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	<title>Leopoldo Franchetti - Cronologia</title>
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	<subtitle>Cronologia della pagina su questo sito</subtitle>
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		<title>Mattiabracci: Creata pagina con &quot;{{#seo: |site_name=WikiMafia |keywords=leopoldo franchetti, franchetti, mafia, antimafia, wikimafia, leopoldo franchetti mafia, condizioni politico amministrative della sicilia |description=Leopoldo Franchetti è stato un intellettuale meridionalista e politico italiano, prima deputato e poi senatore del Regno d’Italia, noto per la sua inchiesta sulla Sicilia pubblicata nel 1877 in cui analizzò per la prima volta il fenomeno mafioso. |image=File:Leopoldo franchetti.jp...&quot;</title>
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		<summary type="html">&lt;p&gt;Creata pagina con &amp;quot;{{#seo: |site_name=WikiMafia |keywords=leopoldo franchetti, franchetti, mafia, antimafia, wikimafia, leopoldo franchetti mafia, condizioni politico amministrative della sicilia |description=Leopoldo Franchetti è stato un intellettuale meridionalista e politico italiano, prima deputato e poi senatore del Regno d’Italia, noto per la sua inchiesta sulla Sicilia pubblicata nel 1877 in cui analizzò per la prima volta il fenomeno mafioso. |image=File:Leopoldo franchetti.jp...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nuova pagina&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;{{#seo:&lt;br /&gt;
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|description=Leopoldo Franchetti è stato un intellettuale meridionalista e politico italiano, prima deputato e poi senatore del Regno d’Italia, noto per la sua inchiesta sulla Sicilia pubblicata nel 1877 in cui analizzò per la prima volta il fenomeno mafioso.&lt;br /&gt;
|image=File:Leopoldo franchetti.jpg&lt;br /&gt;
|image_alt=Leopoldo Franchetti&lt;br /&gt;
|type=website&lt;br /&gt;
|section=Politici&lt;br /&gt;
}}&lt;br /&gt;
&amp;lt;blockquote&amp;gt;«L’amministrazione governativa è come accampata in mezzo ad una società che ha tutti i suoi ordinamenti fondati sulla presunzione che non esista autorità pubblica. [...] La massa della popolazione ammette, riconosce e giustifica l’esistenza di quelle forze che altrove sarebbero giudicate illegittime»&amp;lt;ref&amp;gt;Leopoldo Franchetti, &amp;#039;&amp;#039;La Sicilia nel 1876&amp;#039;&amp;#039; (2 voll., con Sidney Sonnino), Barbera, Firenze, 1877, vol. I: &amp;#039;&amp;#039;Condizioni politiche e amministrative della Sicilia&amp;#039;&amp;#039;, Capitolo I, Paragrafo 9, &amp;quot;Suo Isolamento morale&amp;quot;, p. 53.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Leopoldo franchetti.jpg|alt=Leopoldo Franchetti|miniatura|300x300px|Leopoldo Franchetti]]&lt;br /&gt;
&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Leopoldo Franchetti&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; (Livorno, [[31 maggio]] [[1847]] – Roma, [[4 novembre]] [[1917]]) è stato un intellettuale meridionalista e politico italiano, prima deputato e poi senatore del Regno d’Italia, noto per la sua inchiesta sulla Sicilia pubblicata nel [[1877]] in cui analizzò per la prima volta il [[Mafia|fenomeno mafioso]]. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Biografia ==&lt;br /&gt;
=== Gli studi giovanili ===&lt;br /&gt;
Nato in una ricca famiglia di commercianti e banchieri ebrei, settimo di otto figli dei baroni&amp;lt;ref&amp;gt;Il padre Isacco Franchetti nel [[1858]] fu insignito del titolo di barone nel [[1891]] da Umberto I re d’Italia. La famiglia Franchetti, mercanti internazionali, si trasferì dalla Tunisia in Toscana alla fine del XVIII secolo affermandosi, a partire dalla prima metà dell’Ottocento, come una delle più importanti famiglie della comunità ebraica.&amp;lt;/ref&amp;gt; Isacco ed Elena Tedeschi, Leopoldo Franchetti compì gli studi classici a Parigi, laureandosi poi nel luglio del [[1870]] in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa. Dopo la laurea, Franchetti si trasferì prima in Germania e poi in Inghilterra, dove studiò i locali sistemi amministrativi&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Giuseppe Sircana, voce &amp;#039;&amp;#039;FRANCHETTI, Leopoldo&amp;#039;&amp;#039; in &amp;#039;&amp;#039;Dizionario Biografico degli Italiani – Vol. 50&amp;#039;&amp;#039;, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1998&amp;lt;/ref&amp;gt;, infine in Francia, dove assistette alle ultime fasi della Comune di Parigi&amp;lt;ref&amp;gt;Loreto di Nucci, &amp;#039;&amp;#039;Leopoldo Franchetti negli Abruzzi e Molise&amp;#039;&amp;#039; in &amp;#039;&amp;#039;Rivista di studi e ricerche sulla criminalità organizzata V.6 N.2&amp;#039;&amp;#039;, Università degli studi di Perugia, 2020, p. 104&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La questione meridionale ===&lt;br /&gt;
Durante gli studi universitari entrò in contatto con la figura di &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Pasquale Villari&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, professore universitario di Storia noto per i suoi studi sulla [[Questione meridionale|questione meridionale]], confluiti nella raccolta &amp;#039;&amp;#039;Lettere meridionali&amp;#039;&amp;#039; edita nel 1878&amp;lt;ref&amp;gt;Pasquale Villari, &amp;#039;&amp;#039;Le lettere meridionali ed altri scritti sulla questione sociale in Italia&amp;#039;&amp;#039;, Firenze, Successori Le Monnier, 1878&amp;lt;/ref&amp;gt;. Fu proprio Villari a sollevare la questione del Mezzogiorno d&amp;#039;Italia come cruciale per il consolidamento dello Stato unitario e la piena &amp;quot;nazionalizzazione&amp;quot; degli italiani&amp;lt;ref&amp;gt;Danilo Breschi, voce &amp;#039;&amp;#039;Franchetti Leopoldo&amp;#039;&amp;#039; in &amp;#039;&amp;#039;Dizionario del Liberalismo italiano&amp;#039;&amp;#039;, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2014&amp;lt;/ref&amp;gt;. Franchetti fu ampliamente influenzato dalla visione di Villari circa la stretta relazione esistente tra questione sociale e questione meridionale, tanto da descrivere successivamente il professore universitario come «&amp;#039;&amp;#039;il mio venerato maestro nella questione meridionale&amp;#039;&amp;#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pezzino, &amp;#039;&amp;#039;Leopoldo Franchetti e l’Italia liberale&amp;#039;&amp;#039; in &amp;#039;&amp;#039;Leopoldo e Alice Franchetti e il loro tempo&amp;#039;&amp;#039;, Città di Castello, Petruzzi, 2002, p.22&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il primo viaggio nel Sud Italia ===&lt;br /&gt;
Nel [[1873]] Franchetti decise di intraprendere un viaggio nelle province del Sud Italia (Abruzzo, Molise, Calabria e Basilicata)&amp;lt;ref&amp;gt;lo scopo era confutare la diffusa credenza che si trattasse di una realtà conosciuta meglio dai viaggiatori stranieri che dalla classe dirigente italiana, come spiega Umberto Zanotti-Bianco nel suo &amp;#039;&amp;#039;Saggio storico sulla vita e attività politica di Leopoldo Franchetti&amp;#039;&amp;#039;(&amp;#039;&amp;#039;Leopoldo Franchetti, Mezzogiorno e colonie&amp;#039;&amp;#039;, La Nuova Italia, Firenze, 1950, p. XX)&amp;lt;/ref&amp;gt;. Ne scaturì un volume intitolato &amp;quot;&amp;#039;&amp;#039;Condizioni economiche e amministrative delle province napoletane&amp;#039;&amp;#039;&amp;quot;, pubblicato nel [[1875]]. L’impressione che ne ricavò è riassunta da due estratti del testo, in cui l’autore afferma come «&amp;#039;&amp;#039;Il sentimento che desta la vista di quei paesi, e che sarà forse diviso dal lettore, è un profondo sconforto&amp;#039;&amp;#039;», proseguendo poi col dire che «&amp;#039;&amp;#039;il fondamento di qualunque riforma in quelle province, sta nel miglioramento della condizione economica della classe infima. […] A questo è subordinata l&amp;#039;educazione morale ed intellettuale delle classi povere ed anche delle ricche&amp;#039;&amp;#039;»&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Leopoldo Franchetti (1875). &amp;#039;&amp;#039;Abruzzi e Molise&amp;#039;&amp;#039; in &amp;#039;&amp;#039;Condizioni economiche ed amministrative delle province napoletane. Appunti di viaggio&amp;#039;&amp;#039;, Tipografia della Gazzetta d’Italia, Firenze, pp. 49-50&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il viaggio in Sicilia con Sonnino===&lt;br /&gt;
Il successo di questo libro lo spinse a intraprendere un secondo viaggio in Sicilia con [[Sidney Sonnino]], il [[1° marzo]] [[1876]]. Dalle note redatte durante le loro peregrinazioni siciliane scaturirono due volumi autonomi, divenuti poi celebri nella storia delle inchieste sulla questione meridionale, uno a firma di Sonnino (&amp;#039;&amp;#039;I contadini in Sicilia&amp;#039;&amp;#039;, [[1876]]) e l’altro di Franchetti (&amp;#039;&amp;#039;Condizioni politiche e amministrative della Sicilia&amp;#039;&amp;#039;, [[1877]]). Le due inchieste dettero grande notorietà a livello nazionale a entrambi gli autori&amp;lt;ref&amp;gt;Breschi, &amp;#039;&amp;#039;op. cit.&amp;#039;&amp;#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’attenzione nei confronti dei problemi delle masse rurali rimase un dato costante nell’attività politica di Franchetti, segnata da numerose iniziative di carattere educativo, sociale e filantropico: nel [[1888]] presentò, assieme a Luigi Ferrari, un ordine del giorno favorevole al suffragio universale maschile&amp;lt;ref&amp;gt;Breschi, &amp;#039;&amp;#039;op. cit.&amp;#039;&amp;#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;; nel [[1890]] creò a Città di Castello due scuole rurali, frequentate gratuitamente dai figli dei contadini, &amp;lt;ref&amp;gt;Sircana, &amp;#039;&amp;#039;op. cit.&amp;#039;&amp;#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;; nel [[1910]] contribuì alla fondazione dell’&amp;#039;&amp;#039;Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia&amp;#039;&amp;#039; (ANIMI), che intervenne con iniziative di assistenza in occasione di calamità naturali (nacque infatti in seguito al terremoto che distrusse Messina e Reggio Calabria nel [[1908]]), in un’ottica di filantropia sociale&amp;lt;ref&amp;gt; ANIMI Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d&amp;#039;Italia, &amp;#039;&amp;#039;Storia dell’Associazione&amp;#039;&amp;#039;, https://www.animi.it/storia_della_associazione.html, 22/01/2024&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La carriera politica ===&lt;br /&gt;
La carriera politica di Franchetti nel nuovo Stato unitario iniziò il [[29 ottobre]] [[1882]] con l’elezione a &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;deputato&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039; della XV legislatura; fu in seguito rieletto ininterrottamente fino alla XXI legislatura compresa. Il [[19 giugno]] [[1890]] gli fu conferita dal governo Crispi la carica di &amp;#039;&amp;#039;Commissario civile per la colonizzazione in Eritrea&amp;#039;&amp;#039;, dove guidò una missione incaricata di effettuare alcuni esperimenti agrari, ma si dimise poco dopo. La sua carriera di deputato terminò con la sconfitta alle elezioni del [[1909]]; nell’aprile dello stesso anno fu però nominato al Senato del Regno d’Italia&amp;lt;ref&amp;gt;Dizionario biografico multimediale dei parlamentari umbri dall’Unità alla XVI legislatura, &amp;#039;&amp;#039;Elenco Parlamentari - Franchetti Leopoldo&amp;#039;&amp;#039;, http://www.montesca.eu/dbm/franchetti-leopoldo/, 22/01/2024&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante la sua vicinanza alla Destra&amp;lt;ref&amp;gt;Il partito in cui militava era l&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;Unione Liberale Monarchica.&amp;#039;&amp;#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;, Franchetti riuscì a godere di una grande autonomia in tutta la sua vita parlamentare. Nel periodo che lo vide in parlamento si impegnò nella difesa delle ragioni della classe contadina e nella necessità di attuare una riforma economica che ne migliorasse la vita e la condizione culturale. Si fece inoltre sostenitore del suffragio universale e di una politica di espansione coloniale, che secondo il suo parere avrebbe portato notevoli benefici alla piccola proprietà terriera &amp;lt;ref&amp;gt;Sircana, &amp;#039;&amp;#039;op. cit.&amp;#039;&amp;#039;&amp;lt;/ref&amp;gt;. Proprio quest’idea lo portò a schierarsi attivamente con la fazione interventista all’alba della Prima Guerra Mondiale&amp;lt;ref&amp;gt;Zanotti-Bianco, &amp;#039;&amp;#039;op. cit.&amp;#039;&amp;#039;, p. XCVIII&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Morte ===&lt;br /&gt;
Leopoldo Franchetti si suicidò a Roma il 4 novembre 1917. Le motivazioni della scelta furono individuate nel notevole turbamento che aveva prodotto in lui la disfatta di Caporetto (avvenuta il [[24 ottobre]] precedente), ma anche nel trauma subito nel [[1911]] per la perdita della moglie Alice Hallgarten, con la quale aveva condiviso la gran parte della sua azione filantropica&amp;lt;ref&amp;gt;Guido Pescosolido (2017). &amp;#039;&amp;#039;Leopoldo Franchetti&amp;#039;&amp;#039;, in Comitato Nazionale per il Centenario della morte di Leopoldo Franchetti&lt;br /&gt;
D. M. 15/11/2016, rep. 516[[https://www.animi.it/pdf/Leopoldo%20Franchetti%20di%20Guido%20Pescosolido.pdf]]&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Condizioni politiche e amministrative della Sicilia ==&lt;br /&gt;
Franchetti vide la necessità di condurre questa inchiesta a seguito delle allarmanti notizie provenienti dalla Sicilia negli anni precedenti al [[1876]], che avevano portato i governi a varare diversi provvedimenti eccezionali per la gestione dell’ordine pubblico e la lotta al [[brigantaggio]]&amp;lt;ref&amp;gt;Citato in Nando dalla Chiesa (2010). &amp;#039;&amp;#039;Contro la mafia&amp;#039;&amp;#039;, Torino, Einaudi, p.5&amp;lt;/ref&amp;gt;. Nel [[1875]] era stata istituita una Giunta parlamentare «&amp;#039;&amp;#039;per l’inchiesta sulle condizioni della Sicilia&amp;#039;&amp;#039;»&amp;lt;ref&amp;gt; G. Borsani et al. (1876). &amp;#039;&amp;#039;Relazione della giunta per l’inchiesta sulle condizioni della Sicilia&amp;#039;&amp;#039;, Roma, Eredi Botta.&amp;lt;/ref&amp;gt;; l’inchiesta di Franchetti e Sonnino si svolse però &amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;in dichiarata autonomia&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, se non in aperta opposizione, rispetto a quest&amp;#039;ultima, a causa del monopolio esercitato sulla Giunta dai rappresentanti della classe terriera siciliana. Questo portò il parlamento ad accogliere con ostilità i risultati dell’inchiesta dei due intellettuali toscani&amp;lt;ref&amp;gt;Dalla Chiesa, &amp;#039;&amp;#039;op. cit.&amp;#039;&amp;#039;, p.5 &amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l’influenza che l’opera ha avuto sulla letteratura successiva, è utile riportare le considerazioni fatte da [[Nando dalla Chiesa]]: &amp;lt;blockquote&amp;gt;«Le &amp;#039;&amp;#039;Condizioni politiche e amministrative della Sicilia&amp;#039;&amp;#039; […] costituiscono il punto di partenza obbligato per qualsiasi rassegna o antologia della letteratura sulla mafia. […] Eppure costituiscono un documento di limpida intelligenza sullo stato della Sicilia di allora; un’analisi lucida (perfino stupefacente […]) dei fattori sociali, culturali e politici che vi generavano una concezione e una gestione del potere tanto abissalmente lontane da quelle che il nuovo Stato piemontese intendeva promuovere. […] Vi si trova il ritratto, eccezionalmente attuale, di un ordinamento sociale e di una mentalità che alimentano un potere illiberale e violento venendone a loro volta riprodotti e rafforzati»&amp;lt;ref&amp;gt;Ibidem&amp;lt;/ref&amp;gt;.&amp;lt;/blockquote&amp;gt;Franchetti è autore del primo volume che costituisce l’inchiesta. Questo è strutturato in 116 paragrafi, raccolti nei 6 capitoli elencati di seguito:&lt;br /&gt;
*I. Condizioni generali&lt;br /&gt;
*II. Cenni storici&lt;br /&gt;
*III. La pubblica sicurezza&lt;br /&gt;
*IV. Relazioni economiche e amministrazioni locali&lt;br /&gt;
*V. Il governo e le influenze locali in Sicilia&lt;br /&gt;
*VI. Rimedi&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo capitolo si apre con una descrizione di [[Palermo]] e dei suoi dintorni: dopo un breve accenno all’incanto iniziale cui sono soggetti i viaggiatori che giungono in queste zone (par. 1), Franchetti dà inizio a una minuziosa descrizione delle prepotenze note a tutti gli abitanti del posto, dell’omertà dilagante e dell’impunità dei malfattori (par. 2). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel paragrafo 3, intitolato &amp;#039;&amp;#039;Associazioni per l’esercizio della prepotenza&amp;#039;&amp;#039;, si ha il primo riferimento al meccanismo mafioso e viene utilizzato il termine &amp;#039;&amp;#039;capo mafia&amp;#039;&amp;#039; per descrivere i signori che reggono le &amp;quot;[[Cosca|cosche]]&amp;quot;, le quali Franchetti descrive come «&amp;#039;&amp;#039;regolarmente costituite con statuti, regole per l’ammissione, sanzioni penali&amp;#039;&amp;#039;». Nello stesso paragrafo si trova inoltre il riferimento a «&amp;#039;&amp;#039;dei faccendieri che, in Roma, sostenevano gli interessi o l’impunità dell’associazione e dei suoi membri, nei ministeri e altrove&amp;#039;&amp;#039;». &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel seguito, alcuni paragrafi (4, 8, 9, 11, 13) sono dedicati all’&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;intesa fra la popolazione civile e i mafiosi&amp;#039;&amp;#039;&amp;#039;, provata dall’assenza di denunce, dalla disapprovazione verso chi collabora con le autorità e dall’impotenza di quest’ultima nel reprimere gli abusi; tutto ciò viene descritto come «&amp;#039;&amp;#039;una forza arcana, che protegge le loro persone (dei mafiosi, ndr) e regge la loro influenza contro chiunque, e soprattutto contro l’autorità pubblica&amp;#039;&amp;#039;». Altri argomenti presenti in questo capitolo sono l’importanza della violenza nelle relazioni fra potenti, definite &amp;#039;&amp;#039;relazioni sociali a mano armata&amp;#039;&amp;#039; (par. 5 e 6), la corruzione (par. 16) e l’ostruzionismo politico (par. 17).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di notevole interesse è anche il terzo capitolo, nel quale viene descritto l’ordinamento sociale Siciliano precedente al [[1860]] come «&amp;#039;&amp;#039;fondato sulla potenza privata&amp;#039;&amp;#039;» (par. 48); secondo Franchetti l’Unità d’Italia modificò il diritto positivo, portando a un superamento dell’impianto legislativo feudale, ma nulla poté nel limitare di fatto le violenze private, data «&amp;#039;&amp;#039;l’assoluta impotenza dell’autorità sociale ad imporre le sue leggi con la forza&amp;#039;&amp;#039;». L’autore prosegue poi sostenendo una tesi ancora più rilevante, ossia che il cambiamento nel diritto positivo abbia reso la violenza &amp;#039;&amp;#039;più democratica&amp;#039;&amp;#039;, dal momento che «&amp;#039;&amp;#039;la soppressione […] dei privilegi baronali ha fatto della violenza una istituzione accessibile quasi ad ogni ceto e ad ogni classe&amp;#039;&amp;#039;» (par. 49).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Opere ==&lt;br /&gt;
*&amp;#039;&amp;#039;Dell’ordinamento interno dei comuni rurali in Italia&amp;#039;&amp;#039;, Stabilimento Tipografico di G. Pellas, Firenze 1872&lt;br /&gt;
*&amp;#039;&amp;#039;Condizioni economiche ed amministrative delle province napoletane: Abruzzi e Molise – Calabrie e Basilicata. Appunti di viaggio&amp;#039;&amp;#039;, Tipografia della Gazzetta d’Italia, Firenze 1875&lt;br /&gt;
*&amp;#039;&amp;#039;La Sicilia nel 1876&amp;#039;&amp;#039; (2 voll., con Sidney Sonnino), Barbera, Firenze 1877&lt;br /&gt;
*&amp;#039;&amp;#039;L’Italia e la sua colonia africana&amp;#039;&amp;#039;, Scipione Lapi, Città di Castello 1891&lt;br /&gt;
*&amp;#039;&amp;#039;Dal ministerialismo all’opposizione&amp;#039;&amp;#039;, in Nuova Antologia 1897&lt;br /&gt;
*&amp;#039;&amp;#039;Politica parlamentare e politica nazionale&amp;#039;&amp;#039;, in Nuova Antologia 1900&lt;br /&gt;
*&amp;#039;&amp;#039;L’anticlericalismo e la scuola. Riflessioni di un solitario&amp;#039;&amp;#039;, in Nuova Antologia 1908&lt;br /&gt;
*&amp;#039;&amp;#039;Politica e mafia in Sicilia: gli inediti del 1876&amp;#039;&amp;#039;, a cura e con introduzione di A. Jannazzo, Bibliopolis, Napoli 1995&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references&amp;gt;&amp;lt;/references&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
*AA.VV. (1998). &amp;#039;&amp;#039;Dizionario Biografico degli Italiani – Vol. L&amp;#039;&amp;#039;, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana.&lt;br /&gt;
*AA.VV. (2014). &amp;#039;&amp;#039;Dizionario del Liberalismo italiano&amp;#039;&amp;#039;, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino.&lt;br /&gt;
*Chiosso, Giorgi &amp;amp;, Sani, Roberto (2014). &amp;#039;&amp;#039;Dizionario biografico dell&amp;#039;educazione (1800-2000)&amp;#039;&amp;#039;, Milano, Editrice Bibliografica.&lt;br /&gt;
*Dalla Chiesa, Nando (2010). &amp;#039;&amp;#039;Contro la mafia&amp;#039;&amp;#039;, Torino, Einaudi.&lt;br /&gt;
*Di Nucci, Loreto (2020). &amp;quot;Leopoldo Franchetti negli Abruzzi e Molise&amp;#039;&amp;#039;&amp;quot;,&amp;#039;&amp;#039; in &amp;#039;&amp;#039;Rivista di studi e ricerche sulla criminalità organizzata&amp;#039;&amp;#039;, Vol. 6 n. 2, Cross - Osservatorio sulla Criminalità Organizzata, Università degli Studi di Milano.&lt;br /&gt;
*Franchetti, Leopoldo, Sonnino, Sidney (1925). &amp;#039;&amp;#039;La Sicilia nel 1876&amp;#039;&amp;#039;, Firenze, Vallecchi.&lt;br /&gt;
*Pezzino, Paolo &amp;amp; Tacchini, Alvaro (2002). &amp;#039;&amp;#039;Leopoldo e Alice Franchetti e il loro tempo&amp;#039;&amp;#039;, Città di Castello, Petruzzi.&lt;br /&gt;
*Rogari, Sandro (2019). &amp;#039;&amp;#039;Leopoldo Franchetti, la nuova Destra e il modello Toscano&amp;#039;&amp;#039;, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:Politici]] [[Categoria:Studiosi]] [[Categoria:Nati il 31 maggio]] [[Categoria:Nati nel 1847]] [[Categoria:Morti il 4 novembre]] [[Categoria:Morti nel 1917]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Mattiabracci</name></author>
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