Differenze tra le versioni di "Natalina Stillitano"

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[[Categoria:Vittime senza giustizia]]

Versione attuale delle 15:53, 27 nov 2021


Natalina Stillitano (Gioia Tauro, 1941 - Gioia Tauro, 22 dicembre 1962) è stata una giovane sarta, vittima innocente di 'ndrangheta.

Biografia

La sera del 22 dicembre 1962 Natalina si trovava a casa insieme alla sorella Maria, intente nel loro lavoro di sarte, quando bussò alla porta Domenico Maisano, zio di Martino Seva, finito in sedia a rotelle dopo un "duello d'onore" con Antonio Stillitano, zio delle ragazze. L'uomo, che aveva giurato di sterminare l'intera famiglia del responsabile, non appena Maria spalancò la porta, le scaricò addosso una fucilata, uccidendola. Dopo aver fatto irruzione nel locale, chiese a Natalina dove si trovasse il padre Francesco, ma questa, in preda allo shock, non riuscì a rispondere. Quindi l'uomo le scaricò tutti i proiettili della sua pistola addosso. Alla ragazzina quindicenne che era con loro, estranea alla famiglia, riservò solo tre pallottole alle gambe.

L'uomo venne poi ucciso anni dopo da rivali nella 'ndrangheta.

Bibliografia

  • La Stampa, Una famiglia calabrese terrorizzata da un bandito, 18 agosto 1965