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	<title>WikiMafia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://www.wikimafia.it/w/index.php?title=Angela_Gentile&amp;diff=10962</id>
		<title>Angela Gentile</title>
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		<updated>2026-09-28T15:07:54Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Pluto98: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Angela Gentile&#039;&#039;&#039; (Caserta, 1960 - Caserta, [[28 ottobre]] [[1991]]) è stata una giovane donna vittima di camorra, assassinata dal padre di sua figlia [[Domenico Belforte]], capoclan dei Mazzacane, su ordine della moglie [[Maria Buttone]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Angela Gentile proveniva da una famiglia umile ed era estranea a qualsiasi contesto camorristico. Lavorava come dipendente presso l’ospedale di Caserta e cresceva da sola la figlia avuta quando era diciottenne da Domenico Belforte, prima che questi si guadagnasse il soprannome di “&#039;&#039;Mimi ‘e Mazzacane&#039;&#039;”, diventando il fondatore del clan di camorra egemone a Marcianise e dintorni, noto sia come [[Clan Belforte]] o Clan Mazzacane.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I due si erano conosciuti da adolescenti, durante una serata in discoteca, e intrapresero una relazione che portò nel 1978 alla nascita di una bambina, Gianna, che Domenico però non riconobbe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la nascita della figlia i due si separarono. Belforte si sposò con Maria Buttone, mentre Angela continuò ad occuparsi autonomamente della figlia, con la quale viveva in simbiosi&amp;lt;ref&amp;gt;Saviano, Roberto (2024), &#039;&#039;Noi due ci apparteniamo. Sesso, amore, violenza, tradimento nella vita dei boss&#039;&#039;, Milano, Fuoriscena Editore, pag. 78.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto tra Angela e Domenico riprese agli inizi degli anni ’90, quando l’uomo, in carcere per la Strage di San Martino, che lo incoronò definitivamente boss di Marcianise, iniziò a inviarle delle lettere, manifestando la volontà di conoscere sua figlia, ormai tredicenne. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il riavvicinamento con Belforte===&lt;br /&gt;
Dopo la sua scarcerazione nel 1991, Domenico e Angela riallacciarono i rapporti, sebbene lui fosse sposato con Maria Buttone. Non è chiaro se tra i due fosse ripresa una relazione sentimentale o meno, ma di fatto quello fu il momento in cui Angela Gentile e sua figlia Gianna ritornarono nella vita del capoclan. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Belforte era intenzionato a costruire un legame con la figlia, tanto da offrirle un sostegno economico e affittare per loro un elegante appartamento a Caserta. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo riavvicinamento scatenò però le ire di Buttone, che dopo aver provato invano a intimorire Angela (che le rispose: “&#039;&#039;zoccola, non mi fai paura&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017), &#039;&#039;Il mattino, Uccisa perché ebbe figlia dal boss, Belforte e moglie verso il processo: «Ma no all’arresto, è affare di famiglia&#039;&#039;, Il Mattino, 1° dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/belforte_uccisa_figlia_boss_processo-3401642.html] &amp;lt;/ref&amp;gt;), mise il marito davanti a un’alternativa: o lo avrebbe lasciato, portando con sé i loro figli, oppure lui avrebbe dovuto uccidere Angela, facendo sparire il suo corpo per sempre. In cambio, lei avrebbe accettato di crescerne la figlia senza farle mancare nulla, come se fosse  la propria&amp;lt;ref&amp;gt;Nettuno, Attilio (2021), &#039;&#039;Amante del boss uccisa: ergastolo per Maria Buttone. Trent&#039;anni a Belforte&#039;&#039;, CasertaNews, 9 dicembre [https://www.casertanews.it/cronaca/camorra-omicidio-gentile-condanne-appello-marcianise.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’omicidio===&lt;br /&gt;
Fu così che il [[28 ottobre]] [[1991]], al termine del turno di lavoro, Angela Gentile venne rapita nel parcheggio dell’ospedale da un gruppo di killer, che la uccisero e fecero sparire il suo corpo nel nulla, lasciando la sua Seat Marbella rossa parcheggiata lì. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non vedendo arrivare la madre, la figlia Gianna tornò a casa da sola da scuola, ricevendo poco dopo la visita del padre che le spiegò che qualcuno aveva ucciso Angela come atto di ritorsione nei suoi confronti per fatti legati alla criminalità e che da quel giorno in poi lei avrebbe vissuto a casa sua con la moglie Maria&amp;lt;ref&amp;gt;Saviano, op. cit., p. 80.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La vita di Gianna coi Belforte===&lt;br /&gt;
Nonostante la volontà della ragazzina di vivere con la nonna materna, Gianna fu costretta ad andare a vivere per 5 anni insieme alla famiglia del padre, benché non vi fosse alcun atto formale di adozione &amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Liguori op. cit.&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nome di Gianna figura sullo stato civile della famiglia Belforte solo da quando lei compie 18 anni&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017).&#039;&#039;Uccisa dopo love story col boss la figlia di Belforte: «Chiedo verità»&#039;&#039;, Il Mattino, 7 dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/uccisa_dopo_love_story_boss_figlia_belforte_chiedo_verita-3414443.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un’annotazione dell’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine, arrivata dopo accertamenti ordinati dalla DDA di Napoli nel 1998, si legge che:   &amp;lt;blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
«nel 1992 la moglie e la madre di Domenico Belforte si presentarono presso gli assistenti sociali della provincia. Le due, per conto dello stesso Domenico, ne chiesero l’affidamento. A tale richiesta le assistenti sociali, che non hanno mai informato il Tribunale per i minorenni di Napoli, produssero un’istanza al Giudice tutelare di Caserta per la nomina di un tutore per la minore. La pratica non ha avuto nessun esito» &amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &amp;lt;/blockquote&amp;gt;La vicenda riguardava una delle famiglie criminalmente più potenti della provincia di Caserta, per questo motivo nessuno si interessò della vicenda e Gianna continuò a vivere a casa del padre fino a quando, una volta adulta e sposata, si trasferì in Emilia-Romagna, dove vive ancora oggi. Fu proprio a Rimini, mentre stava ospitando la matrigna Maria agli arresti domiciliari, che Gianna venne a conoscenza dalle autorità dello sviluppo delle indagini sulla morte della madre e che i responsabili erano proprio il padre e la matrigna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Indagini e Processi ==&lt;br /&gt;
Le indagini sull’omicidio di Angela Gentile ebbero una svolta nel 2016 grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Froncillo, che raccontò al sostituito procuratore della DDA di Napoli Luigi Landolfi il piano della Buttone per eliminare la sua rivale: «&#039;&#039;Mimì Belforte e Mino Musone uccisero Gentile e fecero sparire il cadavere per dare soddisfazione a Maria Buttone&#039;&#039;». Tali dichiarazioni vennero poi confermate anche dal collaboratore di giustizia Paolo Di Grazia&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 19 dicembre 2019 il Tribunale di Napoli condannò all’ergastolo Maria Buttone e a 30 anni di reclusione Domenico Belforte per l’omicidio di Angela Gentile. Nello stesso procedimento Maria Buttone venne anche riconosciuta come reggente del clan Belforte quantomeno dall’aprile 2016 all’agosto del 2017, durante la permanenza in carcere del marito&amp;lt;ref&amp;gt;CasertaNews (2020). &#039;&#039;Omicidio dell&#039;amante del boss, arrestata Maria Buttone. Una figlia nata dalla relazione clandestina&#039;&#039; [https://www.casertanews.it/cronaca/omicidio-amante-boss-arresto-buttone-figlia-relazione-clandestina-marcianise.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il riconoscimento del metodo mafioso nell’omicidio di Angela Gentile, dapprima considerato come “&#039;&#039;una questione di famiglia&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, op. cit.&amp;lt;/ref&amp;gt; venne riconosciuto dalla Corte di Cassazione che, chiamata a decidere sulla misura cautelare del carcere a seguito della condanna di primo grado, affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«l&#039;omicidio non fu causato dalla gelosia di una moglie che aveva scoperto l&#039;esistenza della relazione extraconiugale del marito, Domenico Belforte, a capo dell&#039;associazione camorristica di Marcianise, quanto dalla pretesa, rispondente a deprecabili logiche criminali di tipo mafioso, della moglie del capo clan di ottenere adeguata compensazione per aver subito un torto e accettato di accogliere in casa la figlia illegittima che il marito aveva avuto da quella relazione»&amp;lt;ref&amp;gt;Nettuno, op.cit.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;La sentenza di condanna venne confermata in secondo grado nel 2021, diventando poi definitiva nel febbraio 2024. Attualmente entrambi i coniugi sono sottoposti al regime carcerario ex art. 41 bis o.p. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il corpo di Angela non è stato ancora ritrovato, sebbene alcuni collaboratori di giustizia abbiano dichiarato che il suo cadavere «&#039;&#039;fu seppellito a Puzzaniello di Marcianise, vicino ai pilastri della strada detta ex Pontello&#039;&#039;» &amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017). &#039;&#039;Il cadavere dell’amante del boss è sotto i pilastri di Puzzaniello&#039;&#039;, Il Mattino, 2 dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/cadavere_amante_belforte_sotto_pilastri_puzzaniello-3403731.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Archivio Caserta News.&lt;br /&gt;
* Archivio Il Mattino.&lt;br /&gt;
* Saviano, Roberto (2024). &#039;&#039;Noi due ci apparteniamo. Sesso, amore, violenza, tradimento nella vita dei boss&#039;&#039;, Milano, Fuoriscena Editore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria: Donne Vittime di mafia]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Camorra]] [[Categoria:Morti il 28 ottobre]] [[Categoria:Morti nel 1991]] [[Categoria:Vittime di mafia del 1991]] [[Categoria:Vittime di mafia di ottobre]] [[Categoria:Vittime di mafia del 28 ottobre]] [[Categoria:Lavoratori Vittime di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pluto98</name></author>
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		<title>Angela Gentile</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Pluto98: Creata pagina con &amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Angela Gentile&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; (Caserta, 1960 - Caserta, 28 ottobre 1991) è stata una giovane donna vittima di camorra, assassinata dal padre di sua figlia Domenico Belforte, capoclan dei Mazzacane, su ordine della moglie Maria Buttone.  ==Biografia== Angela Gentile proveniva da una famiglia umile ed era estranea a qualsiasi contesto camorristico. Lavorava come dipendente presso l’ospedale di Caserta e cresceva da sola la figlia avuta quando era diciottenne da D...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;&#039;Angela Gentile&#039;&#039;&#039; (Caserta, 1960 - Caserta, [[28 ottobre]] [[1991]]) è stata una giovane donna vittima di camorra, assassinata dal padre di sua figlia [[Domenico Belforte]], capoclan dei Mazzacane, su ordine della moglie [[Maria Buttone]].&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Angela Gentile proveniva da una famiglia umile ed era estranea a qualsiasi contesto camorristico. Lavorava come dipendente presso l’ospedale di Caserta e cresceva da sola la figlia avuta quando era diciottenne da Domenico Belforte, prima che questi si guadagnasse il soprannome di “&#039;&#039;Mimi ‘e Mazzacane&#039;&#039;”, diventando il fondatore del clan di camorra egemone a Marcianise e dintorni, noto sia come [[Clan Belforte]] o Clan Mazzacane.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I due si erano conosciuti da adolescenti, durante una serata in discoteca, e intrapresero una relazione che portò nel 1978 alla nascita di una bambina, Gianna, che Domenico però non riconobbe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la nascita della figlia i due si separarono. Belforte si sposò con Maria Buttone, mentre Angela continuò ad occuparsi autonomamente della figlia, con la quale viveva in simbiosi&amp;lt;ref&amp;gt;Saviano, Roberto (2024), &#039;&#039;Noi due ci apparteniamo. Sesso, amore, violenza, tradimento nella vita dei boss&#039;&#039;, Milano, Fuoriscena Editore, pag. 78.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto tra Angela e Domenico riprese agli inizi degli anni ’90, quando l’uomo, in carcere per la Strage di San Martino, che lo incoronò definitivamente boss di Marcianise, iniziò a inviarle delle lettere, manifestando la volontà di conoscere sua figlia, ormai tredicenne. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il riavvicinamento con Belforte===&lt;br /&gt;
Dopo la sua scarcerazione nel 1991, Domenico e Angela riallacciarono i rapporti, sebbene lui fosse sposato con Maria Buttone. Non è chiaro se tra i due fosse ripresa una relazione sentimentale o meno, ma di fatto quello fu il momento in cui Angela Gentile e sua figlia Gianna ritornarono nella vita del capoclan. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Belforte era intenzionato a costruire un legame con la figlia, tanto da offrirle un sostegno economico e affittare per loro un elegante appartamento a Caserta. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo riavvicinamento scatenò però le ire di Buttone, che dopo aver provato invano a intimorire Angela (che le rispose: “&#039;&#039;zoccola, non mi fai paura&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017), &#039;&#039;Il mattino, Uccisa perché ebbe figlia dal boss, Belforte e moglie verso il processo: «Ma no all’arresto, è affare di famiglia&#039;&#039;, Il Mattino, 1° dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/belforte_uccisa_figlia_boss_processo-3401642.html] &amp;lt;/ref&amp;gt;), mise il marito davanti a un’alternativa: o lo avrebbe lasciato, portando con sé i loro figli, oppure lui avrebbe dovuto uccidere Angela, facendo sparire il suo corpo per sempre. In cambio, lei avrebbe accettato di crescerne la figlia senza farle mancare nulla, come se fosse  la propria&amp;lt;ref&amp;gt;Nettuno, Attilio (2021), &#039;&#039;Amante del boss uccisa: ergastolo per Maria Buttone. Trent&#039;anni a Belforte&#039;&#039;, CasertaNews, 9 dicembre [https://www.casertanews.it/cronaca/camorra-omicidio-gentile-condanne-appello-marcianise.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’omicidio===&lt;br /&gt;
Fu così che il [[28 ottobre]] [[1991]], al termine del turno di lavoro, Angela Gentile venne rapita nel parcheggio dell’ospedale da un gruppo di killer, che la uccisero e fecero sparire il suo corpo nel nulla, lasciando a sua Seat Marbella rossa parcheggiata lì. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non vedendo arrivare la madre, la figlia Gianna tornò a casa da sola da scuola, ricevendo poco dopo la visita del padre che le spiegò che qualcuno aveva ucciso Angela come atto di ritorsione nei suoi confronti per fatti legati alla criminalità e che da quel giorno in poi lei avrebbe vissuto a casa sua con la moglie Maria&amp;lt;ref&amp;gt;Saviano, op. cit., p. 80.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La vita di Gianna coi Belforte===&lt;br /&gt;
Nonostante la volontà della ragazzina di vivere con la nonna materna, Gianna fu costretta ad andare a vivere per 5 anni insieme alla famiglia del padre, benché non vi fosse alcun atto formale di adozione &amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Liguori op. cit.&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il nome di Gianna figura sullo stato civile della famiglia Belforte solo da quando lei compie 18 anni&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017).&#039;&#039;Uccisa dopo love story col boss la figlia di Belforte: «Chiedo verità»&#039;&#039;, Il Mattino, 7 dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/uccisa_dopo_love_story_boss_figlia_belforte_chiedo_verita-3414443.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un’annotazione dell’Ufficio Minori della Divisione Anticrimine, arrivata dopo accertamenti ordinati dalla DDA di Napoli nel 1998, si legge che:   &amp;lt;blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
«nel 1992 la moglie e la madre di Domenico Belforte si presentarono presso gli assistenti sociali della provincia. Le due, per conto dello stesso Domenico, ne chiesero l’affidamento. A tale richiesta le assistenti sociali, che non hanno mai informato il Tribunale per i minorenni di Napoli, produssero un’istanza al Giudice tutelare di Caserta per la nomina di un tutore per la minore. La pratica non ha avuto nessun esito» &amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.  &amp;lt;/blockquote&amp;gt;La vicenda riguardava una delle famiglie criminalmente più potenti della provincia di Caserta, per questo motivo nessuno si interessò della vicenda e Gianna continuò a vivere a casa del padre fino a quando, una volta adulta e sposata, si trasferì in Emilia-Romagna, dove vive ancora oggi. Fu proprio a Rimini, mentre stava ospitando la matrigna Maria agli arresti domiciliari, che Gianna venne a conoscenza dalle autorità dello sviluppo delle indagini sulla morte della madre e che i responsabili erano proprio il padre e la matrigna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Indagini e Processi ==&lt;br /&gt;
Le indagini sull’omicidio di Angela Gentile ebbero una svolta nel 2016 grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Michele Froncillo, che raccontò al sostituito procuratore della DDA di Napoli Luigi Landolfi il piano della Buttone per eliminare la sua rivale: «&#039;&#039;Mimì Belforte e Mino Musone uccisero Gentile e fecero sparire il cadavere per dare soddisfazione a Maria Buttone&#039;&#039;». Tali dichiarazioni vennero poi confermate anche dal collaboratore di giustizia Paolo Di Grazia&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 19 dicembre 2019 il Tribunale di Napoli condannò all’ergastolo Maria Buttone e a 30 anni di reclusione Domenico Belforte per l’omicidio di Angela Gentile. Nello stesso procedimento Maria Buttone venne anche riconosciuta come reggente del clan Belforte quantomeno dall’aprile 2016 all’agosto del 2017, durante la permanenza in carcere del marito&amp;lt;ref&amp;gt;CasertaNews (2020). &#039;&#039;Omicidio dell&#039;amante del boss, arrestata Maria Buttone. Una figlia nata dalla relazione clandestina&#039;&#039; [https://www.casertanews.it/cronaca/omicidio-amante-boss-arresto-buttone-figlia-relazione-clandestina-marcianise.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il riconoscimento del metodo mafioso nell’omicidio di Angela Gentile, dapprima considerato come “&#039;&#039;una questione di famiglia&#039;&#039;”&amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, op. cit.&amp;lt;/ref&amp;gt; venne riconosciuto dalla Corte di Cassazione che, chiamata a decidere sulla misura cautelare del carcere a seguito della condanna di primo grado, affermò: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«l&#039;omicidio non fu causato dalla gelosia di una moglie che aveva scoperto l&#039;esistenza della relazione extraconiugale del marito, Domenico Belforte, a capo dell&#039;associazione camorristica di Marcianise, quanto dalla pretesa, rispondente a deprecabili logiche criminali di tipo mafioso, della moglie del capo clan di ottenere adeguata compensazione per aver subito un torto e accettato di accogliere in casa la figlia illegittima che il marito aveva avuto da quella relazione»&amp;lt;ref&amp;gt;Nettuno, op.cit.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;La sentenza di condanna venne confermata in secondo grado nel 2021, diventando poi definitiva nel febbraio 2024. Attualmente entrambi i coniugi sono sottoposti al regime carcerario ex art. 41 bis o.p. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il corpo di Angela non è stato ancora ritrovato, sebbene alcuni collaboratori di giustizia abbiano dichiarato che il suo cadavere «&#039;&#039;fu seppellito a Puzzaniello di Marcianise, vicino ai pilastri della strada detta ex Pontello&#039;&#039;» &amp;lt;ref&amp;gt;Liguori, Mary (2017). &#039;&#039;Il cadavere dell’amante del boss è sotto i pilastri di Puzzaniello&#039;&#039;, Il Mattino, 2 dicembre [https://www.ilmattino.it/caserta/cadavere_amante_belforte_sotto_pilastri_puzzaniello-3403731.html]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Archivio Caserta News.&lt;br /&gt;
* Archivio Il Mattino.&lt;br /&gt;
* Saviano, Roberto (2024). &#039;&#039;Noi due ci apparteniamo. Sesso, amore, violenza, tradimento nella vita dei boss&#039;&#039;, Milano, Fuoriscena Editore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria: Donne Vittime di mafia]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Camorra]] [[Categoria:Morti il 28 ottobre]] [[Categoria:Morti nel 1991]] [[Categoria:Vittime di mafia del 1991]] [[Categoria:Vittime di mafia di ottobre]] [[Categoria:Vittime di mafia del 28 ottobre]] [[Categoria:Lavoratori Vittime di mafia]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Pluto98</name></author>
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