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	<title>WikiMafia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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	<updated>2026-04-06T05:53:52Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Europol&amp;diff=4689</id>
		<title>Europol</title>
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		<updated>2015-03-04T15:48:04Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Missmonik: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Europol&#039;&#039;&#039; è l&#039;agenzia finalizzata alla lotta al crimine dell&#039;Unione europea, divenuta operativa il 1º luglio 1999. La sua funzione principale è promuovere la cooperazione tra le forze di polizia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Funzioni ==&lt;br /&gt;
L&#039;obiettivo principale dell&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea per la cooperazione di polizia (Europol) è quello di contribuire a rendere l&#039;Europa più sicura, a beneficio di tutti i suoi cittadini. Per farlo, Europol assiste gli Stati membri nella loro lotta contro le forme gravi di criminalità internazionale e terrorismo.&amp;lt;ref&amp;gt;About us, Europol, https://www.europol.europa.eu/content/page/about-us/&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In virtù del suo mandato, che prevede un intervento di supporto agli Stati membri da parte Europol, laddove vi sia un fenomeno di criminalità che danneggi o che possa creare conseguenze negative ad almeno due Stati, Europol è competente per le seguenti aree di attività criminali: traffico di stupefacenti, traffico di esseri umani, facilitazione dell&#039;immigrazione clandestina, criminalità organizzata, criminalità informatica, contrabbando di sigarette, reati legati alla proprietà intellettuale, contraffazione, falsificazione di euro, frode, riciclaggio di denaro, gruppi criminali mobili e &#039;motorcycle gangs&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel contrasto alla criminalità organizzata, Europol è chiamata a essere protagonista nell’allarmante scenario criminale europeo. È per questo, che, sulla base della sua natura istituzionale, ha posto in essere numerose strategie volte all’attività di contrasto all’impunità, all’espansività, e anche all’invisibilità della criminalità organizzata, individuando proprio le abilità che le organizzazioni hanno saputo sviluppare nel tempo.&amp;lt;ref&amp;gt;M. DE ASTIS, Lotta alle quinte dietro le mafie, articolo pubblicato su I Siciliani, dicembre 2014, http://www.isiciliani.it/lotta-dietro-le-quinte-alle-mafie-in-europa/#.VNuBsPmG_94&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
=== Sviluppo del coordinamento di polizia in Europa e nascita dell&#039;agenzia UE per la cooperazione di polizia ===&lt;br /&gt;
Diversi i tentativi dei governi europei di dar vita a forme di cooperazione di polizia, ma la prima proposta formale per l’istituzione di una forza di polizia europea risale al 1991. Durante la sessione del 28 e 29 giugno del Consiglio Europeo a Lussemburgo, l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl  propose la creazione di un Ufficio Europeo di Polizia Criminale (Europol) che, attivato nel dicembre 1993, si sarebbe concentrato prevalentemente sul traffico degli stupefacenti e sulla criminalità organizzata di livello internazionale.&amp;lt;ref&amp;gt;H. Kohl a Bonn nel dicembre 1991 durante una seduta del Bundestag: “Abbiamo concordato di dar vita a un Ufficio Europeo di Polizia – Europol – dalla fine del 1993, con l’obiettivo di combattere il traffico internazionale di droga e la criminalità organizzata” (vedi p. 6 in Address given by Helmut Kohl on the outcome of the Maastricht European Council disponibile su http://www.cvce.eu/)&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nei mesi successivi vennero istituiti un gruppo di lavoro ad hoc su Europol (Ad Hoc Working Group on Europol – AHWGE) per preparare l’eventuale convenzione che avrebbe dato vita al coordinamento di polizia vero e proprio e, per lo scambio di informazioni sul traffico della droga, il Project Group Europol (PGE) formato da ufficiali di polizia e finanzieri.&lt;br /&gt;
Sul piano formale tuttavia, la vera svolta sarebbe giunta nel 1992 assieme al Trattato di Maastricht (Trattato sull’Unione Europea – TUE), in cui la cooperazione di polizia &amp;quot;in seno ad un Ufficio europeo di polizia (Europol)&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Articolo K1 comma 9, Trattato di Maastricht, Gazzetta ufficiale n. C 191 del 29/07/1992 pag. 0001 – 0110, disponibile sul portale EurLex&amp;lt;/ref&amp;gt;, venne inserita tra le materie di interesse comune tra Stati membri relative al pilastro Giustizia e Affari Interni (Justice and Home Affairs).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attività di contrasto al traffico degli stupefacenti è sempre stata tra gli obiettivi principali di Europol, fin dalle prime fasi del suo processo di formazione. Non è un caso che il primo passo per rendere effettiva la cooperazione di polizia, in attesa della convenzione che avrebbe dato vita all’Ufficio europeo di polizia, fu l’istituzione della Europol Drugs Unit (EDU) nel 1993, con gli obiettivi principali di assistere le forze di polizia dei Paesi membri nell’ambito di investigazioni criminali di portata internazionale, e incentivare lo scambio di informazioni e intelligence tra Stati. L’EDU ha costituito un importante precursore di quello che negli anni seguenti sarebbe stato l’Ufficio europeo di polizia vero e proprio, se non una sua forma ‘embrionale’. &lt;br /&gt;
Alla Convenzione Europol si arrivò nel luglio del 1995 a Bruxelles. Tuttavia, fu necessario attendere l’1 luglio del 1999 prima di vedere l’Europol operativo, presso la sua sede a L’Aja.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’esigenza di un coordinamento di polizia in Europa è maturata innanzitutto da molteplici elementi:&lt;br /&gt;
- un&#039;esigenza pratica che rendeva allettante in Europa l’ipotesi di riunire i vari ufficiali di polizia in un’unica sede centrale;&lt;br /&gt;
- i fenomeni del terrorismo politico, come l&#039;attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972;&lt;br /&gt;
- il traffico di stupefacenti;&lt;br /&gt;
- l&#039;apertura delle frontiere interne all&#039;interno dell&#039;Europa;&lt;br /&gt;
- l&#039;immigrazione clandestina legata ai grandi disordini geopolitici negli Stati extra europei;&lt;br /&gt;
- la caduta del Muro di Berlino;&lt;br /&gt;
- l&#039;espansione delle organizzazioni mafiose in Europa&amp;lt;ref&amp;gt;M. DE ASTIS, Strategie di contrasto alle organizzazioni mafiose sul piano internazionale: il ruolo di Europol, tesi di laurea contenuta negli archivi di Università degli Studi di Milano&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Da notare che le organizzazioni mafiose capirono in fretta che, se la ‘Cortina di Ferro’ fosse caduta, ci sarebbero state opportunità di investimenti criminali senza precedenti. A tal proposito, è significativa l’intercettazione di un mafioso (non è ancora chiaro se appartenente a Cosa Nostra o alla ‘Ndrangheta) che il 9 novembre 1989, addirittura prima della caduta del Muro di Berlino, disse a un suo sottoposto: &amp;quot;Vai a Berlino Est e compra tutto. Tutto quello che c’è da comprare, compralo! Hai capito?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;S. CORDELLA, Le Triangolazioni della Morte, articolo disponibile su Antimafia Duemila, http://www.antimafiaduemila.com/200804223370/articoli-arretrati/le-triangolazioni-della-morte.html&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino al 2004 tendenzialmente, le priorità nei vari ambiti d’azione di Europol continuarono a essere in evoluzione e di conseguenza, anche la sua organizzazione interna rimase ‘flessibile’. &lt;br /&gt;
Da subito, Europol si è impegnata nella pubblicazione di report ciclici e periodici sia a carattere generale che specifico, bollettini, manuali operativi e tecnici, glossari, e innumerevoli pubblicazioni sulle attività delle forze dell’ordine. Tra il 1999 e il 2004, sono stati inoltre stipulati i primi accordi di cooperazione con altre organizzazioni internazionali, come l’Eurojust, l’Interpol, la Banca Centrale Europea, la l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, e con Paesi terzi (ad esempio, Stati Uniti, Norvegia, Romania, Bulgaria, Russia, Turchia, Colombia e altri).&lt;br /&gt;
Il cruciale momento di svolta è stato però il 6 Aprile 2009, quando il testo della decisione del Consiglio Europeo di rendere l&#039;Ufficio europeo di polizia un&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea è stato definitivamente adottato: dall&#039;1 Gennaio 2010, Europol ha un nuovo inquadramento giuridico. Innanzitutto, non si tratta più di un organismo di tipo intergovernativo finanziato direttamente dai Paesi membri dell&#039;UE e in cui ogni singola modifica richiede la ratifica di tutti. Aldilà del piano formale, le innovazioni sono maturate specialmente sul piano pratico: il funzionamento di Europol è andato incontro a una serie di semplificazioni, come la possibilità di assistere gli Stati membri nella lotta contro determinate forme gravi di criminalità, senza che debbano sussistere gli indizi concreti di una struttura o di un’organizzazione criminale. &lt;br /&gt;
Ad ogni modo, nonostante questi epocali cambiamenti, Europol non ha comunque compiti operativi di polizia: questi restano di competenza delle forze dell&#039;ordine dei vari Paesi membri. &lt;br /&gt;
Nel 2012 un&#039;ulteriore innovazione che ha contribuito a rendere Europol più all&#039;avanguardia nel contrastare la criminalità di livello internazionale è stata la creazione dello European Cybercrime Centre (EC3), uno specifico ufficio con lo scopo di assistere gli Stati membri nell&#039;affrontare il cybrcrime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il contrasto alla criminalità organizzata ==&lt;br /&gt;
L&#039;Ufficio europeo di polizia ha sicuramente contribuito in Europa, sia al contrasto operativo alla criminalità organizzata che all&#039;insorgere di una maggiore consapevolezza di che cosa sia il fenomeno, di come esso agisca e con quali effetti. Lo fa prevalentemente attraverso il coordinamento delle forze di polizia europee e attraverso i tentativi d&#039;influenza sulle politiche dell&#039;Unione Europea.  &lt;br /&gt;
L&#039;Unione Europea conta ben 1.832.126 membri delle forze dell&#039;ordine distribuiti tra i 28 Paesi Membri.&amp;lt;ref&amp;gt;European Police Office, Europol Review 2013, 2014, p. 11&amp;lt;/ref&amp;gt; Azioni di polizia coordinate e collaborazione nelle investigazioni si rendono sempre più necessarie in uno scenario in cui la criminalità organizzata è un fenomeno decisamente in crescita e che all&#039;occorrenza si avvale di un legame di collaborazione tra gruppi diversi con obiettivi in comune. &lt;br /&gt;
Dalle operazioni che hanno visto Europol tra i coordinatori emerge chiaramente che, grazie al networking power esercitato da Europol, le forze di polizia hanno a possibilità di inserirsi in una rete costituita non solo dalle forze dei Paesi Membri dell&#039;UE ma anche tra Paesi terzi e altre organizzazioni internazionali.&lt;br /&gt;
L&#039;aumento dei fenomeni illegali portati avanti dalla criminalità organizzata negli ultimi anni ha generato a sua volta l&#039;aumento della mole di informazioni disponibili negli enormi database di Europol, aumento che a livello operativo rende l&#039;attività di contrasto quanto più tempestiva, incisiva e risolutiva. Europol fornisce poi supporto di tipo operativo, grazie a strumenti e risorse flessibili e all&#039;avanguardia, quali: il coordinamento operativo, l&#039;ufficio mobile, lo scambio di informazioni criminali tramite il sistema SIENA, competenze speciali e forensi (in genere fornite per contrastare le frodi nei pagamenti via carta di credito, il cybercrime e la falsificazione di euro), l&#039;assistenza &#039;in loco&#039; e il supporto finanziario (per l&#039;anno 2013, il budget dell&#039;agenzia UE è stato di 82,5 milioni)&amp;lt;ref&amp;gt;European Police Office, Europol Review 2013, 2014, pp. 24-25&amp;lt;/ref&amp;gt;. Da notare, tra l&#039;altro, che Europol fornisce le sue analisi strategiche e mette in allerta le forze di polizia sulle possibili  minacce criminali.  &lt;br /&gt;
Pur tenendo realisticamente conto delle enormi potenzialità della criminalità organizzata e della sua sempre più preoccupante diffusione in Europa (e non solo), un&#039;operazione di polizia di livello internazionale e di successo costituisce un monito, sia alle organizzazioni criminali che alla società. &lt;br /&gt;
Si tratta di un aspetto da non sottovalutare: le operazioni coordinate danno alla criminalità organizzata la percezione di non essere inattaccabili e impunibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che alla mancanza di una chiara e realistica percezione sulla presenza della criminalità organizzata e sulle sue sempre maggiori capacità di stare al passo con la modernità e il progresso, in Europa è mancata per anni anche una definizione sul fenomeno. &lt;br /&gt;
La tendenza di molti governi europei a considerare la criminalità organizzata come un elemento secondario nel dibattito europeo (e problematico solo per gli italiani) ha degli effetti sull&#039;attività di Europol. Tuttavia, aldilà della superficialità con cui l&#039;Unione Europea tratta la questione, Europol si è parecchio sforzato per portare l&#039;Europa a rendere  il contrasto al fenomeno una priorità.  &lt;br /&gt;
A partire dal 1997, Europol ha prodotto diverse tipologie di documenti di valutazione sulla criminalità organizzata in Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- European Union Organised Crime Reports (OCR):&lt;br /&gt;
Dal 1997, sono state redatte delle relazioni sulla criminalità organizzata in Europa, costruite però sulla base dei dati messi a disposizione dai Paesi Membri. Questo aspetto portava forti limiti all&#039;accuratezza delle relazioni stesse, anche solo per la reticenza degli Stati nel dichiarare pubblicamente quali fossero i pericoli criminali provenienti dai loro territori. Emergevano poi problemi legali alla diversa priorità che i vari governi davano a certi fenomeni criminali così come alla mancata volontà da parte di alcuni di mettere determinate informazioni a disposizione del coordinamento di polizia europeo.&amp;lt;ref&amp;gt;C. FIJNAUT e L. PAOLI, Organised Crime in Europe: Concepts, Patterns and Control Policies in the European Union and Beyond, 2007, p. 246-247&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Organised Crime Threat Assessments (OCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2004 si è assistito al rilancio del ruolo di Europol, da parte del Consiglio Europeo. Ponendo le basi per una maggior condivisione e collaborazione tra Paesi Membri per affrontare la criminalità transfrontaliera, Il Consiglio ha sostenuto quanto si rendesse sempre più importante il ruolo di Europol per affrontare criminalità organizzata e transfrontaliera e quanto, quindi, fosse necessario fornire a Europol informazioni accurate e dettagliate. Questa nuova tendenza permise a Europol di passare dalle relazioni annuali a vere e proprie valutazioni sulla criminalità organizzata che guardassero al futuro, i c.d. Organised Crime Threat Assessment.&lt;br /&gt;
Negli OCTA (EU Organised Crime Threat Assessment) si sono percepite le potenzialità delle organizzazioni criminali di agire anche per obiettivi comuni e dividendosi le zone di influenza; si è cominciato quindi a contestualizzarle in base alla loro collocazione geografica e poi, dal 2007, sulla base di cinque principali centri criminali, i criminal hubs (North West, North East, South East, South Weast e Southern). Altra fondamentale innovazione degli OCTA è stata la concentrazione sia sui comportamenti e le capacità organizzative delle organizzazioni criminali, che sui fattori di vulnerabilità dell&#039;Unione Europea, identificando con maggior precisione i fattori socio-economici che possono agevolare le attività delle organizzazioni criminali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (SOCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2010, nell&#039;ottica di una più coordinata ed efficace strategia per il contrasto alla criminalità organizzata, L&#039;Europa ha nuovamente rilanciato il ruolo di Europol, assegnandole, tra le altre cose, il compito di produrre una nuovo documento di valutazione sulle minacce della criminalità organizzata. Nel 2013 dunque, Europol ha pubblicato il SOCTA, relazione di tipo strategico sulla criminalità organizzata, sui fattori che in Europa incentivano tale fenomeno, sulle debolezze dell&#039;Europa, sui mercati criminali e sui fattori di forza delle organizzazioni criminali odierne. A differenza dei precedenti OCTA, il SOCTA 2013 approfondisce in modo più specifico i fenomeni criminali grazie all&#039;utilizzo di competenze e dati provenienti soprattutto, dagli esperti interni a Europol, di modo da ridurre gli apporti alle volte meno realistici degli Stati Membri. Dando ampio spazio agli elementi di forza delle organizzazioni criminali e alle loro capacità di fare rete sfruttando gli elementi della modernità e della globalizzazione, poste in relazione con le debolezze intrinseche all&#039;Unione Europea, vengono forniti alla politica dati, statistiche, raccomandazioni e importanti spunti su come contrastare la criminalità organizzata. Inoltre, l&#039;analisi delle tendenze inerenti alle componenti sociali dell&#039;Europa in grado di dar man forte alle organizzazioni criminali, ha reso il SOCTA uno strumento che tocca diverse discipline che, pur esulando dalla dimensione strategica e d&#039;intelligence in senso stretto, sono comunque fondamentali alla comprensione della criminalità organizzata in Europa e delle modalità per contrastarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Esempio di operazione di contrasto alla criminalità organizzata coordinata da Europol: Archimedes ==&lt;br /&gt;
Partecipazione delle forze dell&#039;ordine di tutti i 28 Paesi Membri dell&#039;UE, di Stati Uniti, Serbia, Svizzera, Norvegia, Australia e Colombia, con il contributo di Eurojust, Frontex e Interpol. &lt;br /&gt;
Con ben 1150 arresti e un sequestro di contanti per più di un milione di euro, gli ambiti criminali colpiti in poco più di una settimana (tra il 15 e il 23 settembre 2014) sono stati molteplici: il traffico di droga, 599 kg di cocaina, 200 di eroina e 1,3 tonnellate di cannabis sequestrati, il traffico di esseri umani, con 30 bambini salvati e 90 arresti, l&#039;immigrazione illegale, con 170 arresti, il traffico di veicoli rubati, con 21 veicoli sequestrati, traffico di armi e merci contraffatte e crimini contro la proprietà. Per poter procedere a oltre 300 operazioni dislocate in oltre 260 luoghi, sono stati di fondamentale importanza i report di intelligence e informazioni strategiche forniti dalle varie forze dell&#039;ordine degli Stati coinvolti, e le analisi delle informazioni contenute nei database di Europol.&amp;lt;ref&amp;gt;Operation Archimedes, Operational Success, 1/10/2014,  https://www.europol.europa.eu/content/operation-archimedes; Organised crimenetworks targeted in huge law enforcement operation in Europe, Press release, 24/09/2014, https://www.europol.europa.eu/content/organised-crime-networks-targeted-huge-law-enforcement-operation-europe&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il direttore di Europol, Rob Wainwright, ha definito Archimedes come “il più grande attacco coordinato alla criminalità organizzata mai visto in Europa” ha sottolineato come la stessa sia stata “un promemoria diretto ai gruppi della criminalità organizzata a cui vogliamo far sapere che la comunità internazionale è determinata a combattere ogni attività illegale sul suo territorio”.&amp;lt;ref&amp;gt;Da BBC News Europe, More than 1,000 arrested in huge EU crime crackdown, 24/09/2014, http://www.bbc.com/news/world-europe-29344979 e Il Fatto Quotidiano, Droga e tratta di esseri umani, operazione di Europol in 34 Paesi: 1027 arresti, 24/09/2014, http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/24/droga-e-tratta-di-esseri-umani-operazione-di-europol-in-34-paesi-1027-arresti/1131596/&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Sito EUROPOL https://www.europol.europa.eu/content/page/about-us;&lt;br /&gt;
* Tesi di laurea &#039;Strategie di contrasto alle organizzazioni mafiose sul piano internazionale: il ruolo di Europol&#039;, di Monica De Astis, contenuta nell&#039;archivio di Università degli Studi di Milano;&lt;br /&gt;
* &#039;Lotta dietro le quinte alle mafie&#039;, articolo pubblicato su I Siciliani, dicembre 2014, http://www.isiciliani.it/lotta-dietro-le-quinte-alle-mafie-in-europa/#.VNuBsPmG_94;&lt;br /&gt;
* J. BENYON, Policing the European Union: The Changing Basis of Cooperation on Law Enforcement, in International Affairs (Royal Institute of International Affairs 1944-), 1994, vol. 70, No. 3, disponibile su portale JSTOR;&lt;br /&gt;
* A. COLONNA VILASI, Europol e cooperazione fra gli organi di polizia degli stati membri dell’Unione Europea in materia di criminalità, 2008&lt;br /&gt;
* C. FIJNAUT e L. PAOLI, Organised Crime in Europe: Concepts, Patterns and Control Policies in the European Union and Beyond, 2007&lt;br /&gt;
* European Police Office, Europol Review 2013;&lt;br /&gt;
* European Police Office, Ten years of Euopol, 2009;&lt;br /&gt;
* European Police Office, SOCTA 2013, 2013&lt;br /&gt;
* R. WAINWRIGHT e B. WAITES, The Changing face of organised crime: Can Europol keep up?, contenuto in Organized Crime, Corruption, Crime Prevention, Essays in Honor of Ernesto U. Savona, di S. Caneppele e F. Calderoni, 2014&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Le Mafie a livello internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Missmonik</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Europol&amp;diff=4688</id>
		<title>Europol</title>
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		<updated>2015-03-04T15:35:20Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Missmonik: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Europol&#039;&#039;&#039; è l&#039;agenzia finalizzata alla lotta al crimine dell&#039;Unione europea, divenuta operativa il 1º luglio 1999. La sua funzione principale è promuovere la cooperazione tra le forze di polizia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Funzioni ==&lt;br /&gt;
L&#039;obiettivo principale dell&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea per la cooperazione di polizia (Europol) è quello di contribuire a rendere l&#039;Europa più sicura, a beneficio di tutti i suoi cittadini. Per farlo, Europol assiste gli Stati membri nella loro lotta contro le forme gravi di criminalità internazionale e terrorismo.&amp;lt;ref&amp;gt;About us, Europol, https://www.europol.europa.eu/content/page/about-us&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In virtù del suo mandato, che prevede un intervento di supporto agli Stati membri da parte Europol, laddove vi sia un fenomeno di criminalità che danneggi o che possa creare conseguenze negative ad almeno due Stati, Europol è competente per le seguenti aree di attività criminali: traffico di stupefacenti, traffico di esseri umani, facilitazione dell&#039;immigrazione clandestina, criminalità organizzata, criminalità informatica, contrabbando di sigarette, reati legati alla proprietà intellettuale, contraffazione, falsificazione di euro, frode, riciclaggio di denaro, gruppi criminali mobili e &#039;motorcycle gangs&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel contrasto alla criminalità organizzata, Europol è chiamata a essere protagonista nell’allarmante scenario criminale europeo. È per questo, che, sulla base della sua natura istituzionale, ha posto in essere numerose strategie volte all’attività di contrasto all’impunità, all’espansività, e anche all’invisibilità della criminalità organizzata, individuando proprio le abilità che le organizzazioni hanno saputo sviluppare nel tempo.&amp;lt;ref&amp;gt;M. DE ASTIS, Lotta alle quinte dietro le mafie, articolo pubblicato su I Siciliani, dicembre 2014, http://www.isiciliani.it/lotta-dietro-le-quinte-alle-mafie-in-europa/#.VNuBsPmG_94&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
=== Sviluppo del coordinamento di polizia in Europa e nascita dell&#039;agenzia UE per la cooperazione di polizia ===&lt;br /&gt;
Diversi i tentativi dei governi europei di dar vita a forme di cooperazione di polizia, ma la prima proposta formale per l’istituzione di una forza di polizia europea risale al 1991. Durante la sessione del 28 e 29 giugno del Consiglio Europeo a Lussemburgo, l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl  propose la creazione di un Ufficio Europeo di Polizia Criminale (Europol) che, attivato nel dicembre 1993, si sarebbe concentrato prevalentemente sul traffico degli stupefacenti e sulla criminalità organizzata di livello internazionale.&amp;lt;ref&amp;gt;H. Kohl a Bonn nel dicembre 1991 durante una seduta del Bundestag: “Abbiamo concordato di dar vita a un Ufficio Europeo di Polizia – Europol – dalla fine del 1993, con l’obiettivo di combattere il traffico internazionale di droga e la criminalità organizzata” (vedi p. 6 in Address given by Helmut Kohl on the outcome of the Maastricht European Council disponibile su http://www.cvce.eu/)&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nei mesi successivi vennero istituiti un gruppo di lavoro ad hoc su Europol (Ad Hoc Working Group on Europol – AHWGE) per preparare l’eventuale convenzione che avrebbe dato vita al coordinamento di polizia vero e proprio e, per lo scambio di informazioni sul traffico della droga, il Project Group Europol (PGE) formato da ufficiali di polizia e finanzieri.&lt;br /&gt;
Sul piano formale tuttavia, la vera svolta sarebbe giunta nel 1992 assieme al Trattato di Maastricht (Trattato sull’Unione Europea – TUE), in cui la cooperazione di polizia &amp;quot;in seno ad un Ufficio europeo di polizia (Europol)&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;Articolo K1 comma 9, Trattato di Maastricht, Gazzetta ufficiale n. C 191 del 29/07/1992 pag. 0001 – 0110, disponibile sul portale EurLex&amp;lt;ref&amp;gt;, venne inserita tra le materie di interesse comune tra Stati membri relative al pilastro Giustizia e Affari Interni (Justice and Home Affairs).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attività di contrasto al traffico degli stupefacenti è sempre stata tra gli obiettivi principali di Europol, fin dalle prime fasi del suo processo di formazione. Non è un caso che il primo passo per rendere effettiva la cooperazione di polizia, in attesa della convenzione che avrebbe dato vita all’Ufficio europeo di polizia, fu l’istituzione della Europol Drugs Unit (EDU) nel 1993, con gli obiettivi principali di assistere le forze di polizia dei Paesi membri nell’ambito di investigazioni criminali di portata internazionale, e incentivare lo scambio di informazioni e intelligence tra Stati. L’EDU ha costituito un importante precursore di quello che negli anni seguenti sarebbe stato l’Ufficio europeo di polizia vero e proprio, se non una sua forma ‘embrionale’. &lt;br /&gt;
Alla Convenzione Europol si arrivò nel luglio del 1995 a Bruxelles. Tuttavia, fu necessario attendere l’1 luglio del 1999 prima di vedere l’Europol operativo, presso la sua sede a L’Aja.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’esigenza di un coordinamento di polizia in Europa è maturata innanzitutto da molteplici elementi:&lt;br /&gt;
- un&#039;esigenza pratica che rendeva allettante in Europa l’ipotesi di riunire i vari ufficiali di polizia in un’unica sede centrale;&lt;br /&gt;
- i fenomeni del terrorismo politico, come l&#039;attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972;&lt;br /&gt;
- il traffico di stupefacenti;&lt;br /&gt;
- l&#039;apertura delle frontiere interne all&#039;interno dell&#039;Europa;&lt;br /&gt;
- l&#039;immigrazione clandestina legata ai grandi disordini geopolitici negli Stati extra europei;&lt;br /&gt;
- la caduta del Muro di Berlino;&lt;br /&gt;
- l&#039;espansione delle organizzazioni mafiose in Europa&amp;lt;ref&amp;gt;M. DE ASTIS, Strategie di contrasto alle organizzazioni mafiose sul piano internazionale: il ruolo di Europol, tesi di laurea contenuta negli archivi di Università degli Studi di Milano&amp;lt;ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Da notare che le organizzazioni mafiose capirono in fretta che, se la ‘Cortina di Ferro’ fosse caduta, ci sarebbero state opportunità di investimenti criminali senza precedenti. A tal proposito, è significativa l’intercettazione di un mafioso (non è ancora chiaro se appartenente a Cosa Nostra o alla ‘Ndrangheta) che il 9 novembre 1989, addirittura prima della caduta del Muro di Berlino, disse a un suo sottoposto: &amp;quot;Vai a Berlino Est e compra tutto. Tutto quello che c’è da comprare, compralo! Hai capito?&amp;quot;&amp;lt;ref&amp;gt;S. CORDELLA, Le Triangolazioni della Morte, articolo disponibile su Antimafia Duemila, http://www.antimafiaduemila.com/200804223370/articoli-arretrati/le-triangolazioni-della-morte.html&amp;lt;ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino al 2004 tendenzialmente, le priorità nei vari ambiti d’azione di Europol continuarono a essere in evoluzione e di conseguenza, anche la sua organizzazione interna rimase ‘flessibile’. &lt;br /&gt;
Da subito, Europol si è impegnata nella pubblicazione di report ciclici e periodici sia a carattere generale che specifico, bollettini, manuali operativi e tecnici, glossari, e innumerevoli pubblicazioni sulle attività delle forze dell’ordine. Tra il 1999 e il 2004, sono stati inoltre stipulati i primi accordi di cooperazione con altre organizzazioni internazionali, come l’Eurojust, l’Interpol, la Banca Centrale Europea, la l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, e con Paesi terzi (ad esempio, Stati Uniti, Norvegia, Romania, Bulgaria, Russia, Turchia, Colombia e altri).&lt;br /&gt;
Il cruciale momento di svolta è stato però il 6 Aprile 2009, quando il testo della decisione del Consiglio Europeo di rendere l&#039;Ufficio europeo di polizia un&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea è stato definitivamente adottato: dall&#039;1 Gennaio 2010, Europol ha un nuovo inquadramento giuridico. Innanzitutto, non si tratta più di un organismo di tipo intergovernativo finanziato direttamente dai Paesi membri dell&#039;UE e in cui ogni singola modifica richiede la ratifica di tutti. Aldilà del piano formale, le innovazioni sono maturate specialmente sul piano pratico: il funzionamento di Europol è andato incontro a una serie di semplificazioni, come la possibilità di assistere gli Stati membri nella lotta contro determinate forme gravi di criminalità, senza che debbano sussistere gli indizi concreti di una struttura o di un’organizzazione criminale. &lt;br /&gt;
Ad ogni modo, nonostante questi epocali cambiamenti, Europol non ha comunque compiti operativi di polizia: questi restano di competenza delle forze dell&#039;ordine dei vari Paesi membri. &lt;br /&gt;
Nel 2012 un&#039;ulteriore innovazione che ha contribuito a rendere Europol più all&#039;avanguardia nel contrastare la criminalità di livello internazionale è stata la creazione dello European Cybercrime Centre (EC3), uno specifico ufficio con lo scopo di assistere gli Stati membri nell&#039;affrontare il cybrcrime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il contrasto alla criminalità organizzata ==&lt;br /&gt;
L&#039;Ufficio europeo di polizia ha sicuramente contribuito in Europa, sia al contrasto operativo alla criminalità organizzata che all&#039;insorgere di una maggiore consapevolezza di che cosa sia il fenomeno, di come esso agisca e con quali effetti. Lo fa prevalentemente attraverso il coordinamento delle forze di polizia europee e attraverso i tentativi d&#039;influenza sulle politiche dell&#039;Unione Europea.  &lt;br /&gt;
L&#039;Unione Europea conta ben 1.832.126 membri delle forze dell&#039;ordine distribuiti tra i 28 Paesi Membri.&amp;lt;ref&amp;gt;European Police Office, Europol Review 2013, 2014, p. 11&amp;lt;ref&amp;gt; Azioni di polizia coordinate e collaborazione nelle investigazioni si rendono sempre più necessarie in uno scenario in cui la criminalità organizzata è un fenomeno decisamente in crescita e che all&#039;occorrenza si avvale di un legame di collaborazione tra gruppi diversi con obiettivi in comune. &lt;br /&gt;
Dalle operazioni che hanno visto Europol tra i coordinatori emerge chiaramente che, grazie al networking power esercitato da Europol, le forze di polizia hanno a possibilità di inserirsi in una rete costituita non solo dalle forze dei Paesi Membri dell&#039;UE ma anche tra Paesi terzi e altre organizzazioni internazionali.&lt;br /&gt;
L&#039;aumento dei fenomeni illegali portati avanti dalla criminalità organizzata negli ultimi anni ha generato a sua volta l&#039;aumento della mole di informazioni disponibili negli enormi database di Europol, aumento che a livello operativo rende l&#039;attività di contrasto quanto più tempestiva, incisiva e risolutiva. Europol fornisce poi supporto di tipo operativo, grazie a strumenti e risorse flessibili e all&#039;avanguardia, quali: il coordinamento operativo, l&#039;ufficio mobile, lo scambio di informazioni criminali tramite il sistema SIENA, competenze speciali e forensi (in genere fornite per contrastare le frodi nei pagamenti via carta di credito, il cybercrime e la falsificazione di euro), l&#039;assistenza &#039;in loco&#039; e il supporto finanziario (per l&#039;anno 2013, il budget dell&#039;agenzia UE è stato di 82,5 milioni)&amp;lt;ref&amp;gt;European Police Office, Europol Review 2013, 2014, pp. 24-25&amp;lt;ref&amp;gt;. Da notare, tra l&#039;altro, che Europol fornisce le sue analisi strategiche e mette in allerta le forze di polizia sulle possibili  minacce criminali.  &lt;br /&gt;
Pur tenendo realisticamente conto delle enormi potenzialità della criminalità organizzata e della sua sempre più preoccupante diffusione in Europa (e non solo), un&#039;operazione di polizia di livello internazionale e di successo costituisce un monito, sia alle organizzazioni criminali che alla società. &lt;br /&gt;
Si tratta di un aspetto da non sottovalutare: le operazioni coordinate danno alla criminalità organizzata la percezione di non essere inattaccabili e impunibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che alla mancanza di una chiara e realistica percezione sulla presenza della criminalità organizzata e sulle sue sempre maggiori capacità di stare al passo con la modernità e il progresso, in Europa è mancata per anni anche una definizione sul fenomeno. &lt;br /&gt;
La tendenza di molti governi europei a considerare la criminalità organizzata come un elemento secondario nel dibattito europeo (e problematico solo per gli italiani) ha degli effetti sull&#039;attività di Europol. Tuttavia, aldilà della superficialità con cui l&#039;Unione Europea tratta la questione, Europol si è parecchio sforzato per portare l&#039;Europa a rendere  il contrasto al fenomeno una priorità.  &lt;br /&gt;
A partire dal 1997, Europol ha prodotto diverse tipologie di documenti di valutazione sulla criminalità organizzata in Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- European Union Organised Crime Reports (OCR):&lt;br /&gt;
Dal 1997, sono state redatte delle relazioni sulla criminalità organizzata in Europa, costruite però sulla base dei dati messi a disposizione dai Paesi Membri. Questo aspetto portava forti limiti all&#039;accuratezza delle relazioni stesse, anche solo per la reticenza degli Stati nel dichiarare pubblicamente quali fossero i pericoli criminali provenienti dai loro territori. Emergevano poi problemi legali alla diversa priorità che i vari governi davano a certi fenomeni criminali così come alla mancata volontà da parte di alcuni di mettere determinate informazioni a disposizione del coordinamento di polizia europeo.&amp;lt;ref&amp;gt;C. FIJNAUT e L. PAOLI, Organised Crime in Europe: Concepts, Patterns and Control Policies in the European Union and Beyond, 2007, p. 246-247&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Organised Crime Threat Assessments (OCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2004 si è assistito al rilancio del ruolo di Europol, da parte del Consiglio Europeo. Ponendo le basi per una maggior condivisione e collaborazione tra Paesi Membri per affrontare la criminalità transfrontaliera, Il Consiglio ha sostenuto quanto si rendesse sempre più importante il ruolo di Europol per affrontare criminalità organizzata e transfrontaliera e quanto, quindi, fosse necessario fornire a Europol informazioni accurate e dettagliate. Questa nuova tendenza permise a Europol di passare dalle relazioni annuali a vere e proprie valutazioni sulla criminalità organizzata che guardassero al futuro, i c.d. Organised Crime Threat Assessment.&lt;br /&gt;
Negli OCTA (EU Organised Crime Threat Assessment) si sono percepite le potenzialità delle organizzazioni criminali di agire anche per obiettivi comuni e dividendosi le zone di influenza; si è cominciato quindi a contestualizzarle in base alla loro collocazione geografica e poi, dal 2007, sulla base di cinque principali centri criminali, i criminal hubs (North West, North East, South East, South Weast e Southern). Altra fondamentale innovazione degli OCTA è stata la concentrazione sia sui comportamenti e le capacità organizzative delle organizzazioni criminali, che sui fattori di vulnerabilità dell&#039;Unione Europea, identificando con maggior precisione i fattori socio-economici che possono agevolare le attività delle organizzazioni criminali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (SOCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2010, nell&#039;ottica di una più coordinata ed efficace strategia per il contrasto alla criminalità organizzata, L&#039;Europa ha nuovamente rilanciato il ruolo di Europol, assegnandole, tra le altre cose, il compito di produrre una nuovo documento di valutazione sulle minacce della criminalità organizzata. Nel 2013 dunque, Europol ha pubblicato il SOCTA, relazione di tipo strategico sulla criminalità organizzata, sui fattori che in Europa incentivano tale fenomeno, sulle debolezze dell&#039;Europa, sui mercati criminali e sui fattori di forza delle organizzazioni criminali odierne. A differenza dei precedenti OCTA, il SOCTA 2013 approfondisce in modo più specifico i fenomeni criminali grazie all&#039;utilizzo di competenze e dati provenienti soprattutto, dagli esperti interni a Europol, di modo da ridurre gli apporti alle volte meno realistici degli Stati Membri. Dando ampio spazio agli elementi di forza delle organizzazioni criminali e alle loro capacità di fare rete sfruttando gli elementi della modernità e della globalizzazione, poste in relazione con le debolezze intrinseche all&#039;Unione Europea, vengono forniti alla politica dati, statistiche, raccomandazioni e importanti spunti su come contrastare la criminalità organizzata. Inoltre, l&#039;analisi delle tendenze inerenti alle componenti sociali dell&#039;Europa in grado di dar man forte alle organizzazioni criminali, ha reso il SOCTA uno strumento che tocca diverse discipline che, pur esulando dalla dimensione strategica e d&#039;intelligence in senso stretto, sono comunque fondamentali alla comprensione della criminalità organizzata in Europa e delle modalità per contrastarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Esempio di operazione di contrasto alla criminalità organizzata coordinata da Europol: Archimedes ==&lt;br /&gt;
Partecipazione delle forze dell&#039;ordine di tutti i 28 Paesi Membri dell&#039;UE, di Stati Uniti, Serbia, Svizzera, Norvegia, Australia e Colombia, con il contributo di Eurojust, Frontex e Interpol. &lt;br /&gt;
Con ben 1150 arresti e un sequestro di contanti per più di un milione di euro, gli ambiti criminali colpiti in poco più di una settimana (tra il 15 e il 23 settembre 2014) sono stati molteplici: il traffico di droga, 599 kg di cocaina, 200 di eroina e 1,3 tonnellate di cannabis sequestrati, il traffico di esseri umani, con 30 bambini salvati e 90 arresti, l&#039;immigrazione illegale, con 170 arresti, il traffico di veicoli rubati, con 21 veicoli sequestrati, traffico di armi e merci contraffatte e crimini contro la proprietà. Per poter procedere a oltre 300 operazioni dislocate in oltre 260 luoghi, sono stati di fondamentale importanza i report di intelligence e informazioni strategiche forniti dalle varie forze dell&#039;ordine degli Stati coinvolti, e le analisi delle informazioni contenute nei database di Europol.&amp;lt;ref&amp;gt;Operation Archimedes, Operational Success, 1/10/2014,  https://www.europol.europa.eu/content/operation-archimedes; Organised crimenetworks targeted in huge law enforcement operation in Europe, Press release, 24/09/2014, https://www.europol.europa.eu/content/organised-crime-networks-targeted-huge-law-enforcement-operation-europe&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Il direttore di Europol, Rob Wainwright, ha definito Archimedes come “il più grande attacco coordinato alla criminalità organizzata mai visto in Europa” ha sottolineato come la stessa sia stata “un promemoria diretto ai gruppi della criminalità organizzata a cui vogliamo far sapere che la comunità internazionale è determinata a combattere ogni attività illegale sul suo territorio”.&amp;lt;ref&amp;gt;Da BBC News Europe, More than 1,000 arrested in huge EU crime crackdown, 24/09/2014, http://www.bbc.com/news/world-europe-29344979 e Il Fatto Quotidiano, Droga e tratta di esseri umani, operazione di Europol in 34 Paesi: 1027 arresti, 24/09/2014, http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/24/droga-e-tratta-di-esseri-umani-operazione-di-europol-in-34-paesi-1027-arresti/1131596/&amp;lt;ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Sito EUROPOL https://www.europol.europa.eu/content/page/about-us;&lt;br /&gt;
* Tesi di laurea &#039;Strategie di contrasto alle organizzazioni mafiose sul piano internazionale: il ruolo di Europol&#039;, di Monica De Astis, contenuta nell&#039;archivio di Università degli Studi di Milano;&lt;br /&gt;
* &#039;Lotta dietro le quinte alle mafie&#039;, articolo pubblicato su I Siciliani, dicembre 2014, http://www.isiciliani.it/lotta-dietro-le-quinte-alle-mafie-in-europa/#.VNuBsPmG_94;&lt;br /&gt;
* J. BENYON, Policing the European Union: The Changing Basis of Cooperation on Law Enforcement, in International Affairs (Royal Institute of International Affairs 1944-), 1994, vol. 70, No. 3, disponibile su portale JSTOR;&lt;br /&gt;
* A. COLONNA VILASI, Europol e cooperazione fra gli organi di polizia degli stati membri dell’Unione Europea in materia di criminalità, 2008&lt;br /&gt;
* C. FIJNAUT e L. PAOLI, Organised Crime in Europe: Concepts, Patterns and Control Policies in the European Union and Beyond, 2007&lt;br /&gt;
* European Police Office, Europol Review 2013;&lt;br /&gt;
* European Police Office, Ten years of Euopol, 2009;&lt;br /&gt;
* European Police Office, SOCTA 2013, 2013&lt;br /&gt;
* R. WAINWRIGHT e B. WAITES, The Changing face of organised crime: Can Europol keep up?, contenuto in Organized Crime, Corruption, Crime Prevention, Essays in Honor of Ernesto U. Savona, di S. Caneppele e F. Calderoni, 2014&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Le Mafie a livello internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Missmonik</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Europol&amp;diff=4687</id>
		<title>Europol</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Europol&amp;diff=4687"/>
		<updated>2015-03-03T22:37:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Missmonik: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Europol&#039;&#039;&#039; è l&#039;agenzia finalizzata alla lotta al crimine dell&#039;Unione europea, divenuta operativa il 1º luglio 1999. La sua funzione principale è promuovere la cooperazione tra le forze di polizia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Funzioni ==&lt;br /&gt;
L&#039;obiettivo principale dell&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea per la cooperazione di polizia (Europol) è quello di contribuire a rendere l&#039;Europa più sicura, a beneficio di tutti i suoi cittadini. Per farlo, Europol assiste gli Stati membri nella loro lotta contro le forme gravi di criminalità internazionale e terrorismo.&amp;lt;ref&amp;gt;About us, Europol, https://www.europol.europa.eu/content/page/about-us&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In virtù del suo mandato, che prevede un intervento di supporto agli Stati membri da parte Europol, laddove vi sia un fenomeno di criminalità che danneggi o che possa creare conseguenze negative ad almeno due Stati, Europol è competente per le seguenti aree di attività criminali: traffico di stupefacenti, traffico di esseri umani, facilitazione dell&#039;immigrazione clandestina, criminalità organizzata, criminalità informatica, contrabbando di sigarette, reati legati alla proprietà intellettuale, contraffazione, falsificazione di euro, frode, riciclaggio di denaro, gruppi criminali mobili e &#039;motorcycle gangs&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel contrasto alla criminalità organizzata, Europol è chiamata a essere protagonista nell’allarmante scenario criminale europeo. È per questo, che, sulla base della sua natura istituzionale, ha posto in essere numerose strategie volte all’attività di contrasto all’impunità, all’espansività, e anche all’invisibilità della criminalità organizzata, individuando proprio le abilità che le organizzazioni hanno saputo sviluppare nel tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Storia ==&lt;br /&gt;
=== Sviluppo del coordinamento di polizia in Europa e nascita dell&#039;agenzia UE per la cooperazione di polizia ===&lt;br /&gt;
Diversi i tentativi dei governi europei di dar vita a forme di cooperazione di polizia, ma la prima proposta formale per l’istituzione di una forza di polizia europea risale al 1991. Durante la sessione del 28 e 29 giugno del Consiglio Europeo a Lussemburgo, l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl  propose la creazione di un Ufficio Europeo di Polizia Criminale (Europol) che, attivato nel dicembre 1993, si sarebbe concentrato prevalentemente sul traffico degli stupefacenti e sulla criminalità organizzata di livello internazionale. &lt;br /&gt;
Nei mesi successivi vennero istituiti un gruppo di lavoro ad hoc su Europol (Ad Hoc Working Group on Europol – AHWGE) per preparare l’eventuale convenzione che avrebbe dato vita al coordinamento di polizia vero e proprio e, per lo scambio di informazioni sul traffico della droga, il Project Group Europol (PGE) formato da ufficiali di polizia e finanzieri.&lt;br /&gt;
Sul piano formale tuttavia, la vera svolta sarebbe giunta nel 1992 assieme al Trattato di Maastricht (Trattato sull’Unione Europea – TUE), in cui la cooperazione di polizia &amp;quot;in seno ad un Ufficio europeo di polizia (Europol)&amp;quot;,4 venne inserita tra le materie di interesse comune tra Stati membri relative al pilastro Giustizia e Affari Interni (Justice and Home Affairs).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attività di contrasto al traffico degli stupefacenti è sempre stata tra gli obiettivi principali di Europol, fin dalle prime fasi del suo processo di formazione. Non è un caso che il primo passo per rendere effettiva la cooperazione di polizia, in attesa della convenzione che avrebbe dato vita all’Ufficio europeo di polizia, fu l’istituzione della Europol Drugs Unit (EDU) nel 1993, 5 con gli obiettivi principali di assistere le forze di polizia dei Paesi membri nell’ambito di investigazioni criminali di portata internazionale, e incentivare lo scambio di informazioni e intelligence tra Stati. L’EDU ha costituito un importante precursore di quello che negli anni seguenti sarebbe stato l’Ufficio europeo di polizia vero e proprio, se non una sua forma ‘embrionale’. &lt;br /&gt;
Alla Convenzione Europol si arrivò nel luglio del 1995 a Bruxelles. Tuttavia, fu necessario attendere l’1 luglio del 1999 prima di vedere l’Europol operativo, presso la sua sede a L’Aja.6&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’esigenza di un coordinamento di polizia in Europa è maturata innanzitutto da molteplici elementi:&lt;br /&gt;
- un&#039;esigenza pratica che rendeva allettante in Europa l’ipotesi di riunire i vari ufficiali di polizia in un’unica sede centrale;&lt;br /&gt;
- i fenomeni del terrorismo politico, come l&#039;attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972;&lt;br /&gt;
- il traffico di stupefacenti;&lt;br /&gt;
- l&#039;apertura delle frontiere interne all&#039;interno dell&#039;Europa;&lt;br /&gt;
- l&#039;immigrazione clandestina legata ai grandi disordini geopolitici negli Stati extra europei;&lt;br /&gt;
- la caduta del Muro di Berlino;&lt;br /&gt;
- l&#039;espansione delle organizzazioni mafiose in Europa.&lt;br /&gt;
Da notare che le organizzazioni mafiose capirono in fretta che, se la ‘Cortina di Ferro’ fosse caduta, ci sarebbero state opportunità di investimenti criminali senza precedenti. A tal proposito, è significativa l’intercettazione di un mafioso (non è ancora chiaro se appartenente a Cosa Nostra o alla ‘Ndrangheta) che il 9 novembre 1989, addirittura prima della caduta del Muro di Berlino, disse a un suo sottoposto: &amp;quot;Vai a Berlino Est e compra tutto. Tutto quello che c’è da comprare, compralo! Hai capito?&amp;quot;7.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino al 2004 tendenzialmente, le priorità nei vari ambiti d’azione di Europol continuarono a essere in evoluzione e di conseguenza, anche la sua organizzazione interna rimase ‘flessibile’.8 &lt;br /&gt;
Da subito, Europol si è impegnata nella pubblicazione di report ciclici e periodici sia a carattere generale che specifico, bollettini, manuali operativi e tecnici, glossari, e innumerevoli pubblicazioni sulle attività delle forze dell’ordine. Tra il 1999 e il 2004, sono stati inoltre stipulati i primi accordi di cooperazione con altre organizzazioni internazionali, come l’Eurojust, l’Interpol, la Banca Centrale Europea, la l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, e con Paesi terzi (ad esempio, Stati Uniti, Norvegia, Romania, Bulgaria, Russia, Turchia, Colombia e altri).9&lt;br /&gt;
Il cruciale momento di svolta è stato però il 6 Aprile 2009, quando il testo della decisione del Consiglio Europeo di rendere l&#039;Ufficio europeo di polizia un&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea è stato definitivamente adottato: dall&#039;1 Gennaio 2010, Europol ha un nuovo inquadramento giuridico. Innanzitutto, non si tratta più di un organismo di tipo intergovernativo finanziato direttamente dai Paesi membri dell&#039;UE e in cui ogni singola modifica richiede la ratifica di tutti. Aldilà del piano formale, le innovazioni sono maturate specialmente sul piano pratico: il funzionamento di Europol è andato incontro a una serie di semplificazioni, come la possibilità di assistere gli Stati membri nella lotta contro determinate forme gravi di criminalità, senza che debbano sussistere gli indizi concreti di una struttura o di un’organizzazione criminale. &lt;br /&gt;
Ad ogni modo, nonostante questi epocali cambiamenti, Europol non ha comunque compiti operativi di polizia: questi restano di competenza delle forze dell&#039;ordine dei vari Paesi membri. &lt;br /&gt;
Nel 2012 un&#039;ulteriore innovazione che ha contribuito a rendere Europol più all&#039;avanguardia nel contrastare la criminalità di livello internazionale è stata la creazione dello European Cybercrime Centre (EC3), uno specifico ufficio con lo scopo di assistere gli Stati membri nell&#039;affrontare il cybrcrime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Il contrasto alla criminalità organizzata ==&lt;br /&gt;
L&#039;Ufficio europeo di polizia ha sicuramente contribuito in Europa, sia al contrasto operativo alla criminalità organizzata che all&#039;insorgere di una maggiore consapevolezza di che cosa sia il fenomeno, di come esso agisca e con quali effetti. Lo fa prevalentemente attraverso il coordinamento delle forze di polizia europee e attraverso i tentativi d&#039;influenza sulle politiche dell&#039;Unione Europea.  &lt;br /&gt;
L&#039;Unione Europea conta ben 1.832.126 membri delle forze dell&#039;ordine distribuiti tra i 28 Paesi Membri.11 Azioni di polizia coordinate e collaborazione nelle investigazioni si rendono sempre più necessarie in uno scenario in cui la criminalità organizzata è un fenomeno decisamente in crescita e che all&#039;occorrenza si avvale di un legame di collaborazione tra gruppi diversi con obiettivi in comune. &lt;br /&gt;
Dalle operazioni che hanno visto Europol tra i coordinatori emerge chiaramente che, grazie al networking power esercitato da Europol, le forze di polizia hanno a possibilità di inserirsi in una rete costituita non solo dalle forze dei Paesi Membri dell&#039;UE ma anche tra Paesi terzi e altre organizzazioni internazionali.&lt;br /&gt;
L&#039;aumento dei fenomeni illegali portati avanti dalla criminalità organizzata negli ultimi anni ha generato a sua volta l&#039;aumento della mole di informazioni disponibili negli enormi database di Europol, aumento che a livello operativo rende l&#039;attività di contrasto quanto più tempestiva, incisiva e risolutiva. Europol fornisce poi supporto di tipo operativo, grazie a strumenti e risorse flessibili e all&#039;avanguardia, quali: il coordinamento operativo, l&#039;ufficio mobile, lo scambio di informazioni criminali tramite il sistema SIENA, competenze speciali e forensi (in genere fornite per contrastare le frodi nei pagamenti via carta di credito, il cybercrime e la falsificazione di euro), l&#039;assistenza &#039;in loco&#039; e il supporto finanziario (per l&#039;anno 2013, il budget dell&#039;agenzia UE è stato di 82,5 milioni)12. Da notare, tra l&#039;altro, che Europol fornisce le sue analisi strategiche e mette in allerta le forze di polizia sulle possibili  minacce criminali.  &lt;br /&gt;
Pur tenendo realisticamente conto delle enormi potenzialità della criminalità organizzata e della sua sempre più preoccupante diffusione in Europa (e non solo), un&#039;operazione di polizia di livello internazionale e di successo costituisce un monito, sia alle organizzazioni criminali che alla società. &lt;br /&gt;
Si tratta di un aspetto da non sottovalutare: le operazioni coordinate danno alla criminalità organizzata la percezione di non essere inattaccabili e impunibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che alla mancanza di una chiara e realistica percezione sulla presenza della criminalità organizzata e sulle sue sempre maggiori capacità di stare al passo con la modernità e il progresso, in Europa è mancata per anni anche una definizione sul fenomeno. &lt;br /&gt;
La tendenza di molti governi europei a considerare la criminalità organizzata come un elemento secondario nel dibattito europeo (e problematico solo per gli italiani) ha degli effetti sull&#039;attività di Europol. Tuttavia, aldilà della superficialità con cui l&#039;Unione Europea tratta la questione, Europol si è parecchio sforzato per portare l&#039;Europa a rendere  il contrasto al fenomeno una priorità.  &lt;br /&gt;
A partire dal 1997, Europol ha prodotto diverse tipologie di documenti di valutazione sulla criminalità organizzata in Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- European Union Organised Crime Reports (OCR):&lt;br /&gt;
Dal 1997, sono state redatte delle relazioni sulla criminalità organizzata in Europa, costruite però sulla base dei dati messi a disposizione dai Paesi Membri. Questo aspetto portava forti limiti all&#039;accuratezza delle relazioni stesse, anche solo per la reticenza degli Stati nel dichiarare pubblicamente quali fossero i pericoli criminali provenienti dai loro territori. Emergevano poi problemi legali alla diversa priorità che i vari governi davano a certi fenomeni criminali così come alla mancata volontà da parte di alcuni di mettere determinate informazioni a disposizione del coordinamento di polizia europeo.13&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Organised Crime Threat Assessments (OCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2004 si è assistito al rilancio del ruolo di Europol, da parte del Consiglio Europeo. Ponendo le basi per una maggior condivisione e collaborazione tra Paesi Membri per affrontare la criminalità transfrontaliera, Il Consiglio ha sostenuto quanto si rendesse sempre più importante il ruolo di Europol per affrontare criminalità organizzata e transfrontaliera e quanto, quindi, fosse necessario fornire a Europol informazioni accurate e dettagliate. Questa nuova tendenza permise a Europol di passare dalle relazioni annuali a vere e proprie valutazioni sulla criminalità organizzata che guardassero al futuro, i c.d. Organised Crime Threat Assessment.&lt;br /&gt;
Negli OCTA (EU Organised Crime Threat Assessment) si sono percepite le potenzialità delle organizzazioni criminali di agire anche per obiettivi comuni e dividendosi le zone di influenza; si è cominciato quindi a contestualizzarle in base alla loro collocazione geografica e poi, dal 2007, sulla base di cinque principali centri criminali, i criminal hubs (North West, North East, South East, South Weast e Southern). Altra fondamentale innovazione degli OCTA è stata la concentrazione sia sui comportamenti e le capacità organizzative delle organizzazioni criminali, che sui fattori di vulnerabilità dell&#039;Unione Europea, identificando con maggior precisione i fattori socio-economici che possono agevolare le attività delle organizzazioni criminali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (SOCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2010, nell&#039;ottica di una più coordinata ed efficace strategia per il contrasto alla criminalità organizzata, L&#039;Europa ha nuovamente rilanciato il ruolo di Europol, assegnandole, tra le altre cose, il compito di produrre una nuovo documento di valutazione sulle minacce della criminalità organizzata. Nel 2013 dunque, Europol ha pubblicato il SOCTA, relazione di tipo strategico sulla criminalità organizzata, sui fattori che in Europa incentivano tale fenomeno, sulle debolezze dell&#039;Europa, sui mercati criminali e sui fattori di forza delle organizzazioni criminali odierne. A differenza dei precedenti OCTA, il SOCTA 2013 approfondisce in modo più specifico i fenomeni criminali grazie all&#039;utilizzo di competenze e dati provenienti soprattutto, dagli esperti interni a Europol, di modo da ridurre gli apporti alle volte meno realistici degli Stati Membri. Dando ampio spazio agli elementi di forza delle organizzazioni criminali e alle loro capacità di fare rete sfruttando gli elementi della modernità e della globalizzazione, poste in relazione con le debolezze intrinseche all&#039;Unione Europea, vengono forniti alla politica dati, statistiche, raccomandazioni e importanti spunti su come contrastare la criminalità organizzata. Inoltre, l&#039;analisi delle tendenze inerenti alle componenti sociali dell&#039;Europa in grado di dar man forte alle organizzazioni criminali, ha reso il SOCTA uno strumento che tocca diverse discipline che, pur esulando dalla dimensione strategica e d&#039;intelligence in senso stretto, sono comunque fondamentali alla comprensione della criminalità organizzata in Europa e delle modalità per contrastarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Esempio di operazione di contrasto alla criminalità organizzata coordinata da Europol: Archimedes ==&lt;br /&gt;
Partecipazione delle forze dell&#039;ordine di tutti i 28 Paesi Membri dell&#039;UE, di Stati Uniti, Serbia, Svizzera, Norvegia, Australia e Colombia, con il contributo di Eurojust, Frontex e Interpol. &lt;br /&gt;
Con ben 1150 arresti e un sequestro di contanti per più di un milione di euro, gli ambiti criminali colpiti in poco più di una settimana (tra il 15 e il 23 settembre 2014) sono stati molteplici: il traffico di droga, 599 kg di cocaina, 200 di eroina e 1,3 tonnellate di cannabis sequestrati, il traffico di esseri umani, con 30 bambini salvati e 90 arresti, l&#039;immigrazione illegale, con 170 arresti, il traffico di veicoli rubati, con 21 veicoli sequestrati, traffico di armi e merci contraffatte e crimini contro la proprietà. Per poter procedere a oltre 300 operazioni dislocate in oltre 260 luoghi, sono stati di fondamentale importanza i report di intelligence e informazioni strategiche forniti dalle varie forze dell&#039;ordine degli Stati coinvolti, e le analisi delle informazioni contenute nei database di Europol. 17&lt;br /&gt;
Il direttore di Europol, Rob Wainwright, ha definito Archimedes come “il più grande attacco coordinato alla criminalità organizzata mai visto in Europa” ha sottolineato come la stessa sia stata “un promemoria diretto ai gruppi della criminalità organizzata a cui vogliamo far sapere che la comunità internazionale è determinata a combattere ogni attività illegale sul suo territorio”. 18&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Sito EUROPOL https://www.europol.europa.eu/content/page/about-us;&lt;br /&gt;
* Tesi di laurea &#039;Strategie di contrasto alle organizzazioni mafiose sul piano internazionale: il ruolo di Europol&#039;, di Monica De Astis, contenuta nell&#039;archivio di Università degli Studi di Milano;&lt;br /&gt;
* &#039;Lotta dietro le quinte alle mafie&#039;, articolo pubblicato su I Siciliani, dicembre 2014, http://www.isiciliani.it/lotta-dietro-le-quinte-alle-mafie-in-europa/#.VNuBsPmG_94;&lt;br /&gt;
* J. BENYON, Policing the European Union: The Changing Basis of Cooperation on Law Enforcement, in International Affairs (Royal Institute of International Affairs 1944-), 1994, vol. 70, No. 3, disponibile su portale JSTOR;&lt;br /&gt;
* A. COLONNA VILASI, Europol e cooperazione fra gli organi di polizia degli stati membri dell’Unione Europea in materia di criminalità, 2008&lt;br /&gt;
* C. FIJNAUT e L. PAOLI, Organised Crime in Europe: Concepts, Patterns and Control Policies in the European Union and Beyond, 2007&lt;br /&gt;
* European Police Office, Europol Review 2013;&lt;br /&gt;
* European Police Office, Ten years of Euopol, 2009;&lt;br /&gt;
* European Police Office, SOCTA 2013, 2013&lt;br /&gt;
* R. WAINWRIGHT e B. WAITES, The Changing face of organised crime: Can Europol keep up?, contenuto in Organized Crime, Corruption, Crime Prevention, Essays in Honor of Ernesto U. Savona, di S. Caneppele e F. Calderoni, 2014&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Le Mafie a livello internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Missmonik</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Europol&amp;diff=4684</id>
		<title>Europol</title>
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		<updated>2015-03-03T18:36:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Missmonik: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{riordinare}}&lt;br /&gt;
L&#039;obiettivo principale dell&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea per la cooperazione di polizia (Europol) è quello di contribuire a rendere l&#039;Europa più sicura, a beneficio di tutti i suoi cittadini. Per farlo, Europol assiste gli Stati membri nella loro lotta contro le forme gravi di criminalità internazionale e terrorismo.1&lt;br /&gt;
In virtù del suo mandato, che prevede un intervento di supporto agli Stati membri da parte Europol, laddove vi sia un fenomeno di criminalità che danneggi o che possa creare conseguenze negative ad almeno due Stati, Europol è competente per le seguenti aree di attività criminali: traffico di stupefacenti, traffico di esseri umani, facilitazione dell&#039;immigrazione clandestina, criminalità organizzata, criminalità informatica, contrabbando di sigarette, reati legati alla proprietà intellettuale, contraffazione, falsificazione di euro, frode, riciclaggio di denaro, gruppi criminali mobili e &#039;motorcycle gangs&#039;.&lt;br /&gt;
Nel contrasto alla criminalità organizzata, Europol è chiamata a essere protagonista nell’allarmante scenario criminale europeo. È per questo, che, sulla base della sua natura istituzionale, ha posto in essere numerose strategie volte all’attività di contrasto all’impunità, all’espansività, e anche all’invisibilità della criminalità organizzata, individuando proprio le abilità che le organizzazioni hanno saputo sviluppare nel tempo. 2&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sviluppo del coordinamento di polizia in Europa e nascita dell&#039;agenzia UE per la cooperazione di polizia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diversi i tentativi dei governi europei di dar vita a forme di cooperazione di polizia, ma la prima proposta formale per l’istituzione di una forza di polizia europea risale al 1991. Durante la sessione del 28 e 29 giugno del Consiglio Europeo a Lussemburgo, l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl  propose la creazione di un Ufficio Europeo di Polizia Criminale (Europol) che, attivato nel dicembre 1993, si sarebbe concentrato prevalentemente sul traffico degli stupefacenti e sulla criminalità organizzata di livello internazionale. 3 &lt;br /&gt;
Nei mesi successivi vennero istituiti un gruppo di lavoro ad hoc su Europol (Ad Hoc Working Group on Europol – AHWGE) per preparare l’eventuale convenzione che avrebbe dato vita al coordinamento di polizia vero e proprio e, per lo scambio di informazioni sul traffico della droga, il Project Group Europol (PGE) formato da ufficiali di polizia e finanzieri.&lt;br /&gt;
Sul piano formale tuttavia, la vera svolta sarebbe giunta nel 1992 assieme al Trattato di Maastricht (Trattato sull’Unione Europea – TUE), in cui la cooperazione di polizia &amp;quot;in seno ad un Ufficio europeo di polizia (Europol)&amp;quot;,4 venne inserita tra le materie di interesse comune tra Stati membri relative al pilastro Giustizia e Affari Interni (Justice and Home Affairs).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attività di contrasto al traffico degli stupefacenti è sempre stata tra gli obiettivi principali di Europol, fin dalle prime fasi del suo processo di formazione. Non è un caso che il primo passo per rendere effettiva la cooperazione di polizia, in attesa della convenzione che avrebbe dato vita all’Ufficio europeo di polizia, fu l’istituzione della Europol Drugs Unit (EDU) nel 1993, 5 con gli obiettivi principali di assistere le forze di polizia dei Paesi membri nell’ambito di investigazioni criminali di portata internazionale, e incentivare lo scambio di informazioni e intelligence tra Stati. L’EDU ha costituito un importante precursore di quello che negli anni seguenti sarebbe stato l’Ufficio europeo di polizia vero e proprio, se non una sua forma ‘embrionale’. &lt;br /&gt;
Alla Convenzione Europol si arrivò nel luglio del 1995 a Bruxelles. Tuttavia, fu necessario attendere l’1 luglio del 1999 prima di vedere l’Europol operativo, presso la sua sede a L’Aja.6&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’esigenza di un coordinamento di polizia in Europa è maturata innanzitutto da molteplici elementi:&lt;br /&gt;
- un&#039;esigenza pratica che rendeva allettante in Europa l’ipotesi di riunire i vari ufficiali di polizia in un’unica sede centrale;&lt;br /&gt;
- i fenomeni del terrorismo politico, come l&#039;attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972;&lt;br /&gt;
- il traffico di stupefacenti;&lt;br /&gt;
- l&#039;apertura delle frontiere interne all&#039;interno dell&#039;Europa;&lt;br /&gt;
- l&#039;immigrazione clandestina legata ai grandi disordini geopolitici negli Stati extra europei;&lt;br /&gt;
- la caduta del Muro di Berlino;&lt;br /&gt;
- l&#039;espansione delle organizzazioni mafiose in Europa.&lt;br /&gt;
Da notare che le organizzazioni mafiose capirono in fretta che, se la ‘Cortina di Ferro’ fosse caduta, ci sarebbero state opportunità di investimenti criminali senza precedenti. A tal proposito, è significativa l’intercettazione di un mafioso (non è ancora chiaro se appartenente a Cosa Nostra o alla ‘Ndrangheta) che il 9 novembre 1989, addirittura prima della caduta del Muro di Berlino, disse a un suo sottoposto: &amp;quot;Vai a Berlino Est e compra tutto. Tutto quello che c’è da comprare, compralo! Hai capito?&amp;quot;7.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino al 2004 tendenzialmente, le priorità nei vari ambiti d’azione di Europol continuarono a essere in evoluzione e di conseguenza, anche la sua organizzazione interna rimase ‘flessibile’.8 &lt;br /&gt;
Da subito, Europol si è impegnata nella pubblicazione di report ciclici e periodici sia a carattere generale che specifico, bollettini, manuali operativi e tecnici, glossari, e innumerevoli pubblicazioni sulle attività delle forze dell’ordine. Tra il 1999 e il 2004, sono stati inoltre stipulati i primi accordi di cooperazione con altre organizzazioni internazionali, come l’Eurojust, l’Interpol, la Banca Centrale Europea, la l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, e con Paesi terzi (ad esempio, Stati Uniti, Norvegia, Romania, Bulgaria, Russia, Turchia, Colombia e altri).9&lt;br /&gt;
Il cruciale momento di svolta è stato però il 6 Aprile 2009, quando il testo della decisione del Consiglio Europeo di rendere l&#039;Ufficio europeo di polizia un&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea è stato definitivamente adottato: dall&#039;1 Gennaio 2010, Europol ha un nuovo inquadramento giuridico. Innanzitutto, non si tratta più di un organismo di tipo intergovernativo finanziato direttamente dai Paesi membri dell&#039;UE e in cui ogni singola modifica richiede la ratifica di tutti. Aldilà del piano formale, le innovazioni sono maturate specialmente sul piano pratico: il funzionamento di Europol è andato incontro a una serie di semplificazioni, come la possibilità di assistere gli Stati membri nella lotta contro determinate forme gravi di criminalità, senza che debbano sussistere gli indizi concreti di una struttura o di un’organizzazione criminale. &lt;br /&gt;
Ad ogni modo, nonostante questi epocali cambiamenti, Europol non ha comunque compiti operativi di polizia: questi restano di competenza delle forze dell&#039;ordine dei vari Paesi membri. &lt;br /&gt;
Nel 2012 un&#039;ulteriore innovazione che ha contribuito a rendere Europol più all&#039;avanguardia nel contrastare la criminalità di livello internazionale è stata la creazione dello European Cybercrime Center (EC3), uno specifico ufficio con lo scopo di assistere gli Stati membri nell&#039;affrontare il cybrcrime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La criminalità organizzata come ambito d&#039;azione di Europol&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Ufficio europeo di polizia ha sicuramente contribuito in Europa, sia al contrasto operativo alla criminalità organizzata che all&#039;insorgere di una maggiore consapevolezza di che cosa sia il fenomeno, di come esso agisca e con quali effetti. Lo fa prevalentemente attraverso il coordinamento delle forze di polizia europee e attraverso i tentativi d&#039;influenza sulle politiche dell&#039;Unione Europea.  &lt;br /&gt;
L&#039;Unione Europea conta ben 1.832.126 membri delle forze dell&#039;ordine distribuiti tra i 28 Paesi Membri.11 Azioni di polizia coordinate e collaborazione nelle investigazioni si rendono sempre più necessarie in uno scenario in cui la criminalità organizzata è un fenomeno decisamente in crescita e che all&#039;occorrenza si avvale di un legame di collaborazione tra gruppi diversi con obiettivi in comune. &lt;br /&gt;
Dalle operazioni che hanno visto Europol tra i coordinatori emerge chiaramente che, grazie al networking power esercitato da Europol, le forze di polizia hanno a possibilità di inserirsi in una rete costituita non solo dalle forze dei Paesi Membri dell&#039;UE ma anche tra Paesi terzi e altre organizzazioni internazionali.&lt;br /&gt;
L&#039;aumento dei fenomeni illegali portati avanti dalla criminalità organizzata negli ultimi anni ha generato a sua volta l&#039;aumento della mole di informazioni disponibili negli enormi database di Europol, aumento che a livello operativo rende l&#039;attività di contrasto quanto più tempestiva, incisiva e risolutiva. Europol fornisce poi supporto di tipo operativo, grazie a strumenti e risorse flessibili e all&#039;avanguardia, quali: il coordinamento operativo, l&#039;ufficio mobile, lo scambio di informazioni criminali tramite il sistema SIENA, competenze speciali e forensi (in genere fornite per contrastare le frodi nei pagamenti via carta di credito, il cybercrime e la falsificazione di euro), l&#039;assistenza &#039;in loco&#039; e il supporto finanziario (per l&#039;anno 2013, il budget dell&#039;agenzia UE è stato di 82,5 milioni)12. Da notare, tra l&#039;altro, che Europol fornisce le sue analisi strategiche e mette in allerta le forze di polizia sulle possibili  minacce criminali.  &lt;br /&gt;
Pur tenendo realisticamente conto delle enormi potenzialità della criminalità organizzata e della sua sempre più preoccupante diffusione in Europa (e non solo), un&#039;operazione di polizia di livello internazionale e di successo costituisce un monito, sia alle organizzazioni criminali che alla società. &lt;br /&gt;
Si tratta di un aspetto da non sottovalutare: le operazioni coordinate danno alla criminalità organizzata la percezione di non essere inattaccabili e impunibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che alla mancanza di una chiara e realistica percezione sulla presenza della criminalità organizzata e sulle sue sempre maggiori capacità di stare al passo con la modernità e il progresso, in Europa è mancata per anni anche una definizione sul fenomeno. &lt;br /&gt;
La tendenza di molti governi europei a considerare la criminalità organizzata come un elemento secondario nel dibattito europeo (e problematico solo per gli italiani) ha degli effetti sull&#039;attività di Europol. Tuttavia, aldilà della superficialità con cui l&#039;Unione Europea tratta la questione, Europol si è parecchio sforzato per portare l&#039;Europa a rendere  il contrasto al fenomeno una priorità.  &lt;br /&gt;
A partire dal 1997, Europol ha prodotto diverse tipologie di documenti di valutazione sulla criminalità organizzata in Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- European Union Organised Crime Reports (OCR):&lt;br /&gt;
Dal 1997, sono state redatte delle relazioni sulla criminalità organizzata in Europa, costruite però sulla base dei dati messi a disposizione dai Paesi Membri. Questo aspetto portava forti limiti all&#039;accuratezza delle relazioni stesse, anche solo per la reticenza degli Stati nel dichiarare pubblicamente quali fossero i pericoli criminali provenienti dai loro territori. Emergevano poi problemi legali alla diversa priorità che i vari governi davano a certi fenomeni criminali così come alla mancata volontà da parte di alcuni di mettere determinate informazioni a disposizione del coordinamento di polizia europeo.13&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Organised Crime Threat Assessments (OCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2004 si è assistito al rilancio del ruolo di Europol, da parte del Consiglio Europeo. Ponendo le basi per una maggior condivisione e collaborazione tra Paesi Membri per affrontare la criminalità transfrontaliera, Il Consiglio ha sostenuto quanto si rendesse sempre più importante il ruolo di Europol per affrontare criminalità organizzata e transfrontaliera e quanto, quindi, fosse necessario fornire a Europol informazioni accurate e dettagliate. Questa nuova tendenza permise a Europol di passare dalle relazioni annuali a vere e proprie valutazioni sulla criminalità organizzata che guardassero al futuro, i c.d. Organised Crime Threat Assessment.&lt;br /&gt;
Negli OCTA (EU Organised Crime Threat Assessment) si sono percepite le potenzialità delle organizzazioni criminali di agire anche per obiettivi comuni e dividendosi le zone di influenza; si è cominciato quindi a contestualizzarle in base alla loro collocazione geografica e poi, dal 2007, sulla base di cinque principali centri criminali, i criminal hubs (North West, North East, South East, South Weast e Southern). Altra fondamentale innovazione degli OCTA è stata la concentrazione sia sui comportamenti e le capacità organizzative delle organizzazioni criminali, che sui fattori di vulnerabilità dell&#039;Unione Europea, identificando con maggior precisione i fattori socio-economici che possono agevolare le attività delle organizzazioni criminali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (SOCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2010, nell&#039;ottica di una più coordinata ed efficace strategia per il contrasto alla criminalità organizzata, L&#039;Europa ha nuovamente rilanciato il ruolo di Europol, assegnandole, tra le altre cose, il compito di produrre una nuovo documento di valutazione sulle minacce della criminalità organizzata. Nel 2013 dunque, Europol ha pubblicato il SOCTA, relazione di tipo strategico sulla criminalità organizzata, sui fattori che in Europa incentivano tale fenomeno, sulle debolezze dell&#039;Europa, sui mercati criminali e sui fattori di forza delle organizzazioni criminali odierne. A differenza dei precedenti OCTA, il SOCTA 2013 approfondisce in modo più specifico i fenomeni criminali grazie all&#039;utilizzo di competenze e dati provenienti soprattutto, dagli esperti interni a Europol, di modo da ridurre gli apporti alle volte meno realistici degli Stati Membri. Dando ampio spazio agli elementi di forza delle organizzazioni criminali e alle loro capacità di fare rete sfruttando gli elementi della modernità e della globalizzazione, poste in relazione con le debolezze intrinseche all&#039;Unione Europea, vengono forniti alla politica dati, statistiche, raccomandazioni e importanti spunti su come contrastare la criminalità organizzata. Inoltre, l&#039;analisi delle tendenze inerenti alle componenti sociali dell&#039;Europa in grado di dar man forte alle organizzazioni criminali, ha reso il SOCTA uno strumento che tocca diverse discipline che, pur esulando dalla dimensione strategica e d&#039;intelligence in senso stretto, sono comunque fondamentali alla comprensione della criminalità organizzata in Europa e delle modalità per contrastarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempio di operazione di contrasto alla criminalità organizzata coordinata da Europol: Archimedes&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partecipazione delle forze dell&#039;ordine di tutti i 28 Paesi Membri dell&#039;UE, di Stati Uniti, Serbia, Svizzera, Norvegia, Australia e Colombia, con il contributo di Eurojust, Frontex e Interpol. &lt;br /&gt;
Con ben 1150 arresti e un sequestro di contanti per più di un milione di euro, gli ambiti criminali colpiti in poco più di una settimana (tra il 15 e il 23 settembre 2014) sono stati molteplici: il traffico di droga, 599 kg di cocaina, 200 di eroina e 1,3 tonnellate di cannabis sequestrati, il traffico di esseri umani, con 30 bambini salvati e 90 arresti, l&#039;immigrazione illegale, con 170 arresti, il traffico di veicoli rubati, con 21 veicoli sequestrati, traffico di armi e merci contraffatte e crimini contro la proprietà. Per poter procedere a oltre 300 operazioni dislocate in oltre 260 luoghi, sono stati di fondamentale importanza i report di intelligence e informazioni strategiche forniti dalle varie forze dell&#039;ordine degli Stati coinvolti, e le analisi delle informazioni contenute nei database di Europol. 17&lt;br /&gt;
Il direttore di Europol, Rob Wainwright, ha definito Archimedes come “il più grande attacco coordinato alla criminalità organizzata mai visto in Europa” ha sottolineato come la stessa sia stata “un promemoria diretto ai gruppi della criminalità organizzata a cui vogliamo far sapere che la comunità internazionale è determinata a combattere ogni attività illegale sul suo territorio”. 18&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
- sito EUROPOL https://www.europol.europa.eu/content/page/about-us;&lt;br /&gt;
- Tesi di laurea &#039;Strategie di contrasto alle organizzazioni mafiose sul piano internazionale: il ruolo di Europol&#039;, di Monica De Astis, contenuta nell&#039;archivio di Università degli Studi di Milano;&lt;br /&gt;
- &#039;Lotta dietro le quinte alle mafie&#039;, articolo pubblicato su I Siciliani, dicembre 2014, http://www.isiciliani.it/lotta-dietro-le-quinte-alle-mafie-in-europa/#.VNuBsPmG_94;&lt;br /&gt;
- J. BENYON, Policing the European Union: The Changing Basis of Cooperation on Law Enforcement, in International Affairs (Royal Institute of International Affairs 1944-), 1994, vol. 70, No. 3, disponibile su portale JSTOR;&lt;br /&gt;
- A. COLONNA VILASI, Europol e cooperazione fra gli organi di polizia degli stati membri dell’Unione Europea in materia di criminalità, 2008&lt;br /&gt;
- C. FIJNAUT e L. PAOLI, Organised Crime in Europe: Concepts, Patterns and Control Policies in the European Union and Beyond, 2007&lt;br /&gt;
- European Police Office, Europol Review 2013;&lt;br /&gt;
- European Police Office, Ten years of Euopol, 2009;&lt;br /&gt;
- European Police Office, SOCTA 2013, 2013&lt;br /&gt;
- R. WAINWRIGHT e B. WAITES, The Changing face of organised crime: Can Europol keep up?, contenuto in Organized Crime, Corruption, Crime Prevention, Essays in Honor of Ernesto U. Savona, di S. Caneppele e F. Calderoni, 2014&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Le Mafie a livello internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Missmonik</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Europol&amp;diff=4683</id>
		<title>Europol</title>
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		<updated>2015-03-03T18:32:07Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Missmonik: Creata pagina con &amp;quot;{{riordinare}} L&amp;#039;obiettivo principale dell&amp;#039;agenzia dell&amp;#039;Unione Europea per la cooperazione di polizia (Europol) è quello di contribuire a rendere l&amp;#039;Europa più sicura, a bene...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;{{riordinare}}&lt;br /&gt;
L&#039;obiettivo principale dell&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea per la cooperazione di polizia (Europol) è quello di contribuire a rendere l&#039;Europa più sicura, a beneficio di tutti i suoi cittadini. Per farlo, Europol assiste gli Stati membri nella loro lotta contro le forme gravi di criminalità internazionale e terrorismo.1&lt;br /&gt;
In virtù del suo mandato, che prevede un intervento di supporto agli Stati membri da parte Europol, laddove vi sia un fenomeno di criminalità che danneggi o che possa creare conseguenze negative ad almeno due Stati, Europol è competente per le seguenti aree di attività criminali: traffico di stupefacenti, traffico di esseri umani, facilitazione dell&#039;immigrazione clandestina, criminalità organizzata, criminalità informatica, contrabbando di sigarette, reati legati alla proprietà intellettuale, contraffazione, falsificazione di euro, frode, riciclaggio di denaro, gruppi criminali mobili e &#039;motorcycle gangs&#039;.&lt;br /&gt;
Nel contrasto alla criminalità organizzata, Europol è chiamata a essere protagonista nell’allarmante scenario criminale europeo. È per questo, che, sulla base della sua natura istituzionale, ha posto in essere numerose strategie volte all’attività di contrasto all’impunità, all’espansività, e anche all’invisibilità della criminalità organizzata, individuando proprio le abilità che le organizzazioni hanno saputo sviluppare nel tempo. 2&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sviluppo del coordinamento di polizia in Europa e nascita dell&#039;agenzia UE per la cooperazione di polizia&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diversi i tentativi dei governi europei di dar vita a forme di cooperazione di polizia, ma la prima proposta formale per l’istituzione di una forza di polizia europea risale al 1991. Durante la sessione del 28 e 29 giugno del Consiglio Europeo a Lussemburgo, l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl  propose la creazione di un Ufficio Europeo di Polizia Criminale (Europol) che, attivato nel dicembre 1993, si sarebbe concentrato prevalentemente sul traffico degli stupefacenti e sulla criminalità organizzata di livello internazionale. 3 &lt;br /&gt;
Nei mesi successivi vennero istituiti un gruppo di lavoro ad hoc su Europol (Ad Hoc Working Group on Europol – AHWGE) per preparare l’eventuale convenzione che avrebbe dato vita al coordinamento di polizia vero e proprio e, per lo scambio di informazioni sul traffico della droga, il Project Group Europol (PGE) formato da ufficiali di polizia e finanzieri.&lt;br /&gt;
Sul piano formale tuttavia, la vera svolta sarebbe giunta nel 1992 assieme al Trattato di Maastricht (Trattato sull’Unione Europea – TUE), in cui la cooperazione di polizia &amp;quot;in seno ad un Ufficio europeo di polizia (Europol)&amp;quot;,4 venne inserita tra le materie di interesse comune tra Stati membri relative al pilastro Giustizia e Affari Interni (Justice and Home Affairs).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attività di contrasto al traffico degli stupefacenti è sempre stata tra gli obiettivi principali di Europol, fin dalle prime fasi del suo processo di formazione. Non è un caso che il primo passo per rendere effettiva la cooperazione di polizia, in attesa della convenzione che avrebbe dato vita all’Ufficio europeo di polizia, fu l’istituzione della Europol Drugs Unit (EDU) nel 1993, 5 con gli obiettivi principali di assistere le forze di polizia dei Paesi membri nell’ambito di investigazioni criminali di portata internazionale, e incentivare lo scambio di informazioni e intelligence tra Stati. L’EDU ha costituito un importante precursore di quello che negli anni seguenti sarebbe stato l’Ufficio europeo di polizia vero e proprio, se non una sua forma ‘embrionale’. &lt;br /&gt;
Alla Convenzione Europol si arrivò nel luglio del 1995 a Bruxelles. Tuttavia, fu necessario attendere l’1 luglio del 1999 prima di vedere l’Europol operativo, presso la sua sede a L’Aja.6&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’esigenza di un coordinamento di polizia in Europa è maturata innanzitutto da molteplici elementi:&lt;br /&gt;
- un&#039;esigenza pratica che rendeva allettante in Europa l’ipotesi di riunire i vari ufficiali di polizia in un’unica sede centrale;&lt;br /&gt;
- i fenomeni del terrorismo politico, come l&#039;attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972;&lt;br /&gt;
- il traffico di stupefacenti;&lt;br /&gt;
- l&#039;apertura delle frontiere interne all&#039;interno dell&#039;Europa;&lt;br /&gt;
- l&#039;immigrazione clandestina legata ai grandi disordini geopolitici negli Stati extra europei;&lt;br /&gt;
- la caduta del Muro di Berlino;&lt;br /&gt;
- l&#039;espansione delle organizzazioni mafiose in Europa.&lt;br /&gt;
Da notare che le organizzazioni mafiose capirono in fretta che, se la ‘Cortina di Ferro’ fosse caduta, ci sarebbero state opportunità di investimenti criminali senza precedenti. A tal proposito, è significativa l’intercettazione di un mafioso (non è ancora chiaro se appartenente a Cosa Nostra o alla ‘Ndrangheta) che il 9 novembre 1989, addirittura prima della caduta del Muro di Berlino, disse a un suo sottoposto: &amp;quot;Vai a Berlino Est e compra tutto. Tutto quello che c’è da comprare, compralo! Hai capito?&amp;quot;7.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fino al 2004 tendenzialmente, le priorità nei vari ambiti d’azione di Europol continuarono a essere in evoluzione e di conseguenza, anche la sua organizzazione interna rimase ‘flessibile’.8 &lt;br /&gt;
Da subito, Europol si è impegnata nella pubblicazione di report ciclici e periodici sia a carattere generale che specifico, bollettini, manuali operativi e tecnici, glossari, e innumerevoli pubblicazioni sulle attività delle forze dell’ordine. Tra il 1999 e il 2004, sono stati inoltre stipulati i primi accordi di cooperazione con altre organizzazioni internazionali, come l’Eurojust, l’Interpol, la Banca Centrale Europea, la l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, e con Paesi terzi (ad esempio, Stati Uniti, Norvegia, Romania, Bulgaria, Russia, Turchia, Colombia e altri).9&lt;br /&gt;
Il cruciale momento di svolta è stato però il 6 Aprile 2009, quando il testo della decisione del Consiglio Europeo di rendere l&#039;Ufficio europeo di polizia un&#039;agenzia dell&#039;Unione Europea è stato definitivamente adottato: dall&#039;1 Gennaio 2010, Europol ha un nuovo inquadramento giuridico. Innanzitutto, non si tratta più di un organismo di tipo intergovernativo finanziato direttamente dai Paesi membri dell&#039;UE e in cui ogni singola modifica richiede la ratifica di tutti. Aldilà del piano formale, le innovazioni sono maturate specialmente sul piano pratico: il funzionamento di Europol è andato incontro a una serie di semplificazioni, come la possibilità di assistere gli Stati membri nella lotta contro determinate forme gravi di criminalità, senza che debbano sussistere gli indizi concreti di una struttura o di un’organizzazione criminale. &lt;br /&gt;
Ad ogni modo, nonostante questi epocali cambiamenti, Europol non ha comunque compiti operativi di polizia: questi restano di competenza delle forze dell&#039;ordine dei vari Paesi membri. &lt;br /&gt;
Nel 2012 un&#039;ulteriore innovazione che ha contribuito a rendere Europol più all&#039;avanguardia nel contrastare la criminalità di livello internazionale è stata la creazione dello European Cybercrime Center (EC3), uno specifico ufficio con lo scopo di assistere gli Stati membri nell&#039;affrontare il cybrcrime.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La criminalità organizzata come ambito d&#039;azione di Europol&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;Ufficio europeo di polizia ha sicuramente contribuito in Europa, sia al contrasto operativo alla criminalità organizzata che all&#039;insorgere di una maggiore consapevolezza di che cosa sia il fenomeno, di come esso agisca e con quali effetti. Lo fa prevalentemente attraverso il coordinamento delle forze di polizia europee e attraverso i tentativi d&#039;influenza sulle politiche dell&#039;Unione Europea.  &lt;br /&gt;
L&#039;Unione Europea conta ben 1.832.126 membri delle forze dell&#039;ordine distribuiti tra i 28 Paesi Membri.11 Azioni di polizia coordinate e collaborazione nelle investigazioni si rendono sempre più necessarie in uno scenario in cui la criminalità organizzata è un fenomeno decisamente in crescita e che all&#039;occorrenza si avvale di un legame di collaborazione tra gruppi diversi con obiettivi in comune. &lt;br /&gt;
Dalle operazioni che hanno visto Europol tra i coordinatori emerge chiaramente che, grazie al networking power esercitato da Europol, le forze di polizia hanno a possibilità di inserirsi in una rete costituita non solo dalle forze dei Paesi Membri dell&#039;UE ma anche tra Paesi terzi e altre organizzazioni internazionali.&lt;br /&gt;
L&#039;aumento dei fenomeni illegali portati avanti dalla criminalità organizzata negli ultimi anni ha generato a sua volta l&#039;aumento della mole di informazioni disponibili negli enormi database di Europol, aumento che a livello operativo rende l&#039;attività di contrasto quanto più tempestiva, incisiva e risolutiva. Europol fornisce poi supporto di tipo operativo, grazie a strumenti e risorse flessibili e all&#039;avanguardia, quali: il coordinamento operativo, l&#039;ufficio mobile, lo scambio di informazioni criminali tramite il sistema SIENA, competenze speciali e forensi (in genere fornite per contrastare le frodi nei pagamenti via carta di credito, il cybercrime e la falsificazione di euro), l&#039;assistenza &#039;in loco&#039; e il supporto finanziario (per l&#039;anno 2013, il budget dell&#039;agenzia UE è stato di 82,5 milioni)12. Da notare, tra l&#039;altro, che Europol fornisce le sue analisi strategiche e mette in allerta le forze di polizia sulle possibili  minacce criminali.  &lt;br /&gt;
Pur tenendo realisticamente conto delle enormi potenzialità della criminalità organizzata e della sua sempre più preoccupante diffusione in Europa (e non solo), un&#039;operazione di polizia di livello internazionale e di successo costituisce un monito, sia alle organizzazioni criminali che alla società. &lt;br /&gt;
Si tratta di un aspetto da non sottovalutare: le operazioni coordinate danno alla criminalità organizzata la percezione di non essere inattaccabili e impunibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che alla mancanza di una chiara e realistica percezione sulla presenza della criminalità organizzata e sulle sue sempre maggiori capacità di stare al passo con la modernità e il progresso, in Europa è mancata per anni anche una definizione sul fenomeno. &lt;br /&gt;
La tendenza di molti governi europei a considerare la criminalità organizzata come un elemento secondario nel dibattito europeo (e problematico solo per gli italiani) ha degli effetti sull&#039;attività di Europol. Tuttavia, aldilà della superficialità con cui l&#039;Unione Europea tratta la questione, Europol si è parecchio sforzato per portare l&#039;Europa a rendere  il contrasto al fenomeno una priorità.  &lt;br /&gt;
A partire dal 1997, Europol ha prodotto diverse tipologie di documenti di valutazione sulla criminalità organizzata in Europa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- European Union Organised Crime Reports (OCR):&lt;br /&gt;
Dal 1997, sono state redatte delle relazioni sulla criminalità organizzata in Europa, costruite però sulla base dei dati messi a disposizione dai Paesi Membri. Questo aspetto portava forti limiti all&#039;accuratezza delle relazioni stesse, anche solo per la reticenza degli Stati nel dichiarare pubblicamente quali fossero i pericoli criminali provenienti dai loro territori. Emergevano poi problemi legali alla diversa priorità che i vari governi davano a certi fenomeni criminali così come alla mancata volontà da parte di alcuni di mettere determinate informazioni a disposizione del coordinamento di polizia europeo.13&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Organised Crime Threat Assessments (OCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2004 si è assistito al rilancio del ruolo di Europol, da parte del Consiglio Europeo. Ponendo le basi per una maggior condivisione e collaborazione tra Paesi Membri per affrontare la criminalità transfrontaliera, Il Consiglio ha sostenuto quanto si rendesse sempre più importante il ruolo di Europol per affrontare criminalità organizzata e transfrontaliera e quanto, quindi, fosse necessario fornire a Europol informazioni accurate e dettagliate. Questa nuova tendenza permise a Europol di passare dalle relazioni annuali a vere e proprie valutazioni sulla criminalità organizzata che guardassero al futuro, i c.d. Organised Crime Threat Assessment.&lt;br /&gt;
Negli OCTA (EU Organised Crime Threat Assessment) si sono percepite le potenzialità delle organizzazioni criminali di agire anche per obiettivi comuni e dividendosi le zone di influenza; si è cominciato quindi a contestualizzarle in base alla loro collocazione geografica e poi, dal 2007, sulla base di cinque principali centri criminali, i criminal hubs (North West, North East, South East, South Weast e Southern). Altra fondamentale innovazione degli OCTA è stata la concentrazione sia sui comportamenti e le capacità organizzative delle organizzazioni criminali, che sui fattori di vulnerabilità dell&#039;Unione Europea, identificando con maggior precisione i fattori socio-economici che possono agevolare le attività delle organizzazioni criminali. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (SOCTA):&lt;br /&gt;
Nel 2010, nell&#039;ottica di una più coordinata ed efficace strategia per il contrasto alla criminalità organizzata, L&#039;Europa ha nuovamente rilanciato il ruolo di Europol, assegnandole, tra le altre cose, il compito di produrre una nuovo documento di valutazione sulle minacce della criminalità organizzata. Nel 2013 dunque, Europol ha pubblicato il SOCTA, relazione di tipo strategico sulla criminalità organizzata, sui fattori che in Europa incentivano tale fenomeno, sulle debolezze dell&#039;Europa, sui mercati criminali e sui fattori di forza delle organizzazioni criminali odierne. A differenza dei precedenti OCTA, il SOCTA 2013 approfondisce in modo più specifico i fenomeni criminali grazie all&#039;utilizzo di competenze e dati provenienti soprattutto, dagli esperti interni a Europol, di modo da ridurre gli apporti alle volte meno realistici degli Stati Membri. Dando ampio spazio agli elementi di forza delle organizzazioni criminali e alle loro capacità di fare rete sfruttando gli elementi della modernità e della globalizzazione, poste in relazione con le debolezze intrinseche all&#039;Unione Europea, vengono forniti alla politica dati, statistiche, raccomandazioni e importanti spunti su come contrastare la criminalità organizzata. Inoltre, l&#039;analisi delle tendenze inerenti alle componenti sociali dell&#039;Europa in grado di dar man forte alle organizzazioni criminali, ha reso il SOCTA uno strumento che tocca diverse discipline che, pur esulando dalla dimensione strategica e d&#039;intelligence in senso stretto, sono comunque fondamentali alla comprensione della criminalità organizzata in Europa e delle modalità per contrastarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Esempio di operazione di contrasto alla criminalità organizzata coordinata da Europol: Archimedes&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Partecipazione delle forze dell&#039;ordine di tutti i 28 Paesi Membri dell&#039;UE, di Stati Uniti, Serbia, Svizzera, Norvegia, Australia e Colombia, con il contributo di Eurojust, Frontex e Interpol. &lt;br /&gt;
Con ben 1150 arresti e un sequestro di contanti per più di un milione di euro, gli ambiti criminali colpiti in poco più di una settimana (tra il 15 e il 23 settembre 2014) sono stati molteplici: il traffico di droga, 599 kg di cocaina, 200 di eroina e 1,3 tonnellate di cannabis sequestrati, il traffico di esseri umani, con 30 bambini salvati e 90 arresti, l&#039;immigrazione illegale, con 170 arresti, il traffico di veicoli rubati, con 21 veicoli sequestrati, traffico di armi e merci contraffatte e crimini contro la proprietà. Per poter procedere a oltre 300 operazioni dislocate in oltre 260 luoghi, sono stati di fondamentale importanza i report di intelligence e informazioni strategiche forniti dalle varie forze dell&#039;ordine degli Stati coinvolti, e le analisi delle informazioni contenute nei database di Europol. 17&lt;br /&gt;
Il direttore di Europol, Rob Wainwright, ha definito Archimedes come “il più grande attacco coordinato alla criminalità organizzata mai visto in Europa” ha sottolineato come la stessa sia stata “un promemoria diretto ai gruppi della criminalità organizzata a cui vogliamo far sapere che la comunità internazionale è determinata a combattere ogni attività illegale sul suo territorio”. 18&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fonti:&lt;br /&gt;
- sito EUROPOL https://www.europol.europa.eu/content/page/about-us;&lt;br /&gt;
- Tesi di laurea &#039;Strategie di contrasto alle organizzazioni mafiose sul piano internazionale: il ruolo di Europol&#039;, di Monica De Astis, contenuta nell&#039;archivio di Università degli Studi di Milano;&lt;br /&gt;
- &#039;Lotta dietro le quinte alle mafie&#039;, articolo pubblicato su I Siciliani, dicembre 2014, http://www.isiciliani.it/lotta-dietro-le-quinte-alle-mafie-in-europa/#.VNuBsPmG_94;&lt;br /&gt;
- J. BENYON, Policing the European Union: The Changing Basis of Cooperation on Law Enforcement, in International Affairs (Royal Institute of International Affairs 1944-), 1994, vol. 70, No. 3, disponibile su portale JSTOR;&lt;br /&gt;
- A. COLONNA VILASI, Europol e cooperazione fra gli organi di polizia degli stati membri dell’Unione Europea in materia di criminalità, 2008&lt;br /&gt;
- C. FIJNAUT e L. PAOLI, Organised Crime in Europe: Concepts, Patterns and Control Policies in the European Union and Beyond, 2007&lt;br /&gt;
- European Police Office, Europol Review 2013;&lt;br /&gt;
- European Police Office, Ten years of Euopol, 2009;&lt;br /&gt;
- European Police Office, SOCTA 2013, 2013&lt;br /&gt;
- R. WAINWRIGHT e B. WAITES, The Changing face of organised crime: Can Europol keep up?, contenuto in Organized Crime, Corruption, Crime Prevention, Essays in Honor of Ernesto U. Savona, di S. Caneppele e F. Calderoni, 2014&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:LeMafiealivellointernazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Missmonik</name></author>
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	<entry>
		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Solncevo&amp;diff=3540</id>
		<title>Solncevo</title>
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		<updated>2014-05-12T11:53:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Missmonik: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Detta anche ‘Fratellanza di Solncevo’ (Solncevskaja bratva), la &#039;&#039;&#039;Solncevo&#039;&#039;&#039; è la maggiore organizzazione criminale della Russia post-sovietica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nome deriva da un quartiere operaio della zona sud-occidentale di Mosca, situato al di fuori della circonvallazione autostradale MKAD che circonda la città. Quando fu fondato nel 1938, in età sovietica, il quartiere si caratterizzava di alte schiere di palazzi che oscuravano la luce del sole, in russo solnce: per questo motivo fu scelto un nome che richiamasse la luce solare, assente tra le vie del quartiere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio in questo quartiere nacque nel 1958 il fondatore della ‘fratellanza di Solncevo’, Sergej Michailov. Cresciuto con la passione per la lotta in una famiglia operaia, il giovane Sergej lavorava per il prestigioso hotel Sovetsky come maître. Nel 1984, dopo aver simulato il furto della sua motocicletta, arrivò la prima condanna per frode. Nel suo quartiere di nascita alcuni anni dopo, assieme all’ex compagno di cella Viktor Averin, Michailov diede i natali a una banda criminale che prese il nome del quartiere stesso. &lt;br /&gt;
Il movimento cominciò a svilupparsi tuttavia, in età post-sovietica. &lt;br /&gt;
Già nel 1989, Solncevo si era fortificata fondendosi la Orechovskaja (banda formata prevalentemente da lottatori e sportivi); insieme, le due organizzazioni hanno fronteggiato gli attacchi delle gang armate cecene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’exploit di Solncevo si registrò però solo negli anni Novanta: in un rapporto dell’Fbi  venne addirittura descritta come l’organizzazione criminale eurasiatica più potente nel controllo delle risorse finanziarie, e con il patrimonio economico più grande.&lt;br /&gt;
Oggi, secondo alcune stime, la Solncevo conterebbe un numero di affiliati compreso tra i 5000 e i 9000, suddivisi in almeno dieci brigate (brigady). Le informazioni relative ai meccanismi interni dell’organizzazione sono poche ma stando alle dichiarazioni di alcuni ex affiliati, ai vertici vi sarebbe un consiglio formato da dodici persone, che in occasione di matrimoni e feste varie si incontrano regolarmente in diversi luoghi del pianeta. &lt;br /&gt;
L’organizzazione criminale è dotata di un fondo comune che viene reinvestito nell’economia legale tramite diverse banche che lavorano per essa, come ad esempio la Bank of New York, che negli anni Novanta è stata protagonista di uno scandalo: l’allora vicepresidente della banca era un emigrato russo che assieme a un connazionale trasferì illegalmente più di 7 miliardi di dollari, mediante innumerevoli bonifici telegrafici. &lt;br /&gt;
Le operazioni finanziarie non sono certamente le uniche attività illegali della fratellanza.&lt;br /&gt;
In base alle possibilità d’infiltrazione criminale offerte dai diversi contesti regionali e locali in cui Solncevo va a operare, le attività possono essere: investimenti nell’economia legale dei profitti (spesso con attività di import-export), usura, estorsioni, traffico di esseri umani e prostituzione, narcotraffico, frodi di carte di credito, traffico di armi, monopolio criminale nelle forniture petrolifere (organizzazione annoverabile tra le c.d. “mafie del petrolio”) e racket della protezione.&lt;br /&gt;
Quest’ultima attività è stata basilare per l’espansione della Solncevo negli ex Stati satelliti dell’Unione Sovietica, dopo la caduta del Muro di Berlino e il crollo del regime comunista. Nel 1998, un articolo del The Boston Globe ha descritto l’organizzazione come &amp;lt;&amp;lt; un gruppo di lingua russa ritenuto il più potente e pericoloso di tutta l’Ungheria. &amp;gt;&amp;gt; Come nel caso ungherese, anche in altri paesi dell’Europa Orientale il passaggio dall’economia pianificata a quella di mercato non è stato indolore: la carenza di diversi apparati statali nel far fronte alle esigenze di una nuova classe imprenditoriale e gli inadeguati sistemi giuridici e amministrativi, oltre che ad abbassare il livello di fiducia dell’opinione pubblica, hanno generato una domanda di protezione diversa da quella legittima dello Stato, proprio perché questa era scarsamente offerta e garantita. &lt;br /&gt;
Non pochi cittadini hanno iniziato a cercare modi illegali o semilegali per far valere i loro interessi e tutelarli. Secondo fonti della polizia citate dal quotidiano ungherese &amp;lt;&amp;lt; Nèpszava &amp;gt;&amp;gt; nel 1998 addirittura, circa 800 aziende ungheresi avrebbero avuto collegamenti diretti con la malavita.&amp;lt;ref&amp;gt;MTI (19 settembre 1998)&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
La ‘domanda’ di protezione ha nello stesso tempo incontrato un’ ‘offerta’ di criminali: tantissimi ex soldati dell’Armata Rossa che disertarono l’esercito prima di rientrare in patria, all’indomani del crollo del regime sovietico. Molti di questi (non pochi con un passato all’interno del Kgb) avrebbero creato in alcuni degli ex Stati satelliti, diverse bande criminali. &lt;br /&gt;
Il settore petrolifero e il traffico di armi rappresentano altri due fondamentali campi d’azione della Solncevo. Anche in questo caso, il passaggio dall’economia pianificata a quella capitalistica è stato il momento ottimale per l’introduzione dell’organizzazione criminale nei settori, assieme alla figura di Semion Mogilevich. L’uomo d’affari ucraino (nella lista dei Most Wanted dell’FBI), noto anche come Don Semyon, The Brainy Don [2] (per denotare il suo acume per gli affari) e Million Dollar Don dai media[3], oltre che ad avere un ruolo chiave nel riciclaggio dei capitali e ad essere stato accusato per il suo coinvolgimento nello scandalo della Bank of New York, ha cominciato ad essere attivo nel settore petrolifero già dagli Anni Ottanta. Più di recente è stato accusato di essere socio occulto della EuralTransGas, una torbida società Ungherese che per alcuni tempi ha gestito con Gazprom la fornitura di gas dal Turkmenistan all’Ucraina. &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l’Ungheria, all’indomani del crollo del Muro di Berlino, il governo ha approvato una normativa che sovvenzionava parte del consumo di gas per uso domestico, veniva dunque a crearsi un margine di arbitraggio tra il prezzo sovvenzionato e quello di mercato. Questa prassi, indebolita dalla lacunosità legislativa, ha consentito l’infiltrazione della criminalità organizzata, in grado non solo di frodare lo Stato ma anche di creare monopoli nella fornitura del petrolio. Diverse tesi sostengono che i conflitti scoppiati nel corso degli Anni Novanta tra criminali russi e ungheresi, abbia avuto come casus belli la distribuzione dei contratti statali per le forniture di petrolio e gas, anche grazie alla testimonianza di Tamàs Boros, un uomo d’affari coinvolto nelle frodi petrolifere, ucciso dall’esplosione di un’autobomba a Budapest nel 1998. Secondo Boros infatti, &amp;lt;&amp;lt; i proprietari delle aziende che non avevano importato il petrolio attraverso il boss della mafia russa Mogilevic, venivano minacciati e ricattati. &amp;gt;&amp;gt;[4]&lt;br /&gt;
Diverso è stato il tipo d’infiltrazione che Solncevo ha attuato in Italia, guardinga dal porsi come organizzazione alternativa e conflittuale alle ben radicate mafie nostrane.&lt;br /&gt;
Dagli anni Settanta, in piena Guerra Fredda, Roma è stata la principale località di transito per gli ebrei sovietici spinti in viaggio verso gli Stati Uniti, grazie ad alcune iniziative dell’allora leader Leonid Brežnev, riconducibili alla politica della ‘distensione con l’Occidente’.&lt;br /&gt;
Con la proposta di legge del senatore democratico Henry Jackson, nel 1975 il presidente Gerald Ford (così come poi il sovietico Brežnev) ha approvato la legge per la quale a molti ebrei sovietici, veniva consentito di emigrare negli States. L’Urss però, senza tenere fede alla parola presa, ha mandato oltreoceano alcuni dei suoi più pericolosi criminali. &lt;br /&gt;
Dopo la partenza dall’Unione Sovietica, i migranti venivano trasferiti a Vienna e da lì ad altri centri di smistamento, tra cui quello di Ladispoli (località situata a 30 km da Roma) dove richiedevano il visto per entrare negli USA. A causa degli estenuanti ritardi burocratici, le migliaia di cittadini sovietici a Ladispoli hanno cominciato a dedicarsi al piccolo commercio, anche di oggetti contrabbandati dall’URSS.&lt;br /&gt;
In particolare, ogni domenica al mercato delle pulci di Porta Portese, per tutti gli anni Ottanta vi era una ‘zona dei russi’ dove trovare gli oggetti di contrabbando.&lt;br /&gt;
Tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta si trasferiscono in Italia, a Fano, anche Monja El’son e Iosif Roizis, due criminali provenienti dall’ex Urss. Sarà il loro arresto che nel 1995, metterà in moto indagini incrociate tra Italia e Stati Uniti, che proveranno la presenza della mafia russa nel Belpaese.  &lt;br /&gt;
Ebreo moldavo emigrato negli USA nel 1978, Monja El’son si dedicava inizialmente a furti di gioielli preziosi e diamanti nelle gioiellerie newyorkesi; dopodiché ha intrapreso la via dell’estorsione e dell’omicidio, finché non ha incontrato Vjačeslav Ivan’kov, boss della Solncevo a New York, e un importante trafficante di droga con cui si creerà il conflitto che lo obbligherà a rifugiarsi a Fano. In Italia infatti, dagli anni Ottanta si era insediato Iosif Roizis, amico di El’son sorvegliato dalla polizia italiana (accusato per reati di droga ma mai condannato). &lt;br /&gt;
Ma Roizis era anche destinatario di innumerevoli bonifici provenienti da svariate località come New York e la Russia, che confluivano tutti sul suo conto presso la filiale di Pesaro della Banca Popolare dell’Adriatico. Al centro degli insoliti bonifici vi era la Bank of New York, proprio quella che negli anni Novanta desterà scandalo (stesso scandalo ricordato in precedenza) per i trasferimenti illegali di denaro. Proprio in quel periodo El’son era ricercato negli USA per omicidio, e dopo essersi coordinata con l’FBI, l’8 marzo 1995 la polizia italiana ha arrestato entrambi (Roizis ed El’son) nell’appartamento di Roizis. &lt;br /&gt;
Sono state le dichiarazioni di Roizis a portare la polizia italiana sulle tracce del boss di Solncevo Ivan Jakovlev[5], stabilitosi dal 1994 alle porte di Roma. Elemento importante nell’organizzazione criminale, Jakovlev è stato costretto a scappare dalla Russia a causa di lotte intestine; la scelta del luogo di fuga è ricaduta sull’Italia, dove il criminale aveva un amico impegnato da anni nel Partito Comunista[6] e sposato con una donna russa. &lt;br /&gt;
In tre anni di indagini sono state raccolte innumerevoli trascrizioni di conversazioni telefoniche tra criminali italiani e russi (tutti schedati), prove di trasferimenti illeciti di denaro e operazioni finanziarie internazionali: nei fascicoli della polizia sono stati poi inseriti dati su criminali russi e politici italiani e russi, avvocati, presidenti di banche, manager, ex agenti del Kgb, ufficiali dell’esercito italiano e nordcoreano, poliziotti e personale dell’ambasciata russa di Roma. &lt;br /&gt;
Dalle indagini, risulterà che i principali collaboratori italiani dell’organizzazione criminale russa fossero proprio un ex funzionario del PCI impegnato nel settore turistico, il suo assistente (incaricato di risolvere questioni pratiche per datori di lavoro russi) e l’importante manager di una società petrolifera. &lt;br /&gt;
Decisive strategie per favorire gli affari criminali sono state la corruzione di funzionari pubblici italiani e i matrimoni di convenienza (compenso variabile tra i 15000 e i 20000 dollari per cittadini italiani disposti a sposare cittadini russi).  &lt;br /&gt;
La principale occupazione della Solncevo in Italia è stata l’investimento di capitali di origine illecita provenienti dalla Russia, nell’economia legale prevalentemente tramite attività di import-export. Gli affiliati proponevano ad aziende italiane di acquistare prodotti di svariato genere (carne congelata, legname, mobili, cereali, prodotti alimentari, prodotti tecnologici, gioielli e prodotti di lusso, abbigliamento firmato, ecc…). &lt;br /&gt;
Oltre che all’esportazione illegale di petrolio dalla Russia, il gruppo di affiliati alla Solncevo in Italia si è reso protagonista di un’altra tipica specialità russa: la vendita del c.d. mercurio rosso (materiale radioattivo) sul mercato nero internazionale. Si tratta di un materiale in realtà inesistente.&lt;br /&gt;
Dalle intercettazioni è emerso come la Solncevo nel Belpaese fosse dotata di una precisa divisione del lavoro, con un gruppo incaricato a gestire il settore amministrativo e degli investimenti, un altro militare e con mansioni richiedenti l’uso della violenza, un settore di coordinamento e mantenimento dell’ordine interno (fondamentale per la gestione generale dell’organizzazione e con una forte attività femminile) e un altro gruppo preposto a più mansioni.&lt;br /&gt;
Le conversazioni intercettate hanno messo in luce quanto contasse per gli affiliati l’acquisizione delle risorse (beni, informazioni, tecnologie), elemento centrale per l’operatività del nucleo in Italia; nessuna evidenza a sostegno dell’acquisizione di risorse per un utilizzo nella madrepatria.&lt;br /&gt;
Sempre dalle intercettazioni, si è riscontrato che la Solncevo non avesse alcun interesse a porsi come organizzazione criminale alternativa o rivale alle ben radicate organizzazioni mafiose italiane, soprattutto per quanto riguarda l’attività di protezione (lo stesso boss avrebbe affermato che Roma fosse stata scelta per mancanza di operatività diretta della mafia siciliana, per esempio).&lt;br /&gt;
In seguito all’assassinio di un russo in affari con Jakovlev, avvenuto a Mosca nell’ottobre 1996, le autorità italiane hanno arrestato tutti gli indagati principali; tuttavia, il processo non si è svolto poiché la polizia, non aveva in realtà ottenuto l’autorizzazione per intercettare telefonicamente gli indagati. Questi saranno quindi, solamente espulsi dal territorio italiano.&lt;br /&gt;
Una sera del 1997, il boss della Solncevo in Italia, si trovava nel più facoltoso grand hotel in una nota località turistica a festeggiare il suo compleanno. Assieme a lui erano presenti tutti i membri del gruppo e alcuni ospiti da Mosca (per l’occasione, avevano dietro molti dollari come ‘regalo di compleanno’). L’hotel era tuttavia gremito di agenti della polizia vestiti da camerieri, che dopo un’attenta osservazione partita giorni prima, hanno deciso di entrare in azione: nelle prime ore del mattino, terminati i festeggiamenti, con un’operazione lampo (durata non più di cinque minuti) sono scattate le manette per il boss, che prima di essere portato via ha voluto ad ogni costo saldare il conto (in contanti) dell’albergo.&lt;br /&gt;
Non essendosi potuto svolgere il processo in Italia, il gruppo criminale è tornato a Mosca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
[1] MTI (19 settembre 1998)&lt;br /&gt;
[2] Time, Top 10 Real-Life Mob Bosses, Alexandra SilverThursday, Jan. 20, 2011&lt;br /&gt;
[3] BBC.co.uk ‘Panorama’ The Billion Dollar Don, transcription, Dec. 06, 1999&lt;br /&gt;
[4] CTK (8 novembre 1999); &amp;lt;&amp;lt; Index &amp;gt;&amp;gt; (Budapest) del 9 giugno 2000&lt;br /&gt;
[5] Nome di fantasia utilizzato in Mafie in Movimento di F.Varese poiché la persona in questione non è stata condannata in Italia per nessun reato ma solamente espulsa&lt;br /&gt;
[6] Si rammenta che il PCI (Partito Comunista Italiano) è stato il più grande partito comunista d’occidente&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
Mafie in Movimento, Federico Varese, Einaudi, 2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Le Mafie a livello internazionale]] [[Categoria:Mafie Estere]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Missmonik</name></author>
	</entry>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Solncevo&amp;diff=3539</id>
		<title>Solncevo</title>
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		<updated>2014-05-12T11:45:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Missmonik: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Detta anche ‘Fratellanza di Solncevo’ (Solncevskaja bratva), la &#039;&#039;&#039;Solncevo&#039;&#039;&#039; è la maggiore organizzazione criminale della Russia post-sovietica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nome deriva da un quartiere operaio della zona sud-occidentale di Mosca, situato al di fuori della circonvallazione autostradale MKAD che circonda la città. Quando fu fondato nel 1938, in età sovietica, il quartiere si caratterizzava di alte schiere di palazzi che oscuravano la luce del sole, in russo solnce: per questo motivo fu scelto un nome che richiamasse la luce solare, assente tra le vie del quartiere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio in questo quartiere nacque nel 1958 il fondatore della ‘fratellanza di Solncevo’, Sergej Michailov. Cresciuto con la passione per la lotta in una famiglia operaia, il giovane Sergej lavorava per il prestigioso hotel Sovetsky come maître. Nel 1984, dopo aver simulato il furto della sua motocicletta, arrivò la prima condanna per frode. Nel suo quartiere di nascita alcuni anni dopo, assieme all’ex compagno di cella Viktor Averin, Michailov diede i natali a una banda criminale che prese il nome del quartiere stesso. &lt;br /&gt;
Il movimento cominciò a svilupparsi tuttavia, in età post-sovietica. &lt;br /&gt;
Già nel 1989, Solncevo si era fortificata fondendosi la Orechovskaja (banda formata prevalentemente da lottatori e sportivi); insieme, le due organizzazioni hanno fronteggiato gli attacchi delle gang armate cecene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’exploit di Solncevo si registrò però solo negli anni Novanta: in un rapporto dell’Fbi  venne addirittura descritta come l’organizzazione criminale eurasiatica più potente nel controllo delle risorse finanziarie, e con il patrimonio economico più grande.&lt;br /&gt;
Oggi, secondo alcune stime, la Solncevo conterebbe un numero di affiliati compreso tra i 5000 e i 9000, suddivisi in almeno dieci brigate (brigady). Le informazioni relative ai meccanismi interni dell’organizzazione sono poche ma stando alle dichiarazioni di alcuni ex affiliati, ai vertici vi sarebbe un consiglio formato da dodici persone, che in occasione di matrimoni e feste varie si incontrano regolarmente in diversi luoghi del pianeta. &lt;br /&gt;
L’organizzazione criminale è dotata di un fondo comune che viene reinvestito nell’economia legale tramite diverse banche che lavorano per essa, come ad esempio la Bank of New York, che negli anni Novanta è stata protagonista di uno scandalo: l’allora vicepresidente della banca era un emigrato russo che assieme a un connazionale trasferì illegalmente più di 7 miliardi di dollari, mediante innumerevoli bonifici telegrafici. &lt;br /&gt;
Le operazioni finanziarie non sono certamente le uniche attività illegali della fratellanza.&lt;br /&gt;
In base alle possibilità d’infiltrazione criminale offerte dai diversi contesti regionali e locali in cui&lt;br /&gt;
Solncevo va a operare, le attività possono essere: investimenti nell’economia legale dei profitti (spesso con attività di import-export), usura, estorsioni, traffico di esseri umani e prostituzione, narcotraffico, frodi di carte di credito, traffico di armi, monopolio criminale nelle forniture petrolifere (organizzazione annoverabile tra le c.d. “mafie del petrolio”) e racket della protezione.&lt;br /&gt;
Quest’ultima attività è stata basilare per l’espansione della Solncevo negli ex Stati satelliti dell’Unione Sovietica, dopo la caduta del Muro di Berlino e il crollo del regime comunista. Nel 1998, un articolo del The Boston Globe ha descritto l’organizzazione come &amp;lt;&amp;lt; un gruppo di lingua russa ritenuto il più potente e pericoloso di tutta l’Ungheria. &amp;gt;&amp;gt; Come nel caso ungherese, anche in altri paesi dell’Europa Orientale il passaggio dall’economia pianificata a quella di mercato non è stato indolore: la carenza di diversi apparati statali nel far fronte alle esigenze di una nuova classe imprenditoriale e gli inadeguati sistemi giuridici e amministrativi, oltre che ad abbassare il livello di fiducia dell’opinione pubblica, hanno generato una domanda di protezione diversa da quella legittima dello Stato, proprio perché questa era scarsamente offerta e garantita. &lt;br /&gt;
Non pochi cittadini hanno iniziato a cercare modi illegali o semilegali per far valere i loro interessi e tutelarli. Secondo fonti della polizia citate dal quotidiano ungherese &amp;lt;&amp;lt; Nèpszava &amp;gt;&amp;gt; nel 1998 addirittura, circa 800 aziende ungheresi avrebbero avuto collegamenti diretti con la malavita.[1]&lt;br /&gt;
La ‘domanda’ di protezione ha nello stesso tempo incontrato un’ ‘offerta’ di criminali: tantissimi ex soldati dell’Armata Rossa che disertarono l’esercito prima di rientrare in patria, all’indomani del crollo del regime sovietico. Molti di questi (non pochi con un passato all’interno del Kgb) avrebbero creato in alcuni degli ex Stati satelliti, diverse bande criminali. &lt;br /&gt;
Il settore petrolifero e il traffico di armi rappresentano altri due fondamentali campi d’azione della Solncevo. Anche in questo caso, il passaggio dall’economia pianificata a quella capitalistica è stato il momento ottimale per l’introduzione dell’organizzazione criminale nei settori, assieme alla figura di Semion Mogilevich. L’uomo d’affari ucraino (nella lista dei Most Wanted dell’FBI), noto anche come Don Semyon, The Brainy Don [2] (per denotare il suo acume per gli affari) e Million Dollar Don dai media[3], oltre che ad avere un ruolo chiave nel riciclaggio dei capitali e ad essere stato accusato per il suo coinvolgimento nello scandalo della Bank of New York, ha cominciato ad essere attivo nel settore petrolifero già dagli Anni Ottanta. Più di recente è stato accusato di essere socio occulto della EuralTransGas, una torbida società Ungherese che per alcuni tempi ha gestito con Gazprom la fornitura di gas dal Turkmenistan all’Ucraina. &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l’Ungheria, all’indomani del crollo del Muro di Berlino, il governo ha approvato una normativa che sovvenzionava parte del consumo di gas per uso domestico, veniva dunque a crearsi un margine di arbitraggio tra il prezzo sovvenzionato e quello di mercato. Questa prassi, indebolita dalla lacunosità legislativa, ha consentito l’infiltrazione della criminalità organizzata, in grado non solo di frodare lo Stato ma anche di creare monopoli nella fornitura del petrolio. Diverse tesi sostengono che i conflitti scoppiati nel corso degli Anni Novanta tra criminali russi e ungheresi, abbia avuto come casus belli la distribuzione dei contratti statali per le forniture di petrolio e gas, anche grazie alla testimonianza di Tamàs Boros, un uomo d’affari coinvolto nelle frodi petrolifere, ucciso dall’esplosione di un’autobomba a Budapest nel 1998. Secondo Boros infatti, &amp;lt;&amp;lt; i proprietari delle aziende che non avevano importato il petrolio attraverso il boss della mafia russa Mogilevic, venivano minacciati e ricattati. &amp;gt;&amp;gt;[4]&lt;br /&gt;
Diverso è stato il tipo d’infiltrazione che Solncevo ha attuato in Italia, guardinga dal porsi come organizzazione alternativa e conflittuale alle ben radicate mafie nostrane.&lt;br /&gt;
Dagli anni Settanta, in piena Guerra Fredda, Roma è stata la principale località di transito per gli ebrei sovietici spinti in viaggio verso gli Stati Uniti, grazie ad alcune iniziative dell’allora leader Leonid Brežnev, riconducibili alla politica della ‘distensione con l’Occidente’.&lt;br /&gt;
Con la proposta di legge del senatore democratico Henry Jackson, nel 1975 il presidente Gerald Ford (così come poi il sovietico Brežnev) ha approvato la legge per la quale a molti ebrei sovietici, veniva consentito di emigrare negli States. L’Urss però, senza tenere fede alla parola presa, ha mandato oltreoceano alcuni dei suoi più pericolosi criminali. &lt;br /&gt;
Dopo la partenza dall’Unione Sovietica, i migranti venivano trasferiti a Vienna e da lì ad altri centri di smistamento, tra cui quello di Ladispoli (località situata a 30 km da Roma) dove richiedevano il visto per entrare negli USA. A causa degli estenuanti ritardi burocratici, le migliaia di cittadini sovietici a Ladispoli hanno cominciato a dedicarsi al piccolo commercio, anche di oggetti contrabbandati dall’URSS.&lt;br /&gt;
In particolare, ogni domenica al mercato delle pulci di Porta Portese, per tutti gli anni Ottanta vi era una ‘zona dei russi’ dove trovare gli oggetti di contrabbando.&lt;br /&gt;
Tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta si trasferiscono in Italia, a Fano, anche Monja El’son e Iosif Roizis, due criminali provenienti dall’ex Urss. Sarà il loro arresto che nel 1995, metterà in moto indagini incrociate tra Italia e Stati Uniti, che proveranno la presenza della mafia russa nel Belpaese.  &lt;br /&gt;
Ebreo moldavo emigrato negli USA nel 1978, Monja El’son si dedicava inizialmente a furti di gioielli preziosi e diamanti nelle gioiellerie newyorkesi; dopodiché ha intrapreso la via dell’estorsione e dell’omicidio, finché non ha incontrato Vjačeslav Ivan’kov, boss della Solncevo a New York, e un importante trafficante di droga con cui si creerà il conflitto che lo obbligherà a rifugiarsi a Fano. In Italia infatti, dagli anni Ottanta si era insediato Iosif Roizis, amico di El’son sorvegliato dalla polizia italiana (accusato per reati di droga ma mai condannato). &lt;br /&gt;
Ma Roizis era anche destinatario di innumerevoli bonifici provenienti da svariate località come New York e la Russia, che confluivano tutti sul suo conto presso la filiale di Pesaro della Banca Popolare dell’Adriatico. Al centro degli insoliti bonifici vi era la Bank of New York, proprio quella che negli anni Novanta desterà scandalo (stesso scandalo ricordato in precedenza) per i trasferimenti illegali di denaro. Proprio in quel periodo El’son era ricercato negli USA per omicidio, e dopo essersi coordinata con l’FBI, l’8 marzo 1995 la polizia italiana ha arrestato entrambi (Roizis ed El’son) nell’appartamento di Roizis. &lt;br /&gt;
Sono state le dichiarazioni di Roizis a portare la polizia italiana sulle tracce del boss di Solncevo Ivan Jakovlev[5], stabilitosi dal 1994 alle porte di Roma. Elemento importante nell’organizzazione criminale, Jakovlev è stato costretto a scappare dalla Russia a causa di lotte intestine; la scelta del luogo di fuga è ricaduta sull’Italia, dove il criminale aveva un amico impegnato da anni nel Partito Comunista[6] e sposato con una donna russa. &lt;br /&gt;
In tre anni di indagini sono state raccolte innumerevoli trascrizioni di conversazioni telefoniche tra criminali italiani e russi (tutti schedati), prove di trasferimenti illeciti di denaro e operazioni finanziarie internazionali: nei fascicoli della polizia sono stati poi inseriti dati su criminali russi e politici italiani e russi, avvocati, presidenti di banche, manager, ex agenti del Kgb, ufficiali dell’esercito italiano e nordcoreano, poliziotti e personale dell’ambasciata russa di Roma. &lt;br /&gt;
Dalle indagini, risulterà che i principali collaboratori italiani dell’organizzazione criminale russa fossero proprio un ex funzionario del PCI impegnato nel settore turistico, il suo assistente (incaricato di risolvere questioni pratiche per datori di lavoro russi) e l’importante manager di una società petrolifera. &lt;br /&gt;
Decisive strategie per favorire gli affari criminali sono state la corruzione di funzionari pubblici italiani e i matrimoni di convenienza (compenso variabile tra i 15000 e i 20000 dollari per cittadini italiani disposti a sposare cittadini russi).  &lt;br /&gt;
La principale occupazione della Solncevo in Italia è stata l’investimento di capitali di origine illecita provenienti dalla Russia, nell’economia legale prevalentemente tramite attività di import-export. Gli affiliati proponevano ad aziende italiane di acquistare prodotti di svariato genere (carne congelata, legname, mobili, cereali, prodotti alimentari, prodotti tecnologici, gioielli e prodotti di lusso, abbigliamento firmato, ecc…). &lt;br /&gt;
Oltre che all’esportazione illegale di petrolio dalla Russia, il gruppo di affiliati alla Solncevo in Italia si è reso protagonista di un’altra tipica specialità russa: la vendita del c.d. mercurio rosso (materiale radioattivo) sul mercato nero internazionale. Si tratta di un materiale in realtà inesistente.&lt;br /&gt;
Dalle intercettazioni è emerso come la Solncevo nel Belpaese fosse dotata di una precisa divisione del lavoro, con un gruppo incaricato a gestire il settore amministrativo e degli investimenti, un altro militare e con mansioni richiedenti l’uso della violenza, un settore di coordinamento e mantenimento dell’ordine interno (fondamentale per la gestione generale dell’organizzazione e con una forte attività femminile) e un altro gruppo preposto a più mansioni.&lt;br /&gt;
Le conversazioni intercettate hanno messo in luce quanto contasse per gli affiliati l’acquisizione delle risorse (beni, informazioni, tecnologie), elemento centrale per l’operatività del nucleo in Italia; nessuna evidenza a sostegno dell’acquisizione di risorse per un utilizzo nella madrepatria.&lt;br /&gt;
Sempre dalle intercettazioni, si è riscontrato che la Solncevo non avesse alcun interesse a porsi come organizzazione criminale alternativa o rivale alle ben radicate organizzazioni mafiose italiane, soprattutto per quanto riguarda l’attività di protezione (lo stesso boss avrebbe affermato che Roma fosse stata scelta per mancanza di operatività diretta della mafia siciliana, per esempio).&lt;br /&gt;
In seguito all’assassinio di un russo in affari con Jakovlev, avvenuto a Mosca nell’ottobre 1996, le autorità italiane hanno arrestato tutti gli indagati principali; tuttavia, il processo non si è svolto poiché la polizia, non aveva in realtà ottenuto l’autorizzazione per intercettare telefonicamente gli indagati. Questi saranno quindi, solamente espulsi dal territorio italiano.&lt;br /&gt;
Una sera del 1997, il boss della Solncevo in Italia, si trovava nel più facoltoso grand hotel in una nota località turistica a festeggiare il suo compleanno. Assieme a lui erano presenti tutti i membri del gruppo e alcuni ospiti da Mosca (per l’occasione, avevano dietro molti dollari come ‘regalo di compleanno’). L’hotel era tuttavia gremito di agenti della polizia vestiti da camerieri, che dopo un’attenta osservazione partita giorni prima, hanno deciso di entrare in azione: nelle prime ore del mattino, terminati i festeggiamenti, con un’operazione lampo (durata non più di cinque minuti) sono scattate le manette per il boss, che prima di essere portato via ha voluto ad ogni costo saldare il conto (in contanti) dell’albergo.&lt;br /&gt;
Non essendosi potuto svolgere il processo in Italia, il gruppo criminale è tornato a Mosca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Note:&lt;br /&gt;
[1] MTI (19 settembre 1998)&lt;br /&gt;
[2] Time, Top 10 Real-Life Mob Bosses, Alexandra SilverThursday, Jan. 20, 2011&lt;br /&gt;
[3] BBC.co.uk ‘Panorama’ The Billion Dollar Don, transcription, Dec. 06, 1999&lt;br /&gt;
[4] CTK (8 novembre 1999); &amp;lt;&amp;lt; Index &amp;gt;&amp;gt; (Budapest) del 9 giugno 2000&lt;br /&gt;
[5] Nome di fantasia utilizzato in Mafie in Movimento di F.Varese poiché la persona in questione non è stata condannata in Italia per nessun reato ma solamente espulsa&lt;br /&gt;
[6] Si rammenta che il PCI (Partito Comunista Italiano) è stato il più grande partito comunista d’occidente&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
Mafie in Movimento, Federico Varese, Einaudi, 2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Le Mafie a livello internazionale]] [[Categoria:Mafie Estere]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Missmonik</name></author>
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		<updated>2014-05-12T11:43:40Z</updated>

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&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Detta anche ‘Fratellanza di Solncevo’ (Solncevskaja bratva), la &#039;&#039;&#039;Solncevo&#039;&#039;&#039; è la maggiore organizzazione criminale della Russia post-sovietica. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nome deriva da un quartiere operaio della zona sud-occidentale di Mosca, situato al di fuori della circonvallazione autostradale MKAD che circonda la città. Quando fu fondato nel 1938, in età sovietica, il quartiere si caratterizzava di alte schiere di palazzi che oscuravano la luce del sole, in russo solnce: per questo motivo fu scelto un nome che richiamasse la luce solare, assente tra le vie del quartiere. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proprio in questo quartiere nacque nel 1958 il fondatore della ‘fratellanza di Solncevo’, Sergej Michailov. Cresciuto con la passione per la lotta in una famiglia operaia, il giovane Sergej lavorava per il prestigioso hotel Sovetsky come maître. Nel 1984, dopo aver simulato il furto della sua motocicletta, arrivò la prima condanna per frode. Nel suo quartiere di nascita alcuni anni dopo, assieme all’ex compagno di cella Viktor Averin, Michailov diede i natali a una banda criminale che prese il nome del quartiere stesso. &lt;br /&gt;
Il movimento cominciò a svilupparsi tuttavia, in età post-sovietica. &lt;br /&gt;
Già nel 1989, Solncevo si era fortificata fondendosi la Orechovskaja (banda formata prevalentemente da lottatori e sportivi); insieme, le due organizzazioni hanno fronteggiato gli attacchi delle gang armate cecene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’exploit di Solncevo si registrò però solo negli anni Novanta: in un rapporto dell’Fbi  venne addirittura descritta come l’organizzazione criminale eurasiatica più potente nel controllo delle risorse finanziarie, e con il patrimonio economico più grande.&lt;br /&gt;
Oggi, secondo alcune stime, la Solncevo conterebbe un numero di affiliati compreso tra i 5000 e i 9000, suddivisi in almeno dieci brigate (brigady). Le informazioni relative ai meccanismi interni dell’organizzazione sono poche ma stando alle dichiarazioni di alcuni ex affiliati, ai vertici vi sarebbe un consiglio formato da dodici persone, che in occasione di matrimoni e feste varie si incontrano regolarmente in diversi luoghi del pianeta. &lt;br /&gt;
L’organizzazione criminale è dotata di un fondo comune che viene reinvestito nell’economia legale tramite diverse banche che lavorano per essa, come ad esempio la Bank of New York, che negli anni Novanta è stata protagonista di uno scandalo: l’allora vicepresidente della banca era un emigrato russo che assieme a un connazionale trasferì illegalmente più di 7 miliardi di dollari, mediante innumerevoli bonifici telegrafici. &lt;br /&gt;
Le operazioni finanziarie non sono certamente le uniche attività illegali della fratellanza.&lt;br /&gt;
In base alle possibilità d’infiltrazione criminale offerte dai diversi contesti regionali e locali in cui&lt;br /&gt;
Solncevo va a operare, le attività possono essere: investimenti nell’economia legale dei profitti (spesso con attività di import-export), usura, estorsioni, traffico di esseri umani e prostituzione, narcotraffico, frodi di carte di credito, traffico di armi, monopolio criminale nelle forniture petrolifere (organizzazione annoverabile tra le c.d. “mafie del petrolio”) e racket della protezione.&lt;br /&gt;
Quest’ultima attività è stata basilare per l’espansione della Solncevo negli ex Stati satelliti dell’Unione Sovietica, dopo la caduta del Muro di Berlino e il crollo del regime comunista. Nel 1998, un articolo del The Boston Globe ha descritto l’organizzazione come &amp;lt;&amp;lt; un gruppo di lingua russa ritenuto il più potente e pericoloso di tutta l’Ungheria. &amp;gt;&amp;gt; Come nel caso ungherese, anche in altri paesi dell’Europa Orientale il passaggio dall’economia pianificata a quella di mercato non è stato indolore: la carenza di diversi apparati statali nel far fronte alle esigenze di una nuova classe imprenditoriale e gli inadeguati sistemi giuridici e amministrativi, oltre che ad abbassare il livello di fiducia dell’opinione pubblica, hanno generato una domanda di protezione diversa da quella legittima dello Stato, proprio perché questa era scarsamente offerta e garantita. &lt;br /&gt;
Non pochi cittadini hanno iniziato a cercare modi illegali o semilegali per far valere i loro interessi e tutelarli. Secondo fonti della polizia citate dal quotidiano ungherese &amp;lt;&amp;lt; Nèpszava &amp;gt;&amp;gt; nel 1998 addirittura, circa 800 aziende ungheresi avrebbero avuto collegamenti diretti con la malavita.[1]&lt;br /&gt;
La ‘domanda’ di protezione ha nello stesso tempo incontrato un’ ‘offerta’ di criminali: tantissimi ex soldati dell’Armata Rossa che disertarono l’esercito prima di rientrare in patria, all’indomani del crollo del regime sovietico. Molti di questi (non pochi con un passato all’interno del Kgb) avrebbero creato in alcuni degli ex Stati satelliti, diverse bande criminali. &lt;br /&gt;
Il settore petrolifero e il traffico di armi rappresentano altri due fondamentali campi d’azione della Solncevo. Anche in questo caso, il passaggio dall’economia pianificata a quella capitalistica è stato il momento ottimale per l’introduzione dell’organizzazione criminale nei settori, assieme alla figura di Semion Mogilevich. L’uomo d’affari ucraino (nella lista dei Most Wanted dell’FBI), noto anche come Don Semyon, The Brainy Don [2] (per denotare il suo acume per gli affari) e Million Dollar Don dai media[3], oltre che ad avere un ruolo chiave nel riciclaggio dei capitali e ad essere stato accusato per il suo coinvolgimento nello scandalo della Bank of New York, ha cominciato ad essere attivo nel settore petrolifero già dagli Anni Ottanta. Più di recente è stato accusato di essere socio occulto della EuralTransGas, una torbida società Ungherese che per alcuni tempi ha gestito con Gazprom la fornitura di gas dal Turkmenistan all’Ucraina. &lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l’Ungheria, all’indomani del crollo del Muro di Berlino, il governo ha approvato una normativa che sovvenzionava parte del consumo di gas per uso domestico, veniva dunque a crearsi un margine di arbitraggio tra il prezzo sovvenzionato e quello di mercato. Questa prassi, indebolita dalla lacunosità legislativa, ha consentito l’infiltrazione della criminalità organizzata, in grado non solo di frodare lo Stato ma anche di creare monopoli nella fornitura del petrolio. Diverse tesi sostengono che i conflitti scoppiati nel corso degli Anni Novanta tra criminali russi e ungheresi, abbia avuto come casus belli la distribuzione dei contratti statali per le forniture di petrolio e gas, anche grazie alla testimonianza di Tamàs Boros, un uomo d’affari coinvolto nelle frodi petrolifere, ucciso dall’esplosione di un’autobomba a Budapest nel 1998. Secondo Boros infatti, &amp;lt;&amp;lt; i proprietari delle aziende che non avevano importato il petrolio attraverso il boss della mafia russa Mogilevic, venivano minacciati e ricattati. &amp;gt;&amp;gt;[4]&lt;br /&gt;
Diverso è stato il tipo d’infiltrazione che Solncevo ha attuato in Italia, guardinga dal porsi come organizzazione alternativa e conflittuale alle ben radicate mafie nostrane.&lt;br /&gt;
Dagli anni Settanta, in piena Guerra Fredda, Roma è stata la principale località di transito per gli ebrei sovietici spinti in viaggio verso gli Stati Uniti, grazie ad alcune iniziative dell’allora leader Leonid Brežnev, riconducibili alla politica della ‘distensione con l’Occidente’.&lt;br /&gt;
Con la proposta di legge del senatore democratico Henry Jackson, nel 1975 il presidente Gerald Ford (così come poi il sovietico Brežnev) ha approvato la legge per la quale a molti ebrei sovietici, veniva consentito di emigrare negli States. L’Urss però, senza tenere fede alla parola presa, ha mandato oltreoceano alcuni dei suoi più pericolosi criminali. &lt;br /&gt;
Dopo la partenza dall’Unione Sovietica, i migranti venivano trasferiti a Vienna e da lì ad altri centri di smistamento, tra cui quello di Ladispoli (località situata a 30 km da Roma) dove richiedevano il visto per entrare negli USA. A causa degli estenuanti ritardi burocratici, le migliaia di cittadini sovietici a Ladispoli hanno cominciato a dedicarsi al piccolo commercio, anche di oggetti contrabbandati dall’URSS.&lt;br /&gt;
In particolare, ogni domenica al mercato delle pulci di Porta Portese, per tutti gli anni Ottanta vi era una ‘zona dei russi’ dove trovare gli oggetti di contrabbando.&lt;br /&gt;
Tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta si trasferiscono in Italia, a Fano, anche Monja El’son e Iosif Roizis, due criminali provenienti dall’ex Urss. Sarà il loro arresto che nel 1995, metterà in moto indagini incrociate tra Italia e Stati Uniti, che proveranno la presenza della mafia russa nel Belpaese.  &lt;br /&gt;
Ebreo moldavo emigrato negli USA nel 1978, Monja El’son si dedicava inizialmente a furti di gioielli preziosi e diamanti nelle gioiellerie newyorkesi; dopodiché ha intrapreso la via dell’estorsione e dell’omicidio, finché non ha incontrato Vjačeslav Ivan’kov, boss della Solncevo a New York, e un importante trafficante di droga con cui si creerà il conflitto che lo obbligherà a rifugiarsi a Fano. In Italia infatti, dagli anni Ottanta si era insediato Iosif Roizis, amico di El’son sorvegliato dalla polizia italiana (accusato per reati di droga ma mai condannato). &lt;br /&gt;
Ma Roizis era anche destinatario di innumerevoli bonifici provenienti da svariate località come New York e la Russia, che confluivano tutti sul suo conto presso la filiale di Pesaro della Banca Popolare dell’Adriatico. Al centro degli insoliti bonifici vi era la Bank of New York, proprio quella che negli anni Novanta desterà scandalo (stesso scandalo ricordato in precedenza) per i trasferimenti illegali di denaro. Proprio in quel periodo El’son era ricercato negli USA per omicidio, e dopo essersi coordinata con l’FBI, l’8 marzo 1995 la polizia italiana ha arrestato entrambi (Roizis ed El’son) nell’appartamento di Roizis. &lt;br /&gt;
Sono state le dichiarazioni di Roizis a portare la polizia italiana sulle tracce del boss di Solncevo Ivan Jakovlev[5], stabilitosi dal 1994 alle porte di Roma. Elemento importante nell’organizzazione criminale, Jakovlev è stato costretto a scappare dalla Russia a causa di lotte intestine; la scelta del luogo di fuga è ricaduta sull’Italia, dove il criminale aveva un amico impegnato da anni nel Partito Comunista[6] e sposato con una donna russa. &lt;br /&gt;
In tre anni di indagini sono state raccolte innumerevoli trascrizioni di conversazioni telefoniche tra criminali italiani e russi (tutti schedati), prove di trasferimenti illeciti di denaro e operazioni finanziarie internazionali: nei fascicoli della polizia sono stati poi inseriti dati su criminali russi e politici italiani e russi, avvocati, presidenti di banche, manager, ex agenti del Kgb, ufficiali dell’esercito italiano e nordcoreano, poliziotti e personale dell’ambasciata russa di Roma. &lt;br /&gt;
Dalle indagini, risulterà che i principali collaboratori italiani dell’organizzazione criminale russa fossero proprio un ex funzionario del PCI impegnato nel settore turistico, il suo assistente (incaricato di risolvere questioni pratiche per datori di lavoro russi) e l’importante manager di una società petrolifera. &lt;br /&gt;
Decisive strategie per favorire gli affari criminali sono state la corruzione di funzionari pubblici italiani e i matrimoni di convenienza (compenso variabile tra i 15000 e i 20000 dollari per cittadini italiani disposti a sposare cittadini russi).  &lt;br /&gt;
La principale occupazione della Solncevo in Italia è stata l’investimento di capitali di origine illecita provenienti dalla Russia, nell’economia legale prevalentemente tramite attività di import-export. Gli affiliati proponevano ad aziende italiane di acquistare prodotti di svariato genere (carne congelata, legname, mobili, cereali, prodotti alimentari, prodotti tecnologici, gioielli e prodotti di lusso, abbigliamento firmato, ecc…). &lt;br /&gt;
Oltre che all’esportazione illegale di petrolio dalla Russia, il gruppo di affiliati alla Solncevo in Italia si è reso protagonista di un’altra tipica specialità russa: la vendita del c.d. mercurio rosso (materiale radioattivo) sul mercato nero internazionale. Si tratta di un materiale in realtà inesistente.&lt;br /&gt;
Dalle intercettazioni è emerso come la Solncevo nel Belpaese fosse dotata di una precisa divisione del lavoro, con un gruppo incaricato a gestire il settore amministrativo e degli investimenti, un altro militare e con mansioni richiedenti l’uso della violenza, un settore di coordinamento e mantenimento dell’ordine interno (fondamentale per la gestione generale dell’organizzazione e con una forte attività femminile) e un altro gruppo preposto a più mansioni.&lt;br /&gt;
Le conversazioni intercettate hanno messo in luce quanto contasse per gli affiliati l’acquisizione delle risorse (beni, informazioni, tecnologie), elemento centrale per l’operatività del nucleo in Italia; nessuna evidenza a sostegno dell’acquisizione di risorse per un utilizzo nella madrepatria.&lt;br /&gt;
Sempre dalle intercettazioni, si è riscontrato che la Solncevo non avesse alcun interesse a porsi come organizzazione criminale alternativa o rivale alle ben radicate organizzazioni mafiose italiane, soprattutto per quanto riguarda l’attività di protezione (lo stesso boss avrebbe affermato che Roma fosse stata scelta per mancanza di operatività diretta della mafia siciliana, per esempio).&lt;br /&gt;
In seguito all’assassinio di un russo in affari con Jakovlev, avvenuto a Mosca nell’ottobre 1996, le autorità italiane hanno arrestato tutti gli indagati principali; tuttavia, il processo non si è svolto poiché la polizia, non aveva in realtà ottenuto l’autorizzazione per intercettare telefonicamente gli indagati. Questi saranno quindi, solamente espulsi dal territorio italiano.&lt;br /&gt;
Una sera del 1997, il boss della Solncevo in Italia, si trovava nel più facoltoso grand hotel in una nota località turistica a festeggiare il suo compleanno. Assieme a lui erano presenti tutti i membri del gruppo e alcuni ospiti da Mosca (per l’occasione, avevano dietro molti dollari come ‘regalo di compleanno’). L’hotel era tuttavia gremito di agenti della polizia vestiti da camerieri, che dopo un’attenta osservazione partita giorni prima, hanno deciso di entrare in azione: nelle prime ore del mattino, terminati i festeggiamenti, con un’operazione lampo (durata non più di cinque minuti) sono scattate le manette per il boss, che prima di essere portato via ha voluto ad ogni costo saldare il conto (in contanti) dell’albergo.&lt;br /&gt;
Non essendosi potuto svolgere il processo in Italia, il gruppo criminale è tornato a Mosca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Note:&lt;br /&gt;
[1] MTI (19 settembre 1998)&lt;br /&gt;
[2] Time, Top 10 Real-Life Mob Bosses, Alexandra SilverThursday, Jan. 20, 2011&lt;br /&gt;
[3] BBC.co.uk ‘Panorama’ The Billion Dollar Don, transcription, Dec. 06, 1999&lt;br /&gt;
[4] CTK (8 novembre 1999); &amp;lt;&amp;lt; Index &amp;gt;&amp;gt; (Budapest) del 9 giugno 2000&lt;br /&gt;
[5] Nome di fantasia utilizzato in Mafie in Movimento di F.Varese poiché la persona in questione non è stata condannata in Italia per nessun reato ma solamente espulsa&lt;br /&gt;
[6] Si rammenta che il PCI (Partito Comunista Italiano) è stato il più grande partito comunista d’occidente&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
Mafie in Movimento, Federico Varese, Einaudi, 2011&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Le Mafie a livello internazionale]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Missmonik</name></author>
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