Differenze tra le versioni di "Pippo Fava"

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<center>''A che serve essere vivi, se non si ha il coraggio di lottare?'' </center>
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'''Giuseppe Fava detto Pippo''' (Palazzolo Acreide, [[15 settembre]] [[1925]] – Catania, [[5 gennaio]] [[1984]]) è stato un giornalista, scrittore e drammaturgo italiano, ucciso da [[Cosa Nostra]].


'''Giuseppe "Pippo" Fava''' (Palazzolo Acreide, [[15 settembre]] [[1925]] – Catania, [[5 gennaio]] [[1984]]) è stato un giornalista, scrittore, pittore e drammaturgo italiano, ucciso da [[Cosa Nostra]].
[[File:Giuseppe_Fava.jpg|400px|thumb|right|Giuseppe "Pippo" Fava]]
[[File:Giuseppe_Fava.jpg|400px|thumb|right|Giuseppe "Pippo" Fava]]


== Biografia ==
==Biografia==
Laureato in Giurisprudenza a Catania nel 1947, abbandonò quasi subito la professione forense e si dedicò alle sue grandi passioni: teatro, letteratura e giornalismo. Cominciò a collaborare con alcuni mensili minori a Catania (''La campana'', ''Il Giornale dell’Isola'', ''il Corriere di Sicilia'', ''Le ultimissime'') e venne abilitato alla professione giornalistica nel [[1952]]. Dopo varie collaborazioni come redattore e inviato speciale per alcune riviste nazionali come ''La domenica del Corriere'' e ''Tempo illustrato'' (dove venne pubblicata la sua famosa intervista al boss [[Genco Russo]]), nel [[1956]] approdò al quotidiano catanese "''Espresso sera''", in qualità di capocronista; la testata venne poi rilevata, intorno agli anni Settanta, dall'editore [[Mario Ciancio Sanfilippo]], già proprietario del quotidiano "''La Sicilia''". Su "Espresso Sera" Fava iniziò scrivendo di cronaca nera, successivamente scrisse articoli di fondo e lettere aperte di stampo culturale. Poco dopo iniziò la collaborazione con ''La Sicilia'', con cui pubblicò una serie di indagini giornalistiche per raccontare la sua terra (raccolte in seguito nel volume "[[Processo alla Sicilia]]").
Laureato in Giurisprudenza a Catania nel 1947, abbandonò quasi subito la professione forense e si dedicò alle sue grandi passioni: teatro, letteratura e giornalismo. Cominciò a collaborare con alcuni mensili minori a Catania (''La campana'', ''Il Giornale dell’Isola'', ''il Corriere di Sicilia'', ''Le ultimissime'') e venne abilitato alla professione giornalistica nel [[1952]]. Dopo varie collaborazioni come redattore e inviato speciale per alcune riviste nazionali come ''La domenica del Corriere'' e ''Tempo illustrato'' (dove venne pubblicata la sua famosa intervista al boss [[Genco Russo]]), nel [[1956]] approdò al quotidiano catanese "''Espresso sera''", in qualità di capocronista; la testata venne poi rilevata, intorno agli anni Settanta, dall'editore [[Mario Ciancio Sanfilippo]], già proprietario del quotidiano "''La Sicilia''". Su "Espresso Sera" Fava iniziò scrivendo di cronaca nera, successivamente scrisse articoli di fondo e lettere aperte di stampo culturale. Poco dopo iniziò la collaborazione con ''La Sicilia'', con cui pubblicò una serie di indagini giornalistiche per raccontare la sua terra (raccolte in seguito nel volume "[[Processo alla Sicilia]]").


Quando l'allora direttore dell'Espresso sera, [[Girolamo Damigella]], fu prossimo alla pensione, si diede per scontata la nomina di Fava a suo successore, in quanto il giornalista già da tempo si occupava di tutta la gestione operativa e organizzativa del giornale. A sorpresa, invece, gli fu offerto un periodo di prova a ''La Sicilia'' come redattore aggiunto alle province: a quel punto Fava partì alla volta di Roma, dove ottenne il ruolo di conduttore radiofonico nella trasmissione RAI "Voi ed io", iniziando contestualmente a collaborare con il Corriere della Sera.
Quando l'allora direttore dell'Espresso sera, [[Girolamo Damigella]], fu prossimo alla pensione, si diede per scontata la nomina di Fava a suo successore, in quanto il giornalista già da tempo si occupava di tutta la gestione operativa e organizzativa del giornale. A sorpresa, invece, gli fu offerto un periodo di prova a ''La Sicilia'' come redattore aggiunto alle province: a quel punto Fava partì alla volta di Roma, dove ottenne il ruolo di conduttore radiofonico nella trasmissione RAI "Voi ed io", iniziando contestualmente a collaborare con il Corriere della Sera.


=== Direttore de Il Giornale del Sud ===
===Direttore de Il Giornale del Sud===
Nel 1980 gli venne offerto il posto di Direttore di un nuovo giornale catanese che si prefiggeva di mettersi in concorrenza con ''La Sicilia'' di Ciancio: ''Il Giornale del Sud''. Fava accettò l'incarico, tornando a Catania: mise insieme una redazione composta per lo più da ventenni, molti alle prime armi; questi giovani furono i primi a parlare di mafia a Catania, sia nei confronti delle famiglie presenti sul territorio (in particolare la più potente, quella sei Santapaola), sia approfondendo i rapporti di Cosa Nostra col mondo degli affari, dell'imprenditoria e della politica. Ma i contrasti con gli editori, per gli interessi economici e sopratutto politici dietro Il Giornale del Sud, non tardarono a predominare: addirittura il cavaliere Graci incaricò il proprio avvocato di svolgere un lavoro di controllo e censura di tutti gli articoli prima della pubblicazione.
Nel 1980 gli venne offerto il posto di Direttore di un nuovo giornale catanese che si prefiggeva di mettersi in concorrenza con ''La Sicilia'' di Ciancio: ''Il Giornale del Sud''. Fava accettò l'incarico, tornando a Catania: mise insieme una redazione composta per lo più da ventenni, molti alle prime armi; questi giovani furono i primi a parlare di mafia a Catania, sia nei confronti delle famiglie presenti sul territorio (in particolare la più potente, quella sei Santapaola), sia approfondendo i rapporti di Cosa Nostra col mondo degli affari, dell'imprenditoria e della politica. Ma i contrasti con gli editori, per gli interessi economici e sopratutto politici dietro Il Giornale del Sud, non tardarono a predominare: addirittura il cavaliere Graci incaricò il proprio avvocato di svolgere un lavoro di controllo e censura di tutti gli articoli prima della pubblicazione.


La notte tra il 18 e 19 gennaio 1981 la redazione subì un attentato: una bomba carta venne posta all'entrata secondaria del giornale, l'unico giorno in cui la redazione non era aperta. Chiaro segnale intimidatorio i cui autori le successive indagini individuarono negli stessi editori del giornale.
La notte tra il 18 e 19 gennaio 1981 la redazione subì un attentato: una bomba carta venne posta all'entrata secondaria del giornale, l'unico giorno in cui la redazione non era aperta. Chiaro segnale intimidatorio i cui autori le successive indagini individuarono negli stessi editori del giornale.


=== Lo spirito di un giornale e il licenziamento ===
===Lo spirito di un giornale e il licenziamento===
Nel frattempo, Catania era ormai diventata uno dei punti nevralgici del traffico di droga internazionale: verso la fine di settembre del 1981 [[Alfio Ferlito]], boss della famiglia rivale ai Santapaola, fu arrestato alla periferia di Milano con un camion carico di droga. Il Giornale del Sud ne parlò in maniera approfondita, raccontando la storia del boss e dei suoi rapporti d’inimicizia con il clan Santapaola, sottolineandone la parentela con l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Catania: il servizio, preparato dai giornalisti [[Claudio Fava]] e [[Riccardo Orioles]], venne modificato dall'avvocato di Graci prima della pubblicazione.
Nel frattempo, Catania era ormai diventata uno dei punti nevralgici del traffico di droga internazionale: verso la fine di settembre del 1981 [[Alfio Ferlito]], boss della famiglia rivale ai Santapaola, fu arrestato alla periferia di Milano con un camion carico di droga. Il Giornale del Sud ne parlò in maniera approfondita, raccontando la storia del boss e dei suoi rapporti d’inimicizia con il clan Santapaola, sottolineandone la parentela con l’assessore ai Lavori pubblici del comune di Catania: il servizio, preparato dai giornalisti [[Claudio Fava]] e [[Riccardo Orioles]], venne modificato dall'avvocato di Graci prima della pubblicazione.


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Il giorno dopo Fava ricevette la lettera di licenziamento, per motivi economici, a causa dello stato di crisi finanziaria del giornale. I giovani redattori reclutati da Fava, per protesta, occuparono la redazione per quasi una settimana, invano.
Il giorno dopo Fava ricevette la lettera di licenziamento, per motivi economici, a causa dello stato di crisi finanziaria del giornale. I giovani redattori reclutati da Fava, per protesta, occuparono la redazione per quasi una settimana, invano.


=== I Siciliani ===
===I Siciliani===
Poco dopo il licenziamento, nel dicembre 1981, Fava e gli ex giovani redattori del Giornale del Sud ([[Elena Brancati]], [[Cettina Centamore]], [[Claudio Fava]], [[Miki Gambino]], [[Giovanni Iozzia]], [[Rosario Lanza]], [[Riccardo Orioles]], [[Nello Pappalardo]], [[Giovanna Quasimodo]], [[Antonio Roccuzzo]], [[Fabio Tracuzzi]] e [[Lillo Venezia]]), decisero di fondare un nuovo giornale: [[I Siciliani]].
Poco dopo il licenziamento, nel dicembre 1981, Fava e gli ex giovani redattori del Giornale del Sud ([[Elena Brancati]], [[Cettina Centamore]], [[Claudio Fava]], [[Miki Gambino]], [[Giovanni Iozzia]], [[Rosario Lanza]], [[Riccardo Orioles]], [[Nello Pappalardo]], [[Giovanna Quasimodo]], [[Antonio Roccuzzo]], [[Fabio Tracuzzi]] e [[Lillo Venezia]]), decisero di fondare un nuovo giornale: [[I Siciliani]].


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Dal dicembre 1982 al gennaio 1984 furono pubblicati undici numeri de I Siciliani, con il primo numero ristampato per ben tre volte perché esaurito nel giro di una settimana: tra le inchieste più rilevanti non solo quelle che parlavano di mafia in tutte le sue sfaccettature (mafia affari e politica, mafia e banche, mafia e camorra), ma anche sulla Giustizia e il “Caso Catania”, sullo stanziamento dei missili nucleari nelle Basi Nato siciliane e così via.
Dal dicembre 1982 al gennaio 1984 furono pubblicati undici numeri de I Siciliani, con il primo numero ristampato per ben tre volte perché esaurito nel giro di una settimana: tra le inchieste più rilevanti non solo quelle che parlavano di mafia in tutte le sue sfaccettature (mafia affari e politica, mafia e banche, mafia e camorra), ma anche sulla Giustizia e il “Caso Catania”, sullo stanziamento dei missili nucleari nelle Basi Nato siciliane e così via.


=== L'ultima intervista a Biagi ===
===L'ultima intervista a Biagi===
Il 28 dicembre 1983, ospite della trasmissione di Enzo Biagi "Filmstory", Giuseppe Fava rilasciò la sua ultima intervista pubblica<ref>[http://www.wikimafia.it/30-anni-fa-lultima-intervista-di-pippo-fava/ L'intervista di Pippo Fava ad Enzo Biagi], 28 dicembre 1983</ref>, in cui lanciò un duro attacco alla classe dirigente italiana. In particolare, fece scalpore questo passo dell'intervista:  
Il 28 dicembre 1983, ospite della trasmissione di Enzo Biagi "Filmstory", Giuseppe Fava rilasciò la sua ultima intervista pubblica<ref>[https://www.wikimafia.it/30-anni-fa-lultima-intervista-di-pippo-fava/ L'intervista di Pippo Fava ad Enzo Biagi], 28 dicembre 1983</ref>, in cui lanciò un duro attacco alla classe dirigente italiana. In particolare, fece scalpore questo passo dell'intervista:  


"''Io vorrei che gli italiani sapessero che non è vero che i siciliani sono mafiosi. I siciliani lottano da secoli contro la mafia. I mafiosi stanno in parlamento, i mafiosi sono ministri, i mafiosi sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono al vertice della nazione. Nella mafia moderna non ci sono padrini, ci sono grandi vecchi i quali si servono della mafia per accrescere le loro ricchezze, dato questo che spesso viene trascurato. L'uomo politico non cerca attraverso la mafia solo il potere, ma anche la ricchezza personale, perché è dalla ricchezza personale che deriva il potere, che ti permette di avere sempre quei 150mila voti di preferenza. La struttura della nostra politica è questa: chi non ha soldi, 150mila voti di preferenza non riuscirà ad averli mai! I mafiosi non sono quelli che ammazzano, quelli sono gli esecutori. Ad esempio si dice che i fratelli Greco siano i padroni di Palermo, i governatori. Non è vero, sono solo degli esecutori, stanno al posto loro e fanno quello che devono fare. '''Io ho visto molti funerali di Stato: dico una cosa che credo io e che quindi può anche non essere vera, ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità'''''".
"''Io vorrei che gli italiani sapessero che non è vero che i siciliani sono mafiosi. I siciliani lottano da secoli contro la mafia. I mafiosi stanno in parlamento, i mafiosi sono ministri, i mafiosi sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono al vertice della nazione. Nella mafia moderna non ci sono padrini, ci sono grandi vecchi i quali si servono della mafia per accrescere le loro ricchezze, dato questo che spesso viene trascurato. L'uomo politico non cerca attraverso la mafia solo il potere, ma anche la ricchezza personale, perché è dalla ricchezza personale che deriva il potere, che ti permette di avere sempre quei 150mila voti di preferenza. La struttura della nostra politica è questa: chi non ha soldi, 150mila voti di preferenza non riuscirà ad averli mai! I mafiosi non sono quelli che ammazzano, quelli sono gli esecutori. Ad esempio si dice che i fratelli Greco siano i padroni di Palermo, i governatori. Non è vero, sono solo degli esecutori, stanno al posto loro e fanno quello che devono fare. '''Io ho visto molti funerali di Stato: dico una cosa che credo io e che quindi può anche non essere vera, ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità'''''".


=== Omicidio ===
===Omicidio===
La sera del 5 gennaio 1984, Giuseppe Fava lasciò la redazione dei Siciliani per recarsi al Teatro Verga a prendere la nipote che recitava nello spettacolo "Pensaci Giacomino!". Alle 21:30 circa, in quella che adesso è stata rinominata Via Giuseppe Fava (allora Via dello Stadio), venne freddato con cinque colpi di pistola calibro 7,65 alla nuca, mentre ancora si trovava a bordo della sua auto, una Renault 5.
La sera del 5 gennaio 1984, Giuseppe Fava lasciò la redazione dei Siciliani per recarsi al Teatro Verga a prendere la nipote che recitava nello spettacolo "Pensaci Giacomino!". Alle 21:30 circa, in quella che adesso è stata rinominata Via Giuseppe Fava (allora Via dello Stadio), venne freddato con cinque colpi di pistola calibro 7,65 alla nuca, mentre ancora si trovava a bordo della sua auto, una Renault 5.


Inizialmente l'uccisione venne etichettata come delitto passionale, in quanto la pistola utilizzata non era la tipica arma impiegata nei delitti mafiosi. Un'ulteriore pista fu quella del movente economico, a causa delle precarie condizioni in cui versava il giornale; tesi avallata dallo stesso sindaco di allora, [[Angelo Munzone]], il quale, sostenendo con fermezza che a Catania la mafia non esisteva, evitò le esequie pubbliche del giornalista alla presenza delle alte cariche cittadine.
Inizialmente l'uccisione venne etichettata come delitto passionale, in quanto la pistola utilizzata non era la tipica arma impiegata nei delitti mafiosi. Un'ulteriore pista fu quella del movente economico, a causa delle precarie condizioni in cui versava il giornale; tesi avallata dallo stesso sindaco di allora, [[Angelo Munzone]], il quale, sostenendo con fermezza che a Catania la mafia non esisteva, evitò le esequie pubbliche del giornalista alla presenza delle alte cariche cittadine.


== Processi ==
==Processi==
Poco tempo dopo però, la magistratura avviò i procedimenti giudiziari seguendo la pista che collegava le accuse lanciate da Fava nei suoi articoli sui rapporti tra i Cavalieri del lavoro catanesi e Cosa Nostra, in particolare con il clan dei Santapaola. Dopo un primo stop nel 1985, a causa del trasferimento del sostituto procuratore aggiunto per incompatibilità ambientale, il processo riprese a pieno regime solo nel 1994.
Poco tempo dopo però, la magistratura avviò i procedimenti giudiziari seguendo la pista che collegava le accuse lanciate da Fava nei suoi articoli sui rapporti tra i Cavalieri del lavoro catanesi e Cosa Nostra, in particolare con il clan dei Santapaola. Dopo un primo stop nel 1985, a causa del trasferimento del sostituto procuratore aggiunto per incompatibilità ambientale, il processo riprese a pieno regime solo nel 1994.


Nel 1998 si concluse il processo [[Orsa maggiore 3]]: per l'omicidio Fava vennero condannati all'ergastolo il boss [[Nitto Santapaola]] come mandante, [[Marcello D'Agata]] e [[Francesco Giammuso]] come organizzatori, e [[Aldo Ercolano]] e [[Maurizio Avola]] come esecutori materiali. Le condanne furono confermate in appello per Santapaola, Ercolano e Avola (allora reo confesso) e definitivamente confermate in Cassazione nel 2003 (Avola fu condannato a sette anni, a seguito del patteggiamento).
Nel 1998 si concluse il processo [[Orsa maggiore 3]]: per l'omicidio Fava vennero condannati all'ergastolo il boss [[Nitto Santapaola]] come mandante, [[Marcello D'Agata]] e [[Francesco Giammuso]] come organizzatori, e [[Aldo Ercolano]] e [[Maurizio Avola]] come esecutori materiali. Le condanne furono confermate in appello per Santapaola, Ercolano e Avola (allora reo confesso) e definitivamente confermate in Cassazione nel 2003 (Avola fu condannato a sette anni, a seguito del patteggiamento).


== L'eredità ==
==L'eredità==
L'esperienza dei Siciliani, dopo l'uccisione del Direttore, è continuata per oltre tre anni, prima di essere costretta a chiudere a causa degli scarsi supporti economici. Dopo numerosi tentativi di rifondare la rivista, da un paio d'anni è nato il progetto de [[I Siciliani giovani]] (http://www.isiciliani.it), una rete nazionale di testate locali, sia cartacee che su web.
L'esperienza dei Siciliani, dopo l'uccisione del Direttore, è continuata per oltre tre anni, prima di essere costretta a chiudere a causa degli scarsi supporti economici. Dopo numerosi tentativi di rifondare la rivista, da un paio d'anni è nato il progetto de [[I Siciliani giovani]] (http://www.isiciliani.it), una rete nazionale di testate locali, sia cartacee che su web.


== La battaglia di WikiMafia sul documentario in prima serata ==
==La battaglia di WikiMafia sul documentario in prima serata==
In occasione del trentennale della scomparsa di Pippo Fava, la Rai decise, tramite RaiFiction, di produrre con Cyrano New Media il docu-film "I ragazzi di Pippo Fava", sceneggiatura di Gualtiero Peirce e [[Antonio Roccuzzo]] e regia di Franza Di Rosa. Benché a dicembre il documentario fosse stato annunciato in prima serata su alcune testate online, la direzione di Rai3 decise di programmarlo in seconda serata, dopo il film di animazione Rango. I ragazzi di WikiMafia decisero allora di lanciare il 2 gennaio [http://www.wikimafia.it/appello-il-documentario-su-fava-sia-trasmesso-in-prima-serata/ una petizione] sul sito indirizzata a Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, consiglieri d'amministrazione Rai. Meno di 24 ore dopo il documentario otteneva la prima serata.
In occasione del trentennale della scomparsa di Pippo Fava, la Rai decise, tramite RaiFiction, di produrre con Cyrano New Media il docu-film "I ragazzi di Pippo Fava", sceneggiatura di Gualtiero Peirce e [[Antonio Roccuzzo]] e regia di Franza Di Rosa. Benché a dicembre il documentario fosse stato annunciato in prima serata su alcune testate online, la direzione di Rai3 decise di programmarlo in seconda serata, dopo il film di animazione Rango. I ragazzi di WikiMafia decisero allora di lanciare il 2 gennaio [https://www.wikimafia.it/appello-il-documentario-su-fava-sia-trasmesso-in-prima-serata/ una petizione] sul sito indirizzata a Benedetta Tobagi e Gherardo Colombo, consiglieri d'amministrazione Rai. Meno di 24 ore dopo il documentario otteneva la prima serata.


Il 5 gennaio 2014, quindi, esattamente a 30 anni dall'omicidio, avvenuto alle 21:30, la storia di Pippo Fava otteneva l'eco che meritava, guadagnandosi oltre 700mila spettatori.
Il 5 gennaio 2014, quindi, esattamente a 30 anni dall'omicidio, avvenuto alle 21:30, la storia di Pippo Fava otteneva l'eco che meritava, guadagnandosi oltre 700mila spettatori.


== Opere ==
==Opere==
=== Pièce teatrali ===
===Pièce teatrali===
*''Vortice'', inedito, [[1947]].
*''Vortice'', inedito, [[1947]].
*''La qualcosa'', con Pippo Baudo, [[1959]].
*''La qualcosa'', con Pippo Baudo, [[1959]].
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Fava scrisse anche alcune opere mai andate in scena:
Fava scrisse anche alcune opere mai andate in scena:
* ''La rivoluzione''.
*''La rivoluzione''.
* ''America America''.
*''America America''.
* ''Dialoghi futuri imminenti''.
*''Dialoghi futuri imminenti''.
* ''Il vangelo secondo Giuda'' (da cui fu tratto il cortometraggio Dal Vangelo Secondo Giuda)
*''Il vangelo secondo Giuda'' (da cui fu tratto il cortometraggio Dal Vangelo Secondo Giuda)
* ''Paradigma''.
*''Paradigma''.
* ''L'uomo del nord''.
*''L'uomo del nord''.
*''Teatro'', 4 voll., Catania, Tringale, [[1988]].
*''Teatro'', 4 voll., Catania, Tringale, [[1988]].
:I, ''Ultima violenza, Sinfonia d'amore, La rivoluzione''.
:I, ''Ultima violenza, Sinfonia d'amore, La rivoluzione''.
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:IV, ''Cronaca di un uomo, La violenza, Paradigma, L'uomo del Nord''
:IV, ''Cronaca di un uomo, La violenza, Paradigma, L'uomo del Nord''


=== Libri ===
===Libri===
==== Saggi ====
====Saggi====
* ''[[Processo alla Sicilia]]'', Catania, ITES, [[1967]]; nuova edizione, Catania, Fondazione Giuseppe Fava, 2008
*''[[Processo alla Sicilia]]'', Catania, ITES, [[1967]]; nuova edizione, Catania, Fondazione Giuseppe Fava, 2008
* ''[[I Siciliani (libro)|I Siciliani]]'', Bologna, Cappelli, [[1980]]
*''[[I Siciliani (libro)|I Siciliani]]'', Bologna, Cappelli, [[1980]]
* ''[[Mafia. Da Giuliano a Dalla Chiesa]]'', Catania, Centro Editoriale Radar, [[1982]]; Roma, Editori Riuniti, [[1984]]
*''[[Mafia. Da Giuliano a Dalla Chiesa]]'', Catania, Centro Editoriale Radar, [[1982]]; Roma, Editori Riuniti, [[1984]]


==== Romanzi ====
====Romanzi====
* ''[[Pagine (libro)|Pagine]]'', Catania, ITES, 1969; nuova edizione, Messina, Mesogea, 2011.
*''[[Pagine (libro)|Pagine]]'', Catania, ITES, 1969; nuova edizione, Messina, Mesogea, 2011.
* ''[[Gente di rispetto]]'', Milano, [[Bompiani]], [[1975]]
*''[[Gente di rispetto]]'', Milano, [[Bompiani]], [[1975]]
* ''[[Prima che vi uccidano]]'', Milano, Bompiani, [[1976]]
*''[[Prima che vi uccidano]]'', Milano, Bompiani, [[1976]]
* ''[[Passione di Michele]]'', Bologna, Cappelli, [[1980]]; nuova edizione, Messina, Mesogea, [[2009]]
*''[[Passione di Michele]]'', Bologna, Cappelli, [[1980]]; nuova edizione, Messina, Mesogea, [[2009]]
* ''[[La ragazza di luglio]]'', Valverde, Il girasole, [[1993]]
*''[[La ragazza di luglio]]'', Valverde, Il girasole, [[1993]]


=== Sceneggiature ===
===Sceneggiature===
* [http://www.imdb.com/title/tt0081299/ Palermo or Wolfsburg], di Werner Schroeter, Germania, 1980, tratto dal libro "Passione di Michele" di Fava, che curò la sceneggiatura. Il film vinse l'Orso d'oro al Festival di Berlino nel 1980.
*[http://www.imdb.com/title/tt0081299/ Palermo or Wolfsburg], di Werner Schroeter, Germania, 1980, tratto dal libro "Passione di Michele" di Fava, che curò la sceneggiatura. Il film vinse l'Orso d'oro al Festival di Berlino nel 1980.


== Note ==
==Note==
<references></references>
<references></references>


== Bibliografia ==
==Bibliografia==
* [[Vittorio Sindoni]], [http://www.imdb.com/title/tt0178504/ Giuseppe Fava: Siciliano come me], docu-film, [[1984]]
*Vittorio Sindoni, [http://www.imdb.com/title/tt0178504/ Giuseppe Fava: Siciliano come me], docu-film, [[1984]]
* [[Claudio Fava]], [[Nel nome del padre]], Milano, [[:Categoria:Baldini Castoldi Dalai Editore|Baldini Castoldi Dalai Editore]], [[1996]]
*Claudio Fava, [[Nel nome del padre]], Milano, [[:Categoria:Baldini Castoldi Dalai Editore|Baldini Castoldi Dalai Editore]], [[1996]]
* [[Massimo Gamba]], [[Il siciliano]], Milano, [[:Categoria:Sperling & Kupfer|Sperling & Kupfer]], [[2010]]
*Massimo Gamba, [[Il siciliano]], Milano, [[:Categoria:Sperling & Kupfer|Sperling & Kupfer]], [[2010]]
* [[Giovanni Minoli]], [http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/giuseppe-fava/865/default.aspx Giuseppe Fava: un uomo], docu-film, La Storia Siamo Noi, RAI
*Giovanni Minoli, [http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/giuseppe-fava/865/default.aspx Giuseppe Fava: un uomo], docu-film, La Storia Siamo Noi, RAI
 
 
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