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	<title>WikiMafia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafie_a_Viterbo&amp;diff=10713</id>
		<title>Mafie a Viterbo</title>
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		<updated>2025-07-23T14:55:49Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lady galadriel: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Espandere}}&#039;&#039;&#039;La provincia di Viterbo&#039;&#039;&#039; registra una presenza mafiosa &amp;quot;&#039;&#039;silenziosa&#039;&#039;&amp;quot;, costellata di latitanti, ex-[[Pentitismo|collaboratori di giustizia]] usciti dal programma di protezione e destinatari della misura del [[soggiorno obbligato]]&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, &amp;quot;III Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, 2018, p.212&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le organizzazioni mafiose in provincia di Viterbo ==&lt;br /&gt;
A Viterbo hanno operato organizzazioni mafiose sia autoctone, come quella italo-albanese guidata dal calabrese Giuseppe Trovato, sia riferibili alla [[&#039;Ndrangheta|‘ndrangheta]], come la &#039;ndrina dei Nucera&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, &amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, 2019, p.213&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La &amp;quot;piccola mafia&amp;quot; di Giuseppe Trovato ===&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Giuseppe Trovato&#039;&#039;&#039;, soggetto calabrese contiguo alla [[Giampà (&#039;ndrina)|&#039;ndrina Giampà]] di Lamezia Terme, operò nella città di Viterbo per oltre quindici anni, promuovendo episodi di “&#039;&#039;innegabile matrice mafiosa&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;&#039;&#039;Richiesta di custodia cautelare a carico di Trovato Giuseppe + altri&#039;&#039;&amp;quot;, 12 settembre 2018, citato in &amp;quot;&#039;&#039;IV Rapporto Mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;, op. cit., p. 214&amp;lt;/ref&amp;gt;tra i quali aggressioni, pestaggi e incendi a scopo intimidatorio ad attività commerciali e a numerose autovetture di proprietà di commercianti, imprenditori ed appartenenti alle Forze dell’Ordine&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Investigativa Antimafia (2020). &amp;quot;Relazione I semestre 2019&amp;quot;, p.304&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo gli inquirenti, Trovato diede vita ad &#039;&#039;&#039;un&#039;associazione mafiosa autoctona italo-albanese&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.Sfruttando la sua fama criminale e la “ferocia militare” degli albanesi, Trovato assunse il controllo del territorio&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;operando pratiche estorsive nei confronti delle attività economiche di compro oro, dei locali notturni e del settore del recupero crediti nel viterbese&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, &amp;quot;V Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, 2020, p.171&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come annotato dalla Direzione Investigativa Antimafia, «&#039;&#039;la particolarità di questa “nuova mafia” a Viterbo è quella di operare in maniera indipendente rispetto alla ‘ndrangheta calabrese, senza però perdere né contatti, né le tipiche modalità operative&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Relazione I semestre 2019&amp;quot;, op.cit., p.304&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Trovato, oltre ad utilizzare il [[metodo mafioso]], provò anche a trasmetterlo ai suoi complici. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip di Roma Flavia Costantini scrisse infatti che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«ripetutamente sono state intercettate conversazioni da cui è emerso che Trovato Giuseppe ha cercato di trasmettere ai sodali le modalità operative tipiche di alcune cosche di ‘ndrangheta, in primis quella di far pervenire un messaggio mafioso mediante il posizionamento di teste mozzate di animali davanti all’autovettura, ovvero dinanzi all’attività commerciale della vittima di turno. Le vittime degli attentati dell’associazione rifiutano di collaborare con le forze dell’ordine, paura ed omertà la “fanno da padrone”»&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Roma Flavia Costantini a carico di Trovato Giuseppe + altri&amp;quot;, 10 gennaio 2019, Citato in &amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op. cit., pag. 216&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;organizzazione guidata da Giuseppe Trovato rientrava, secondo il gip Costantini, tra le “&#039;&#039;&#039;piccole mafie&#039;&#039;&#039;”, ossia «&#039;&#039;organizzazioni con un basso numero di appartenenti e non necessariamente armate (nella specie trattasi di associazione anche armata), che si avvalgono della forza di intimidazione non in via generalizzata, ma in un limitato territorio o settore&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== L’operazione Erostrato ===&lt;br /&gt;
Grazie all’operazione Erostrato, iniziata nel 2016 e conclusa il 10 gennaio 2019, sono state eseguite 13 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip Flavia Costantini nei confronti dei soggetti appartenenti all’associazione indagati per il reato di associazione di tipo mafioso&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;V Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot; op.cit., p.171&amp;lt;/ref&amp;gt;. Ad oggi l’iter processuale non si è ancora concluso&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Una nuova coscienza antimafiosa ==&lt;br /&gt;
Il 15 gennaio 2019 si svolse una delle prime manifestazioni contro le mafie promossa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil nella provincia di Viterbo, considerata “isola felice” fino a pochi anni prima&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op.cit., p.218&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Direzione Investigativa Antimafia (2020). &amp;quot;&#039;&#039;Relazione I semestre 2019&#039;&#039;&amp;quot;, Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2018). &amp;quot;&#039;&#039;III Rapporto mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2019). &amp;quot;&#039;&#039;IV Rapporto Mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2020). &amp;quot;&#039;&#039;V Rapporto Mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
{{bozza}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lady galadriel</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafie_a_Frosinone&amp;diff=10712</id>
		<title>Mafie a Frosinone</title>
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		<updated>2025-07-23T14:54:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lady galadriel: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{Espandere}}&#039;&#039;&#039;La provincia di Frosinone&#039;&#039;&#039; è storicamente interessata da &#039;&#039;&#039;insediamenti di organizzazioni camorristiche&#039;&#039;&#039;, in particolare dal [[clan Mallardo]] e dal [[clan dei Casalesi]]. Come accaduto in altre province del Lazio, negli anni si sono sviluppate anche consorterie criminali di matrice nomade, come i Di Silvio e gli Spada, attivi nel traffico di sostanze stupefacenti e nell’usura&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, &amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, 2019, pp.206-207&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I clan operanti in provincia di Frosinone ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il Clan Spada ===&lt;br /&gt;
Nella provincia di Frosinone è attivo anche il [[Clan Spada]], dedito al traffico e allo spaccio di stupefacenti e all’usura.  Nel [[2018]] il Gip di Frosinone dispose gli arresti domiciliari per Antony, Eric e Tony Spada e Roberto Di Silvio accusati di aver minacciato gli avventori dell’esercizio commerciale “&#039;&#039;Seventies&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op.cit., p.209&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il proprietario e i dipendenti del locale raccontarono che a volte le minacce erano accompagnate da schiaffi e botte&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Clan italo-albanese ===&lt;br /&gt;
Nel giugno 2018 si concluse un’operazione contro un gruppo criminale albanese-italiano&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem/ref&amp;gt; di tipo piramidale&amp;lt;nowiki&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Elvira Tamburelli, &amp;quot;Ordinanza di custodia cautelare a carico di Kercanaj Andrea+ altri&amp;quot;, 2018, Citato in &amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op. cit., p.208&amp;lt;/nowiki&amp;gt;&amp;lt;/ref&amp;gt;. L&#039;indagine smantellò il sodalizio con sede a via Bellini, nel pieno centro della città di Frosinone. Nell&#039;edificio, oltre alla vendita  degli stupefacenti, i soggetti si occupavano anche del taglio e della lavorazione della cocaina per poi cederla in dosi alla vasta clientela&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I clan di Cassino ===&lt;br /&gt;
La Procura di Cassino, paese a pochi chilometri da Frosinone, individuò un ulteriore gruppo dedito allo spaccio di droga nella centrale piazza Labriola&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op.cit., p.209&amp;lt;/ref&amp;gt;. La consorteria guidata da Elio Panaccione si scontrò con un gruppo rivale e riuscì ad imporsi mediante la violenza&amp;lt;ref&amp;gt;Antonello Bracaglia Morante, &amp;quot;Ordinanza di custodia cautelare a carico di Tony Spada + altri&amp;quot;, pp.301-318, Citato in &amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op. cit., pp. 210-211.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Gip di Cassino Massimo Lo Mastro scrisse che Panaccione creò assieme al suo collaboratore Carlino Luca detto “Blanco” un clima di terrore ed esercitò, assieme al suo gruppo, un controllo esclusivo su Piazza Labriola, aggredendo tutti gli spacciatori a lui non affiliati che tentavano di vendere nella suddetta piazza&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Tribunale di Cassino riconobbe l’aggravante del metodo mafioso nei confronti di Panaccione, divenuto nel frattempo collaboratore di giustizia, e lo condannò per tentato omicidio&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op.cit., p.211&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2019). &amp;quot;&#039;&#039;IV Rapporto Mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;.&lt;br /&gt;
{{bozza}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lady galadriel</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafie_a_Latina&amp;diff=10707</id>
		<title>Mafie a Latina</title>
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		<updated>2025-07-23T14:14:59Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lady galadriel: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;La provincia di Latina&#039;&#039;&#039;, data la sua vicinanza alla provincia di Caserta, è caratterizzata da una &#039;&#039;&#039;forte presenza camorristica&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Vittorio Martone (2017). &amp;quot;&#039;&#039;Le Mafie di mezzo - Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;, Roma, Donzelli editore, p.49&amp;lt;/ref&amp;gt;. Diverse attività giudiziarie hanno documentato l’interesse dei sodalizi camorristici ad investire in questo territorio poiché ricco di importanti attività commerciali come stabilimenti balneari, servizi turistici e i grandi mercati ortofrutticoli di Fondi e Guidonia&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, &amp;quot;&#039;&#039;IV Rapporto Mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;, 2019,pp.191-192&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
[[File:Mafie-latina.jpg|alt=Mafie a Latina|miniatura]]&lt;br /&gt;
Il trasferimento nel territorio pontino di soggetti appartenenti alle organizzazioni mafiose tradizionali ha contribuito alla nascita di sodalizi mafiosi autonomi&amp;lt;ref&amp;gt;Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino (2019). &amp;quot;&#039;&#039;Modelli criminali - Mafie di ieri e di oggi&#039;&#039;&amp;quot;, Bari, Laterza editori, p.121&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I clan della provincia di Latina ==&lt;br /&gt;
Oltre ai clan di [[camorra]], nella provincia di Latina hanno convissuto &#039;&#039;&#039;vari gruppi autoctoni&#039;&#039;&#039; come quello dei Ciarelli-Di Silvio, alcuni criminali stranieri di origine indiana nell&#039;Agro Pontino e alcuni clan di [[&#039;Ndrangheta|&#039;ndrangheta]] come i Tripodo e i Gallace&amp;lt;ref&amp;gt;Martone, op.cit., p.124&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Procuratore generale &#039;&#039;&#039;Giovanni Salvi&#039;&#039;&#039; affermò nel [[2019]] nella sua relazione generale presso la Corte d&#039;Appello di Roma che la provincia di Latina:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«continua ad essere teatro di una &#039;&#039;&#039;plurima presenza criminale&#039;&#039;&#039; costituita in primo luogo dalle attività criminali riferibili a gruppi criminali organizzati, soprattutto di matrice campana e calabrese, invogliati, per la vicinanza geografica e per la minore pressione investigativa rispetto ai territori di origine, ad estendere la loro operatività nel Basso Lazio, come accertato da vari procedimenti penali»&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;IV rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op.cit., p.191&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Di Silvio-Ciarelli ===&lt;br /&gt;
Nella città di Latina operò un agguerrito clan di origine nomade composto dalle famiglie Di Silvio e Ciarelli, entrambe di etnia rom&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;,op.cit.,p.194&amp;lt;/ref&amp;gt; e imparentate con i Casamonica&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi,p.192&amp;lt;/ref&amp;gt;. Nel 2010 presero il sopravvento sugli altri gruppi criminali della zona&amp;lt;ref&amp;gt;Pignatone,Prestipino op.cit.,p.125&amp;lt;/ref&amp;gt;, assumendo così il controllo del territorio&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op.cit., p.194&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il capo indiscusso del clan fu [[Armando Di Silvio]] detto &#039;&#039;Lallà&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Carmine Mosca, Radio Radicale, https://www.radioradicale.it/scheda/544240/conferenza-stampa-per-illustrare-i-dettagli-delloperazione-alba-pontina-25-arresti-per&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Di Silvio gestirono il  traffico degli stupefacenti e varie attività di carattere estorsivo a danno di imprenditori, commercianti e liberi professionisti &amp;lt;ref&amp;gt;Pignatone, Prestipino,op.cit.,p.125&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Per la prima volta sono stati sottoposti ad estorsioni avvocati, che hanno ricevuto la visita dei componenti di questo gruppo anche all’interno degli studi legali.  Queste condotte hanno suscitato un grandissimo allarme all’interno della categoria degli avvocati del foro di Latina. Tanto è vero che questi avvocati si sono rivolti, durante le indagini, ai loro organi di rappresentanza che si sono pronunciati, anche pubblicamente»&amp;lt;ref&amp;gt;Michele Prestipino, [https://www.radioradicale.it/scheda/544240/conferenza-stampa-per-illustrare-i-dettagli-delloperazione-alba-pontina-25-arresti-per Radio Radicale]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Grazie alla loro fama criminale, i Di Silvio riuscirono a penetrare in alcuni ambienti politico-amministrativi locali. Un esempio lampante fu la campagna elettorale del 2016 tenutasi nei comuni di Latina e Terracina dove avvennero episodi di compravendita del consenso elettorale&amp;lt;ref&amp;gt;Pignatone,Prestipino,op.cit.,p.126&amp;lt;/ref&amp;gt;. [[Michele Prestipino]] raccontò dinanzi alla Commissione antimafia che:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«I rapporti con la politica locale non sono rapporti che servono al clan per guadagnare in termini economici: l’attacchinaggio non viene fatto per i soldi che il servizio rende. E’ chiaro che dietro ci sono delle utilità in più, al di là del pagamento, che avvantaggiano sia il clan, ma anche chi dal punto di vista politico si serve del clan per attaccare i propri manifesti. (…) L’attacchinaggio (...) quando viene fatto dai Di Silvio, significa che in modo visibile i Di Silvio appoggiano quel tipo di candidato e quella soluzione in quella competizione elettorale&amp;lt;ref&amp;gt;Michele Prestipino, Audizione dinanzi alla Commissione parlamentare d&#039;inchiesta sul fenomeno della mafia, 29 gennaio 2020[http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/351035.pdf]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel [[2018]] con l’&#039;&#039;&#039;operazione “Alba Pontina”&#039;&#039;&#039; furono arrestati 25 componenti del clan Di Silvio&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Redazione, &amp;quot;Operazione Alba Pontina, al via i primi interrogatori degli arrestati del clan Di Silvio&amp;quot;, LatinaToday, 14 giugno 2018&amp;lt;/ref&amp;gt;. Durante la conferenza stampa relativa agli arresti di questa operazione, il Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, Michele Prestipino, dichiarò che:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Siamo in presenza di un salto di qualità criminale. C’è un gruppo autoctono che, da sempre da molti anni è insediato sul territorio di Latina che a seguito di una serie di vicende criminali, anche particolarmente cruente, a partire dal 2010 è diventato un sodalizio che ha esercitato, in maniera egemone, il controllo del territorio, attraverso una serie di condotte che costituiscono indici di una mafiosità. Questo ci consente per la prima volta sul territorio di contestare l’associazione mafiosa ad un gruppo autoctono sul territorio di Latina»&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Michele Prestipino, Radio Radicale,12 giugno 2018[https://www.radioradicale.it/scheda/544240/conferenza-stampa-per-illustrare-i-dettagli-delloperazione-alba-pontina-25-arresti-per]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Il [[6 ottobre]] [[2021]] arrivò la storica sentenza: la Suprema Corte di Cassazione riconobbe la sussistenza dei requisiti di mafiosità per i membri del clan Di Silvio&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Investigativa Antimafia, &amp;quot;Relazione semestrale&amp;quot;, Gennaio-Giugno 2021, p.261&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I Tripodo ===&lt;br /&gt;
Tra gli anni Settanta ed Ottanta del Novecento, i fratelli Carmelo e Antonino Tripodo, originari di Bovalino, si stabilirono a Fondi&amp;lt;ref&amp;gt;Pignatone, Prestipino,op.cit., p.121&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;ex Questore De Matteis, in audizione davanti alla [[Commissione Parlamentare Antimafia|Commissione parlamentare antimafia]] raccontò che:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Nell’area di Fondi imperversa da anni una serie di famiglie di provenienza calabrese. Si parla di &#039;&#039;&#039;‘ndrangheta di serie A&#039;&#039;&#039;. Attenendomi a dati ufficiali (...) la suprema Corte di cassazione, relativamente al processo “Damasco” ha sancito processualmente l’esistenza nel comune di Fondi di una consorteria locale della ’ndrangheta riferibile alla famiglia Tripodo, da circa trent’anni stanziale in questo territorio»&amp;lt;ref&amp;gt;Commissione Parlamentare D&#039;Inchiesta sul Fenomeno delle Mafie e sulle Altre Associazioni Criminali anche Straniere, XVII legislatura, &amp;quot;Resoconto Stenografico&amp;quot;, n.155, 18 maggio 2016, pp.8-9&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;I fratelli Tripodo, sfruttando la loro fama, furono i primi ad utilizzare il metodo mafioso in questo territorio&amp;lt;ref&amp;gt;Pignatone,Prestipino,op.cit.,p.121&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dagli anni Novanta i Tripodo, grazie all&#039;appoggio di fiancheggiatori esterni, assunsero il controllo di svariati settori economici, in particolare quello delle pompe funebri e del mercato ortofrutticolo. Si infiltrarono inoltre negli apparati comunali, favorendo politici nelle competizioni elettorali e stringendo patti con personaggi insospettabili&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp.121-122-123&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[19 dicembre]] [[2011]] il Tribunale di Latina affermò che l&#039;associazione presa in esame presenta  connotati di mafiosità in considerazione della sua stabile e perdurante operatività con metodi intimidatori sin dai primi anni &#039;90 in un territorio come quello di Fondi, in passato estraneo, per collocazione geografica, a vicende di criminalità organizzata e per questo più fragile ed esposto ad interventi e forzature esterne&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.122&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La varietà dei reati, quali traffico di droga, armi, usura ed estorsioni, i legami di parentela fra soci, il ricorso al metodo intimidatorio negli affari e nelle trattative con terzi , la solidarietà dei soci in caso di aggressione esterne o per modificare esiti di processi, intestazioni fittizie di beni e società, furono sintomatiche dell&#039;esistenza del carattere mafioso dell&#039;associazione&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp.122-123&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[4 settembre]] [[2014]] la Suprema Corte di Cassazione stabilì in via definitiva la qualificazione mafiosa dell&#039;associazione facente capo ai fratelli Tripodo&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.122&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I Gallace-Novella ===&lt;br /&gt;
Nella zona di Anzio e Nettuno operò una «&#039;&#039;[[&#039;ndrina]] distaccata riconducibile alla locale di Guardavalle, in provincia di Catanzaro, denominata &amp;quot;Gallace-Novella&amp;quot;&#039;&#039;» formata da diversi componenti del clan Gallace&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.123&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa &#039;ndrina ha controllato diversi settori di attività criminali quali il traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni ad imprese, rapine e truffe alle assicurazioni, creando così un clima di omertà ed intimidazione fra gli abitanti&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[21 ottobre]] [[2013]] il Tribunale di Velletri, all&#039;esito del primo grado di giudizio, condannò per il reato di associazione mafiosa dieci imputati appartenenti al clan Gallace&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli Schiavone-Noviello ===&lt;br /&gt;
Nella zona di Latina, di Anzio e di Nettuno risultò attivo il clan Schiavone-Noviello, legato al [[clan dei Casalesi]] facente capo a [[Francesco Schiavone]] detto Sandokan&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.124&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sentenza del Tribunale di Latina datata [[16 novembre]] [[2012]], confermata in appello il [[20 febbraio]] [[2014]] e dalla Corte di Cassazione il [[29 ottobre]] [[2014]], delineò i contatti tra l&#039;associazione operante nel litorale laziale e il sodalizio casalese&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo i giudici di primo grado il sodalizio di stampo camorristico faceva capo a Pasquale Noviello e Maria Rosaria Schiavone&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. Attraverso le estorsioni e una forte capacità intimidatoria, questo gruppo realizzò profitti economici illeciti cercando al contempo di farsi riconoscere come clan egemone nel territorio&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.124&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Formia e Sperlonga ===&lt;br /&gt;
Nella relazione conclusiva della Commissione Parlamentare D&#039;Inchiesta sulle mafie del 7 febbraio 2018 si legge che «&#039;&#039;il sud pontino appare sempre di più come l’avamposto di una sorta di grande camera di compensazione dei sistemi criminali&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Commissione Parlamentare D&#039;inchiesta sul Fenomeno Delle Mafie e sulle Altre Associazioni Criminali anche Straniere, &amp;quot;Relazione Conclusiva&amp;quot;, Doc. XIII n.38, 7 febbraio 2018, p. 97&amp;lt;/ref&amp;gt;. Tra Formia e Sperlonga investì infatti il &amp;quot;&#039;&#039;re delle ecomafie&#039;&#039;&amp;quot;, l’avvocato Cipriano Chianese ritenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli la mente dei grandi traffici di rifiuti del cartello dei casalesi&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Formia fu definita anche la &amp;quot;&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Las Vegas del sud pontino&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;&amp;quot;, a causa delle numerose sale da giochi presenti in città. L&#039;indagine “sistema Formia” della procura di Latina, ha visto all’esito dell’udienza preliminare il rinvio a giudizio nei confronti di 13 imputati, tra cui politici, amministratori e imprenditori, accusati a vario titolo di corruzione, concussione, abuso d’ufficio e falso&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Commissione Parlamentare D&#039;Inchiesta sul Fenomeno delle Mafie e sulle Altre Associazioni Criminali anche Straniere (2016). &amp;quot;Resoconto stenografico&amp;quot;, XVII legislatura, n.155, 18 maggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Commissione Parlamentare D&#039;Inchiesta sul Fenomeno Delle Mafie e sulle Altre Associazioni Criminali Anche Straniere (2018). &amp;quot;Relazione conclusiva&amp;quot;, XVII legislatura, Doc. XIII n.38, 7 febbraio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Direzione Investigativa Antimafia (2021). &amp;quot;Relazione semestrale&amp;quot;, Gennaio-Giugno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Martone, Vittorio (2017). Le Mafie di Mezzo-Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio, Roma, Donzelli editore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2019). &amp;quot;IV Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Pignatone, Giuseppe, Prestipino, Michele (2019). Modelli criminali - Mafie di ieri e di oggi, Bari, Laterza editori.&lt;br /&gt;
{{bozza}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lady galadriel</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Clan_Spada&amp;diff=10696</id>
		<title>Clan Spada</title>
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		<updated>2025-07-23T13:14:55Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lady galadriel: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Clan_spada.jpg|alt=Clan Spada|miniatura]]&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;&#039;Clan Spada&#039;&#039;&#039;, mediaticamente noto al plurale come “&#039;&#039;&#039;gli Spada&#039;&#039;&#039;”, è un’organizzazione mafiosa di origine sinti attiva nel municipio romano di [[Mafie a Ostia|Ostia]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== L’insediamento nel territorio ==&lt;br /&gt;
Ostia è una realtà complessa nella quale sono state presenti associazioni mafiose tradizionali, come i [[Clan Triassi|Triassi]], e autoctone, come i [[Clan Fasciani|Fasciani]]&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Giuseppe Pignatone, Michele Prestipino (2019). &amp;quot;Modelli criminali - Mafie di ieri e di oggi&amp;quot;, Bari, Laterza editori, p.97&amp;lt;/ref&amp;gt;. Originariamente dedita all’allevamento di cavalli&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Vittorio Martone (2017). &amp;quot;Le Mafie di mezzo - Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio&amp;quot;, Roma, Donzelli editore, p.88&amp;lt;/ref&amp;gt;, la famiglia Spada inizialmente si dedicò al prestito a tasso usuraio e alla ricettazione&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2022). &amp;quot;VI Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, 2020/2021, p.51.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo quanto affermato dal collaboratore di giustizia &#039;&#039;&#039;Micheal Cardoni&#039;&#039;&#039;, gli Spada si rafforzarono nel [[2004]]&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Posso solo dirvi che gli Spada, sebbene molto numerosi, erano solo manovalanza per conto di altre organizzazioni criminali, in particolare quella dei Fasciani»&amp;lt;ref&amp;gt;Micheal Cardoni al Tribunale di Roma, Citato in &amp;quot;VI Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, p.51&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Nel [[2007]] venne siglata una pax mafiosa tra i Triassi, i Fasciani e gli Spada nel tentativo di ricercare un equilibrio fra i gruppi rivali che si contendevano il territorio. I nuovi accordi ridimensionarono il ruolo dei Triassi, sancendo l’emergere dei Fasciani e degli Spada loro alleati&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Martone, &#039;&#039;op.cit.&#039;&#039;, p.49.&amp;lt;/ref&amp;gt;. La famiglia Spada operava principalmente in Piazza Gasparri, a Nuova Ostia, condizionando la vita sociale ed economica dei cittadini&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.88.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La strategia espansiva degli Spada ==&lt;br /&gt;
La strategia espansiva degli Spada fu finalizzata all’occupazione e all’assegnazione degli alloggi popolari a Nuova Ostia&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi,p.89&amp;lt;/ref&amp;gt;. In questo modo poterono circoscrivere in maniera ancora più evidente il controllo del territorio&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.90&amp;lt;/ref&amp;gt;. Una collaboratrice raccontò di essere stata più volte molestata da un affiliato del clan Spada, il quale la spingeva a prostituirsi in cambio dell’alloggio&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per esprimere la propria funzione sociale all’interno della comunità, gli Spada, oltre ad assegnare alloggi, aprirono una palestra per svolgere attività aperte al pubblico &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.87.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Si trattava della palestra &#039;&#039;Femus Art School&#039;&#039;, situata in via dei Forni, nei pressi di piazza Gasparri. L’immobile era di proprietà del Comune ed era stato abusivamente occupato dagli Spada diversi anni prima. La palestra era gestita da Elisabetta Ascani, compagna di [[Roberto Spada]], fratello di [[Carmine Spada (Romoletto)|Romoletto]]. Il [[15 maggio]] [[2015]], l’assessore alla legalità [[Alfonso Sabella]] ne ordinò il sequestro&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Alfonso Sabella (2016). &amp;quot;Capitale infetta.Si può liberare Roma da Mafie e corruzione?&amp;quot;, Milano, Rizzoli, pp. 127-128.&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La forza criminale degli Spada risiedette nella combinazione fra la violenza esercitata dal gruppo ed il proprio capitale sociale, costituito dai rapporti stretti fra i capi del clan ed alcuni esponenti delle pubbliche amministrazioni locali. Fu proprio grazie a tali rapporti che la famiglia Spada riuscì a penetrare, anche attraverso prestanomi, in svariati settori economici locali, come quello delle attività balneari&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Pignatone, Prestipino, &#039;&#039;op.cit.&#039;&#039;, pp.104-105.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli omicidi ===&lt;br /&gt;
La strategia espansiva degli Spada passò anche attraverso l’eliminazione dei gruppi rivali. Si collocano nel [[2011]] gli omicidi di Giovanni Galleoni, detto &#039;&#039;Baficchio&#039;&#039;, e Francesco Antonini, detto &#039;&#039;Sorcanera&#039;&#039;, entrambi espressione della vecchia [[Banda della Magliana]]&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.89.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Galleoni e Antonini rivestivano un ruolo importante nell’ambito della malavita di Ostia&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Lorenzo Nicolini, &amp;quot;Mafia ad Ostia: l&#039;ascesa degli Spada tra &amp;quot;stanze delle torture&amp;quot;, tradimenti e minacce&amp;quot;, RomaToday, 18 aprile 2016&amp;lt;/ref&amp;gt; e per questo erano scomodi agli Spada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[2015]] gli Spada attentarono alla vita di Massimo Cardoni, cugino di Galleoni. Si trattò di un’aggressione armata in pieno giorno, davanti ad un supermercato di Nuova Ostia, conteso dalle parti&amp;lt;ref&amp;gt;Martone, op.cit., p.89&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== I rapporti con il clan Fasciani ==&lt;br /&gt;
La famiglia Fasciani si insediò ad Ostia negli anni &#039;70, assumendo il controllo del territorio molti anni prima degli Spada&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.84.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Entrambi i gruppi sono caratterizzati da una forte impronta familiare e sono dediti alle estorsioni, al controllo di piazze di spaccio, all’usura e alla distribuzione delle slot machine &amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 83.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come già detto, l’ascesa degli Spada ebbe inizio grazie al sodalizio con i Fasciani&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 88.&amp;lt;/ref&amp;gt;. L’esistenza di una pace fra i due gruppi emerse da diverse intercettazioni nelle quali emergeva la volontà degli Spada di vendicarsi di torti subiti cui si contrapponevano i Fasciani, più propensi a seguire le regole che governano l’ambiente criminale del litorale &amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2020). &amp;quot;V Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, p. 52.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’alleanza riguardò la spartizione di mercati e il mantenimento di un basso profilo, evitando l’utilizzo della violenza quando non strettamente necessario&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. Tuttavia, a partire dal [[2013]], grazie alla carcerazione di diversi componenti della famiglia Fasciani, gli Spada assunsero un maggiore controllo del territorio&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Martone, &#039;&#039;op.cit.&#039;&#039;, p. 88.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il metodo mafioso ==&lt;br /&gt;
Il [[metodo mafioso]] degli Spada è stato riconosciuto in &#039;&#039;&#039;diversi procedimenti&#039;&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’ambito dell’&#039;&#039;&#039;operazione Sub Urbe&#039;&#039;&#039;, nell’aprile del [[2016]], l’Arma dei Carabinieri ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma nei confronti di dieci indagati appartenenti agli Spada. Nel corso dell’operazione sono stati documentati svariati episodi di estorsione e minaccia sul territorio di Ostia aggravate dal metodo mafioso che hanno confermato «l’ascesa criminale della famiglia Spada che, già radicata nel territorio, sta sostituendo il potere già detenuto dalla famiglia Fasciani con la quale era alleata»&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Investigativa Antimafia, &#039;&#039;Relazione I semestre 2023&#039;&#039;, Roma, 2023, p.40&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La famiglia Spada divenne nota a livello mediatico il [[7 novembre]] [[2017]] quando il giornalista Daniele Piervincenzi e l’operatore Edoardo Anselmi, inviati della trasmissione Nemo di RaiDue, si recarono presso la palestra &#039;&#039;Femus&#039;&#039; di [[Roberto Spada]] per fargli alcune domande in merito alla sua dichiarazione di sostegno e voto a &#039;&#039;CasaPound&#039;&#039;. Durante l’intervista Roberto Spada, infastidito dalle domande, diede una testata al giornalista, rompendogli il naso, e aggredì l’operatore. Questa vicenda mise in evidenza il grave clima di omertà e di intimidazione che regnava ad Ostia&amp;lt;ref&amp;gt;V Rapporto Mafie nel Lazio, op. cit., p.60&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come conseguenza ai gravi episodi di minacce e aggressioni, il [[25 gennaio]] [[2018]] scattò l’&#039;&#039;&#039;operazione Eclissi&#039;&#039;&#039;, eseguita dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che portò all’arresto di 32 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, lesioni personali aggravate e illecita detenzione di arma da sparo, estorsione aggravata dalle modalità mafiose, danneggiamento a mezzo incendio, usura, intestazione fittizia di beni, traffico e detenzione illecita di stupefacenti&amp;lt;ref&amp;gt;Direzione Investigativa Antimafia, op. cit., p.40&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le vicende processuali ==&lt;br /&gt;
A seguito dell’operazione Eclissi ebbe inizio un articolato iter processuale durante il quale, il [[24 settembre]] [[2019]], la Corte d’Assise riconobbe l’associazione a delinquere di stampo mafioso per gli Spada, contestando i reati di omicidio, usura, traffico di stupefacenti, estorsione, detenzione e porto di armi ed esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati ed altri crimini contro la persona&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Lorenzo Nicolini, &#039;&#039;Ostia, il clan Spada è mafia: tre ergastoli e 147 anni di carcere. Vince lo Stato&#039;&#039;, RomaToday, 24 settembre 2019&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Corte d’Appello di Roma, in linea con quanto deciso in primo grado, stabilì che il clan Spada è un’associazione a delinquere di stampo mafioso, emettendo condanne per oltre 150 anni di carcere e confermò l’ergastolo per Roberto Spada&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Lorenzo Nicolini, &amp;quot;Ostia, clan Spada: 17 condanne per 150 anni di carcere. Confermata mafia in Appello&amp;quot;, RomaToday, 13 gennaio 2021&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[13 gennaio]] [[2022]] arrivò la storica sentenza: la Corte di Cassazione stabilì in via definitiva che &#039;&#039;&#039;il clan Spada è un’associazione a delinquere di stampo mafioso&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Andrea Ossino, &amp;quot;Ostia, Cassazione: &amp;quot;Il clan Spada è mafia&amp;quot;, La Repubblica, 13 gennaio 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;. Gianpiero Cioffredi, all&#039;epoca Presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio, affermò che:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«La sentenza della Cassazione conferma il robusto impianto accusatorio della direzione distrettuale antimafia ed il lavoro prezioso della squadra mobile della Questura di Roma e del nucleo investigativo dell&#039;arma dei carabinieri. Una sentenza che rafforza la fiducia dei cittadini nello Stato e conferma che le mafie non sono invincibili»&amp;lt;ref&amp;gt;Gianpiero Cioffredi, Citato in &amp;quot;Processo clan Spada, la Cassazione: &amp;quot;E&#039; mafia&amp;quot;, RomaToday, 13 gennaio 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Direzione Investigativa Antimafia (2023). &#039;&#039;Relazione I semestre 2023&#039;&#039;, Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Martone, Vittorio (2017). &amp;quot;Le Mafie di Mezzo-Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio&amp;quot;, Roma, Donzelli editore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2020).  &amp;quot;V Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, Regione Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2022).  &amp;quot;VI Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, Regione Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Pignatone, Giuseppe, Prestipino, Michele (2019). &amp;quot;Modelli criminali - Mafie di ieri e di oggi&amp;quot;, Bari, Laterza editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Sabella, Alfonso (2016). &amp;quot;Capitale infetta. Si può liberare Roma da Mafie e corruzione?&amp;quot;, Milano, Rizzoli.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lady galadriel</name></author>
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		<title>Clan Spada</title>
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		<updated>2025-07-23T13:14:39Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lady galadriel: Creata pagina vuota&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lady galadriel</name></author>
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	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Mafie_a_Rieti&amp;diff=10693</id>
		<title>Mafie a Rieti</title>
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		<updated>2025-07-23T13:03:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lady galadriel: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La &#039;&#039;&#039;provincia di Rieti&#039;&#039;&#039; può vantare una presenza del fenomeno mafioso &#039;&#039;&#039;abbastanza consolidata&#039;&#039;&#039;, costellata di episodi e situazioni legati essenzialmente alla [[Banda della Magliana]] e a [[Cosa Nostra]]&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2018). &amp;quot;III Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, Regione Lazio, p.213.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
[[File:Mafie-rieti.jpg|alt=Mafie a Rieti|miniatura]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La situazione economica ==&lt;br /&gt;
In relazione alla situazione del Lazio, Rieti fu spesso ai primi posti nelle statistiche che misurano il rischio di indebitamento e del prestito a tasso usuraio&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. Grazie alla sua protezione strategica, fu inoltre scelta come luogo sicuro per ex-[[Pentitismo|collaboratori di giustizia]] usciti dal programma di protezione e da diversi mafiosi latitanti&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.212.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Su Rieti si segnalano frequenti reati - spia, come danneggiamenti, incendi, furti che talvolta non sono oggetto di denunce ma che sono visibili sul territorio, la cui origine dolosa non è certa ma che appaiono indicatori di potenziali fenomeni sommersi e che riguardano soprattutto il tessuto socioeconomico del reatino”&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2022). &amp;quot;&#039;&#039;VI Rapporto Mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;, Regione Lazio, p.174.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Capena sulla Tiberina ==&lt;br /&gt;
La notte del 15 settembre 2020 tre persone diedero fuoco ad un nuovo punto vendita e ristoro di uno storico panificio a Capena sulla Tiberina, in provincia di Rieti. La stessa notte fu presa di mira un&#039;azienda agricola, in località Le Macchie, dove bruciarono per ore duecentotrenta rotoli di fieno. Il sindaco di Capena Roberto Barbetti, riferendosi ai due attentati, parlò di “&#039;&#039;modalità mafiose e intimidatorie&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp.173-174.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo quanto emerso dalle indagini della divisione anticrimine della Questura di Roma, la [[&#039;Ndrangheta|‘ndrangheta]] fece a Capena numerosi investimenti nel settore del commercio alimentare e nel settore immobiliare&amp;lt;ref&amp;gt;&amp;quot;Decreto di sequestro del tribunale di Roma MP a carico di Antonio Placido Scriva+ altri&amp;quot;, n.52., 2019, Citato in &amp;quot;&#039;VI Rapporto Mafie nel Lazio&amp;quot;, op. cit., p.73&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2018). &amp;quot;&#039;&#039;III Rapporto mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;, Regione Lazio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
* Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2022). &amp;quot;&#039;&#039;VI Rapporto Mafie nel Lazio&#039;&#039;&amp;quot;, Regione Lazio.&lt;br /&gt;
{{bozza}}&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Lazio]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Lady galadriel</name></author>
	</entry>
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		<title>Mafie a Ostia</title>
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		<updated>2022-11-20T20:46:43Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Lady galadriel: Creata pagina con &amp;quot;300x300px &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Il fenomeno mafioso a Ostia&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; si è sviluppato a partire dagli anni &amp;#039;70 del Novecento. Il litorale romano è una delle aree a più elevata densità criminale, per via della presenza di esponenti affiliati a &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;tutte le mafie storiche&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, affiancate negli anni da organizzazioni autoctone che nel tempo hanno assunto forme di controllo sia sul territorio sia sui principali settori economici. Alcu...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;[[File:Mafie-a-ostia.jpg|alt=Mafie a Ostia WikiMafia|miniatura|300x300px]]&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il fenomeno mafioso a Ostia&#039;&#039;&#039; si è sviluppato a partire dagli anni &#039;70 del Novecento. Il litorale romano è una delle aree a più elevata densità criminale, per via della presenza di esponenti affiliati a &#039;&#039;&#039;tutte le mafie storiche&#039;&#039;&#039;, affiancate negli anni da organizzazioni autoctone che nel tempo hanno assunto forme di controllo sia sul territorio sia sui principali settori economici. Alcuni di questi gruppi criminali presentano caratteristiche tipiche dell&#039;associazione mafiosa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Storia ed evoluzione==&lt;br /&gt;
===Le origini=== &lt;br /&gt;
La posizione intermedia del Lazio nella penisola fa di questa regione &#039;&#039;&#039;la prima frontiera&#039;&#039;&#039; nei processi espansivi delle organizzazioni mafiose di stampo mafioso tradizionali. Vari fattori hanno consentito alla criminalità organizzata di insediarsi e di operare indisturbata in questa regione: la posizione geografica centrale, la presenza di importanti centri del potere economico, finanziario e politico, nonché la vastità dell&#039;area urbana della capitale, che rende meno agevoli i controlli delle forze dell&#039;ordine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La presenza di affiliati a [[Cosa Nostra]] risale al [[1952]], anno in cui il boss [[Frank Coppola|Francesco Coppola]], noto come &#039;&#039;Frank tre dita,&#039;&#039; si trasferì nel litorale romano. Anche Coppola si unì alla malavita locale, proseguendo in attività criminali come il narcotraffico. L&#039;inaugurazione nel [[1961]] dell&#039;aeroporto di Fiumicino, a pochi chilometri da Ostia, ne accrebbe la posizione già funzionale per il contrabbando, finendo per attirare l&#039;attenzione dei Marsigliesi, i quali sfruttarono il territorio sia come luogo per fissare incontri e per nascondersi, sia per sbarcare i carichi di tabacco di contrabbando&amp;lt;ref&amp;gt;Nando dalla Chiesa, Ilaria Meli, Rassegna dell’Arma dei Carabinieri 3, Rassegna dell&#039;Arma dei Carabinieri 3-2020 | Rassegna dell&#039;Arma dei Carabinieri - Academia.edu, luglio/settembre 2020&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I fratelli [[Vito Triassi|Vito]] e [[Vincenzo Triassi]], referenti dei &#039;&#039;&#039;Cuntrera-Caruana&#039;&#039;&#039; di Agrigento in città, furono anch&#039;essi per un lungo periodo in affari con la criminalità autoctona nei traffici di droga e nel comparto balneare e turistico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;urbanizzazione di Ostia===&lt;br /&gt;
La prima proposta di urbanizzazione per Ostia risale al progetto &#039;&#039;Smir&#039;&#039;, Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale di Roma, nel [[1920]]. Il piano fu abbandonato tre anni dopo quando il progetto urbanistico passò nelle mani del regime fascista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel [[1924]] venne inaugurata la ferrovia Roma-Lido e avviata l&#039;edificazione di Acilia, una borgata situata tra città e campagna. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il litorale fu coinvolto nell&#039;espansione urbana della capitale e Ostia iniziò ad assomigliare ad un quartiere periferico di Roma, con un&#039;altissima concentrazione di abusi edilizi. L&#039;esempio più significativo riguarda l&#039;Idroscalo, luogo di accoglienza di numerosi baraccamenti e insediamenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un quinto dei primi baraccati dell’Idroscalo era composto da sardi, seguiti da pugliesi e da famiglie di altre zone del Lazio&amp;lt;ref&amp;gt;Liseo, Brunero &amp;amp; Teodori, Marco (2016). &#039;&#039;Dove vive la povertà. Una rivisitazione multidisciplinare delle condizioni abitative a Roma nella prima metà del XX secolo&#039;&#039;, Roma, Università La Sapienza, p. 21.[https://www.istat.it/it/files/2016/07/3-B.Liseo_M.Teodori.pdf]&amp;lt;/ref&amp;gt;. Come raccontò un intervistato, in quel tempo operatore sociale nell’area, durante gli anni sessanta in Sardegna c’èra molta disoccupazione, ciò provocò una catena migratoria di povertà estrema dalla Sardegna ad Ostia&amp;lt;ref&amp;gt;Vittorio Martone, &#039;&#039;op.cit.&#039;&#039;, p.74.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Agli inizi degli anni Settanta, i baraccati furono trasferiti nel quartiere di &#039;&#039;&#039;Nuova Ostia&#039;&#039;&#039;, convertito dal Comune di Roma in un quartiere di edilizia pubblica, con l’acquisto e l’affitto delle “&#039;&#039;Palazzine Armellini&#039;&#039;”. Tuttavia gli alloggi furono in gran parte occupati prima delle assegnazioni e i nuovi residenti si associarono per rivendicare manutenzione e forniture di base&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come raccontò un abitante:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Quell’ondata comportò due grossi effetti negativi. Trasferimento di tutte quante le borgate a Nuova Ostia… questo mischiare, mischiare… specialmente nell’ultima ondata, recava in sé manifestazioni di criminalità organizzata, con collegamenti di manovalanza della Banda della Magliana. L’altra cosa che noi evidenziammo (...) era che soprattutto le persone che arrivavano dai borghetti di Roma rivendevano casa [...]. A te, della borgata pinco pallino, t’assegnano la casa del Comune e ti trasferiscono a Ostia. Tu che fai? La prendi. Ma, se la tua economia vitale sta di là, da operaio o artigiano, è chiaro che alla lunga non ce la fai. Anche perché Nuova Ostia era isolata. Poi sapevamo come erano state costruite queste cacchio di case. Con la sabbia di mare, col cemento armato fittizio, piene di problemi»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;La conseguente insufficienza dei servizi pubblici, gli svantaggi socio-economici e le condizioni di marginalità e segregazione che si crearono, contribuirono al &#039;&#039;&#039;proliferare delle attività illecite&#039;&#039;&#039;. Nacquero importanti reti di narcotraffico, come Piazza Gasparri a Nuova Ostia, una delle più importanti piazze di spaccio della capitale e sede del crimine organizzato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la trasformazione urbana, i gruppi criminali detennero il controllo dell&#039;economia legale, con particolare riguardo al settore turistico-balneare, infiltrandosi nell&#039;amministrazione locale per l&#039;ottenimento di appalti. Iniziò in quel periodo a prendere piede un vasto sistema di collusione diffusa, dovuta ai legami con le amministrazioni pubbliche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Dalla Banda della Magliana alle mafie di Ostia===&lt;br /&gt;
Sempre durante gli anni Settanta, [[Nicolino Selis]], giovane astro nascente della criminalità locale, aderì al progetto campano della [[Nuova Camorra Organizzata]] di [[Raffaele Cutolo]], con l&#039;obiettivo strategico di emularlo nella scena criminale capitolina. A confermarlo fu anni dopo, in veste di collaboratore di giustizia, uno dei suoi sodali, &#039;&#039;&#039;Antonio Mancini&#039;&#039;&#039;: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Mentre ero detenuto insieme a Nicolino Selis nel carcere di Regina Coeli si parlava del fatto che a Napoli tal Raffaele Cutolo, che allora non era noto come lo sarebbe diventato in seguito, stava mettendo in piedi un&#039;organizzazione criminale allo scopo di escludere dal territorio infiltrazioni di altre organizzazioni di diversa estrazione territoriale. Con Selis si decise di tentare su Roma la stessa operazione che Cutolo stava tentando su Napoli».&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Selis riuscì nel suo intento. Insieme ad altri gruppi criminali dei quartieri Testaccio e Magliana, formò nel [[1978]] la [[Banda della Magliana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A causa delle condizioni in cui verteva il litorale, nonché della scarsa presenza di presidi di polizia, la Banda agì indisturbata, occupando progressivamente il litorale romano, dominando rioni e caseggiati, sanzionando, anche mediante omicidi, qualunque tipo di insubordinazione.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Per via di conflitti interni all&#039;organizzazione e all&#039;indebolirsi della sua protezione camorristica, Selis fu assassinato ad Acilia nel [[1981]]. Due anni dopo, uno dei suoi fedelissimi, [[Fulvio Lucioli]], temendo per la propria incolumità, decise di collaborare con la giustizia, dando il via alla prima operazione di polizia che identificò la Banda della Magliana nella sua unitarietà. Tuttavia l&#039;operazione non portò a condanne definitive. La Cassazione screditò infatti la testimonianza di Lucioli, solo in un secondo momento valorizzata dalla decisione di collaborare di altri affiliati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le risorse accumulate a Ostia furono ereditate da [[Paolo Frau]], altro membro della Banda.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Quando nella seconda metà degli anni Novanta furono avviate a Ostia importanti opere pubbliche, l&#039;organizzazione ne approfittò per reinvestire &#039;&#039;&#039;nel settore turistico-balneario&#039;&#039;&#039;: si impossessò quindi di esercizi commerciali, parcheggi, chioschi e circoli sportivi. Inoltre, condizionò l&#039;amministrazione locale attraverso intimidazioni e violenze al fine di ottenere appalti nei lavori pubblici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando nel [[2002]] Frau venne ucciso, scoppiò una guerra tra gruppi locali per il controllo del traffico di stupefacenti sul litorale romano. E proprio in quegli anni il peso della Banda della Magliana andò progressivamente a diluirsi, anche per via dell&#039;emergere concomitante di altri gruppi criminali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==L&#039;insediamento mafioso a Ostia==&lt;br /&gt;
A Ostia sono stati registrati svariati episodi di intimidazione, incendi ad esercizi commerciali, colpi di arma da fuoco contro le serrande di negozi, a fronte di una diffusa omertà ed una bassissima propensione a denunciare gli atti intimidatori subiti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutti i settori, in particolare il litorale e le concessioni balneari, sono state oggetto di interesse di gruppi criminali di stampo mafioso. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Attraverso l&#039;operazione [[Operazione Nuova Alba|Nuova Alba]], che il [[26 luglio]] [[2013]] portò all&#039;arresto di 51 persone, la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma inflisse un primo duro colpo a due organizzazioni in lotta tra loro: i [[Clan Fasciani|Fasciani]], alleati con gli [[Clan Spada|Spada]], e i [[Clan Triassi|Triassi]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Entrambe dedite a usura, estorsioni, traffico di armi e di stupefacenti, nonché alla gestione e al controllo delle attività balneari di Ostia, se per i Fasciani e gli Spada la Cassazione ha statuito la natura mafiosa delle loro organizzazioni, ciò non è avvenuto per i Triassi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rispetto alle nuove organizzazioni criminali di Ostia, [[Nando dalla Chiesa]] ha coniato l&#039;espressione «&#039;&#039;&#039;Mafia Litorale&#039;&#039;&#039;» per indicare «&#039;&#039;un sistema criminale integrato e mobile (…) che ha conquistato l&#039;affaccio sul mare della capitale d&#039;italia (composto da) gruppi criminali misti e cresciuti tra occupazione militare delle spiagge, narcotraffico e usura&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Nando dalla Chiesa, &#039;&#039;[https://www.nandodallachiesa.it/2015/08/16/mafia-litorale-ostia-impunita-e-la-battaglia-di-alfonso-sabella/ Mafia litorale. Ostia impunita e la battaglia di Alfonso Sabella]&#039;&#039;, 16 agosto 2015&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;inefficienza amministrativa===&lt;br /&gt;
Un peso decisivo nel radicamento del fenomeno mafioso a Ostia lo ha avuto indubbiamente l&#039;inefficienza amministrativa che ha caratterizzato il &#039;&#039;&#039;Municipio X&#039;&#039;&#039; di Roma. Dopo il terremoto politico scatenato dall&#039;esecuzione delle misure cautelari dell&#039;inchiesta [[Operazione Mondo di Mezzo|Mondo di Mezzo]], l&#039;allora Sindaco Ignazio Marino nominò il [[23 dicembre]] [[2014]] il magistrato [[Alfonso Sabella]] assessore alla Legalità&amp;lt;ref&amp;gt;RaiNews, &#039;&#039;Roma, Sabella il magistrato antimafia: ecco chi è l&#039;assessore alla legalità&#039;&#039;, 23 dicembre 2014.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando il [[18 marzo]] [[2015]] l&#039;allora Presidente del Municipio X &#039;&#039;&#039;Andrea Tassone&#039;&#039;&#039; si dimise&amp;lt;ref&amp;gt;Giovanna Vitale, &#039;&#039;Ostia, si dimette il minisindaco Tassone&#039;&#039;, la Repubblica, 18 marzo 2015.&amp;lt;/ref&amp;gt;, Sabella ricevette il [[29 aprile]] successivo l&#039;incarico di delegato sul litorale di Ostia, con specifica competenza sulle spiagge&amp;lt;ref&amp;gt;Askanews, &#039;&#039;Ostia, Marino nomina Sabella delegato a X municipio&#039;&#039;, 29 aprile 2015[https://www.askanews.it/cronaca/2015/04/29/ostia-marino-nomina-sabella-delegato-a-x-municipio-pn_20150429_00425/].&amp;lt;/ref&amp;gt;. Fu in quel frangente che emerse &#039;&#039;&#039;una cultura dell&#039;illegalità diffusa&#039;&#039;&#039; e la pessima gestione del Litorale da parte del Municipio, con innumerevoli abusi edilizi e la mancata revoca di concessioni balneari, nonché appalti affidati con finte procedure negoziate. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una vicenda emblematica è sicuramente quella della cosiddetta &amp;quot;&#039;&#039;spiaggia delle suore&#039;&#039;&amp;quot; sul lungomare Toscanelli: a causa del mancato pagamento del canone, la concessione affidata alle suore Pallottine fu revocata. La spiaggia fu quindi &#039;&#039;&#039;tacitamente occupata&#039;&#039;&#039;, tramite prestanome, da alcuni componenti del clan Triassi, i quali la gestirono senza alcun controllo pubblico, aprendo un chiosco abusivo. A questa si aggiungono quelle dello stabilimento &#039;&#039;Faber Beach&#039;&#039; gestito dai Fasciani fino al sequestro da parte della magistratura&amp;lt;ref&amp;gt;Per approfondire si veda: Commissione parlamentare antimafia (2018). &#039;&#039;Relazione Conclusiva&#039;&#039;, &#039;&#039;doc. XXIII n.38&#039;&#039;, XVII legislatura, 7 febbraio, p.90.[https://www.camera.it/leg17/491?idLegislatura=17&amp;amp;categoria=023&amp;amp;tipologiaDoc=documento&amp;amp;numero=038&amp;amp;doc=pdfel]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Municipio X nel 2015===&lt;br /&gt;
Anche per questi motivi, il  [[27 agosto]] [[2015]] il Municipio X di Roma &#039;&#039;&#039;venne sciolto per infiltrazione mafiosa&#039;&#039;&#039;. Fu la prima volta che venne sciolto un Municipio in Italia, invece che un Comune, e per la vastità del territorio interessato si trattò «della più grande realtà territoriale mai sciolta per mafia nel nostro Paese»&amp;lt;ref&amp;gt;Alfonso Sabella, riportato nel documentario &amp;quot;Ostia Criminale&amp;quot;.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Ostia era già stata commissariata nel [[1991]], ma in quel caso per gravi casi di corruzione&amp;lt;ref&amp;gt;Vittorio Martone, op.cit., p.104&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==I clan di Ostia==&lt;br /&gt;
L&#039;attenzione dell&#039;autorità giudiziaria nei confronti delle nuove realtà criminali di Ostia cominciò a intensificarsi a partire dall&#039;operazione [[Operazione Nuova Alba|Nuova Alba]], le cui indagini partirono in seguito al ritrovamento di un ordigno esplosivo in uno stabilimento balneare di proprietà della famiglia Giacometti, nota alle cronache giudiziarie anche per il suo legame con [[Paolo Frau]], noto personaggio legato alla [[Banda della Magliana]], ucciso il [[18 ottobre]] [[2002]] a Ostia Lido. L&#039;attività investigativa ha evidenziato negli ultimi anni la preminenza sul Litorale romano di tre organizzazioni criminali: &#039;&#039;&#039;i Triassi, i Fasciani e gli Spada&#039;&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Triassi===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Clan Triassi]]&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Tutto quello che si muove: mobile, immobile, anche l’aria, è controllato dal responsabile di zona. Così era per me a Brancaccio, a Palermo, e così era per i Triassi a Ostia»&amp;lt;ref&amp;gt;[[Gaspare Spatuzza]] al processo Nuova Alba, citato in Sabella, &#039;&#039;Capitale Infetta&#039;&#039;, p. 114.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;A Ostia il gruppo criminale attivo da più tempo è quello dei fratelli [[Vincenzo Triassi|Vincenzo]] e [[Vito Triassi]]. Il clan è considerato la proiezione, nel Lazio, della famiglia mafiosa agrigentina dei &#039;&#039;&#039;Cuntrera-Caruana&#039;&#039;&#039;, con la quale ha stabili legami personali, economici e patrimoniali. I due fratelli si sono entrambi sposati infatti con le figlie di [[Santo Caldarella]], condannato per associazione mafiosa insieme ai boss [[Pasquale Cuntrera]] e [[Alfonso Caruana]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo la DDA di Roma, i Triassi controllavano il traffico di droga e di armi proveniente dai Balcani, erano proprietari di palestre e gioiellerie, nonché gestivano occultamente degli stabilimenti balneari. Divennero così potenti che Gaspare Spatuzza, invece di ucciderli come richiestogli da alcuni favori mafiosi, preferì fare affari con loro&amp;lt;ref&amp;gt;Nando dalla Chiesa, Ilaria Meli, op.cit., p.33&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;blockquote&amp;gt;«I Triassi si muovevano sia sul tessuto criminale che sul tessuto sociale, spaziavano in lungo e in largo nelle attività illecite e controllavano il territorio con prepotenza mafiosa, esercitando un predominio malavitoso quasi come si muove Cosa Nostra, rappresentavano su Ostia il punto di riferimento per quella che era la malavita»&amp;lt;ref&amp;gt;Martone, &#039;&#039;op. cit.&#039;&#039;, p. 81.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Rispetto ai rapporti tra i Triassi e la [[mafia]] siciliana, il collaboratore di giustizia [[Sebastiano Cassia]], già affiliato al clan Spataro di Siracusa con interessi criminali anche a Roma, dichiarò che [[Cosa Nostra]] era riuscita a infiltrarsi nella gestione degli stabilimenti balneari del litorale romano. Passato alla storia come &amp;quot;&#039;&#039;il primo pentito della mafia romana&#039;&#039;&amp;quot;, tuttavia le sue affermazioni non furono considerate totalmente attendibili, benché comunque utili nel ricostruire e comprendere parte della vita criminale del litorale romano&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== Le tensioni con i Fasciani e la pax mafiosa ====&lt;br /&gt;
Il predominio dei Triassi sul litorale romano &#039;&#039;&#039;non era assoluto&#039;&#039;&#039; però come quello che la mafia siciliana esercitava sui suoi territori d&#039;origine. Tanto che [[Vito Triassi]] subì un attentato nel [[2007]], venendo gambizzato in pieno giorno a Ostia. A sparare furono Roberto De Santis, detto Nasca, e Roberto Giordani, detto Cappottone, vecchi componenti della Banda della Magliana. La gambizzazione di Triassi avvenne per i conflitti di spartizione e controllo del territorio: chioschi, spiagge, e altre attività commerciali del litorale&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la gambizzazione del fratello Vito, Vincenzo Triassi si rivolse a [[Carmine Fasciani]], a capo dell’omonima famiglia, nel tentativo di ricercare un equilibrio tra i due gruppi rivali&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. Fu quindi siglata una pax mafiosa tra i Triassi, i Fasciani e gli Spada, con l&#039;intermediazione di Francesco D&#039;Agati, detto Zio Ciccio, esponente di Cosa Nostra del mandamento di Villabate&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, pp.81-82&amp;lt;/ref&amp;gt;. Secondo [[Michele Prestipino]]:&amp;lt;blockquote&amp;gt;«Questa collisione di interessi è stata risolta nel classico modo con cui si risolvono determinate controversie tra gruppi mafiosi, cioè con un atto di forza cui fa seguito la pace mafiosa. Questo è un sintomo assolutamente significativo della presenza mafiosa. Questo tipo di governo dei conflitti all’interno di gruppi criminali è tipico delle organizzazioni mafiose e non avviene in nessun altro contesto criminale, sia pure organizzato»&amp;lt;ref&amp;gt; Commissione parlamentare antimafia, Resoconto stenografico, n.17, 12 febbraio 2014, p.10&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt; La trattativa portò alla nascita del sodalizio tra i Fasciani e gli Spada, con il conseguente ridimensionamento del ruolo dei Triassi.&lt;br /&gt;
In tale accordo non trovarono spazio i siciliani, sia perché i Triassi  «&#039;&#039;non hanno nessun diritto su Roma&#039;&#039;» sia perché Vito Triassi, dopo esser stato ferito nell&#039;attentato, fornì involontariamente indicazioni per l&#039;identificazione dei suoi assalitori, facendo così venir meno le regole di omertà e di conseguenza screditandosi&amp;lt;ref&amp;gt;Martone, “op.cit”., p.82&amp;lt;/ref&amp;gt;. Come afferma Vittorio Martone, furono proprio le organizzazioni criminali autoctone, i Fasciani e gli Spada, a determinare il fallimento espansionistico dei Triassi sul litorale romano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[2 febbraio]] [[2019]] Vito Triassi morì stroncato da un infarto a Tenerife, dove viveva&amp;lt;ref&amp;gt;Ostia: morto Vito Triassi, il boss rivale degli Spada e Fasciani, RomaToday, 4 febbraio 2019&amp;lt;/ref&amp;gt;. Rispetto agli altri gruppi criminali attivi a Ostia, &#039;&#039;&#039;nessun componente dei Triassi&#039;&#039;&#039; è mai stato condannato per associazione mafiosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Fasciani===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Clan Fasciani]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I Fasciani giunsero a Ostia da Capistrello, paesino di nemmeno 5mila abitanti in provincia dell&#039;Aquila. Negli anni Settanta erano conosciuti sul litorale romano come fornai, ma già dal decennio successivo furono al centro di diverse operazioni di polizia&amp;lt;ref&amp;gt;Martone, “op.cit., p.84&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il clan si può definire &#039;&#039;&#039;autoctono&#039;&#039;&#039;, perché non ha alcun legame con le organizzazioni mafiose tradizionali, benché ne abbia assunto la struttura tipica, con gerarchie a seconda della divisione dei compiti. Mediante il narcotraffico, l&#039;usura e l&#039;estorsione, il clan accumulava capitale e allo stesso tempo acquisiva il controllo di attività economiche lecite, corrompendo funzionari dell&#039;amministrazione locale per acquisire attività economiche. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come ha dichiarato un collaboratore di giustizia, le modalità per rilevare queste attività avvenivano, oltre che con &#039;&#039;&#039;l&#039;usura&#039;&#039;&#039;, mediante &#039;&#039;&#039;condotte estorsive&#039;&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;: venivano mandate delle persone presso le attività commerciali con la pretesa di somme di denaro mensili a nome dei Fasciani. Quando poi il titolare del negozio non riusciva a soddisfare la richiesta di denaro, si vedeva costretto a chiedere un prestito agli stessi Fasciani e alla lunga, carico di debiti, era obbligato a cedere loro l&#039;attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il pizzo era imposto anche in cambio di protezione. Un affiliato al clan disse agli inquirenti che pagare serve «&#039;&#039;se vuoi una tranquillità tua in quella zona, nel senso che non ti do fastidio, o ti brucio il locale o ti brucio la macchina, o vengo lì e ti vengo a dare fastidio dentro il locale&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. Attività di questo tipo, durate più di 20 anni, hanno contribuito a creare &#039;&#039;&#039;un clima di omertà diffuso&#039;&#039;&#039; nella zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il collaboratore Sebastiano Cassia riferì che i Fasciani spesso imponevano il pagamento di cifre per loro irrisorie (500-1000 euro), non tanto per i soldi in sé, quanto «&#039;&#039;per una questione di rispetto&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p. 85.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&#039;&#039;&#039;Il meccanismo dell&#039;estorsione-protezione&#039;&#039;&#039; accrebbe l&#039;autorità del clan nel territorio, che trasse enormi vantaggi sul mercato. È infatti emblematica la gestione delle &#039;&#039;&#039;slot-machine&#039;&#039;&#039;: i Fasciani possedevano una società di slot-machine, date in noleggio agli esercenti caricando il pizzo sul prezzo del noleggio&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.86&amp;lt;/ref&amp;gt;. Agli esercenti che rifiutavano, imponevano un prezzo dell&#039;estorsione ancora più elevato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
D&#039;altra parte i Fasciani riuscirono a guadagnarsi &#039;&#039;&#039;un consenso e una legittimazione popolari molto alti&#039;&#039;&#039; grazie a una serie di iniziative di &amp;quot;&#039;&#039;welfare&#039;&#039;&amp;quot;: stipendiavano gli affiliati e garantivano aiuti sia morali che materiali ai detenuti in carcere o agli arresti domiciliari, oltre a erogare tutta una serie di servizi essenziali tra gli indigenti&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uno dei fratelli Fasciani spiegò la propria funzione sociale nella comunità: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«c&#039;è gente, padri di famiglia, che mi vengono a chiedere le 100, le 200, i 300 euro... lo sa che mi cambiano marciapiede per paura che io gli richieda i soldi? Padri di famiglia che mi vengono a chiedere i soldi per le medicine, vuol dire che se la passano proprio male, e io gliele prendevo e davo le cinquanta, le cento, le duecento»&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.87&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Il [[13 giugno]] [[2016]] la Corte d’appello non ritenne provato il carattere mafioso dell’associazione, ritenendoli responsabili solo di associazione a delinquere e pubblicò le motivazione della sentenza: «&#039;&#039;Non c’è la prova di un’univoca strategia intimidatoria o una diffusa soggezione; i casi di estorsione o spaccio sono singoli episodi&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Lorenzo Nicolini, Ostia, Corte d’Appello: “Ecco perchè i Fasciani non sono mafia”, RomaToday, 14 settembre 2016&amp;lt;/ref&amp;gt;. Per ciò che riguardava invece l’occupazione sistematica delle case popolari di Ostia, secondo i giudici questa «&#039;&#039;potrebbe rappresentare semplicemente l’adesione della famiglia Fasciani ad un diffuso malcostume in tema di assegnazione di unità abitative&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[26 ottobre]] [[2017]] la Cassazione accolse il ricorso della Procura generale di Roma contro la sentenza d’appello&amp;lt;ref&amp;gt;Federica Angeli, Ostia. Cassazione: Clan Fasciani è organizzazione mafiosa. Ribaltata la sentenza d’appello, Rai News, 28 dicembre 2017&amp;lt;/ref&amp;gt; e nel febbraio [[2018]] venne stabilito che il Clan Fasciani aveva agito con metodo mafioso&amp;lt;ref&amp;gt;RomaToday, &#039;&#039;Ostia, Cassazione conferma aggravante mafiosa per i boss Fasciani e prestanome&#039;&#039;, 23 febbraio 2018&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[29 novembre]] [[2019]] arrivò la storica sentenza: &#039;&#039;&#039;la Cassazione confermò la natura mafiosa dei Fasciani&#039;&#039;&#039;. A sei anni dall’arresto di Carmine Fasciani con l&#039;operazione [[Operazione Nuova Alba|Nuova Alba]], i giudici della II sezione, presieduta da Giovanni Diotallevi, stabilirono che «&#039;&#039;anche Roma ha conosciuto l’esistenza di una presenza mafiosa, sebbene in modo diverso da altre città del Sud, ma non per questo meno pericolosa o inquinante il tessuto economico-sociale di riferimento&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Clan Fasciani di Ostia e “mafie locali”: la sentenza della Cassazione, Giurisprudenza Penale, 17 marzo 2020&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
===Gli Spada===&lt;br /&gt;
*Per approfondire, vedi [[Clan Spada]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli Spada sono una numerosa famiglia di origine sinti&amp;lt;ref&amp;gt;Martone, &#039;&#039;op.cit.&#039;&#039;, p.88&amp;lt;/ref&amp;gt;. Il capo della famiglia è considerato [[Carmine Spada]], detto &#039;&#039;Romoletto&#039;&#039;. I membri della famiglia &#039;&#039;&#039;sono presenti a Ostia da decenni&#039;&#039;&#039; e operano nell&#039;area di Piazza Gasparri a Nuova Ostia. Alleati coi Fasciani, rispetto a loro gli Spada hanno avuto un controllo del territorio più circoscritto ma esercitato con metodi ancora più violenti. Al riguardo, significativa la testimonianza di un &#039;&#039;&#039;tabaccaio&#039;&#039;&#039;, primo a sporgere denuncia contro un esponente del clan, «&#039;&#039;scalfendo il muro di omertà su cui si sono consolidate negli anni le organizzazioni mafiose a Ostia&#039;&#039;»: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«è inutile che vi spiego che nell&#039;ambiente di Ostia […] solo il pronunciare il nome di Spada Carmine e della sua famiglia incute timore in chi, come il sottoscritto, svolge da anni e serenamente un&#039;attività commerciale. Averne constatato fisicamente la presenza all&#039;interno della tabaccheria mi ha fatto letteralmente sbiancare di paura ed ho pensato letteralmente di aver raggiunto un punto di non ritorno per la mia incolumità e quella dei miei familiari»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Dal punto di vista del metodo, gli Spada agivano come i Fasciani: pretendevano dai commercianti cifre di denaro talmente alte, in cambio di protezione, da costringerli a cedere la loro attività.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;espansione territoriale degli Spada riuscì attuando due strategie&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.89&amp;lt;/ref&amp;gt;:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*l’eliminazione dei gruppi rivali, con il duplice omicidio nel [[2011]] di Giovanni Galleoni detto Baficchio e Francesco Antonini detto Sorcanera, entrambi espressione della vecchia [[Banda della Magliana]];&lt;br /&gt;
*l&#039;occupazione delle case popolari: per ottenere il consenso dei residenti, assegnarono alloggi preventivamente occupati. Come affermò Pasqualino Toscani, ex comandante dei carabinieri di Ostia, queste case venivano quotate in assegnazione ad altri affiliati al clan oppure vendute a persone che ne avevano bisogno, pagando un compenso al clan criminale che diventava il vero gestore delle case popolari di Ostia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutto ciò fu possibile a causa dello stato di abbandono in cui verteva l&#039;edilizia pubblica&amp;lt;ref&amp;gt;Ivi, p.90&amp;lt;/ref&amp;gt;. Ciò non solo non pose le basi per un tessuto sociale solido ma anzi portò all&#039;isolamento delle famiglie e al cedimento delle istituzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In via dei Forni, nei pressi di Piazza Gasparri, gli Spada gestivano una palestra, la &#039;&#039;&#039;&#039;&#039;Femus Art School&#039;&#039;&#039;&#039;&#039;, in un immobile di proprietà del Comune di Roma, occupato abusivamente da diversi anni. Il [[15 maggio]] [[2015]] l’Assessore alla legalità [[Alfonso Sabella]] ne ordinò il sequestro&amp;lt;ref&amp;gt;Alfonso Sabella (2016). Capitale Infetta. Si può liberare Roma da Mafie e Corruzione?, Rizzoli,, pp.127-128&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== L&#039;aggressione all&#039;inviato di Rai2 ====&lt;br /&gt;
I riflettori sugli Spada si accesero il [[7 novembre]] [[2017]], quando [[Roberto Spada]] aggredì la troupe della trasmissione Nemo di Rai Due, dando una testata al giornalista Piervincenzi e colpendo,con la complicità di un suo guardaspalle, anche l’operatore Anselmi&amp;lt;ref&amp;gt;Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, V rapporto Mafie nel Lazio, 2020, p.60&amp;lt;/ref&amp;gt;. Piervincenzi stava provando ad intervistare Spada sul presunto appoggio elettorale che questi avrebbe fornito a Casapound. L’aggressione, per la quale Spada fu rinviato a giudizio, avvenne davanti alla nuova palestra aperta a pochi metri di distanza dalla prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==== L&#039;operazione Eclissi: gli Spada sono mafiosi ====&lt;br /&gt;
Il [[25 gennaio]] [[2018]] con l’[[Operazione Eclissi|operazione Eclissi]] la Procura di Roma arrestò 32 soggetti appartenenti agli Spada, tra cui anche Carmine e Roberto&amp;lt;ref&amp;gt;Lorenzo Nicolini, Blitz ad Ostia: 32 arresti, decapitato il clan Spada, RomaToday, 25 gennaio 2018&amp;lt;/ref&amp;gt;. I due fratelli vennero inoltre accusati di essere i mandanti del duplice omicidio Galleoni-Antonini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[6 giugno]] successivo iniziò il processo al Clan Spada davanti alla III Corte d’Assise. Furono ammesse come parte civile il Comune di Roma, le associazioni Antonino Caponnetto, Libera e Ambulatorio Antiusura onlus &amp;lt;ref&amp;gt;Processo al clan Spada: in 27 a giudizio ma le vittime disertano l’aula.”Clima di paura”, RomaToday, 7 giugno 2018&amp;lt;/ref&amp;gt;. Le vittime invece non si presentarono in aula e non si costituirono come parti offese, confermando il grave clima omertoso che regnava ad Ostia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La Corte d’Assise il [[24 settembre]] [[2019]] riconobbe l’associazione a delinquere di stampo mafioso, contestando vari reati: omicidio, estorsione, usura, traffico di stupefacenti, incendio. Nelle motivazioni si legge: «&#039;&#039;il Clan Spada si connota come di stampo mafioso per il sistematico ricorso a mezzi violenti e intimidatori tali da generare un diffuso stato di assoggettamento e di omertà&#039;&#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Lorenzo Nicolini, Ostia, Il clan Spada è mafia: tre ergastoli e 147 anni di carcere. “Vince lo Stato”, RomaToday, 24 settembre 2019&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 30 marzo 2020 la Cassazione riconobbe l’esercizio del metodo mafioso da parte di sette componenti del Clan Spada. Giampiero Cioffredi, Presidente dell&#039;Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione Lazio ha affermato che: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Oltre al controllo delle piazze di spaccio degli stupefacenti, gli Spada con minacce, intimidazioni e uso della violenza avevano provato ad impossessarsi di numerose abitazioni popolari, attraverso l&#039;estorsione e l&#039;intimidazione. Questa sentenza aggiunge un tassello significativo alla ricostruzione dello scenario criminale di Ostia, particolarmente inquietante»&amp;lt;ref&amp;gt;Lorenzo Nicolini, Ostia, case popolari occupate dagli Spada con metodo mafioso: la sentenza della Cassazione, RomaToday, 31 marzo 2020&amp;lt;/ref&amp;gt;. &amp;lt;/blockquote&amp;gt;Ad aprile 2020 con l’[[Operazione Apogeo|operazione Apogeo]] furono confiscati 18 milioni di euro di beni agli Spada&amp;lt;ref&amp;gt;Lorenzo Nicolini, Ostia, confiscato il tesoro del clan Spada: allo Stato 18 milioni di beni tra palestre e imprese, RomaToday, 22 aprile 2020&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[13 gennaio]] [[2021]] la Prima Corte d’appello di Roma, stabilì, in linea con quanto deciso in primo grado, che &#039;&#039;&#039;il Clan Spada è un’associazione per delinquere di stampo mafioso&#039;&#039;&#039;. Sono state emesse condanne per oltre 150 anni e confermato l’ergastolo per Roberto Spada &amp;lt;ref&amp;gt;Lorenzo Nicolini, Ostia, clan Spada: 17 condanne per 150 anni di carcere. Confermata mafia in Appello, RomaToday, 13 gennaio 2021&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il [[13 gennaio]] [[2022]] la Corte di Cassazione ha stabilito &#039;&#039;&#039;in via definitiva&#039;&#039;&#039; che il Clan Spada è un&#039;associazione a delinquere di stampo mafioso. Secondo Giulio Vasaturo, legale di [[Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie|Libera]], «questa pronuncia consegna alla storia una verità processuale ora intangibile che vale a smentire quanti hanno sin qui minimizzato la presenza e la pervasività delle mafie nella città di Roma»&amp;lt;ref&amp;gt;Processo clan Spada, la Cassazione: “E’ mafia”, RomaToday, 13 gennaio 2022&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Bianconi, Giovanni (2015). &#039;&#039;Ragazzi di malavita&#039;&#039;, Milano, Baldini-Castoldi-Dalai.&lt;br /&gt;
*Commissione parlamentare antimafia (2018). &#039;&#039;Relazione Conclusiva&#039;&#039;, Doc. XIII n. 38, 7 febbraio[https://www.camera.it/leg17/491?idLegislatura=17&amp;amp;categoria=023&amp;amp;tipologiaDoc=documento&amp;amp;numero=038&amp;amp;doc=pdfel].&lt;br /&gt;
*Commissione parlamentare antimafia (2014). &#039;&#039;Resoconto stenografico&#039;&#039; n.17, 12 febbraio.&lt;br /&gt;
*Dalla Chiesa, Nando (2015). &#039;&#039;Mafia litorale. Ostia impunita e la battaglia di Alfonso Sabella&#039;&#039;, [https://www.nandodallachiesa.it/2015/08/16/mafia-litorale-ostia-impunita-e-la-battaglia-di-alfonso-sabella/” nandodallachiesa.it].&lt;br /&gt;
*Dalla Chiesa, Nando &amp;amp; Meli, Ilaria (2020). &amp;quot;La mafia a Ostia. Quando tutto appare diverso&amp;quot;, in &#039;&#039;Rassegna dell&#039;Arma dei Carabinieri,&#039;&#039; Vol. 3/2020.&lt;br /&gt;
*Martone, Vittorio (2017). &#039;&#039;Le Mafie di Mezzo. Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio&#039;&#039;, Roma, Donzelli editore.&lt;br /&gt;
*Liseo, Brunero &amp;amp; Teodori, Marco (2016). &#039;&#039;Dove vive la povertà. Una rivisitazione multidisciplinare delle condizioni abitative a Roma nella prima metà del XX secolo&#039;&#039;, Roma, Università La Sapienza.&lt;br /&gt;
*Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio (2020). &#039;&#039;V rapporto Mafie nel Lazio&#039;&#039;, Roma.&lt;br /&gt;
*Pignatone, Giuseppe &amp;amp; Prestipino, Michele (2019). &#039;&#039;Modelli Criminali - Mafie di ieri e di oggi&#039;&#039;, Bari, Laterza editori.&lt;br /&gt;
*Sabella, Alfonso (2016). &#039;&#039;Capitale infetta. Si può liberare Roma da Mafie e corruzione?&#039;&#039;, Milano, Rizzoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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