Emilia Cestelli

Da WikiMafia.
Jump to navigation Jump to search

Emilia Cestelli (Palermo, 25 luglio 1952 - Milano, 19 maggio 2021) è stata un'attivista politica in prima fila contro la mafia e la corruzione in Italia. Moglie di Nando dalla Chiesa, fu protagonista in particolare della vita civile milanese e il 7 dicembre 2021 ha ricevuto la medaglia d'oro alla memoria del Comune di Milano, meglio nota come Ambrogino d'oro.

Emilia Cestelli
Emilia Cestelli

Biografia

Primi anni e adolescenza

Emilia Cestelli con i fratelli e la madre
Emilia (la prima a destra) con la madre, la sorella e i tre fratelli

Nata in una famiglia di cinque fratelli, Emilia studiò al Liceo Classico Garibaldi di Palermo, dove conobbe Simona dalla Chiesa, alla quale rimase legata da un’amicizia profonda e grazie alla quale incontrò il 17 agosto 1970 l'uomo che sarebbe diventato suo marito, Nando dalla Chiesa. I due si incontrarono al Pub Village, una discoteca per ragazzi palermitana che andava di moda a quei tempi, alle porte del parco della Favorita, trecento lire d'ingresso. Nando e Simona sarebbero dovuti essere a una festa organizzata da amici a Mondello che saltò all'ultimo minuto e lì incontrarono Emilia, che festeggiava il suo onomastico, e Daniela, un'altra amica di Simona che festeggiava invece il compleanno.

«Ci misi qualche secondo a realizzare quel che Simona aveva annunciato con tanta allegria. Sapevo della vostra amicizia e ogni tanto nei miei viaggi da Milano ti avevo anche incontrato. Non ci eravamo fatti esattamente simpatia. Senza particolari emozioni, cercai te e Daniela con lo sguardo. D'incanto ti vidi in mezzo alla pista. Il riflettore ruotava illuminandoti di continuo. non c'era in quel omento molta ressa. Restai folgorato. Eri in una tunichetta a fiori, corta e aderente, chiusa in alto al centro da un grande anello. ballavi con grazia ritmata, una sinuosità rapida, accennata. Mi voltai incredulo verso Simona. E le chiesi: "Ma è Emilia?". Lei confermò»[1].

Da quel colpo di fulmine, i due non si sarebbero più lasciati. Come raccontò Nando dalla Chiesa dopo la sua morte, a Palermo i due si incontravano in Vicolo Pandolfini[2], un minuscolo vicolo dove non passava quasi mai nessuno.

Da Palermo a Milano, per amore

Emilia Cestelli e Nando dalla Chiesa, da giovani
Emilia Cestelli e Nando dalla Chiesa, da giovani

Alla fine del 1975, Emilia decise di trasferirsi a Milano, per amore del suo "Nandù". Per quattro anni i due avevano vissuto una relazione a distanza, con lei rimasta a Palermo e lui che, per conservare il suo ruolo di assistente in università alla facoltà Scienze Politiche, si manteneva facendo il supplente annuale, prima di matematica e fisica a Cinisello Balsamo, poi di geografia economica all’istituto Cattaneo per ragionieri a Milano[3].

Quando l'Istituto di Sociologia diretto da Alessandro Pizzorno annunciò di essere alla ricerca di una segretaria "a mezzo tempo", Dalla Chiesa suggerì ad Alberto Martinelli il nome di Emilia, che a Palermo lavorava già da tre anni come segretaria regolarmente assunta a tempo pieno all’istituto di Architettura di Palermo con Gino Pollini, il padre di Maurizio, il grande pianista[4]. Lei, per amore, decise di lasciare il certo per l'incerto e iniziò la sua nuova vita milanese.

A Milano Emilia andò a vivere a casa del padre Maurizio, che si era dovuto trasferire lì per lavoro. Dopo un paio d'anni "in anonimato", dandosi del Lei nei corridoi, i due annunciarono il loro matrimonio, che fu possibile perché i genitori di una sua collega, Luisa Leonini, «sapendo della nostra disperazione di coppia squattrinata e orgogliosa»[5], offrì alla coppia una loro casa in comodato gratuito, nella quale dovevano pagare solo le spese.

Il matrimonio con Nando dalla Chiesa

Nando dalla Chiesa ed Emilia Cestelli il giorno del loro matrimonio
Nando dalla Chiesa ed Emilia Cestelli il giorno del loro matrimonio

Il 23 luglio 1977 Emilia e Nando si sposarono nella Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Palermo, all'interno della Caserma dei Carabinieri di Via Vittorio Emanuele. La città, al di là del fatto che era la città di origine della sposa, era anche dal punto di vista della sicurezza la più idonea per garantire l'incolumità dei presenti[6]. Anni dopo, proprio Emilia ricordò la propria delusione e amarezza quando chiese a una sua amica di andarla a vedere in Chiesa e lei rifiutò "perché non si sa mai cosa può succedere"[7]. Erano gli anni del terrorismo e il suocero, Carlo Alberto dalla Chiesa era il nemico numero uno dei terroristi di estrema sinistra.

Durante il ricevimento, Emilia, così poco abituata alle divise di gala degli ufficiali, scambiò anche il Colonnello Russo, tutto vestito di bianco, per un cameriere, chiedendogli una fetta di torta. Il Colonnello, uomo di spirito, gliel'aveva tagliata e porta su un piatto con forchetta[8]. Meno di un mese dopo, il 20 agosto sarebbe stato ucciso da Cosa Nostra.

La nascita di Carlo Alberto e il lavoro in banca

Emilia Cestelli e Nando dalla Chiesa, nei primi anni di matrimonio
Emilia Cestelli e Nando dalla Chiesa, nei primi anni di matrimonio

Il 24 giugno 1978 nacque il primo figlio della coppia, Carlo Alberto, e così nel 1979 Emilia decise di lasciare il lavoro precario di segretaria all'Istituto di Sociologia per un posto in banca, così da consentire al marito di continuare a lavorare in università, dove aveva iniziato a insegnare come professore a contratto, ma alla Bocconi, Sociologia generale.

La Strage di Via Carini e l'anello del Generale

Emilia Cestelli Nando dalla Chiesa
Emilia Cestelli col marito Nando e la cognata Rita, ai funerali del suocero Carlo Alberto

Quando il 3 settembre 1982 Cosa Nostra decise di uccidere suo suocero nella Strage di Via Carini, Emilia era incinta della seconda figlia, Dora. Quando tornarono a casa a Milano, dopo il funerale, fu lei a lavare via il sangue dall'anello di famiglia del Generale.

Gli anni '80, il Maxiprocesso di Palermo e Società Civile

Quando iniziò il Maxiprocesso di Palermo, Emilia rinunciò al suo lavoro per restare al fianco del marito che si era costituito parte civile. Non solo: iniziò insieme ad altre cittadine e cittadini ad organizzare molteplici iniziative per difendere agli occhi dell’opinione pubblica il lavoro di Antonino Caponnetto e dei membri che componevano il Pool antimafia, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Leonardo Guarnotta e Giuseppe Di Lello.

Gli anni '90 e la fine della prima Repubblica

Emilia Cestelli e Nando dalla Chiesa
Emilia Cestelli e Nando dalla Chiesa, agli inizi degli anni '90

Negli anni ’90 fu tra le attiviste impegnate in prima fila nel rinnovamento morale della città di Milano, dopo l’inchiesta Mani Pulite e lo scandalo di Tangentopoli. Restò accanto al marito, nella durissima campagna elettorale che lo vide contrapposto a Marco Formentini. Quando il 20 giugno 1993 i risultati del ballottaggio incoronarono il candidato leghista come nuovo Sindaco di Milano, Emilia salì sul palco del Teatro Elfo Puccini insieme al marito e gli alzò il braccio, in segno di vittoria, ugualmente.

Gli anni Duemila, le Girandole e i Girotondi

All’inizio degli anni 2000 fondò, con Edda Boletti e altre amiche, l’Associazione “Le Girandole”, che il 2 febbraio 2002 partecipò alla manifestazione di Piazza Navona, resa famosa dalla frase di Nanni Moretti “Con questi dirigenti non vinceremo mai”, che poi darà vita ai Girotondi, di cui fu una delle protagoniste a livello nazionale.

Nemmeno venti giorni più tardi, il 23 febbraio, insieme alle Girandole organizzò la grande manifestazione del PalaVobis in occasione del decennale dello scoppio di Mani Pulite. Non furono però solo i grandi eventi ad averla vista impegnata in ambito politico e sociale. Quando all’inizio del 2009 la prostituzione e lo spaccio di droga iniziarono a prendersi la zona tra la Bocconi e Porta Romana dove viveva, Emilia organizzò, con altri cittadini del quartiere, il “Comitato delle sedie”, che alla fine riuscì, collaborando con le forze dell’ordine, a riportare quel quartiere alla sua vivibilità.

In ambito culturale collaborò alla nascita della libreria “Il Trittico” in Via San Vittore a Milano, mentre nel 2004, quando nacque la casa editrice Melampo, non si limitò ad organizzare innumerevoli presentazioni ed eventi in città, ma ne gestì personalmente lo stand alla fiera del Libro di Torino.

Il MantovaMusicaFestival

Emilia Cestelli fu anche l’anima organizzativa del “MantovaMusicaFestival”, o “Controfestival di Mantova”, ideato dal marito con la scrittrice Lidia Ravera e lo psicologo ed editorialista del Corriere Fulvio Scaparro per offrire un’alternativa al Festival di Sanremo, la cui direzione artistica era stata affidata al cantante Tony Renis, di cui erano note le frequentazioni mafiose. Il Festival, sotto la direzione artistica di Vittorio Cosma e Titti Santini, si svolse negli stessi giorni della rassegna di Sanremo, dal 2 al 6 marzo 2004. Nonostante la concorrenza, Il Festival ebbe uno straordinario successo di pubblico, con oltre tremila presenze, e mediatico (con tre milioni di spettatori su Odeon Tv e 600 titoli sulla stampa nazionale e locale, con vignetta di Giannelli in prima pagina sul Corriere della Sera).

Gli ultimi anni a Milano

Dopo la fine della carriera politica del marito, non ricandidato dal Partito Democratico nel 2008, Emilia tornò in pianta stabile a Milano, dove continuò a dedicarsi a un'intensa attività culturale e sociale.

Il 27 marzo 2012 organizzò in Sala Alessi, a Palazzo Marino, sede del Comune, una grande manifestazione di solidarietà contro le minacce di morte subite dall’allora Procuratore Capo di Torino, Gian Carlo Caselli.

Nel gennaio 2014 fu tra le promotrici della petizione di WikiMafia che riportò in prima serata su Rai3 il documentario su Pippo Fava, nel trentesimo anniversario della morte.

Ogni anno, il 3 settembre, organizzava in Piazza Diaz insieme a Libera la commemorazione in memoria del suocero, della seconda moglie Emmanuela Setti Carraro e l’agente di polizia Domenico Russo.

La malattia e la morte

Nel febbraio 2020 Emilia si trovava a Palermo, per passare qualche settimana con la sorella. Lì scoprì per caso di avere un tumore. Nonostante le cure, un anno dopo scelse di affidarsi alla terapia del dolore e il 19 maggio 2021 si spense nella sua casa, prima di poter iniziare una nuova terapia sperimentale. La notizia della sua scomparsa provocò grande emozione: WikiMafia annullò tutte le iniziative legate al 29° anniversario della Strage di Capaci, listandosi a lutto.

I funerali nella Basilica di Sant'Ambrogio

Funerali di Emilia Cestelli
I funerali di Emilia Cestelli

I funerali si svolsero due giorni dopo in una Basilica di Sant'Ambrogio gremita. L'omelia fu tenuta da don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

Memoria ed eredità

Il 19 luglio 2021, a due mesi dalla morte, venne inaugurato un roseto a suo nome ai Giardini Falcone-Borsellino di Milano, dove nel 1993 era stata tra quei cittadini che avevano voluto un cippo commemorativo delle vittime delle Stragi di Capaci e Via D'Amelio. Lo stesso giorno, in Sala Alessi, WikiMafia annunciò che l'avrebbe candidata all'Ambrogino d'oro alla memoria[9], cosa che fece il 15 ottobre successivo[10], nel 9° anniversario della sua fondazione.

Un mese dopo, il 16 novembre, grazie anche all'impegno in Commissione di Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale, la notizia del conferimento della medaglia d'oro alla memoria del Comune di Milano[11].

Note

  1. Nando dalla Chiesa, Album di Famiglia, p. 60.
  2. Nando dalla Chiesa sulla sua pagina Facebook, il 20 maggio 2021, quando ha dato l'annuncio della scomparsa di Emilia.
  3. Nando dalla Chiesa (2018). Per fortuna faccio il prof, Milano, Bompiani, p. 30.
  4. Ibidem
  5. Ivi, 31.
  6. Citato in Nando dalla Chiesa, Album di famiglia, p. 82.
  7. Testimonianza pubblica di Emilia Cestelli, martedì 19 gennaio 2016 alle ore 15.30, presso l'Aula Magna del Tribunale di Milano.
  8. Ivi, p. 85.
  9. Erano Eroi, 19 luglio 2021, Sala Alessi, Palazzo Marino. Video sul Canale YouTube di WikiMafia.
  10. Abbiamo candidato Emilia Cestelli all'Ambrogino d'oro alla memoria, WikiMafia, 15 ottobre 2021
  11. Emilia Cestelli riceverà l'Ambrogino d'oro alla memoria, WikiMafia, 16 novembre 2021

Bibliografia