Clan Cava

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Il clan Cava è l'organizzazione criminale più influente della provincia di Avellino. Presente nel territorio irpino dal secondo dopoguerra, ha allargato le sue mire a partire dal comune di Quindici fino ad arrivare anche alla parte più centrale dell’Irpinia coinvolgendo i comuni di Pago di Vallo di Lauro, Monteforte Irpino, Taurano, Moschiano, Manocalzati, Atripalda e Mugnano del Cardinale.

Ha esteso il proprio raggio d’azione anche al di fuori del territorio avellinese, attraverso accordi con altri sodalizi criminali campani, in particolare con il clan Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano (NA) per il controllo dell’intera zona sub-vesuviana e con il clan De Feo di Battipaglia (SA) per il controllo della Piana del Sele.

Storia

Il Clan venne fondato dai fratelli Salvatore e Vincenzo Cava, quest'ultimo ucciso nel 1995 in un agguato da parte dei rivali del clan Graziano. Ai due boss fondatori sono succeduti il figlio di Vincenzo, Biagio Cava, e Antonio «Ndo' Ndo'» Cava, figlio di Raffaele, oggi reclusi in regime di carcere duro per reati che vanno dall'associazione per delinquere di stampo camorristico, all'omicidio, fino al racket ad esercenti e imprenditori edili. Infine, la leadership è passata nelle mani di Salvatore Cava, uno dei figli di Biagio, che è stato arrestato nel maggio del 2010, scarcerato nel 2019.

Da sempre contrapposti al clan Graziano con il quale condividono lo stesso territorio, quello della Valle del Lauro, i due gruppi criminali facevano parte della stessa organizzazione, il “Clan dei Quindiciari”. Agli inizi degli anni ’80, a causa di contrasti legati alla spartizione dei fondi destinati alla ricostruzione post-terremoto, i due clan si sono scissi iniziando una cruenta faida protrattasi negli anni e praticamente mai terminata[1].

Nonostante i tanti colpi inferti da parte dello Stato, ad oggi si registra ancora la presenza del clan Cava nel Vallo del Lauro, nel mandamento baianese, nel nolano ed in generale nella provincia di Avellino, confermandosi il gruppo più influente.

Struttura, Economia e Attività Criminali

Come già detto, i Cava operano nel Nolano, nel Vesuviano, in alcune aree della provincia di Salerno e nel Mandamento baianese grazie ad accordi con le organizzazioni criminali lì attive e attraverso propri referenti. Negli anni i Cava hanno esteso la propria egemonia anche nella città di Avellino attraverso alleanze con il Clan Genovese/Partenio e il Clan Meriani, attivo a Montoro (quest'ultimo oramai smembrato dalle varie operazioni di polizia).

Le principali fonti di guadagno del clan sono rappresentate dal racket, dalle estorsioni, dal traffico di droga, dall’usura e dagli appalti truccati. Nel settore dell'edilizia, il clan è riuscito ad assicurarsi il monopolio del movimento terra, della fornitura di inerti, della produzione e distribuzione di cemento e calcestruzzo.

Nel frammentato panorama camorristico campano, i Cava, come i Graziano, presentano una struttura più simile a quella di una 'ndrina calabrese, dato che il clan è sempre stato a "conduzione familiare" e la maggior parte dei suoi affiliati sono consanguinei o legati da rapporti di parentela, tanto da presentare un numero davvero irrisorio di collaboratori di giustizia, e mai tra gli esponenti di spicco del clan.

Note

  1. Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2002, p.61

Bibliografia

  • Direzione Investigativa Antimafia, Relazione 2° Semestre 2002