noto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni raccolse informazioni e si rese conto che l’omicidio Tumino era avvenuto nell’ambito dell’ambiente di destra ma soprattutto in quello del traffico di reperti archeologici; e che non si trattava di un omicidio commesso dagli ambienti delinquenziali, ma probabilmente ordinato o voluto da un “intoccabile”. Nessuno osò però scavare e andare affondo a quel delitto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni indagò a lungo su quell’omicidio e si pose domande fondamentali: come mai il corpo di Tumino venne rivestito e sistemato con cura? L’ingegnere Tumino venne ucciso in contrada Ciarberi o vi fu portato già morto? Come mai, poco dopo l’omicidio, la macchina (che dalle testimonianze risultò essere proprio quella di Tumino) percorse per due volte a tutta velocità e a fari spenti quella strada? Un uomo da solo poteva spostare un corpo di più di cento chili?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Spampinato vi era la probabilità che l’assassino non avesse agito da solo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attraverso varie testimonianze raccolte, Giovanni Spampinato scoprì diversi elementi: il testimone Gino Pollicita rivelò di aver visto, la mattina del delitto, Tumino insieme al magistrato Saverio Campria (padre di Roberto) e la moglie (notizia che la Procura di Ragusa non approfondì). In secondo luogo, la sera dell’omicidio, la Guardia di Finanza fermò una macchina (probabilmente quella dell’ingegnere Tumino) guidata però da Vittorio Quintavalle; pochi giorni dopo il giudice istruttore smentì di tutta fretta questo verbale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, i contadini descrissero la figura di Roberto Campria nella persona che era stata vista insieme a Tumino nelle campagne e nel giorno del delitto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2008/10/qgiovanni-mi-ricorda-pasoliniq-di-luciano-mirone/ Luciano Mirone, &amp;quot;Giovanni intuì il nesso fra stragi e destra eversiva, mi ricorda Pasolini&amp;quot;, ottobre 2008]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tante furono le stranezze che Giovanni scoprì su Campria: subito dopo la morte dell’ingegnere Tumino egli si trovava a casa dell’assassinato per rovistare tra le carte di Tumino; inoltre Campria si trovava con Tumino lungo il tragitto che portava al luogo del ritrovamento del cadavere. Campria non fu mai né formalmente accusato né formalmente indagato. Giovanni fu l’unico a segnalare le anomalie che riguardarono le modalità del palazzo di giustizia, ma in questa ricerca della verità venne lasciato solo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/delittotuminounapistaelamafia/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Il delitto Tumino: una pista è la mafia&amp;quot;, L&#039;Ora, 28 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In seguito ad un articolo di Giovanni Spampinato&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/sottotorchioilfigliodiunmagistrato/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Il delitto Tumino. Sotto torchio il figlio di un magistrato&amp;quot;, L&#039;Ora, 29 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;, Campria lo querelò per diffamazione, salvo poi non presentarsi al processo e quindi far decadere la querela.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’idea che si fece Giovanni dell’omicidio Tumino fu questa&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/07/perildelittotuminoindaginiazero/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Per il delitto Tumino indagini a zero&amp;quot;, L&#039;Ora, 7 luglio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;: l’ingegnere si era messo in traffici illeciti, gestiti dalla mafia, e poi quando decise di uscirne fu ucciso. Giovanni era sicuro che Campria centrasse in prima persona in quell’omicidio, nonostante quest’ultimo dichiarasse la sua estraneità ai fatti, e anzi si avvicinò spesso a Giovanni per chiedergli di scrivere articoli che sottolineassero l’innocenza della sua persona. Giovanni non gli credette mai e anzi cercò di convincerlo a confessare. In quel momento Campria avvertì un pericolo in Giovanni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio ===&lt;br /&gt;
Il [[27 ottobre]] [[1972]] Campria telefonò a Giovanni per chiedergli di incontrarsi (facendogli intuire la possibilità di una confessione); Giovanni, benché avesse un po’ timore di quell’uomo non cedette alla paura e andò.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fu assassinato da Campria, all’interno della sua auto con cinque proiettili, costituitosi subito dopo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
I giornali il giorno dopo titolarono “Assassinato perché cercava la verità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
L’attenzione per l’omicidio Tumino terminò con la morte di Spampinato. L’inchiesta venne svolta a carico di ignoti e ancora oggi non si sanno i colpevoli e il movente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per l’omicidio di Giovanni Spampinato, invece, si tenne il processo nel [[1975]] a Siracusa. Campria fu condannato a 21 anni di prigione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Ulteriori gradi di giudizio ==&lt;br /&gt;
=== Appello ===&lt;br /&gt;
Il [[7 maggio]] [[1977]] la Corte di Appello di Catania escluse l&#039;attenuante della provocazione per Campria:&lt;br /&gt;
&#039;&#039; &amp;quot;Giovanni Spampinato pubblicò notizie che rispecchiano la verità, nell&#039;esercizio del suo diritto-dovere di cronaca. […] Non sussiste quindi la provocazione. […] La Corte di Assise di Appello, in riforma della sentenza della Corte di Assise di Siracusa del [[7 luglio]] [[1975]] esclude l&#039;attenuante della provocazione.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Sentenza Corte di Appello di Catania, 7 maggio 1977, p. 40-58&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La pena di 21 anni di reclusione, rivolta a Campria, venne ridotta a 14 anni dalla Corte d’Appello di Catania, grazie alla seminfermità mentale.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/la-vita-di-giovanni/ La vita di Giovanni, Associazione Giovanni Spampinato]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Cassazione ===&lt;br /&gt;
Nella sentenza del [[3 ottobre]] [[1978]] venne rigettata la richiesta dell&#039;omicida Campria, di ottenere l&#039;attenuante della provocazione:&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Una cosa è certa: le dicerie di un piccolo ambiente (com&#039;è quello di Ragusa) non sono attribuibili all&#039;attività giornalistica, peraltro legittima della vittima, sicché, non è invocabile l&#039;attenuante in esame&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Sentenza Corte Suprema di Cassazione di Roma, 3 ottobre 1978, p. 24&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria scontò solamente 8 anni, nel manicomio di Barcellona Pozzo di Gotto.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/la-vita-di-giovanni/ La vita di Giovanni, Associazione Giovanni Spampinato]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne assegnato alla memoria di Giovanni il Premio Saint-Vincent di Giornalismo.&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne fondato in suo nome “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia (promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti).&lt;br /&gt;
*Nel 2007 il premio giornalistico Mario Francese si svolse a Ragusa, in segno di omaggio a Giovanni.&lt;br /&gt;
*Nel 2008 andò in scena lo spettacolo teatrale “Il Caso Spampinato”, di Danilo Schininà e Roberto S. Rossi. Nel 2012 lo spettacolo fu riportato in scena con diverse innovazioni&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2012/09/torna-in-scena-il-dramma-teatrale-qil-caso-spampinatoq/ Torna in scena il dramma teatrale sul cronista di Ragusa]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
*Il 13 gennaio 2010 nacque l’Archivio Spampinato, voluto dall’Associazione Giovanni Spampinato, che raccoglie documenti, articoli, pubblicazioni, fotografie e altro.&lt;br /&gt;
*Il 26 aprile 2010, nella Sala AVIS di Ragusa, ebbe luogo il convegno “Noi e Giovanni, una vittima dimenticata e il dovere della memoria. Ricordi, testimonianze, proposte” in memoria di Giovanni Spampinato, con la presenza di Don Luigi Ciotti.&lt;br /&gt;
*Il 27 ottobre 2011, Radio Itaca (Marsala) dedicò la prima puntata del programma radiofonico “Itaca ricorda” alla storia di Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2011, la quinta edizione del “Master in giornalismo investigativo e analisi delle fonti documentarie” di Milano è stato intitolato a Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2012, all’interno del Palazzo della Provincia di Ragusa, venne riaperta la sala stampa dedicata a Giovanni Spampinato nel 1995.&lt;br /&gt;
*Il 29 ottobre 2015, a distanza di 43 anni dalla morte di Giovanni Spampinato, venne organizzato a Ragusa il convegno “Spampinato 43”. Nel corso di quest’ultimo fu rivelata una notizia che fino a quel momento era stata tenuta in riserbo dalla famiglia e dalla magistratura: nel 2008 venne inviata una lettera anonima, scritta a macchina, in cui si rivelavano particolari sull’omicidio Tumino&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ragusanews.com/articolo/58234/caso-spampinato-spunta-una-lettera-anonima-inedita Caso Spampinato, spunta una lettera anonima. Inedita, Ragusanews, 31 ottobre 2015]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dicono di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Mettiamo anche lui, quest’altro morto nostro, sul conto della Sicilia dell’indifferenza, della collusione e dell’intrigo, dell’agguato e del ricatto: per la parte che in tutte queste cose le compete lo mettiamo sul conto di una parte di questa città, Ragusa, quella dei suoi galantuomini abituati al consenso, al silenzio. Giovanni Spampinato per tenace coscienza e serena tradizione di famiglia si era scelto l’altra parte: coraggio brava gente, adesso almeno lui non parlerà più. Questo è un omicidio in nome collettivo, e si è andato compiendo per le strade e le piazze, tutte le strade e le piazze di questa città, nelle cancellerie di tribunale, negli uffici della gente che conta, nei rapporti di polizia, nella trama dei silenzi e delle omissioni.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/10/mario-genco/ Mario Genco, &amp;quot;Fu un omicidio annunciato, fu compiuto in nome collettivo&amp;quot;, L&#039;Ora, 28 ottobre 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“25 aprile 2007. Oggi avrebbe 60 anni, qualcuno però ha deciso di fermare la sua vita a pistolettate quando di anni ne aveva appena 25, nel 1972. Giovanni Spampinato è morto sul lavoro. È stato ucciso affinché la smettesse di rovistare in quel verminaio che era la provincia di Ragusa, città “babba” solo per chi non voleva vedere cosa ci fosse oltre la siepe, oltre il perbenismo ovattato, cortina fumogena che nascondeva traffici di ogni tipo: sbarco di armi, via vai di terroristi neri negli anni delle stragi, impunità per ricercati e tipi strani.”&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2007/04/tano-gullo/ Tano Gullo, &amp;quot;Rovistava nel verminaio del perbenismo&amp;quot;, La Repubblica di Palermo, 25 aprile 2007]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Il nostro Giovanni non doveva morire. La sua lotta e la sua ricerca della verità erano fatte in nome collettivo, al nostro posto. Dobbiamo rifare, come società civile, il nostro esame di coscienza. Noi cattolici per la nostra parte di responsabilità collettiva; il potere giornalistico e politico per le sue corresponsabilità, complicità e connivenza. L’assassinio di Giovanni Spampinato è stato derubricato a fatto di cronaca nera, mentre è stato un delitto del Potere come sistema “totale” che controllava la stampa e manipolava la lettura quotidiana dei fatti sociali e politici di questo lembo del Paese.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/01/basta-con-lipocrisia-sulla-morte-di-giovanni/ Luciano Nicastro, &amp;quot;Basta ipocrisia sulla morte di Giovanni&amp;quot;, 8 gennaio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Giovanni Spampinato raccontava la verità e lo faceva senza diffamare nessuno, segnalando il puzzo di mafia che alcuni siciliani avvertono fin da giovani, e che lui conosceva perché aveva nel Dna la cultura della responsabilità, e perché lavorava con “quei matti” de L’Ora, che si divertivano a fare un giornale di denuncia duro come la roccia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/02/lirio-abbate/ Lirio Abbate, &amp;quot;Sapeva riconoscere quel puzzo che rivela la presenza della mafia&amp;quot;, L&#039;Espresso]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Giovanni Spampinato fu ucciso per il suo coraggio, punito per aver voluto spingersi oltre la superficie, per aver squarciato il velo di ipocrisia e di falso perbenismo che regnava in una tranquilla città di provincia e per averne messo in luce misfatti e lati oscuri, al punto che all’epoca del delitto si insinuò di una morte “cercata”, conseguenza naturale di quegli scritti imprudenti con cui aveva finito per provocare il suo assassino.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/05/quel-morso-in-piu/ Daniela Ferrara, &amp;quot;Quel morso in più&amp;quot;, Operaincerta, 12 maggio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Ricordare, ancora oggi, è scomodo. Quindi meglio dimenticare chi, come Giovanni, facendo il proprio dovere ha svelato trame inedite nella cosiddetta “Provincia babba”. Ma ricordare, appunto, spesso è scomodo. Meglio strisciare, ancora oggi, dietro i potenti, i poteri forti e la mafia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.laspia.it/giovanni-spampinato-45-anni-ucciso-ancora-volta/ Paolo Borrometi, &amp;quot;Giovanni Spampinato 45 anni dopo ucciso (ancora) una volta&amp;quot;, Laspia, 28 ottobre 2017]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
*Luciano Mirone, &#039;&#039;Gli insabbiati. Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza&#039;&#039;, Castelvecchi 2008.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo&#039;&#039;, Ponte alle Grazie 2009.&lt;br /&gt;
*Carlo Ruta, &#039;&#039;Morte a Ragusa&#039;&#039;, Edi.bi.si 2005&lt;br /&gt;
*Gianni Bonina, &#039;&#039;Il triangolo della morte: Campria, Tumino, Spampinato&#039;&#039;, Meridie 1992.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;Il giorno che uccisero mio fratello&#039;&#039;, nel volume &#039;&#039;“Vite ribelli”&#039;&#039;, Sperling e Kupfer 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;L’ora di Spampinato&#039;&#039;, lungometraggio di Vincenzo Cascone e Danilo Schininà.&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&#039;&#039;, documentario di Fabrizio Marini.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario Civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Marini, &amp;quot;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&amp;quot;, documentario, Rai Storia.&lt;br /&gt;
*Sito della Fondazione Giovanni Spampinato&lt;br /&gt;
*Archivio Ragusanews&lt;br /&gt;
*Archivio La Spia&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6807</id>
		<title>Giuseppe Francese</title>
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		<updated>2018-07-12T16:39:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giuseppe Francese.jpeg|300px|thumb|right|Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039; (Palermo, [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, &amp;quot;Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali&amp;quot;, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La scoperta della scrittura ===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La lotta per la giustizia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Giustizia per tutti ===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista [[Cosimo Cristina]], un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia Giuseppe Francese, &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;, L&#039;Inchiesta Sicilia, 22 aprile - 5 maggio 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa Giuseppe Francese, &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di 22 anni fa&amp;quot;, La Repubblica, 19 luglio 2000]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;&amp;quot;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, &amp;quot;Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali&amp;quot;, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il processo del padre ===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia Giuseppe Francese, &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;, L&#039;inchiesta, dicembre 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel [[2000]], dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;[[Mario_Francese|Mario Francese]]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La morte di Giuseppe ===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Giuseppe Francese ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La Casa di Giuseppe Francese ===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.facebook.com/casadigiuseppe/ La Casa di Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il premio Giuseppe Francese ===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il tesserino da giornalista ===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;[https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/ Il tesserino da giornalista]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Una piazza per Mario e Giuseppe ===&lt;br /&gt;
[[File:Piazza Mario e Giuseppe Francese.png|300px|thumb|right|Piazza Mario e Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;[http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543 Daniela Vitello, &amp;quot;Corleone dedica una piazza a Mario e Giuseppe Francese&amp;quot;, Live Sicilia, 25 Gennaio 2014]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
* Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html Il film è disponibile sul sito Mediaset]&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Sito della Fondazione Mario e Giuseppe Francese&lt;br /&gt;
* Sito del Centro Impastato&lt;br /&gt;
* Archivio Live Sicilia&lt;br /&gt;
* Michele Alhaique, &amp;quot;Delitto di Mafia - Mario Francese&amp;quot;, Film, Canale 5, 21 gennaio 2018&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>Giuseppe Francese</title>
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		<updated>2018-05-28T20:27:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giuseppe Francese.jpeg|300px|thumb|right|Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039; (Palermo, [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, &amp;quot;Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali&amp;quot;, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista [[Cosimo Cristina]], un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia Giuseppe Francese, &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;, L&#039;Inchiesta Sicilia, 22 aprile - 5 maggio 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa Giuseppe Francese, &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di 22 anni fa&amp;quot;, La Repubblica, 19 luglio 2000]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;&amp;quot;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, &amp;quot;Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali&amp;quot;, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia Giuseppe Francese, &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;, L&#039;inchiesta, dicembre 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel [[2000]], dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;[[Mario_Francese|Mario Francese]]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.facebook.com/casadigiuseppe/ La Casa di Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;[https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/ Il tesserino da giornalista]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
[[File:Piazza Mario e Giuseppe Francese.png|300px|thumb|right|Piazza Mario e Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;[http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543 Daniela Vitello, &amp;quot;Corleone dedica una piazza a Mario e Giuseppe Francese&amp;quot;, Live Sicilia, 25 Gennaio 2014]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
* Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html Il film è disponibile sul sito Mediaset]&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giovanni_Spampinato&amp;diff=6796</id>
		<title>Giovanni Spampinato</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giovanni_Spampinato&amp;diff=6796"/>
		<updated>2018-05-28T14:56:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Ma chi te lo fa fare?&amp;quot; ripetevano a Giovanni. &amp;quot;In effetti può essere pericoloso, però credo che ne valga la pena.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;small&amp;gt;(Giovanni Spampinato)&amp;lt;/small&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giovanni spampinato.jpg|300px|thumb|right|Giovanni Spampinato]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giovanni Spampinato&#039;&#039;&#039; (Ragusa, [[6 novembre]] [[1946]] - Ragusa, [[27 ottobre]] [[1972]]) è stato un giornalista italiano, ucciso perché indagava su inchieste scomode.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Nel dopoguerra Ragusa fu una ricca miniera di giacimenti di petrolio, che attirò molti per la possibilità di arricchimento, e per questo venne definita &amp;quot;capitale italiana del petrolio&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa venne vista inoltre come una provincia tranquilla, fin troppo, e per questo fu soprannominata &amp;quot;provincia babba&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Proprio in quegli anni, a Ragusa, crebbe Giovanni Spampinato. Studente di filosofia all&#039;Università di Palermo, e con una grande passione per il giornalismo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Figlio di un comunista, sviluppò presto idee e posizioni di sinistra. Fatto che gli causò qualche problema, poiché la stampa in città a quei tempi era schierata su posizioni anticomuniste.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato viene ricordato come schivo, riservato, impegnato, e dal cuore grande. La delusione del mondo e delle persone lo portò spesso a periodi di solitudine: &#039;&#039;&amp;quot;L&#039;ironia, l&#039;autoironia mi ha salvato da molti momenti di crisi. Ma anche il vivere così comporta dei rischi: se mi fossi preso più sul serio avrei realizzato qualcosa, non avrei sbandato&amp;quot;.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] cominciò a scrivere per il quotidiano &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; di Palermo, fino a diventarne il corrispondente da Ragusa.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giornale molto prestigioso, diffuso a Palermo, &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; a Ragusa era letto da una piccola élite, poiché veniva stampato la mattina a Palermo e arrivava a Ragusa solo la sera, in prossimità della chiusura delle edicole. Veniva acquistato, dunque, solo da chi era particolarmente motivato e interessato a leggere il punto di vista di sinistra sulle vicende siciliane; da chi era interessato ad un giornalismo di denuncia e di inchiesta, fatto da giornalisti che non avevano paura di parlare di notizie scomode e di mafia. Fu un giornale impegnato in battaglie civili, che diede voce a tutti e che, anche se politicamente schierato, non rinunciò mai alla sua autonomia redazionale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni visse con un po&#039; di frustrazione il fatto di scrivere da Ragusa per un giornale che lì leggevano in pochi, ma vedere i suoi articoli in prima linea lo ripagò sempre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse anche per &amp;quot;L&#039;Opposizione di Sinistra&amp;quot; e per l&#039;&amp;quot;Unità&amp;quot; dal [[1969]] al [[1972]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tuttavia, il tesserino di pubblicista gli venne assegnato dall&#039;Ordine dei Giornalisti solo dopo la sua morte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quegli anni ci fu la Guerra fredda e la possibilità del PCI al potere faceva paura. Per questo, in maniera indiretta, si sostennero fascisti e gruppi estremisti di destra, mafiosi, e settori deviati dell&#039;apparato di sicurezza.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo portò molti giovani di sinistra alla ricerca della verità, poiché non credevano alle informazioni date ufficialmente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni iniziò il suo percorso di giornalista in quegli anni. Egli intuì che alcuni fatti di cronaca verificatisi a Ragusa non erano casi isolati, bensì legati tra loro, collegati a fatti che attraversarono l&#039;Italia in quegli anni (furono gli anni della [[Strage di piazza Fontana]]).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni cominciò ad interessarsi ai traffici illeciti che avvenivano nelle acque siciliane, dove si svolgeva non solo un contrabbando di sigarette (i sigarettari erano in genere uomini di estrema destra), ma dove sbarcavano anche navi cariche di armi.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Altro traffico illecito su cui Giovanni cominciò ad indagare riguardò il traffico di reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una delle intuizioni di Giovanni fu che in queste lucrose attività non erano coinvolti solo delinquenti, ma personalità importanti della società; e che tutti questi traffici avevano un collegamento con la parte politica della destra.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa non fu dunque una semplice cittadina tranquilla.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La facilità dei collegamenti tramite il porto consentì, in quegli anni, intensi traffici di contrabbando di sigarette, armi e droga.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In questa apparente tranquilla cittadina dilagò il neofascismo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/squadrismo-in-sicilia-il-partito-della-malavita/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Squadrismo in Sicilia: Ragusa, il partito della malavita&amp;quot;, L&#039;Ora, 24 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni fu un giornalista completo, tanti furono gli ambiti che lo interessarono: fu molto legato ai giovani, all&#039;istruzione&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1971/02/dopo-la-scuola-la-disoccupazione/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Dopo la scuola la disoccupazione&amp;quot;, L&#039;Ora, 4 febbraio 1971]&amp;lt;/ref&amp;gt;, e ai fermenti del &#039;68 che animarono gli animi: &#039;&#039;&amp;quot;I giovani così, i giovani colà. È facile astrarre, creare nuove categorie. Ma il più delle volte ci si dimentica di andare a vedere da vicino questi marziani, non si pensa nemmeno di cercare di capire chi sono e cosa vogliono. Ma vogliamo farglielo dire a loro, chi sono e cosa vogliono?&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1969/12/la-contestazione-del-68-i-giovani-i-partiti-e-la-democrazia/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;La contestazione del &#039;68. I giovani, i partiti e la democrazia&amp;quot;, L&#039;Opposizione di Sinistra, 20 dicembre 1969]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò ai lavoratori e stette sempre dalla loro parte: scrisse della crisi dell’agricoltura, e delle condizioni in cui gli uomini erano costretti a lavorare nelle serre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si interessò a problematiche cittadine, prima fra tutte la carenza di risorse idriche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si occupò di analisi economiche e sociali, politiche, di cronaca. Furono anni di grandi contrapposizioni ideologiche e politiche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse di speculazione edilizia, dell’interesse di alcuni giovani neofascisti per reperti archeologici, del prosperare del malaffare in quella parte della Sicilia che riguardava Ragusa (rapporti con la mafia, traffico di armi e droga); un luogo dove si alimentava la destra estremista (con campi di addestramento di forze paramilitari e organizzazioni neofasciste).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse articoli clamorosi. Tra la fine del [[1970]] e l’inizio del [[1971]] Giovanni raccolse una serie di informazioni che rivelarono un intreccio nascosto tra politica, affari, traffici illeciti e attività eversive, che riguardarono in particolare il triangolo Ragusa – Siracusa – Catania, e che si realizzarono nel silenzio delle attività investigative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;inchiesta Tumino ===&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato pagò con la vita la sua ricerca della verità, ad appena ventisei anni. Stava indagando sull&#039;omicidio di un commerciante di antiquariato, l&#039;ingegnere Angelo Tumino, da sempre fascista ed ex consigliere al consiglio comunale del Movimento Sociale Italiano. Un caso che riguardò la collusione tra malaffare e istituzioni.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per fare luce sulla morte dell’ingegnere Tumino, che venne trovato morto il [[26 febbraio]] [[1972]] in Contrada Ciarberi (nelle campagne a pochi chilometri da Ragusa), Giovanni capì che bisognava indagare negli ambienti frequentati dall’ingegnere: tra la borghesia cittadina e i neofascisti del Movimento Sociale Italiano.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tumino venne ucciso proprio nei giorni in cui Giovanni, durante le sue inchieste sul neofascismo, rivelò la presenza a Ragusa del latitante [[Stefano Delle Chiaie]], detto il “bombardiere nero” (ricercato per le bombe del [[12 dicembre]] [[1969]] all’Altare della Patria) e di altri neofascisti (come Vittorio Quintavalle) legati a [[Junio Valerio Borghese]], il quale aveva tentato un colpo di Stato, nel [[dicembre 1970]], con la complicità della mafia. Giovanni si appassionò fortemente a quel delitto. Tumino non era un delinquente qualunque; trafficava reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tre giorni dopo il delitto Giovanni scrisse di una pista che portava fin dentro il Palazzo di Giustizia: scoprì che subito dopo il ritrovamento del corpo dell’ingegnere, il sostituto procuratore incaricato delle indagini aveva interrogato un amico della vittima (il figlio di un magistrato di Ragusa nonché il presidente del Tribunale di Ragusa):  Roberto Campria, uno con una passione spasmodica per le armi, e che intratteneva rapporti con trafficanti di opere d’arte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria venne convocato dalle forze dell’ordine, confermò di essere amico dell’ingegnere Tumino ma di non sapere che fosse morto. Parlò delle persone che frequentavano entrambi, sempre nell’ambito di acquisto e commercio di materiale antico.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello dell’ingegnere Tumino rimase a lungo un omicidio irrisolto. Secondo Giovanni questo accadeva perché si voleva tenere nascosta la responsabilità di qualcuno molto noto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni raccolse informazioni e si rese conto che l’omicidio Tumino era avvenuto nell’ambito dell’ambiente di destra ma soprattutto in quello del traffico di reperti archeologici; e che non si trattava di un omicidio commesso dagli ambienti delinquenziali, ma probabilmente ordinato o voluto da un “intoccabile”. Nessuno osò però scavare e andare affondo a quel delitto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni indagò a lungo su quell’omicidio e si pose domande fondamentali: come mai il corpo di Tumino venne rivestito e sistemato con cura? L’ingegnere Tumino venne ucciso in contrada Ciarberi o vi fu portato già morto? Come mai, poco dopo l’omicidio, la macchina (che dalle testimonianze risultò essere proprio quella di Tumino) percorse per due volte a tutta velocità e a fari spenti quella strada? Un uomo da solo poteva spostare un corpo di più di cento chili?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Spampinato vi era la probabilità che l’assassino non avesse agito da solo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attraverso varie testimonianze raccolte, Giovanni Spampinato scoprì diversi elementi: il testimone Gino Pollicita rivelò di aver visto, la mattina del delitto, Tumino insieme al magistrato Saverio Campria (padre di Roberto) e la moglie (notizia che la Procura di Ragusa non approfondì). In secondo luogo, la sera dell’omicidio, la Guardia di Finanza fermò una macchina (probabilmente quella dell’ingegnere Tumino) guidata però da Vittorio Quintavalle; pochi giorni dopo il giudice istruttore smentì di tutta fretta questo verbale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, i contadini descrissero la figura di Roberto Campria nella persona che era stata vista insieme a Tumino nelle campagne e nel giorno del delitto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2008/10/qgiovanni-mi-ricorda-pasoliniq-di-luciano-mirone/ Luciano Mirone, &amp;quot;Giovanni intuì il nesso fra stragi e destra eversiva, mi ricorda Pasolini&amp;quot;, ottobre 2008]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tante furono le stranezze che Giovanni scoprì su Campria: subito dopo la morte dell’ingegnere Tumino egli si trovava a casa dell’assassinato per rovistare tra le carte di Tumino; inoltre Campria si trovava con Tumino lungo il tragitto che portava al luogo del ritrovamento del cadavere. Campria non fu mai né formalmente accusato né formalmente indagato. Giovanni fu l’unico a segnalare le anomalie che riguardarono le modalità del palazzo di giustizia, ma in questa ricerca della verità venne lasciato solo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/delittotuminounapistaelamafia/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Il delitto Tumino: una pista è la mafia&amp;quot;, L&#039;Ora, 28 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In seguito ad un articolo di Giovanni Spampinato&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/sottotorchioilfigliodiunmagistrato/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Il delitto Tumino. Sotto torchio il figlio di un magistrato&amp;quot;, L&#039;Ora, 29 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;, Campria lo querelò per diffamazione, salvo poi non presentarsi al processo e quindi far decadere la querela.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’idea che si fece Giovanni dell’omicidio Tumino fu questa&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/07/perildelittotuminoindaginiazero/ Giovanni Spampinato, &amp;quot;Ragusa. Per il delitto Tumino indagini a zero&amp;quot;, L&#039;Ora, 7 luglio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;: l’ingegnere si era messo in traffici illeciti, gestiti dalla mafia, e poi quando decise di uscirne fu ucciso. Giovanni era sicuro che Campria centrasse in prima persona in quell’omicidio, nonostante quest’ultimo dichiarasse la sua estraneità ai fatti, e anzi si avvicinò spesso a Giovanni per chiedergli di scrivere articoli che sottolineassero l’innocenza della sua persona. Giovanni non gli credette mai e anzi cercò di convincerlo a confessare. In quel momento Campria avvertì un pericolo in Giovanni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio ===&lt;br /&gt;
Il [[27 ottobre]] [[1972]] Campria telefonò a Giovanni per chiedergli di incontrarsi (facendogli intuire la possibilità di una confessione); Giovanni, benché avesse un po’ timore di quell’uomo non cedette alla paura e andò.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fu assassinato da Campria, all’interno della sua auto con cinque proiettili, costituitosi subito dopo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
I giornali il giorno dopo titolarono “Assassinato perché cercava la verità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
L’attenzione per l’omicidio Tumino terminò con la morte di Spampinato. L’inchiesta venne svolta a carico di ignoti e ancora oggi non si sanno i colpevoli e il movente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per l’omicidio di Giovanni Spampinato, invece, si tenne il processo nel [[1975]] a Siracusa. Campria fu condannato a 21 anni di prigione. Poi la sentenza fu ridotta a 14 anni dalla Corte d’Appello di Catania, grazie all’attenuante della provocazione e alla seminfermità mentale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria scontò solamente 8 anni, nel manicomio di Barcellona Pozzo di Gotto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/la-vita-di-giovanni/ La vita di Giovanni, Associazione Giovanni Spampinato]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne assegnato alla memoria di Giovanni il Premio Saint-Vincent di Giornalismo.&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne fondato in suo nome “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia (promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti).&lt;br /&gt;
*Nel 2007 il premio giornalistico Mario Francese si svolse a Ragusa, in segno di omaggio a Giovanni.&lt;br /&gt;
*Nel 2008 andò in scena lo spettacolo teatrale “Il Caso Spampinato”, di Danilo Schininà e Roberto S. Rossi. Nel 2012 lo spettacolo fu riportato in scena con diverse innovazioni&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2012/09/torna-in-scena-il-dramma-teatrale-qil-caso-spampinatoq/ Torna in scena il dramma teatrale sul cronista di Ragusa]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
*Il 13 gennaio 2010 nacque l’Archivio Spampinato, voluto dall’Associazione Giovanni Spampinato, che raccoglie documenti, articoli, pubblicazioni, fotografie e altro.&lt;br /&gt;
*Il 26 aprile 2010, nella Sala AVIS di Ragusa, ebbe luogo il convegno “Noi e Giovanni, una vittima dimenticata e il dovere della memoria. Ricordi, testimonianze, proposte” in memoria di Giovanni Spampinato, con la presenza di Don Luigi Ciotti.&lt;br /&gt;
*Il 27 ottobre 2011, Radio Itaca (Marsala) dedicò la prima puntata del programma radiofonico “Itaca ricorda” alla storia di Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2011, la quinta edizione del “Master in giornalismo investigativo e analisi delle fonti documentarie” di Milano è stato intitolato a Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2012, all’interno del Palazzo della Provincia di Ragusa, venne riaperta la sala stampa dedicata a Giovanni Spampinato nel 1995.&lt;br /&gt;
*Il 29 ottobre 2015, a distanza di 43 anni dalla morte di Giovanni Spampinato, venne organizzato a Ragusa il convegno “Spampinato 43”. Nel corso di quest’ultimo fu rivelata una notizia che fino a quel momento era stata tenuta in riserbo dalla famiglia e dalla magistratura: nel 2008 venne inviata una lettera anonima, scritta a macchina, in cui si rivelavano particolari sull’omicidio Tumino&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ragusanews.com/articolo/58234/caso-spampinato-spunta-una-lettera-anonima-inedita Caso Spampinato, spunta una lettera anonima. Inedita, Ragusanews, 31 ottobre 2015]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dicono di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Mettiamo anche lui, quest’altro morto nostro, sul conto della Sicilia dell’indifferenza, della collusione e dell’intrigo, dell’agguato e del ricatto: per la parte che in tutte queste cose le compete lo mettiamo sul conto di una parte di questa città, Ragusa, quella dei suoi galantuomini abituati al consenso, al silenzio. Giovanni Spampinato per tenace coscienza e serena tradizione di famiglia si era scelto l’altra parte: coraggio brava gente, adesso almeno lui non parlerà più. Questo è un omicidio in nome collettivo, e si è andato compiendo per le strade e le piazze, tutte le strade e le piazze di questa città, nelle cancellerie di tribunale, negli uffici della gente che conta, nei rapporti di polizia, nella trama dei silenzi e delle omissioni.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/10/mario-genco/ Mario Genco, &amp;quot;Fu un omicidio annunciato, fu compiuto in nome collettivo&amp;quot;, L&#039;Ora, 28 ottobre 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“25 aprile 2007. Oggi avrebbe 60 anni, qualcuno però ha deciso di fermare la sua vita a pistolettate quando di anni ne aveva appena 25, nel 1972. Giovanni Spampinato è morto sul lavoro. È stato ucciso affinché la smettesse di rovistare in quel verminaio che era la provincia di Ragusa, città “babba” solo per chi non voleva vedere cosa ci fosse oltre la siepe, oltre il perbenismo ovattato, cortina fumogena che nascondeva traffici di ogni tipo: sbarco di armi, via vai di terroristi neri negli anni delle stragi, impunità per ricercati e tipi strani.”&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2007/04/tano-gullo/ Tano Gullo, &amp;quot;Rovistava nel verminaio del perbenismo&amp;quot;, La Repubblica di Palermo, 25 aprile 2007]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Il nostro Giovanni non doveva morire. La sua lotta e la sua ricerca della verità erano fatte in nome collettivo, al nostro posto. Dobbiamo rifare, come società civile, il nostro esame di coscienza. Noi cattolici per la nostra parte di responsabilità collettiva; il potere giornalistico e politico per le sue corresponsabilità, complicità e connivenza. L’assassinio di Giovanni Spampinato è stato derubricato a fatto di cronaca nera, mentre è stato un delitto del Potere come sistema “totale” che controllava la stampa e manipolava la lettura quotidiana dei fatti sociali e politici di questo lembo del Paese.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/01/basta-con-lipocrisia-sulla-morte-di-giovanni/ Luciano Nicastro, &amp;quot;Basta ipocrisia sulla morte di Giovanni&amp;quot;, 8 gennaio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Giovanni Spampinato raccontava la verità e lo faceva senza diffamare nessuno, segnalando il puzzo di mafia che alcuni siciliani avvertono fin da giovani, e che lui conosceva perché aveva nel Dna la cultura della responsabilità, e perché lavorava con “quei matti” de L’Ora, che si divertivano a fare un giornale di denuncia duro come la roccia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/02/lirio-abbate/ Lirio Abbate, &amp;quot;Sapeva riconoscere quel puzzo che rivela la presenza della mafia&amp;quot;, L&#039;Espresso]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Giovanni Spampinato fu ucciso per il suo coraggio, punito per aver voluto spingersi oltre la superficie, per aver squarciato il velo di ipocrisia e di falso perbenismo che regnava in una tranquilla città di provincia e per averne messo in luce misfatti e lati oscuri, al punto che all’epoca del delitto si insinuò di una morte “cercata”, conseguenza naturale di quegli scritti imprudenti con cui aveva finito per provocare il suo assassino.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/05/quel-morso-in-piu/ Daniela Ferrara, &amp;quot;Quel morso in più&amp;quot;, Operaincerta, 12 maggio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Ricordare, ancora oggi, è scomodo. Quindi meglio dimenticare chi, come Giovanni, facendo il proprio dovere ha svelato trame inedite nella cosiddetta “Provincia babba”. Ma ricordare, appunto, spesso è scomodo. Meglio strisciare, ancora oggi, dietro i potenti, i poteri forti e la mafia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.laspia.it/giovanni-spampinato-45-anni-ucciso-ancora-volta/ Paolo Borrometi, &amp;quot;Giovanni Spampinato 45 anni dopo ucciso (ancora) una volta&amp;quot;, Laspia, 28 ottobre 2017]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
*Luciano Mirone, &#039;&#039;Gli insabbiati. Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza&#039;&#039;, Castelvecchi 2008.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo&#039;&#039;, Ponte alle Grazie 2009.&lt;br /&gt;
*Carlo Ruta, &#039;&#039;Morte a Ragusa&#039;&#039;, Edi.bi.si 2005&lt;br /&gt;
*Gianni Bonina, &#039;&#039;Il triangolo della morte: Campria, Tumino, Spampinato&#039;&#039;, Meridie 1992.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;Il giorno che uccisero mio fratello&#039;&#039;, nel volume &#039;&#039;“Vite ribelli”&#039;&#039;, Sperling e Kupfer 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;L’ora di Spampinato&#039;&#039;, lungometraggio di Vincenzo Cascone e Danilo Schininà.&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&#039;&#039;, documentario di Fabrizio Marini.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario Civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Marini, &amp;quot;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&amp;quot;, documentario, Rai Storia.&lt;br /&gt;
*Sito della Fondazione Giovanni Spampinato&lt;br /&gt;
*Archivio Ragusanews&lt;br /&gt;
*Archivio La Spia&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giovanni_Spampinato&amp;diff=6793</id>
		<title>Giovanni Spampinato</title>
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		<updated>2018-05-22T11:26:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Ma chi te lo fa fare?&amp;quot; ripetevano a Giovanni. &amp;quot;In effetti può essere pericoloso, però credo che ne valga la pena.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;small&amp;gt;(Giovanni Spampinato)&amp;lt;/small&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giovanni spampinato.jpg|300px|thumb|right|Giovanni Spampinato]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giovanni Spampinato&#039;&#039;&#039; (Ragusa, [[6 novembre]] [[1946]] - Ragusa, [[27 ottobre]] [[1972]]) è stato un giornalista italiano, ucciso perché indagava su inchieste scomode.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Nel dopoguerra Ragusa fu una ricca miniera di giacimenti di petrolio, che attirò molti per la possibilità di arricchimento, e per questo venne definita &amp;quot;capitale italiana del petrolio&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa venne vista inoltre come una provincia tranquilla, fin troppo, e per questo fu soprannominata &amp;quot;provincia babba&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Proprio in quegli anni, a Ragusa, crebbe Giovanni Spampinato. Studente di filosofia all&#039;Università di Palermo, e con una grande passione per il giornalismo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Figlio di un comunista, sviluppò presto idee e posizioni di sinistra. Fatto che gli causò qualche problema, poiché la stampa in città a quei tempi era schierata su posizioni anticomuniste.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato viene ricordato come schivo, riservato, impegnato, e dal cuore grande. La delusione del mondo e delle persone lo portò spesso a periodi di solitudine: &#039;&#039;&amp;quot;L&#039;ironia, l&#039;autoironia mi ha salvato da molti momenti di crisi. Ma anche il vivere così comporta dei rischi: se mi fossi preso più sul serio avrei realizzato qualcosa, non avrei sbandato&amp;quot;.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] cominciò a scrivere per il quotidiano &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; di Palermo, fino a diventarne il corrispondente da Ragusa.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giornale molto prestigioso, diffuso a Palermo, &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; a Ragusa era letto da una piccola élite, poiché veniva stampato la mattina a Palermo e arrivava a Ragusa solo la sera, in prossimità della chiusura delle edicole. Veniva acquistato, dunque, solo da chi era particolarmente motivato e interessato a leggere il punto di vista di sinistra sulle vicende siciliane; da chi era interessato ad un giornalismo di denuncia e di inchiesta, fatto da giornalisti che non avevano paura di parlare di notizie scomode e di mafia. Fu un giornale impegnato in battaglie civili, che diede voce a tutti e che, anche se politicamente schierato, non rinunciò mai alla sua autonomia redazionale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni visse con un po&#039; di frustrazione il fatto di scrivere da Ragusa per un giornale che lì leggevano in pochi, ma vedere i suoi articoli in prima linea lo ripagò sempre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse anche per &amp;quot;L&#039;Opposizione di Sinistra&amp;quot; e per l&#039;&amp;quot;Unità&amp;quot; dal [[1969]] al [[1972]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tuttavia, il tesserino di pubblicista gli venne assegnato dall&#039;Ordine dei Giornalisti solo dopo la sua morte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quegli anni ci fu la Guerra fredda e la possibilità del PCI al potere faceva paura. Per questo, in maniera indiretta, si sostennero fascisti e gruppi estremisti di destra, mafiosi, e settori deviati dell&#039;apparato di sicurezza.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo portò molti giovani di sinistra alla ricerca della verità, poiché non credevano alle informazioni date ufficialmente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni iniziò il suo percorso di giornalista in quegli anni. Egli intuì che alcuni fatti di cronaca verificatisi a Ragusa non erano casi isolati, bensì legati tra loro, collegati a fatti che attraversarono l&#039;Italia in quegli anni (furono gli anni della [[Strage di piazza Fontana]]).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni cominciò ad interessarsi ai traffici illeciti che avvenivano nelle acque siciliane, dove si svolgeva non solo un contrabbando di sigarette (i sigarettari erano in genere uomini di estrema destra), ma dove sbarcavano anche navi cariche di armi.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Altro traffico illecito su cui Giovanni cominciò ad indagare riguardò il traffico di reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una delle intuizioni di Giovanni fu che in queste lucrose attività non erano coinvolti solo delinquenti, ma personalità importanti della società; e che tutti questi traffici avevano un collegamento con la parte politica della destra.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa non fu dunque una semplice cittadina tranquilla.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La facilità dei collegamenti tramite il porto consentì, in quegli anni, intensi traffici di contrabbando di sigarette, armi e droga.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In questa apparente tranquilla cittadina dilagò il neofascismo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/squadrismo-in-sicilia-il-partito-della-malavita/ Di Giovanni Spampinato, Squadrismo in Sicilia: Ragusa, il partito della malavita, L&#039;Ora, 24 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni fu un giornalista completo, tanti furono gli ambiti che lo interessarono: fu molto legato ai giovani, all&#039;istruzione&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1971/02/dopo-la-scuola-la-disoccupazione/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Dopo la scuola la disoccupazione, L&#039;Ora, 4 febbraio 1971]&amp;lt;/ref&amp;gt;, e ai fermenti del &#039;68 che animarono gli animi: &#039;&#039;&amp;quot;I giovani così, i giovani colà. È facile astrarre, creare nuove categorie. Ma il più delle volte ci si dimentica di andare a vedere da vicino questi marziani, non si pensa nemmeno di cercare di capire chi sono e cosa vogliono. Ma vogliamo farglielo dire a loro, chi sono e cosa vogliono?&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1969/12/la-contestazione-del-68-i-giovani-i-partiti-e-la-democrazia/ Di Giovanni Spampinato, La contestazione del &#039;68. I giovani, i partiti e la democrazia, L&#039;Opposizione di Sinistra, 20 dicembre 1969]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò ai lavoratori e stette sempre dalla loro parte: scrisse della crisi dell’agricoltura, e delle condizioni in cui gli uomini erano costretti a lavorare nelle serre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si interessò a problematiche cittadine, prima fra tutte la carenza di risorse idriche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si occupò di analisi economiche e sociali, politiche, di cronaca. Furono anni di grandi contrapposizioni ideologiche e politiche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse di speculazione edilizia, dell’interesse di alcuni giovani neofascisti per reperti archeologici, del prosperare del malaffare in quella parte della Sicilia che riguardava Ragusa (rapporti con la mafia, traffico di armi e droga); un luogo dove si alimentava la destra estremista (con campi di addestramento di forze paramilitari e organizzazioni neofasciste).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse articoli clamorosi. Tra la fine del [[1970]] e l’inizio del [[1971]] Giovanni raccolse una serie di informazioni che rivelarono un intreccio nascosto tra politica, affari, traffici illeciti e attività eversive, che riguardarono in particolare il triangolo Ragusa – Siracusa – Catania, e che si realizzarono nel silenzio delle attività investigative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;inchiesta Tumino ===&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato pagò con la vita la sua ricerca della verità, ad appena ventisei anni. Stava indagando sull&#039;omicidio di un commerciante di antiquariato, l&#039;ingegnere Angelo Tumino, da sempre fascista ed ex consigliere al consiglio comunale del Movimento Sociale Italiano. Un caso che riguardò la collusione tra malaffare e istituzioni.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per fare luce sulla morte dell’ingegnere Tumino, che venne trovato morto il [[26 febbraio]] [[1972]] in Contrada Ciarberi (nelle campagne a pochi chilometri da Ragusa), Giovanni capì che bisognava indagare negli ambienti frequentati dall’ingegnere: tra la borghesia cittadina e i neofascisti del Movimento Sociale Italiano.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tumino venne ucciso proprio nei giorni in cui Giovanni, durante le sue inchieste sul neofascismo, rivelò la presenza a Ragusa del latitante [[Stefano Delle Chiaie]], detto il “bombardiere nero” (ricercato per le bombe del [[12 dicembre]] [[1969]] all’Altare della Patria) e di altri neofascisti (come Vittorio Quintavalle) legati a [[Junio Valerio Borghese]], il quale aveva tentato un colpo di Stato, nel [[dicembre 1970]], con la complicità della mafia. Giovanni si appassionò fortemente a quel delitto. Tumino non era un delinquente qualunque; trafficava reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tre giorni dopo il delitto Giovanni scrisse di una pista che portava fin dentro il Palazzo di Giustizia: scoprì che subito dopo il ritrovamento del corpo dell’ingegnere, il sostituto procuratore incaricato delle indagini aveva interrogato un amico della vittima (il figlio di un magistrato di Ragusa nonché il presidente del Tribunale di Ragusa):  Roberto Campria, uno con una passione spasmodica per le armi, e che intratteneva rapporti con trafficanti di opere d’arte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria venne convocato dalle forze dell’ordine, confermò di essere amico dell’ingegnere Tumino ma di non sapere che fosse morto. Parlò delle persone che frequentavano entrambi, sempre nell’ambito di acquisto e commercio di materiale antico.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello dell’ingegnere Tumino rimase a lungo un omicidio irrisolto. Secondo Giovanni questo accadeva perché si voleva tenere nascosta la responsabilità di qualcuno molto noto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni raccolse informazioni e si rese conto che l’omicidio Tumino era avvenuto nell’ambito dell’ambiente di destra ma soprattutto in quello del traffico di reperti archeologici; e che non si trattava di un omicidio commesso dagli ambienti delinquenziali, ma probabilmente ordinato o voluto da un “intoccabile”. Nessuno osò però scavare e andare affondo a quel delitto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni indagò a lungo su quell’omicidio e si pose domande fondamentali: come mai il corpo di Tumino venne rivestito e sistemato con cura? L’ingegnere Tumino venne ucciso in contrada Ciarberi o vi fu portato già morto? Come mai, poco dopo l’omicidio, la macchina (che dalle testimonianze risultò essere proprio quella di Tumino) percorse per due volte a tutta velocità e a fari spenti quella strada? Un uomo da solo poteva spostare un corpo di più di cento chili?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Spampinato vi era la probabilità che l’assassino non avesse agito da solo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attraverso varie testimonianze raccolte, Giovanni Spampinato scoprì diversi elementi: il testimone Gino Pollicita rivelò di aver visto, la mattina del delitto, Tumino insieme al magistrato Saverio Campria (padre di Roberto) e la moglie (notizia che la Procura di Ragusa non approfondì). In secondo luogo, la sera dell’omicidio, la Guardia di Finanza fermò una macchina (probabilmente quella dell’ingegnere Tumino) guidata però da Vittorio Quintavalle; pochi giorni dopo il giudice istruttore smentì di tutta fretta questo verbale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, i contadini descrissero la figura di Roberto Campria nella persona che era stata vista insieme a Tumino nelle campagne e nel giorno del delitto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2008/10/qgiovanni-mi-ricorda-pasoliniq-di-luciano-mirone/ Di Luciano Mirone, Giovanni intuì il nesso fra stragi e destra eversiva, mi ricorda Pasolini, ottobre 2008]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tante furono le stranezze che Giovanni scoprì su Campria: subito dopo la morte dell’ingegnere Tumino egli si trovava a casa dell’assassinato per rovistare tra le carte di Tumino; inoltre Campria si trovava con Tumino lungo il tragitto che portava al luogo del ritrovamento del cadavere. Campria non fu mai né formalmente accusato né formalmente indagato. Giovanni fu l’unico a segnalare le anomalie che riguardarono le modalità del palazzo di giustizia, ma in questa ricerca della verità venne lasciato solo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/delittotuminounapistaelamafia/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Il delitto Tumino: una pista è la mafia, L&#039;Ora, 28 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In seguito ad un articolo di Giovanni Spampinato&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/sottotorchioilfigliodiunmagistrato/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Il delitto Tumino. Sotto torchio il figlio di un magistrato, L&#039;Ora, 29 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;, Campria lo querelò per diffamazione, salvo poi non presentarsi al processo e quindi far decadere la querela.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’idea che si fece Giovanni dell’omicidio Tumino fu questa&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/07/perildelittotuminoindaginiazero/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Per il delitto Tumino indagini a zero, L&#039;Ora, 7 luglio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;: l’ingegnere si era messo in traffici illeciti, gestiti dalla mafia, e poi quando decise di uscirne fu ucciso. Giovanni era sicuro che Campria centrasse in prima persona in quell’omicidio, nonostante quest’ultimo dichiarasse la sua estraneità ai fatti, e anzi si avvicinò spesso a Giovanni per chiedergli di scrivere articoli che sottolineassero l’innocenza della sua persona. Giovanni non gli credette mai e anzi cercò di convincerlo a confessare. In quel momento Campria avvertì un pericolo in Giovanni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio ===&lt;br /&gt;
Il [[27 ottobre]] [[1972]] Campria telefonò a Giovanni per chiedergli di incontrarsi (facendogli intuire la possibilità di una confessione); Giovanni, benché avesse un po’ timore di quell’uomo non cedette alla paura e andò.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fu assassinato da Campria, all’interno della sua auto con cinque proiettili, costituitosi subito dopo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
I giornali il giorno dopo titolarono “Assassinato perché cercava la verità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
L’attenzione per l’omicidio Tumino terminò con la morte di Spampinato. L’inchiesta venne svolta a carico di ignoti e ancora oggi non si sanno i colpevoli e il movente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per l’omicidio di Giovanni Spampinato, invece, si tenne il processo nel [[1975]] a Siracusa. Campria fu condannato a 21 anni di prigione. Poi la sentenza fu ridotta a 14 anni dalla Corte d’Appello di Catania, grazie all’attenuante della provocazione e alla seminfermità mentale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria scontò solamente 8 anni, nel manicomio di Barcellona Pozzo di Gotto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/la-vita-di-giovanni/ La vita di Giovanni, Associazione Giovanni Spampinato]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne assegnato alla memoria di Giovanni il Premio Saint-Vincent di Giornalismo.&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne fondato in suo nome “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia (promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti).&lt;br /&gt;
*Nel 2007 il premio giornalistico Mario Francese si svolse a Ragusa, in segno di omaggio a Giovanni.&lt;br /&gt;
*Nel 2008 andò in scena lo spettacolo teatrale “Il Caso Spampinato”, di Danilo Schininà e Roberto S. Rossi. Nel 2012 lo spettacolo fu riportato in scena con diverse innovazioni&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2012/09/torna-in-scena-il-dramma-teatrale-qil-caso-spampinatoq/ Torna in scena il dramma teatrale sul cronista di Ragusa]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
*Il 13 gennaio 2010 nacque l’Archivio Spampinato, voluto dall’Associazione Giovanni Spampinato, che raccoglie documenti, articoli, pubblicazioni, fotografie e altro.&lt;br /&gt;
*Il 26 aprile 2010, nella Sala AVIS di Ragusa, ebbe luogo il convegno “Noi e Giovanni, una vittima dimenticata e il dovere della memoria. Ricordi, testimonianze, proposte” in memoria di Giovanni Spampinato, con la presenza di Don Luigi Ciotti.&lt;br /&gt;
*Il 27 ottobre 2011, Radio Itaca (Marsala) dedicò la prima puntata del programma radiofonico “Itaca ricorda” alla storia di Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2011, la quinta edizione del “Master in giornalismo investigativo e analisi delle fonti documentarie” di Milano è stato intitolato a Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2012, all’interno del Palazzo della Provincia di Ragusa, venne riaperta la sala stampa dedicata a Giovanni Spampinato nel 1995.&lt;br /&gt;
*Il 29 ottobre 2015, a distanza di 43 anni dalla morte di Giovanni Spampinato, venne organizzato a Ragusa il convegno “Spampinato 43”. Nel corso di quest’ultimo fu rivelata una notizia che fino a quel momento era stata tenuta in riserbo dalla famiglia e dalla magistratura: nel 2008 venne inviata una lettera anonima, scritta a macchina, in cui si rivelavano particolari sull’omicidio Tumino&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ragusanews.com/articolo/58234/caso-spampinato-spunta-una-lettera-anonima-inedita Caso Spampinato, spunta una lettera anonima. Inedita, Ragusanews, 31 ottobre 2015]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dicono di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Mettiamo anche lui, quest’altro morto nostro, sul conto della Sicilia dell’indifferenza, della collusione e dell’intrigo, dell’agguato e del ricatto: per la parte che in tutte queste cose le compete lo mettiamo sul conto di una parte di questa città, Ragusa, quella dei suoi galantuomini abituati al consenso, al silenzio. Giovanni Spampinato per tenace coscienza e serena tradizione di famiglia si era scelto l’altra parte: coraggio brava gente, adesso almeno lui non parlerà più. Questo è un omicidio in nome collettivo, e si è andato compiendo per le strade e le piazze, tutte le strade e le piazze di questa città, nelle cancellerie di tribunale, negli uffici della gente che conta, nei rapporti di polizia, nella trama dei silenzi e delle omissioni.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/10/mario-genco/ Di Mario Genco, Fu un omicidio annunciato, fu compiuto in nome collettivo, L&#039;Ora, 28 ottobre 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“25 aprile 2007. Oggi avrebbe 60 anni, qualcuno però ha deciso di fermare la sua vita a pistolettate quando di anni ne aveva appena 25, nel 1972. Giovanni Spampinato è morto sul lavoro. È stato ucciso affinché la smettesse di rovistare in quel verminaio che era la provincia di Ragusa, città “babba” solo per chi non voleva vedere cosa ci fosse oltre la siepe, oltre il perbenismo ovattato, cortina fumogena che nascondeva traffici di ogni tipo: sbarco di armi, via vai di terroristi neri negli anni delle stragi, impunità per ricercati e tipi strani.”&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2007/04/tano-gullo/ Di Tano Gullo, Rovistava nel verminaio del perbenismo, La Repubblica di Palermo, 25 aprile 2007]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Il nostro Giovanni non doveva morire. La sua lotta e la sua ricerca della verità erano fatte in nome collettivo, al nostro posto. Dobbiamo rifare, come società civile, il nostro esame di coscienza. Noi cattolici per la nostra parte di responsabilità collettiva; il potere giornalistico e politico per le sue corresponsabilità, complicità e connivenza. L’assassinio di Giovanni Spampinato è stato derubricato a fatto di cronaca nera, mentre è stato un delitto del Potere come sistema “totale” che controllava la stampa e manipolava la lettura quotidiana dei fatti sociali e politici di questo lembo del Paese.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/01/basta-con-lipocrisia-sulla-morte-di-giovanni/ Di Luciano Nicastro, Basta ipocrisia sulla morte di Giovanni, 8 gennaio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Giovanni Spampinato raccontava la verità e lo faceva senza diffamare nessuno, segnalando il puzzo di mafia che alcuni siciliani avvertono fin da giovani, e che lui conosceva perché aveva nel Dna la cultura della responsabilità, e perché lavorava con “quei matti” de L’Ora, che si divertivano a fare un giornale di denuncia duro come la roccia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/02/lirio-abbate/ Di Lirio Abbate, Sapeva riconoscere quel puzzo che rivela la presenza della mafia, L&#039;Espresso]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Giovanni Spampinato fu ucciso per il suo coraggio, punito per aver voluto spingersi oltre la superficie, per aver squarciato il velo di ipocrisia e di falso perbenismo che regnava in una tranquilla città di provincia e per averne messo in luce misfatti e lati oscuri, al punto che all’epoca del delitto si insinuò di una morte “cercata”, conseguenza naturale di quegli scritti imprudenti con cui aveva finito per provocare il suo assassino.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/05/quel-morso-in-piu/ Di Daniela Ferrara, Quel morso in più, Operaincerta, 12 maggio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Ricordare, ancora oggi, è scomodo. Quindi meglio dimenticare chi, come Giovanni, facendo il proprio dovere ha svelato trame inedite nella cosiddetta “Provincia babba”. Ma ricordare, appunto, spesso è scomodo. Meglio strisciare, ancora oggi, dietro i potenti, i poteri forti e la mafia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.laspia.it/giovanni-spampinato-45-anni-ucciso-ancora-volta/ Di Paolo Borrometi, Giovanni Spampinato 45 anni dopo ucciso (ancora) una volta, Laspia, 28 ottobre 2017]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
*Luciano Mirone, &#039;&#039;Gli insabbiati. Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza&#039;&#039;, Castelvecchi 2008.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo&#039;&#039;, Ponte alle Grazie 2009.&lt;br /&gt;
*Carlo Ruta, &#039;&#039;Morte a Ragusa&#039;&#039;, Edi.bi.si 2005&lt;br /&gt;
*Gianni Bonina, &#039;&#039;Il triangolo della morte: Campria, Tumino, Spampinato&#039;&#039;, Meridie 1992.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;Il giorno che uccisero mio fratello&#039;&#039;, nel volume &#039;&#039;“Vite ribelli”&#039;&#039;, Sperling e Kupfer 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;L’ora di Spampinato&#039;&#039;, lungometraggio di Vincenzo Cascone e Danilo Schininà.&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&#039;&#039;, documentario di Fabrizio Marini.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario Civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Marini, &amp;quot;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&amp;quot;, documentario, Rai Storia.&lt;br /&gt;
*Sito della Fondazione Giovanni Spampinato&lt;br /&gt;
*Archivio Ragusanews&lt;br /&gt;
*Archivio La Spia&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giovanni_Spampinato&amp;diff=6792</id>
		<title>Giovanni Spampinato</title>
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		<updated>2018-05-21T17:58:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Ma chi te lo fa fare?&amp;quot; ripetevano a Giovanni. &amp;quot;In effetti può essere pericoloso, però credo che ne valga la pena.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;small&amp;gt;(Giovanni Spampinato)&amp;lt;/small&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giovanni spampinato.jpg|300px|thumb|right|Giovanni Spampinato]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giovanni Spampinato&#039;&#039;&#039; (Ragusa, [[6 novembre]] [[1946]] - Ragusa, [[27 ottobre]] [[1972]]) è stato un giornalista italiano, ucciso perché indagava su inchieste scomode.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Nel dopoguerra Ragusa fu una ricca miniera di giacimenti di petrolio, che attirò molti per la possibilità di arricchimento, e per questo venne definita &amp;quot;capitale italiana del petrolio&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa venne vista inoltre come una provincia tranquilla, fin troppo, e per questo fu soprannominata &amp;quot;provincia babba&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Proprio in quegli anni, a Ragusa, crebbe Giovanni Spampinato. Studente di filosofia all&#039;Università di Palermo, e con una grande passione per il giornalismo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Figlio di un comunista, sviluppò presto idee e posizioni di sinistra. Fatto che gli causò qualche problema, poiché la stampa in città a quei tempi era schierata su posizioni anticomuniste.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato viene ricordato come schivo, riservato, impegnato, e dal cuore grande. La delusione del mondo e delle persone lo portò spesso a periodi di solitudine: &#039;&#039;&amp;quot;L&#039;ironia, l&#039;autoironia mi ha salvato da molti momenti di crisi. Ma anche il vivere così comporta dei rischi: se mi fossi preso più sul serio avrei realizzato qualcosa, non avrei sbandato&amp;quot;.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] cominciò a scrivere per il quotidiano &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; di Palermo, fino a diventarne il corrispondente da Ragusa.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giornale molto prestigioso, diffuso a Palermo, &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; a Ragusa era letto da una piccola élite, poiché veniva stampato la mattina a Palermo e arrivava a Ragusa solo la sera, in prossimità della chiusura delle edicole. Veniva acquistato, dunque, solo da chi era particolarmente motivato e interessato a leggere il punto di vista di sinistra sulle vicende siciliane; da chi era interessato ad un giornalismo di denuncia e di inchiesta, fatto da giornalisti che non avevano paura di parlare di notizie scomode e di mafia. Fu un giornale impegnato in battaglie civili, che diede voce a tutti e che, anche se politicamente schierato, non rinunciò mai alla sua autonomia redazionale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni visse con un po&#039; di frustrazione il fatto di scrivere da Ragusa per un giornale che lì leggevano in pochi, ma vedere i suoi articoli in prima linea lo ripagò sempre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse anche per &amp;quot;L&#039;Opposizione di Sinistra&amp;quot; e per l&#039;&amp;quot;Unità&amp;quot; dal [[1969]] al [[1972]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tuttavia, il tesserino di pubblicista gli venne assegnato dall&#039;Ordine dei Giornalisti solo dopo la sua morte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quegli anni ci fu la Guerra fredda e la possibilità del PCI al potere faceva paura. Per questo, in maniera indiretta, si sostennero fascisti e gruppi estremisti di destra, mafiosi, e settori deviati dell&#039;apparato di sicurezza.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo portò molti giovani di sinistra alla ricerca della verità, poiché non credevano alle informazioni date ufficialmente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni iniziò il suo percorso di giornalista in quegli anni. Egli intuì che alcuni fatti di cronaca verificatisi a Ragusa non erano casi isolati, bensì legati tra loro, collegati a fatti che attraversarono l&#039;Italia in quegli anni (furono gli anni della [[Strage di piazza Fontana]]).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni cominciò ad interessarsi ai traffici illeciti che avvenivano nelle acque siciliane, dove si svolgeva non solo un contrabbando di sigarette (i sigarettari erano in genere uomini di estrema destra), ma dove sbarcavano anche navi cariche di armi.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Altro traffico illecito su cui Giovanni cominciò ad indagare riguardò il traffico di reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una delle intuizioni di Giovanni fu che in queste lucrose attività non erano coinvolti solo delinquenti, ma personalità importanti della società; e che tutti questi traffici avevano un collegamento con la parte politica della destra.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa non fu dunque una semplice cittadina tranquilla.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La facilità dei collegamenti tramite il porto consentì, in quegli anni, intensi traffici di contrabbando di sigarette, armi e droga.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In questa apparente tranquilla cittadina dilagò il neofascismo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/squadrismo-in-sicilia-il-partito-della-malavita/ Di Giovanni Spampinato, Squadrismo in Sicilia: Ragusa, il partito della malavita, L&#039;Ora, 24 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni fu un giornalista completo, tanti furono gli ambiti che lo interessarono: fu molto legato ai giovani, all&#039;istruzione&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1971/02/dopo-la-scuola-la-disoccupazione/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Dopo la scuola la disoccupazione, L&#039;Ora, 4 febbraio 1971]&amp;lt;/ref&amp;gt;, e ai fermenti del &#039;68 che animarono gli animi: &#039;&#039;&amp;quot;I giovani così, i giovani colà. È facile astrarre, creare nuove categorie. Ma il più delle volte ci si dimentica di andare a vedere da vicino questi marziani, non si pensa nemmeno di cercare di capire chi sono e cosa vogliono. Ma vogliamo farglielo dire a loro, chi sono e cosa vogliono?&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1969/12/la-contestazione-del-68-i-giovani-i-partiti-e-la-democrazia/ Di Giovanni Spampinato, La contestazione del &#039;68. I giovani, i partiti e la democrazia, L&#039;Opposizione di Sinistra, 20 dicembre 1969]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò ai lavoratori e stette sempre dalla loro parte: scrisse della crisi dell’agricoltura, e delle condizioni in cui gli uomini erano costretti a lavorare nelle serre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si interessò a problematiche cittadine, prima fra tutte la carenza di risorse idriche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si occupò di analisi economiche e sociali, politiche, di cronaca. Furono anni di grandi contrapposizioni ideologiche e politiche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse di speculazione edilizia, dell’interesse di alcuni giovani neofascisti per reperti archeologici, del prosperare del malaffare in quella parte della Sicilia che riguardava Ragusa (rapporti con la mafia, traffico di armi e droga); un luogo dove si alimentava la destra estremista (con campi di addestramento di forze paramilitari e organizzazioni neofasciste).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse articoli clamorosi. Tra la fine del [[1970]] e l’inizio del [[1971]] Giovanni raccolse una serie di informazioni che rivelarono un intreccio nascosto tra politica, affari, traffici illeciti e attività eversive, che riguardarono in particolare il triangolo Ragusa – Siracusa – Catania, e che si realizzarono nel silenzio delle attività investigative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;inchiesta Tumino ===&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato pagò con la vita la sua ricerca della verità, ad appena ventisei anni. Stava indagando sull&#039;omicidio di un commerciante di antiquariato, l&#039;ingegnere Angelo Tumino, da sempre fascista ed ex consigliere al consiglio comunale del Movimento Sociale Italiano. Un caso che riguardò la collusione tra malaffare e istituzioni.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per fare luce sulla morte dell’ingegnere Tumino, che venne trovato morto il [[26 febbraio]] [[1972]] in Contrada Ciarberi (nelle campagne a pochi chilometri da Ragusa), Giovanni capì che bisognava indagare negli ambienti frequentati dall’ingegnere: tra la borghesia cittadina e i neofascisti del Movimento Sociale Italiano.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tumino venne ucciso proprio nei giorni in cui Giovanni, durante le sue inchieste sul neofascismo, rivelò la presenza a Ragusa del latitante [[Stefano Delle Chiaie]], detto il “bombardiere nero” (ricercato per le bombe del [[12 dicembre]] [[1969]] all’Altare della Patria) e di altri neofascisti (come Vittorio Quintavalle) legati a [[Junio Valerio Borghese]], il quale aveva tentato un colpo di Stato, nel [[dicembre 1970]], con la complicità della mafia. Giovanni si appassionò fortemente a quel delitto. Tumino non era un delinquente qualunque; trafficava reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tre giorni dopo il delitto Giovanni scrisse di una pista che portava fin dentro il Palazzo di Giustizia: scoprì che subito dopo il ritrovamento del corpo dell’ingegnere, il sostituto procuratore incaricato delle indagini aveva interrogato un amico della vittima (il figlio di un magistrato di Ragusa nonché il presidente del Tribunale di Ragusa):  Roberto Campria, uno con una passione spasmodica per le armi, e che intratteneva rapporti con trafficanti di opere d’arte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria venne convocato dalle forze dell’ordine, confermò di essere amico dell’ingegnere Tumino ma di non sapere che fosse morto. Parlò delle persone che frequentavano entrambi, sempre nell’ambito di acquisto e commercio di materiale antico.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello dell’ingegnere Tumino rimase a lungo un omicidio irrisolto. Secondo Giovanni questo accadeva perché si voleva tenere nascosta la responsabilità di qualcuno molto noto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni raccolse informazioni e si rese conto che l’omicidio Tumino era avvenuto nell’ambito dell’ambiente di destra ma soprattutto in quello del traffico di reperti archeologici; e che non si trattava di un omicidio commesso dagli ambienti delinquenziali, ma probabilmente ordinato o voluto da un “intoccabile”. Nessuno osò però scavare e andare affondo a quel delitto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni indagò a lungo su quell’omicidio e si pose domande fondamentali: come mai il corpo di Tumino venne rivestito e sistemato con cura? L’ingegnere Tumino venne ucciso in contrada Ciarberi o vi fu portato già morto? Come mai, poco dopo l’omicidio, la macchina (che dalle testimonianze risultò essere proprio quella di Tumino) percorse per due volte a tutta velocità e a fari spenti quella strada? Un uomo da solo poteva spostare un corpo di più di cento chili?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Spampinato vi era la probabilità che l’assassino non avesse agito da solo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attraverso varie testimonianze raccolte, Giovanni Spampinato scoprì diversi elementi: il testimone Gino Pollicita rivelò di aver visto, la mattina del delitto, Tumino insieme al magistrato Saverio Campria (padre di Roberto) e la moglie (notizia che la Procura di Ragusa non approfondì). In secondo luogo, la sera dell’omicidio, la Guardia di Finanza fermò una macchina (probabilmente quella dell’ingegnere Tumino) guidata però da Vittorio Quintavalle; pochi giorni dopo il giudice istruttore smentì di tutta fretta questo verbale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, i contadini descrissero la figura di Roberto Campria nella persona che era stata vista insieme a Tumino nelle campagne e nel giorno del delitto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2008/10/qgiovanni-mi-ricorda-pasoliniq-di-luciano-mirone/ Di Luciano Mirone, Giovanni intuì il nesso fra stragi e destra eversiva, mi ricorda Pasolini, ottobre 2008]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tante furono le stranezze che Giovanni scoprì su Campria: subito dopo la morte dell’ingegnere Tumino egli si trovava a casa dell’assassinato per rovistare tra le carte di Tumino; inoltre Campria si trovava con Tumino lungo il tragitto che portava al luogo del ritrovamento del cadavere. Campria non fu mai né formalmente accusato né formalmente indagato. Giovanni fu l’unico a segnalare le anomalie che riguardarono le modalità del palazzo di giustizia, ma in questa ricerca della verità venne lasciato solo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/delittotuminounapistaelamafia/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Il delitto Tumino: una pista è la mafia, L&#039;Ora, 28 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In seguito ad un articolo di Giovanni Spampinato&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/sottotorchioilfigliodiunmagistrato/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Il delitto Tumino. Sotto torchio il figlio di un magistrato, L&#039;Ora, 29 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;, Campria lo querelò per diffamazione, salvo poi non presentarsi al processo e quindi far decadere la querela.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’idea che si fece Giovanni dell’omicidio Tumino fu questa&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/07/perildelittotuminoindaginiazero/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Per il delitto Tumino indagini a zero, L&#039;Ora, 7 luglio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;: l’ingegnere si era messo in traffici illeciti, gestiti dalla mafia, e poi quando decise di uscirne fu ucciso. Giovanni era sicuro che Campria centrasse in prima persona in quell’omicidio, nonostante quest’ultimo dichiarasse la sua estraneità ai fatti, e anzi si avvicinò spesso a Giovanni per chiedergli di scrivere articoli che sottolineassero l’innocenza della sua persona. Giovanni non gli credette mai e anzi cercò di convincerlo a confessare. In quel momento Campria avvertì un pericolo in Giovanni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio ===&lt;br /&gt;
Il [[27 ottobre]] [[1972]] Campria telefonò a Giovanni per chiedergli di incontrarsi (facendogli intuire la possibilità di una confessione); Giovanni, benché avesse un po’ timore di quell’uomo non cedette alla paura e andò.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fu assassinato da Campria, all’interno della sua auto con cinque proiettili, costituitosi subito dopo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
I giornali il giorno dopo titolarono “Assassinato perché cercava la verità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
L’attenzione per l’omicidio Tumino terminò con la morte di Spampinato. L’inchiesta venne svolta a carico di ignoti e ancora oggi non si sanno i colpevoli e il movente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per l’omicidio di Giovanni Spampinato, invece, si tenne il processo nel [[1975]] a Siracusa. Campria fu condannato a 21 anni di prigione. Poi la sentenza fu ridotta a 14 anni dalla Corte d’Appello di Catania, grazie all’attenuante della provocazione e alla seminfermità mentale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria scontò solamente 8 anni, nel manicomio di Barcellona Pozzo di Gotto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/la-vita-di-giovanni/ La vita di Giovanni, Associazione Giovanni Spampinato]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne assegnato alla memoria di Giovanni il Premio Saint-Vincent di Giornalismo.&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne fondato in suo nome “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia (promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti).&lt;br /&gt;
*Nel 2007 il premio giornalistico Mario Francese si svolse a Ragusa, in segno di omaggio a Giovanni.&lt;br /&gt;
*Nel 2008 andò in scena lo spettacolo teatrale “Il Caso Spampinato”, di Danilo Schininà e Roberto S. Rossi. Nel 2012 lo spettacolo fu riportato in scena con diverse innovazioni&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2012/09/torna-in-scena-il-dramma-teatrale-qil-caso-spampinatoq/ Torna in scena il dramma teatrale sul cronista di Ragusa]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
*Il 13 gennaio 2010 nacque l’Archivio Spampinato, voluto dall’Associazione Giovanni Spampinato, che raccoglie documenti, articoli, pubblicazioni, fotografie e altro.&lt;br /&gt;
*Il 26 aprile 2010, nella Sala AVIS di Ragusa, ebbe luogo il convegno “Noi e Giovanni, una vittima dimenticata e il dovere della memoria. Ricordi, testimonianze, proposte” in memoria di Giovanni Spampinato, con la presenza di Don Luigi Ciotti.&lt;br /&gt;
*Il 27 ottobre 2011, Radio Itaca (Marsala) dedicò la prima puntata del programma radiofonico “Itaca ricorda” alla storia di Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2011, la quinta edizione del “Master in giornalismo investigativo e analisi delle fonti documentarie” di Milano è stato intitolato a Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2012, all’interno del Palazzo della Provincia di Ragusa, venne riaperta la sala stampa dedicata a Giovanni Spampinato nel 1995.&lt;br /&gt;
*Il 29 ottobre 2015, a distanza di 43 anni dalla morte di Giovanni Spampinato, venne organizzato a Ragusa il convegno “Spampinato 43”. Nel corso di quest’ultimo fu rivelata una notizia che fino a quel momento era stata tenuta in riserbo dalla famiglia e dalla magistratura: nel 2008 venne inviata una lettera anonima, scritta a macchina, in cui si rivelavano particolari sull’omicidio Tumino&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ragusanews.com/articolo/58234/caso-spampinato-spunta-una-lettera-anonima-inedita Caso Spampinato, spunta una lettera anonima. Inedita, Ragusanews, 31 ottobre 2015]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dicono di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Mettiamo anche lui, quest’altro morto nostro, sul conto della Sicilia dell’indifferenza, della collusione e dell’intrigo, dell’agguato e del ricatto: per la parte che in tutte queste cose le compete lo mettiamo sul conto di una parte di questa città, Ragusa, quella dei suoi galantuomini abituati al consenso, al silenzio. Giovanni Spampinato per tenace coscienza e serena tradizione di famiglia si era scelto l’altra parte: coraggio brava gente, adesso almeno lui non parlerà più. Questo è un omicidio in nome collettivo, e si è andato compiendo per le strade e le piazze, tutte le strade e le piazze di questa città, nelle cancellerie di tribunale, negli uffici della gente che conta, nei rapporti di polizia, nella trama dei silenzi e delle omissioni.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/10/mario-genco/ Di Mario Genco, Fu un omicidio annunciato, fu compiuto in nome collettivo, L&#039;Ora, 28 ottobre 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“25 aprile 2007. Oggi avrebbe 60 anni, qualcuno però ha deciso di fermare la sua vita a pistolettate quando di anni ne aveva appena 25, nel 1972. Giovanni Spampinato è morto sul lavoro. È stato ucciso affinché la smettesse di rovistare in quel verminaio che era la provincia di Ragusa, città “babba” solo per chi non voleva vedere cosa ci fosse oltre la siepe, oltre il perbenismo ovattato, cortina fumogena che nascondeva traffici di ogni tipo: sbarco di armi, via vai di terroristi neri negli anni delle stragi, impunità per ricercati e tipi strani.”&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2007/04/tano-gullo/ Di Tano Gullo, Rovistava nel verminaio del perbenismo, La Repubblica di Palermo, 25 aprile 2007]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Il nostro Giovanni non doveva morire. La sua lotta e la sua ricerca della verità erano fatte in nome collettivo, al nostro posto. Dobbiamo rifare, come società civile, il nostro esame di coscienza. Noi cattolici per la nostra parte di responsabilità collettiva; il potere giornalistico e politico per le sue corresponsabilità, complicità e connivenza. L’assassinio di Giovanni Spampinato è stato derubricato a fatto di cronaca nera, mentre è stato un delitto del Potere come sistema “totale” che controllava la stampa e manipolava la lettura quotidiana dei fatti sociali e politici di questo lembo del Paese.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/01/basta-con-lipocrisia-sulla-morte-di-giovanni/ Di Luciano Nicastro, Basta ipocrisia sulla morte di Giovanni, 8 gennaio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Giovanni Spampinato raccontava la verità e lo faceva senza diffamare nessuno, segnalando il puzzo di mafia che alcuni siciliani avvertono fin da giovani, e che lui conosceva perché aveva nel Dna la cultura della responsabilità, e perché lavorava con “quei matti” de L’Ora, che si divertivano a fare un giornale di denuncia duro come la roccia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/02/lirio-abbate/ Di Lirio Abbate, Sapeva riconoscere quel puzzo che rivela la presenza della mafia, L&#039;Espresso&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Giovanni Spampinato fu ucciso per il suo coraggio, punito per aver voluto spingersi oltre la superficie, per aver squarciato il velo di ipocrisia e di falso perbenismo che regnava in una tranquilla città di provincia e per averne messo in luce misfatti e lati oscuri, al punto che all’epoca del delitto si insinuò di una morte “cercata”, conseguenza naturale di quegli scritti imprudenti con cui aveva finito per provocare il suo assassino.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/05/quel-morso-in-piu/ Di Daniela Ferrara, Quel morso in più, Operaincerta, 12 maggio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Ricordare, ancora oggi, è scomodo. Quindi meglio dimenticare chi, come Giovanni, facendo il proprio dovere ha svelato trame inedite nella cosiddetta “Provincia babba”. Ma ricordare, appunto, spesso è scomodo. Meglio strisciare, ancora oggi, dietro i potenti, i poteri forti e la mafia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.laspia.it/giovanni-spampinato-45-anni-ucciso-ancora-volta/ Di Paolo Borrometi, Giovanni Spampinato 45 anni dopo ucciso (ancora) una volta, Laspia, 28 ottobre 2017]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
*Luciano Mirone, &#039;&#039;Gli insabbiati. Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza&#039;&#039;, Castelvecchi 2008.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo&#039;&#039;, Ponte alle Grazie 2009.&lt;br /&gt;
*Carlo Ruta, &#039;&#039;Morte a Ragusa&#039;&#039;, Edi.bi.si 2005&lt;br /&gt;
*Gianni Bonina, &#039;&#039;Il triangolo della morte: Campria, Tumino, Spampinato&#039;&#039;, Meridie 1992.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;Il giorno che uccisero mio fratello&#039;&#039;, nel volume &#039;&#039;“Vite ribelli”&#039;&#039;, Sperling e Kupfer 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;L’ora di Spampinato&#039;&#039;, lungometraggio di Vincenzo Cascone e Danilo Schininà.&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&#039;&#039;, documentario di Fabrizio Marini.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario Civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Marini, &amp;quot;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&amp;quot;, documentario, Rai Storia.&lt;br /&gt;
*Sito della Fondazione Giovanni Spampinato&lt;br /&gt;
*Archivio Ragusanews&lt;br /&gt;
*Archivio La Spia&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
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		<updated>2018-05-21T17:55:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
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		<title>Giovanni Spampinato</title>
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		<updated>2018-05-21T17:50:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Ma chi te lo fa fare?&amp;quot; ripetevano a Giovanni. &amp;quot;In effetti può essere pericoloso, però credo che ne valga la pena.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;small&amp;gt;(Giovanni Spampinato)&amp;lt;/small&amp;gt;&#039;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giovanni Spampinato&#039;&#039;&#039; (Ragusa, [[6 novembre]] [[1946]] - Ragusa, [[27 ottobre]] [[1972]]) è stato un giornalista italiano, ucciso perché indagava su inchieste scomode.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
Nel dopoguerra Ragusa fu una ricca miniera di giacimenti di petrolio, che attirò molti per la possibilità di arricchimento, e per questo venne definita &amp;quot;capitale italiana del petrolio&amp;quot;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa venne vista inoltre come una provincia tranquilla, fin troppo, e per questo fu soprannominata &amp;quot;provincia babba&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Proprio in quegli anni, a Ragusa, crebbe Giovanni Spampinato. Studente di filosofia all&#039;Università di Palermo, e con una grande passione per il giornalismo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Figlio di un comunista, sviluppò presto idee e posizioni di sinistra. Fatto che gli causò qualche problema, poiché la stampa in città a quei tempi era schierata su posizioni anticomuniste.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato viene ricordato come schivo, riservato, impegnato, e dal cuore grande. La delusione del mondo e delle persone lo portò spesso a periodi di solitudine: &#039;&#039;&amp;quot;L&#039;ironia, l&#039;autoironia mi ha salvato da molti momenti di crisi. Ma anche il vivere così comporta dei rischi: se mi fossi preso più sul serio avrei realizzato qualcosa, non avrei sbandato&amp;quot;.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel [[1969]] cominciò a scrivere per il quotidiano &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; di Palermo, fino a diventarne il corrispondente da Ragusa.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giornale molto prestigioso, diffuso a Palermo, &amp;quot;L&#039;Ora&amp;quot; a Ragusa era letto da una piccola élite, poiché veniva stampato la mattina a Palermo e arrivava a Ragusa solo la sera, in prossimità della chiusura delle edicole. Veniva acquistato, dunque, solo da chi era particolarmente motivato e interessato a leggere il punto di vista di sinistra sulle vicende siciliane; da chi era interessato ad un giornalismo di denuncia e di inchiesta, fatto da giornalisti che non avevano paura di parlare di notizie scomode e di mafia. Fu un giornale impegnato in battaglie civili, che diede voce a tutti e che, anche se politicamente schierato, non rinunciò mai alla sua autonomia redazionale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni visse con un po&#039; di frustrazione il fatto di scrivere da Ragusa per un giornale che lì leggevano in pochi, ma vedere i suoi articoli in prima linea lo ripagò sempre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse anche per &amp;quot;L&#039;Opposizione di Sinistra&amp;quot; e per l&#039;&amp;quot;Unità&amp;quot; dal [[1969]] al [[1972]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tuttavia, il tesserino di pubblicista gli venne assegnato dall&#039;Ordine dei Giornalisti solo dopo la sua morte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In quegli anni ci fu la Guerra fredda e la possibilità del PCI al potere faceva paura. Per questo, in maniera indiretta, si sostennero fascisti e gruppi estremisti di destra, mafiosi, e settori deviati dell&#039;apparato di sicurezza.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo portò molti giovani di sinistra alla ricerca della verità, poiché non credevano alle informazioni date ufficialmente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni iniziò il suo percorso di giornalista in quegli anni. Egli intuì che alcuni fatti di cronaca verificatisi a Ragusa non erano casi isolati, bensì legati tra loro, collegati a fatti che attraversarono l&#039;Italia in quegli anni (furono gli anni della [[Strage di piazza Fontana]]).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni cominciò ad interessarsi ai traffici illeciti che avvenivano nelle acque siciliane, dove si svolgeva non solo un contrabbando di sigarette (i sigarettari erano in genere uomini di estrema destra), ma dove sbarcavano anche navi cariche di armi.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Altro traffico illecito su cui Giovanni cominciò ad indagare riguardò il traffico di reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Una delle intuizioni di Giovanni fu che in queste lucrose attività non erano coinvolti solo delinquenti, ma personalità importanti della società; e che tutti questi traffici avevano un collegamento con la parte politica della destra.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ragusa non fu dunque una semplice cittadina tranquilla.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La facilità dei collegamenti tramite il porto consentì, in quegli anni, intensi traffici di contrabbando di sigarette, armi e droga.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In questa apparente tranquilla cittadina dilagò il neofascismo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/squadrismo-in-sicilia-il-partito-della-malavita/ Di Giovanni Spampinato, Squadrismo in Sicilia: Ragusa, il partito della malavita, L&#039;Ora, 24 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni fu un giornalista completo, tanti furono gli ambiti che lo interessarono: fu molto legato ai giovani, all&#039;istruzione&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1971/02/dopo-la-scuola-la-disoccupazione/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Dopo la scuola la disoccupazione, L&#039;Ora, 4 febbraio 1971]&amp;lt;/ref&amp;gt;, e ai fermenti del &#039;68 che animarono gli animi: &#039;&#039;&amp;quot;I giovani così, i giovani colà. È facile astrarre, creare nuove categorie. Ma il più delle volte ci si dimentica di andare a vedere da vicino questi marziani, non si pensa nemmeno di cercare di capire chi sono e cosa vogliono. Ma vogliamo farglielo dire a loro, chi sono e cosa vogliono?&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1969/12/la-contestazione-del-68-i-giovani-i-partiti-e-la-democrazia/ Di Giovanni Spampinato, La contestazione del &#039;68. I giovani, i partiti e la democrazia, L&#039;Opposizione di Sinistra, 20 dicembre 1969]&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò ai lavoratori e stette sempre dalla loro parte: scrisse della crisi dell’agricoltura, e delle condizioni in cui gli uomini erano costretti a lavorare nelle serre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si interessò a problematiche cittadine, prima fra tutte la carenza di risorse idriche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Si occupò di analisi economiche e sociali, politiche, di cronaca. Furono anni di grandi contrapposizioni ideologiche e politiche.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse di speculazione edilizia, dell’interesse di alcuni giovani neofascisti per reperti archeologici, del prosperare del malaffare in quella parte della Sicilia che riguardava Ragusa (rapporti con la mafia, traffico di armi e droga); un luogo dove si alimentava la destra estremista (con campi di addestramento di forze paramilitari e organizzazioni neofasciste).&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Scrisse articoli clamorosi. Tra la fine del [[1970]] e l’inizio del [[1971]] Giovanni raccolse una serie di informazioni che rivelarono un intreccio nascosto tra politica, affari, traffici illeciti e attività eversive, che riguardarono in particolare il triangolo Ragusa – Siracusa – Catania, e che si realizzarono nel silenzio delle attività investigative. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;inchiesta Tumino ===&lt;br /&gt;
Giovanni Spampinato pagò con la vita la sua ricerca della verità, ad appena ventisei anni. Stava indagando sull&#039;omicidio di un commerciante di antiquariato, l&#039;ingegnere Angelo Tumino, da sempre fascista ed ex consigliere al consiglio comunale del Movimento Sociale Italiano. Un caso che riguardò la collusione tra malaffare e istituzioni.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per fare luce sulla morte dell’ingegnere Tumino, che venne trovato morto il [[26 febbraio]] [[1972]] in Contrada Ciarberi (nelle campagne a pochi chilometri da Ragusa), Giovanni capì che bisognava indagare negli ambienti frequentati dall’ingegnere: tra la borghesia cittadina e i neofascisti del Movimento Sociale Italiano.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tumino venne ucciso proprio nei giorni in cui Giovanni, durante le sue inchieste sul neofascismo, rivelò la presenza a Ragusa del latitante [[Stefano Delle Chiaie]], detto il “bombardiere nero” (ricercato per le bombe del [[12 dicembre]] [[1969]] all’Altare della Patria) e di altri neofascisti (come Vittorio Quintavalle) legati a [[Junio Valerio Borghese]], il quale aveva tentato un colpo di Stato, nel [[dicembre 1970]], con la complicità della mafia. Giovanni si appassionò fortemente a quel delitto. Tumino non era un delinquente qualunque; trafficava reperti archeologici.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tre giorni dopo il delitto Giovanni scrisse di una pista che portava fin dentro il Palazzo di Giustizia: scoprì che subito dopo il ritrovamento del corpo dell’ingegnere, il sostituto procuratore incaricato delle indagini aveva interrogato un amico della vittima (il figlio di un magistrato di Ragusa nonché il presidente del Tribunale di Ragusa):  Roberto Campria, uno con una passione spasmodica per le armi, e che intratteneva rapporti con trafficanti di opere d’arte.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria venne convocato dalle forze dell’ordine, confermò di essere amico dell’ingegnere Tumino ma di non sapere che fosse morto. Parlò delle persone che frequentavano entrambi, sempre nell’ambito di acquisto e commercio di materiale antico.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello dell’ingegnere Tumino rimase a lungo un omicidio irrisolto. Secondo Giovanni questo accadeva perché si voleva tenere nascosta la responsabilità di qualcuno molto noto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni raccolse informazioni e si rese conto che l’omicidio Tumino era avvenuto nell’ambito dell’ambiente di destra ma soprattutto in quello del traffico di reperti archeologici; e che non si trattava di un omicidio commesso dagli ambienti delinquenziali, ma probabilmente ordinato o voluto da un “intoccabile”. Nessuno osò però scavare e andare affondo a quel delitto.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giovanni indagò a lungo su quell’omicidio e si pose domande fondamentali: come mai il corpo di Tumino venne rivestito e sistemato con cura? L’ingegnere Tumino venne ucciso in contrada Ciarberi o vi fu portato già morto? Come mai, poco dopo l’omicidio, la macchina (che dalle testimonianze risultò essere proprio quella di Tumino) percorse per due volte a tutta velocità e a fari spenti quella strada? Un uomo da solo poteva spostare un corpo di più di cento chili?&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Secondo Spampinato vi era la probabilità che l’assassino non avesse agito da solo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Attraverso varie testimonianze raccolte, Giovanni Spampinato scoprì diversi elementi: il testimone Gino Pollicita rivelò di aver visto, la mattina del delitto, Tumino insieme al magistrato Saverio Campria (padre di Roberto) e la moglie (notizia che la Procura di Ragusa non approfondì). In secondo luogo, la sera dell’omicidio, la Guardia di Finanza fermò una macchina (probabilmente quella dell’ingegnere Tumino) guidata però da Vittorio Quintavalle; pochi giorni dopo il giudice istruttore smentì di tutta fretta questo verbale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, i contadini descrissero la figura di Roberto Campria nella persona che era stata vista insieme a Tumino nelle campagne e nel giorno del delitto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2008/10/qgiovanni-mi-ricorda-pasoliniq-di-luciano-mirone/ Di Luciano Mirone, Giovanni intuì il nesso fra stragi e destra eversiva, mi ricorda Pasolini, ottobre 2008]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tante furono le stranezze che Giovanni scoprì su Campria: subito dopo la morte dell’ingegnere Tumino egli si trovava a casa dell’assassinato per rovistare tra le carte di Tumino; inoltre Campria si trovava con Tumino lungo il tragitto che portava al luogo del ritrovamento del cadavere. Campria non fu mai né formalmente accusato né formalmente indagato. Giovanni fu l’unico a segnalare le anomalie che riguardarono le modalità del palazzo di giustizia, ma in questa ricerca della verità venne lasciato solo&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/delittotuminounapistaelamafia/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Il delitto Tumino: una pista è la mafia, L&#039;Ora, 28 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In seguito ad un articolo di Giovanni Spampinato&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/02/sottotorchioilfigliodiunmagistrato/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Il delitto Tumino. Sotto torchio il figlio di un magistrato, L&#039;Ora, 29 febbraio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;, Campria lo querelò per diffamazione, salvo poi non presentarsi al processo e quindi far decadere la querela.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L’idea che si fece Giovanni dell’omicidio Tumino fu questa&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/07/perildelittotuminoindaginiazero/ Di Giovanni Spampinato, Ragusa. Per il delitto Tumino indagini a zero, L&#039;Ora, 7 luglio 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;: l’ingegnere si era messo in traffici illeciti, gestiti dalla mafia, e poi quando decise di uscirne fu ucciso. Giovanni era sicuro che Campria centrasse in prima persona in quell’omicidio, nonostante quest’ultimo dichiarasse la sua estraneità ai fatti, e anzi si avvicinò spesso a Giovanni per chiedergli di scrivere articoli che sottolineassero l’innocenza della sua persona. Giovanni non gli credette mai e anzi cercò di convincerlo a confessare. In quel momento Campria avvertì un pericolo in Giovanni. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L&#039;omicidio ===&lt;br /&gt;
Il [[27 ottobre]] [[1972]] Campria telefonò a Giovanni per chiedergli di incontrarsi (facendogli intuire la possibilità di una confessione); Giovanni, benché avesse un po’ timore di quell’uomo non cedette alla paura e andò.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Fu assassinato da Campria, all’interno della sua auto con cinque proiettili, costituitosi subito dopo.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
I giornali il giorno dopo titolarono “Assassinato perché cercava la verità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo ==&lt;br /&gt;
L’attenzione per l’omicidio Tumino terminò con la morte di Spampinato. L’inchiesta venne svolta a carico di ignoti e ancora oggi non si sanno i colpevoli e il movente.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Per l’omicidio di Giovanni Spampinato, invece, si tenne il processo nel [[1975]] a Siracusa. Campria fu condannato a 21 anni di prigione. Poi la sentenza fu ridotta a 14 anni dalla Corte d’Appello di Catania, grazie all’attenuante della provocazione e alla seminfermità mentale.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Campria scontò solamente 8 anni, nel manicomio di Barcellona Pozzo di Gotto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/la-vita-di-giovanni/ La vita di Giovanni, Associazione Giovanni Spampinato]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne assegnato alla memoria di Giovanni il Premio Saint-Vincent di Giornalismo.&lt;br /&gt;
*Nel 2007 venne fondato in suo nome “Ossigeno per l’informazione”, l’osservatorio sui giornalisti minacciati in Italia (promosso dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti).&lt;br /&gt;
*Nel 2007 il premio giornalistico Mario Francese si svolse a Ragusa, in segno di omaggio a Giovanni.&lt;br /&gt;
*Nel 2008 andò in scena lo spettacolo teatrale “Il Caso Spampinato”, di Danilo Schininà e Roberto S. Rossi. Nel 2012 lo spettacolo fu riportato in scena con diverse innovazioni&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2012/09/torna-in-scena-il-dramma-teatrale-qil-caso-spampinatoq/ Torna in scena il dramma teatrale sul cronista di Ragusa]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
*Il 13 gennaio 2010 nacque l’Archivio Spampinato, voluto dall’Associazione Giovanni Spampinato, che raccoglie documenti, articoli, pubblicazioni, fotografie e altro.&lt;br /&gt;
*Il 26 aprile 2010, nella Sala AVIS di Ragusa, ebbe luogo il convegno “Noi e Giovanni, una vittima dimenticata e il dovere della memoria. Ricordi, testimonianze, proposte” in memoria di Giovanni Spampinato, con la presenza di Don Luigi Ciotti.&lt;br /&gt;
*Il 27 ottobre 2011, Radio Itaca (Marsala) dedicò la prima puntata del programma radiofonico “Itaca ricorda” alla storia di Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2011, la quinta edizione del “Master in giornalismo investigativo e analisi delle fonti documentarie” di Milano è stato intitolato a Giovanni Spampinato.&lt;br /&gt;
*Nel 2012, all’interno del Palazzo della Provincia di Ragusa, venne riaperta la sala stampa dedicata a Giovanni Spampinato nel 1995.&lt;br /&gt;
*Il 29 ottobre 2015, a distanza di 43 anni dalla morte di Giovanni Spampinato, venne organizzato a Ragusa il convegno “Spampinato 43”. Nel corso di quest’ultimo fu rivelata una notizia che fino a quel momento era stata tenuta in riserbo dalla famiglia e dalla magistratura: nel 2008 venne inviata una lettera anonima, scritta a macchina, in cui si rivelavano particolari sull’omicidio Tumino&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.ragusanews.com/articolo/58234/caso-spampinato-spunta-una-lettera-anonima-inedita Caso Spampinato, spunta una lettera anonima. Inedita, Ragusanews, 31 ottobre 2015]&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Dicono di Giovanni Spampinato ==&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Mettiamo anche lui, quest’altro morto nostro, sul conto della Sicilia dell’indifferenza, della collusione e dell’intrigo, dell’agguato e del ricatto: per la parte che in tutte queste cose le compete lo mettiamo sul conto di una parte di questa città, Ragusa, quella dei suoi galantuomini abituati al consenso, al silenzio. Giovanni Spampinato per tenace coscienza e serena tradizione di famiglia si era scelto l’altra parte: coraggio brava gente, adesso almeno lui non parlerà più. Questo è un omicidio in nome collettivo, e si è andato compiendo per le strade e le piazze, tutte le strade e le piazze di questa città, nelle cancellerie di tribunale, negli uffici della gente che conta, nei rapporti di polizia, nella trama dei silenzi e delle omissioni.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/1972/10/mario-genco/ Di Mario Genco, Fu un omicidio annunciato, fu compiuto in nome collettivo, L&#039;Ora, 28 ottobre 1972]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“25 aprile 2007. Oggi avrebbe 60 anni, qualcuno però ha deciso di fermare la sua vita a pistolettate quando di anni ne aveva appena 25, nel 1972. Giovanni Spampinato è morto sul lavoro. È stato ucciso affinché la smettesse di rovistare in quel verminaio che era la provincia di Ragusa, città “babba” solo per chi non voleva vedere cosa ci fosse oltre la siepe, oltre il perbenismo ovattato, cortina fumogena che nascondeva traffici di ogni tipo: sbarco di armi, via vai di terroristi neri negli anni delle stragi, impunità per ricercati e tipi strani.”&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2007/04/tano-gullo/ Di Tano Gullo, Rovistava nel verminaio del perbenismo, La Repubblica di Palermo, 25 aprile 2007]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Il nostro Giovanni non doveva morire. La sua lotta e la sua ricerca della verità erano fatte in nome collettivo, al nostro posto. Dobbiamo rifare, come società civile, il nostro esame di coscienza. Noi cattolici per la nostra parte di responsabilità collettiva; il potere giornalistico e politico per le sue corresponsabilità, complicità e connivenza. L’assassinio di Giovanni Spampinato è stato derubricato a fatto di cronaca nera, mentre è stato un delitto del Potere come sistema “totale” che controllava la stampa e manipolava la lettura quotidiana dei fatti sociali e politici di questo lembo del Paese.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/01/basta-con-lipocrisia-sulla-morte-di-giovanni/ Di Luciano Nicastro, Basta ipocrisia sulla morte di Giovanni, 8 gennaio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Giovanni Spampinato raccontava la verità e lo faceva senza diffamare nessuno, segnalando il puzzo di mafia che alcuni siciliani avvertono fin da giovani, e che lui conosceva perché aveva nel Dna la cultura della responsabilità, e perché lavorava con “quei matti” de L’Ora, che si divertivano a fare un giornale di denuncia duro come la roccia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/02/lirio-abbate/ Di Lirio Abbate, Sapeva riconoscere quel puzzo che rivela la presenza della mafia, L&#039;Espresso&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Giovanni Spampinato fu ucciso per il suo coraggio, punito per aver voluto spingersi oltre la superficie, per aver squarciato il velo di ipocrisia e di falso perbenismo che regnava in una tranquilla città di provincia e per averne messo in luce misfatti e lati oscuri, al punto che all’epoca del delitto si insinuò di una morte “cercata”, conseguenza naturale di quegli scritti imprudenti con cui aveva finito per provocare il suo assassino.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.giovannispampinato.it/2010/05/quel-morso-in-piu/ Di Daniela Ferrara, Quel morso in più, Operaincerta, 12 maggio 2010] &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;“Ricordare, ancora oggi, è scomodo. Quindi meglio dimenticare chi, come Giovanni, facendo il proprio dovere ha svelato trame inedite nella cosiddetta “Provincia babba”. Ma ricordare, appunto, spesso è scomodo. Meglio strisciare, ancora oggi, dietro i potenti, i poteri forti e la mafia.”&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.laspia.it/giovanni-spampinato-45-anni-ucciso-ancora-volta/ Di Paolo Borrometi, Giovanni Spampinato 45 anni dopo ucciso (ancora) una volta, Laspia, 28 ottobre 2017]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
*Luciano Mirone, &#039;&#039;Gli insabbiati. Storie di giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall’indifferenza&#039;&#039;, Castelvecchi 2008.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo&#039;&#039;, Ponte alle Grazie 2009.&lt;br /&gt;
*Carlo Ruta, &#039;&#039;Morte a Ragusa&#039;&#039;, Edi.bi.si 2005&lt;br /&gt;
*Gianni Bonina, &#039;&#039;Il triangolo della morte: Campria, Tumino, Spampinato&#039;&#039;, Meridie 1992.&lt;br /&gt;
*Alberto Spampinato, &#039;&#039;Il giorno che uccisero mio fratello&#039;&#039;, nel volume &#039;&#039;“Vite ribelli”&#039;&#039;, Sperling e Kupfer 2007.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;L’ora di Spampinato&#039;&#039;, lungometraggio di Vincenzo Cascone e Danilo Schininà.&lt;br /&gt;
*&#039;&#039;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&#039;&#039;, documentario di Fabrizio Marini.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/diario-civile-il-rumore-delle-parole-storia-di-giovanni-spampinato/31311/default.aspx Diario Civile - Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia]&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Marini, &amp;quot;Diario Civile – Il rumore delle parole. Storia di Giovanni Spampinato, il giornalista di Ragusa ucciso dalla mafia&amp;quot;, documentario, Rai Storia.&lt;br /&gt;
*Sito della Fondazione Giovanni Spampinato&lt;br /&gt;
*Archivio Ragusanews&lt;br /&gt;
*Archivio La Spia&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6664</id>
		<title>Giuseppe Francese</title>
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		<updated>2018-04-03T21:48:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;small&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/small&amp;gt;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giuseppe Francese.jpeg|300px|thumb|right|Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039; (Palermo, [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista [[Cosimo Cristina]], un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia Giuseppe Francese, Suicidato dalla mafia?, L&#039;Inchiesta Sicilia, 22 aprile - 5 maggio 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa Giuseppe Francese, Quell&#039;omicidio non risolto di 22 anni fa, La Repubblica, 19 luglio 2000]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;&amp;quot;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia Giuseppe Francese, Castelli di rabbia, L&#039;inchiesta, dicembre 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel [[2000]], dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;[[Mario_Francese|Mario Francese]]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.facebook.com/casadigiuseppe/ La Casa di Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;[https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/ Il tesserino da giornalista]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
[[File:Piazza Mario e Giuseppe Francese.png|300px|thumb|right|Piazza Mario e Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;[http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543 Corleone dedica una piazza a Mario e Giuseppe Francese, Daniela Vitello, Live Sicilia, 25 Gennaio 2014]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
* Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html Il film è disponibile sul sito Mediaset]&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6663</id>
		<title>Giuseppe Francese</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6663"/>
		<updated>2018-04-03T21:45:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;small&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/small&amp;gt;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giuseppe Francese.jpeg|300px|thumb|right|Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
Giuseppe Francese (Palermo, [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista [[Cosimo Cristina]], un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia Giuseppe Francese, Suicidato dalla mafia?, L&#039;Inchiesta Sicilia, 22 aprile - 5 maggio 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa Giuseppe Francese, Quell&#039;omicidio non risolto di 22 anni fa, La Repubblica, 19 luglio 2000]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;&amp;quot;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia Giuseppe Francese, Castelli di rabbia, L&#039;inchiesta, dicembre 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel [[2000]], dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;[[Mario_Francese|Mario Francese]]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.facebook.com/casadigiuseppe/ La Casa di Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;[https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/ Il tesserino da giornalista]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
[[File:Piazza Mario e Giuseppe Francese.png|300px|thumb|right|Piazza Mario e Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;[http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543 Corleone dedica una piazza a Mario e Giuseppe Francese, Daniela Vitello, Live Sicilia, 25 Gennaio 2014]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
* Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html Il film è disponibile sul sito Mediaset]&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=File:Piazza_Mario_e_Giuseppe_Francese.png&amp;diff=6662</id>
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		<updated>2018-04-03T21:42:47Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
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		<title>Giuseppe Francese</title>
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		<updated>2018-04-03T21:40:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&amp;lt;center&amp;gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;/center&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;center&amp;gt;&amp;lt;small&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/small&amp;gt;&amp;lt;/center&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Giuseppe Francese.jpeg|300px|thumb|right|Giuseppe Francese]]&lt;br /&gt;
Giuseppe Francese (Palermo, [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista [[Cosimo Cristina]], un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia Giuseppe Francese, Suicidato dalla mafia?, L&#039;Inchiesta Sicilia, 22 aprile - 5 maggio 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa Giuseppe Francese, Quell&#039;omicidio non risolto di 22 anni fa, La Repubblica, 19 luglio 2000]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;&amp;quot;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia Giuseppe Francese, Castelli di rabbia, L&#039;inchiesta, dicembre 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel [[2000]], dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;[[Mario_Francese|Mario Francese]]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.facebook.com/casadigiuseppe/ La Casa di Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;[https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/ Il tesserino da giornalista]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;[http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543 Corleone dedica una piazza a Mario e Giuseppe Francese, Daniela Vitello, Live Sicilia, 25 Gennaio 2014]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
* Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html Il film è disponibile sul sito Mediaset]&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<updated>2018-04-03T20:58:18Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
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		<title>Giuseppe Francese</title>
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		<updated>2018-04-03T20:55:45Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/small&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe Francese (Palermo, [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese Di Giuseppe Francese, Associazione Mario e Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista [[Cosimo Cristina]], un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia Giuseppe Francese, Suicidato dalla mafia?, L&#039;Inchiesta Sicilia, 22 aprile - 5 maggio 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa Giuseppe Francese, Quell&#039;omicidio non risolto di 22 anni fa, La Repubblica, 19 luglio 2000]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;&amp;quot;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/ Nicola Monterosso, Giuseppe Francese: l&#039;uomo, lo studioso, il suo impegno civile e culturale, i suoi ideali, Palermo 3 ottobre 2002]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia Giuseppe Francese, Castelli di rabbia, L&#039;inchiesta, dicembre 1998]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel [[2000]], dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;[[Mario_Francese|Mario Francese]]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.facebook.com/casadigiuseppe/ La Casa di Giuseppe Francese]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;[https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/ Il tesserino da giornalista]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;[http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543 Corleone dedica una piazza a Mario e Giuseppe Francese, Daniela Vitello, Live Sicilia, 25 Gennaio 2014]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
* Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
* Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html Il film è disponibile sul sito Mediaset]&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6656</id>
		<title>Giuseppe Francese</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6656"/>
		<updated>2018-04-02T21:09:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/small&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe Francese (Palermo, [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista [[Cosimo Cristina]], un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;&amp;quot;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel [[2000]], dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.wikimafia.it/wiki/index.php?title=Mario_Francese&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.facebook.com/casadigiuseppe/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
- Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6655</id>
		<title>Giuseppe Francese</title>
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		<updated>2018-04-02T21:09:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/small&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe Francese (Palermo,[[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista [[Cosimo Cristina]], un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;&amp;quot;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel [[2000]], dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.wikimafia.it/wiki/index.php?title=Mario_Francese&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.facebook.com/casadigiuseppe/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
- Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6654</id>
		<title>Giuseppe Francese</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6654"/>
		<updated>2018-04-02T21:00:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/small&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe Francese (Palermo [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista Cosimo Cristina, un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel 2000, dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.wikimafia.it/wiki/index.php?title=Mario_Francese&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.facebook.com/casadigiuseppe/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
- Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Giuseppe_Francese&amp;diff=6653</id>
		<title>Giuseppe Francese</title>
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		<updated>2018-04-02T20:59:30Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: Creata pagina con &amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma co...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&amp;quot;Avevo quegli occhioni scuri quando bruscamente sei andato via. Ho ancora gli stessi occhi e con loro continuo a percorrere le impervie strade della vita. Senza di te, ma con te. E mentre proseguo l&#039;ineluttabile cammino della vita, mi guardo intorno.&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;small&amp;gt;(&#039;&#039;&#039;Giuseppe Francese&#039;&#039;&#039;)&amp;lt;/small&amp;gt;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuseppe Francese (Palermo [[9 settembre]] [[1966]] - Palermo, [[3 settembre]] [[2002]]) è stato uno dei quattro figli del giornalista [[Mario Francese]] ucciso da [[Cosa Nostra]] nel [[1979]]. Grazie a lui venne riaperta l&#039;inchiesta sul delitto del padre, fino ad arrivare a rendergli giustizia.&amp;lt;br /&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Nato nel [[1966]] a Palermo, Giuseppe era il figlio più piccolo di [[Mario Francese]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La sera che il padre fu ucciso, il [[26 gennaio]] [[1979]], Giuseppe aveva solo dodici anni e si trovava in casa ad aspettare il padre di rientro da lavoro. Sentì gli spari, che rimasero impressi per sempre nella sua memoria.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Diplomato in Ragioneria, decise di non continuare gli studi e di mettersi subito a lavorare, grazie anche alla legge rivolta ai familiari delle vittime della mafia. Possibilità che nel corso degli anni gli creò qualche amarezza, dovuta alle voci che si sentivano su di lui. &#039;&#039;&amp;quot;Faccio parte di quella schiera di «fortunati», almeno così ci considerano in tanti, che hanno avuto un posto di lavoro presso la pubblica amministrazione in qualità di orfani di vittime della mafia. «Categoria fortunata», sì perché per entrare non abbiamo fatto alcun concorso, ma siamo stati assunti attraverso una legge nazionale. Ma c&#039;è da chiedersi: quanti hanno fatto un concorso alla Regione? E quei pochi che lo hanno fatto non si sono rivolti a nessuno? I loro padri, magari: con le loro amicizie, a volte con le loro vere e proprie connivenze. Noi dobbiamo dire grazie solo ai nostri padri, morti da uomini in un mondo di «quaquaraqua». E se gli altri sono invidiosi, fanno bene ad esserlo, perché pochi hanno avuto la fortuna di avere padri come il mio.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Venne assunto dunque alla Regione, come funzionario agli Enti Locali.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel lavoro Giuseppe viene ricordato come attento, preciso e onesto&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/&amp;lt;/ref&amp;gt;. Un esempio da ricordare riguarda il momento in cui si occupò di Ipab: le sue segnalazioni venivano spesso messe a tacere. &#039;&#039;&amp;quot;Mi dicevano, per favore non sollevi problemi.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Questo lavoro fu spesso, per Giuseppe, fonte di tormento. Si sentiva inascoltato e spesso isolato. Solo quando lo trasferirono in un altro settore riuscì a trovare un po&#039; di serenità. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La scoperta della scrittura===&lt;br /&gt;
Dagli amici e da chi gli è stato più vicino viene ricordato come un ragazzo estroverso, allegro, che amava viaggiare, e godersi la vita. Tuttavia col tempo si rese conto da solo che questa vita lo aveva stancato, e che era solo un buon riempitivo per quel vuoto che non gli dava pace. Cercò passatempi e interessi diversi e scoprì la passione per la scrittura, ereditata dal padre. Avrebbe voluto fare anch&#039;egli il giornalista. E inoltre fu spesso impegnato nella lotta alla mafia.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
A poco a poco, dunque, scoprì la passione per la scrittura, e così cominciò a scrivere pagine e pagine. E quando le pagine scritte furono tante, vennero messe insieme in una raccolta dal titolo &amp;quot;Con i miei occhi&amp;quot;. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Gli stessi occhi con i quali Giuseppe cercava la verità; gli stessi con i quali voleva trovare giustizia per suo padre e capire perché era stato ucciso. Gli stessi occhi che gli fecero capire quanto scomodo potesse diventare anche il mestiere di un giornalista, se quest&#039;ultimo veniva svolto con libertà.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&amp;quot;Ho scritto e scritto di mafia. Come mio padre, anche se non faccio il suo mestiere. Allora mi domando e vi domando: perché lo faccio? Forse soltanto per sete di verità. Verità ancora sconosciute, verità da chi per oltre vent&#039;anni è stato arso dalla sete di giustizia. Così qualche inchiesta l&#039;ho fatta anche io, in periodici poco conosciuti ma in cui ero libero di scrivere ciò che volevo. Ho riletto molte verità ufficiali ma ai miei occhi, occhi da ingenuo o forse solo di un povero stupido, sono verità che non convincono. Questa è la terra dei misteri. A volte la verità mi sembra che sia come un immenso puzzle, ogni tanto incastoni un pezzo e cerchi l&#039;altro per andare avanti. Ma il puzzle è infinito e, nonostante tutto l&#039;impegno possibile, non sarà mai completato.&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La lotta per la giustizia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Giustizia per tutti===&lt;br /&gt;
La passione per la scrittura e il giornalismo, e la sete di verità portarono Giuseppe a interessarsi di numerose vicende, perlopiù legate a delitti di mafia o a persone che non avevano ricevuto giustizia proprio come suo padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Tra le vicende a cui Giuseppe si interessò vi fu quella riguardante l&#039;uccisione del giornalista Cosimo Cristina, un giornalista considerato scomodo perché indagava gli affari della mafia nei territori di Termini, Cefalù e Madonie, e che inizialmente venne considerato come un suicida. Giuseppe si mise alla ricerca di informazioni e indagò a lungo, e scrisse anche un articolo dal titolo &amp;quot;Suicidato dalla mafia?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/117-suicidato-dalla-mafia&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Grazie all&#039;impegno di Giuseppe gli venne intitolata, inoltre, anche una piazza. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
E ancora, si interessò all&#039;omicidio di Ugo Triolo, un avvocato vice pretore ucciso a Corleone, rimasto senza giustizia per ventidue anni. Anche in questo caso Giuseppe scrisse un articolo, con la speranza che anche per quest&#039;uomo si potesse avere un giorno la verità: &amp;quot;Quell&#039;omicidio non risolto di ventidue anni fa&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/116-quell-omicidio-non-risolto-di-22-anni-fa&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Ma Giuseppe andava anche oltre gli omicidi silenziosi della mafia, e si interessava di questioni inerenti la vita sociale in generale. Come quando si dedicò all&#039;indagine sul lavoro minorile in Sicilia, soprattutto quello dei giovani immigrati: &#039;&#039;Non riesco la notte nei pub a non guardare gli occhi profondi dei bambini di colore che cercano di vendere rose a chi con violenza li caccia. Ed io che mi occupo anche di minori immigrati so di non potere fare un cazzo per loro. Perché lo sfruttamento dei minori fa comodo a tanti&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.centroimpastato.com/giuseppe-francese-luomo-lo-studioso-il-suo-impegno-civile-e-culturale-i-suoi-ideali/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il processo del padre===&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio del padre fu per Giuseppe una ferita mai sanata, accompagnata sempre da una sete di giustizia e verità, soprattutto in seguito al fatto che il delitto venne inizialmente archiviato. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
In Giuseppe si alternavano la rassegnazione e la rabbia, quella rabbia che darà nome ad uno dei suoi articoli più importanti: &amp;quot;Castelli di rabbia&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/giuseppe-francese/articoli-giuseppe-francese/118-castelli-di-rabbia&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ferita mai sanata di Giuseppe venne &amp;quot;riaperta&amp;quot; con le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, definito da molti come non attendibile, ma per Giuseppe le sue parole diventarono l&#039;inizio della ricostruzione dell&#039;omicidio del padre.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Giuseppe cominciò ad indagare, ad approfondire, a raccogliere ogni informazione possibile. Anche la famiglia si mise accanto a lui, alla ricerca di quella verità che sembrava non arrivare mai.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Cominciò a ricostruire quel delitto di mafia di cui nessuno voleva parlare, e lavorò duramente per trovare tutti i pezzi e metterli insieme. Lottò senza arrendersi mai, nemmeno quando trovava soltanto porte chiuse e bocche cucite. Poi finalmente la svolta: nel 2000, dopo un&#039;attesa durata vent&#039;anni, il caso dell&#039;omicidio del giornalista [[Mario Francese]] venne riaperto. E fu proprio grazie al figlio Giuseppe.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
L&#039;[[11 aprile]] [[2001]] il processo si concluse con sette condanne, per alcuni dei boss più pericolosi della Sicilia: [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], [[Leoluca Bagarella]] (l&#039;esecutore materiale), [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]]&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.wikimafia.it/wiki/index.php?title=Mario_Francese&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
La famiglia Francese ottenne finalmente giustizia; e non soltanto per le condanne, ma perché finalmente l&#039;omicidio di [[Mario Francese]] venne riconosciuto come un &amp;quot;delitto di mafia&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La morte di Giuseppe===&lt;br /&gt;
Giuseppe non riuscì ad aspettare il processo di appello: quel vuoto che non lo aveva mai abbandonato lo portò a togliersi la vita, nella notte tra il 2 e il [[3 settembre 2002]] nella sua abitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==In memoria di Giuseppe Francese==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La Casa di Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il [[26 gennaio]] [[2017]] è stata inaugurata la &amp;quot;Casa di Giuseppe Francese&amp;quot; a Bagheria. Un centro di documentazione sui giornalisti uccisi dalla mafia; che mira ad essere, inoltre, un centro di aggregazione giovanile. &amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quando Giuseppe si tolse la vita, la sua casa venne affidata dalla famiglia alla Parrocchia di San Giovanni Bosco e ad associazioni ad essa afferenti (&amp;quot;Parru cu tia&amp;quot;, &amp;quot;3P&amp;quot; e &amp;quot;A testa alta&amp;quot;) affinché si sviluppassero attività per i ragazzi. Da questo, la casa di Giuseppe è diventata a tutti gli effetti un Centro aperto al pubblico&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.facebook.com/casadigiuseppe/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il premio Giuseppe Francese===&lt;br /&gt;
Il premio giornalistico intitolato a Giuseppe Francese nasce all&#039;interno di quello dedicato al padre [[Mario Francese]], istituito dal [[1993]].&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
Quello che porta il nome di Giuseppe è un premio rivolto ai giornalisti under 36 (l&#039;età in cui morì Giuseppe).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il tesserino da giornalista===&lt;br /&gt;
I numerosi scritti di Giuseppe Francese vennero riconosciuti come attività pubblicistica dall&#039;Ordine dei Giornalisti di Sicilia; per questo a Giuseppe fu riconosciuto il tesserino da giornalista post mortem&amp;lt;ref&amp;gt;https://comune.bagheria.pa.it/inaugurata-casa-giuseppe-francese-centro-di-aggregazione-giovanile-e-di-documentazione-sui-giornalisti-uccisi-dalla-mafia-il-sindaco-cinque-la-societa-non-deve/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Una piazza per Mario e Giuseppe===&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2014]], a distanza di 35 anni dalla morte di [[Mario Francese]], a Corleone si è tenuta l&#039;iniziativa &amp;quot;intitolazione di una piazza&amp;quot; durante la quale è stata scoperta la targa che diede vita alla piazza intitolata a Mario e Giuseppe Francese&amp;lt;ref&amp;gt;http://livesicilia.it/2014/01/25/in-memoria-di-mario-e-giuseppe-francese-intitolata-una-piazza-a-corleone_434543/&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Per saperne di più==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Libri===&lt;br /&gt;
- Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&amp;lt;br /&amp;gt;&lt;br /&gt;
- Totò Cernigliaro, Antonella Marino, Nicola Monterosso, &#039;&#039;Giuseppe Francese - il giornalista e l&#039;impiegato: raccolta cronologica dei suoi articoli e il ricordo di due amici e colleghi&#039;&#039;, Palermo, 2003. (Disponibile presso la Biblioteca del Centro Studi Pio La Torre di Palermo.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Film===&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film di Michele Alhaique &amp;quot;Delitto di mafia - Mario Francese&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html&amp;lt;/ref&amp;gt;, che racconta l&#039;omicidio del giornalista attraverso gli occhi del figlio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mario_Francese&amp;diff=6377</id>
		<title>Mario Francese</title>
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		<updated>2018-03-12T19:33:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Categoria:Giornalisti]]&lt;br /&gt;
                                       &#039;&#039;Uomini del Colorado, vi saluto e me ne vado.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                   &#039;&#039;&#039;(tipico saluto di Mario Francese quando salutava la redazione prima di andare via)&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mario Francese (Siracusa, [[6 febbraio]] [[1925]] - Palermo [[26 gennaio]] [[1979]]) è stato un giornalista italiano, ucciso da [[Cosa Nostra]] dopo essersi occupato di numerose inchieste sugli affari della mafia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Primi anni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a Siracusa, a quindici anni Mario si trasferì a Palermo, per portare a termine il liceo classico e iniziare poi l&#039;università, alla facoltà di ingegneria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni Cinquanta venne assunto all&#039;Ansa come telescriventista e poco dopo, grazie alla sua passione per il giornalismo, riuscì a coronare il suo sogno di scrivere per un giornale divenendo corrispondente de &amp;quot;La Sicilia&amp;quot; di Catania, nella sezione riguardante la cronaca nera e giudiziaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1957]] venne assunto alla Regione, come cottimista, con il ruolo di capo ufficio stampa dell&#039;assessorato ai Lavori Pubblici; assunzione che diventerà definitiva, però, solo nel [[1958]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[30 ottobre]] [[1958]] sposa Maria Sagona a Campofiorito, nel corleonese. Diventerà padre di quattro figli maschi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1960]] iniziò a lavorare presso il &amp;quot;Giornale di Sicilia&amp;quot; di Palermo, dove gli venne affidata la cronaca giudiziaria. A poco a poco iniziò a farsi strada nel mondo del giornalismo, divenendo sempre più apprezzato, e quando si trovò a dover scegliere tra continuare a lavorare alla Regione o continuare la strada del giornalismo, scelse quest&#039;ultima strada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le inchieste scomode ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello di Mario Francese è stato definito &amp;quot;giornalismo investigativo&amp;quot;, proprio per la sua attenta analisi di ogni vicenda, e la sua ricerca della verità. Quella verità scomoda che in tanti sapevano, ma che nessuno aveva il coraggio di raccontare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la sua carriera giornalistica si occupò di numerose vicende che mostravano un collegamento tra mafia e istituzioni. Mario Francese non aveva paura di raccontare il funzionamento, gli affari e la struttura di [[Cosa Nostra]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio tra le inchieste basate sul collegamento tra mafia e politica viene ricordata soprattutto quella riguardante la costruzione della diga Garcia nella Valle del Belice, a seguito del terremoto del &#039;68, e gli interessi mafiosi sugli appalti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ancora, la [[Strage di viale Lazio]] e la [[Strage di Ciaculli]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu l&#039;unico giornalista a intervistare la moglie di [[Totò Riina]], [[Ninetta Bagarella]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mario Francese fu assassinato da [[Cosa Nostra]], davanti la sua abitazione, il [[26 gennaio]] [[1979]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo == &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Processo di 1° grado ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio di Mario Francese venne inizialmente archiviato. Il caso verrà riaperto solamente molti anni dopo, su richiesta della famiglia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 maggio]] [[2000]] ha inizio il processo, svoltosi con rito abbreviato, che avrà termine l&#039;[[11 aprile]] [[2001]], con la condanna a 30 anni di [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], l&#039;esecutore materiale [[Leoluca Bagarella]], [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sentenza veniva scritto su Mario Francese: &#039;&#039;&amp;quot;una straordinaria capacità di operare collegamenti fra i fatti di cronaca più significativi, di interpretarli con coraggiosa intelligenza, e di tracciare così una ricostruzione di eccezionale chiarezza e credibilità sulle linee evolutive di Cosa Nostra, in una fase storica in cui oltre a emergere le penetranti e diffuse infiltrazioni mafiose nel mondo degli appalti e dell&#039;economia, iniziava a delinearsi la strategia di attacco di Cosa Nostra alle istituzioni&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/68670-mario-francese-verita-ufficiali-e-puzzle-infiniti.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il figlio di Mario Francese, [[Giuseppe Francese]], che lottò a lungo per ottenere giustizia per la morte del padre, si tolse la vita nella notte tra il 2 e il [[3 settembre]] [[2002]]. Fu lui che riuscì ad ottenere la riapertura dell&#039;inchiesta giudiziaria archiviata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Processo di 2° grado ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[13 dicembre]] [[2002]] la Corte d&#039;Appello di Palermo, nel secondo grado di giudizio, confermò le condanne di primo grado.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A queste venne aggiunta la condanna all&#039;ergastolo per [[Bernardo Provenzano]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sentenza si legge: &#039;&#039;&amp;quot;Mario Francese rappresentava un pericolo per la mafia emergente, proprio perché capace di svelarne il suo programma criminale, in un tempo ben lontano da quello in cui è stato successivamente possibile, grazie ai collaboratori di giustizia, conoscere le regole e la struttura di Cosa Nostra&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/53381-mario-francese-il-giornalista-dalla-schiena-dritta-che-aveva-svelato-cosa-nostra.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Cassazione ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[2003]], in Cassazione, vennero assolti [[Giuseppe Farinella]], [[Giuseppe Calò]] e [[Antonino Geraci]] per &#039;&#039;&amp;quot;non avere commesso il fatto&amp;quot;&#039;&#039;. Tutte le altre condanne vennero invece confermate&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/mario-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Mario Francese ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La diga Garcia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[24 giugno]] del [[2013]], su iniziativa di Legambiente Sicilia, la diga Garcia venne intitolata a Mario Francese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno dell&#039;inaugurazione Giulio Francese, il figlio maggiore di Mario Francese e anch&#039;egli giornalista, disse: &#039;&#039;&amp;quot;La diga Garcia è stata una grande speranza ma anche un bagno di sangue: in questa grande incompiuta che finalmente sarà sbloccata, si è abbeverata la mafia corleonese, la stessa mafia che nel 1979, anno della morte di mio padre, prende il sopravvento e inaugura la stagione degli omicidi eccellenti&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.ansa.it/legalita/rubriche/cronaca/2013/06/22/Mafia-diga-Garcia-dedicata-cronista-Mario-Francese_8911373.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il premio Mario Francese ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal [[1993]] è stato istituito il premio giornalistico Mario Francese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal [[2014]] il premio Mario Francese ha aperto una sezione anche alle scuole superiori, lo Spazio Scuola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 21 gennaio 2018 è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film &#039;&#039;&amp;quot;Delitto di Mafia - Mario Francese&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mario_Francese&amp;diff=6376</id>
		<title>Mario Francese</title>
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		<updated>2018-03-12T19:19:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Giulia92: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[Categoria:Giornalisti]]&lt;br /&gt;
                                       &#039;&#039;Uomini del Colorado, vi saluto e me ne vado.&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
                   &#039;&#039;&#039;(tipico saluto di Mario Francese quando salutava la redazione prima di andare via)&#039;&#039;&#039;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mario Francese (Siracusa, [[6 febbraio]] [[1925]] - Palermo [[26 gennaio]] [[1979]]) è stato un giornalista italiano, ucciso da [[Cosa Nostra]] dopo essersi occupato di numerose inchieste sugli affari della mafia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Primi anni ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nato a Siracusa, a quindici anni Mario si trasferì a Palermo, per portare a termine il liceo classico e iniziare poi l&#039;università, alla facoltà di ingegneria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni Cinquanta venne assunto all&#039;Ansa come telescriventista e poco dopo, grazie alla sua passione per il giornalismo, riuscì a coronare il suo sogno di scrivere per un giornale divenendo corrispondente de &amp;quot;La Sicilia&amp;quot; di Catania, nella sezione riguardante la cronaca nera e giudiziaria.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1957]] venne assunto alla Regione, come cottimista, con il ruolo di capo ufficio stampa dell&#039;assessorato ai Lavori Pubblici; assunzione che diventerà definitiva, però, solo nel [[1958]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[30 ottobre]] [[1958]] sposa Maria Sagona a Campofiorito, nel corleonese. Diventerà padre di quattro figli maschi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1960]] iniziò a lavorare presso il &amp;quot;Giornale di Sicilia&amp;quot; di Palermo, dove gli venne affidata la cronaca giudiziaria. A poco a poco iniziò a farsi strada nel mondo del giornalismo, divenendo sempre più apprezzato, e quando si trovò a dover scegliere tra continuare a lavorare alla Regione o continuare la strada del giornalismo, scelse quest&#039;ultima strada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le inchieste scomode ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello di Mario Francese è stato definito &amp;quot;giornalismo investigativo&amp;quot;, proprio per la sua attenta analisi di ogni vicenda, e la sua ricerca della verità. Quella verità scomoda che in tanti sapevano, ma che nessuno aveva il coraggio di raccontare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la sua carriera giornalistica si occupò di numerose vicende che mostravano un collegamento tra mafia e istituzioni. Mario Francese non aveva paura di raccontare il funzionamento, gli affari e la struttura di [[Cosa Nostra]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio tra le inchieste basate sul collegamento tra mafia e politica viene ricordata soprattutto quella riguardante la costruzione della diga Garcia nella Valle del Belice, a seguito del terremoto del &#039;68, e gli interessi mafiosi sugli appalti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E ancora, la [[Strage di viale Lazio]] e la [[Strage di Ciaculli]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fu l&#039;unico giornalista a intervistare la moglie di [[Totò Riina]], [[Ninetta Bagarella]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mario Francese fu assassinato da [[Cosa Nostra]], davanti la sua abitazione, il [[26 gennaio]] [[1979]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il processo == &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Processo di 1° grado ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;omicidio di Mario Francese venne inizialmente archiviato. Il caso verrà riaperto solamente molti anni dopo, su richiesta della famiglia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[10 maggio]] [[2000]] ha inizio il processo, svoltosi con rito abbreviato, che avrà termine l&#039;[[11 aprile]] [[2001]], con la condanna a 30 anni di [[Totò Riina]], [[Francesco Madonia]], l&#039;esecutore materiale [[Leoluca Bagarella]], [[Antonino Geraci]], [[Giuseppe Calò]], [[Michele Greco]] e [[Giuseppe Farinella]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sentenza veniva scritto su Mario Francese: &#039;&#039;&amp;quot;una straordinaria capacità di operare collegamenti fra i fatti di cronaca più significativi, di interpretarli con coraggiosa intelligenza, e di tracciare così una ricostruzione di eccezionale chiarezza e credibilità sulle linee evolutive di Cosa Nostra, in una fase storica in cui oltre a emergere le penetranti e diffuse infiltrazioni mafiose nel mondo degli appalti e dell&#039;economia, iniziava a delinearsi la strategia di attacco di Cosa Nostra alle istituzioni&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.antimafiaduemila.com/home/primo-piano/68670-mario-francese-verita-ufficiali-e-puzzle-infiniti.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il figlio di Mario Francese, [[Giuseppe Francese]], che lottò a lungo per ottenere giustizia per la morte del padre, si tolse la vita nella notte tra il 2 e il [[3 settembre]] [[2002]]. Fu lui che riuscì ad ottenere la riapertura dell&#039;inchiesta giudiziaria archiviata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Processo di 2° grado ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[13 dicembre]] [[2002]] la Corte d&#039;Appello di Palermo, nel secondo grado di giudizio, confermò le condanne di primo grado.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A queste venne aggiunta la condanna all&#039;ergastolo per [[Bernardo Provenzano]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella sentenza si legge: &#039;&#039;&amp;quot;Mario Francese rappresentava un pericolo per la mafia emergente, proprio perché capace di svelarne il suo programma criminale, in un tempo ben lontano da quello in cui è stato successivamente possibile, grazie ai collaboratori di giustizia, conoscere le regole e la struttura di Cosa Nostra&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/53381-mario-francese-il-giornalista-dalla-schiena-dritta-che-aveva-svelato-cosa-nostra.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Cassazione ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[2003]], in Cassazione, vennero assolti [[Giuseppe Farinella]], [[Giuseppe Calò]] e [[Antonino Geraci]] per &#039;&#039;&amp;quot;non avere commesso il fatto&amp;quot;&#039;&#039;. Tutte le altre condanne vennero invece confermate&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.marioegiuseppefrancese.it/mario-francese&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== In memoria di Mario Francese ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La diga Garcia ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[24 giugno]] del [[2013]], su iniziativa di Legambiente Sicilia, la diga Garcia venne intitolata a Mario Francese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il giorno dell&#039;inaugurazione Giulio Francese, il figlio maggiore di Mario Francese e anch&#039;egli giornalista, disse: &#039;&#039;&amp;quot;La diga Garcia è stata una grande speranza ma anche un bagno di sangue: in questa grande incompiuta che finalmente sarà sbloccata, si è abbeverata la mafia corleonese, la stessa mafia che nel 1979, anno della morte di mio padre, prende il sopravvento e inaugura la stagione degli omicidi eccellenti&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.ansa.it/legalita/rubriche/cronaca/2013/06/22/Mafia-diga-Garcia-dedicata-cronista-Mario-Francese_8911373.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il premio Mario Francese ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal [[1993]] è stato istituito il premio giornalistico Mario Francese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dal [[2014]] il premio Mario Francese ha aperto una sezione anche alle scuole superiori, lo Spazio Scuola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Per saperne di più ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Libri ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Francesca Barra, &#039;&#039;Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia&#039;&#039;, Rizzoli, 2011.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Film ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[21 gennaio]] [[2018]] è andato in onda per la prima volta, su Canale 5, il film &#039;&#039;&amp;quot;Delitto di Mafia - Mario Francese&amp;quot;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;http://www.video.mediaset.it/video/liberi_sognatori/full/delitto-di-mafia-mario-francese-seconda-puntata_798709.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Giulia92</name></author>
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