Antonio Salzano: differenze tra le versioni

Da WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie.
 
Riga 13: Riga 13:
 
*Raffaele Sardo, Al di là della notte, Storie di vittime innocenti della criminalità, Pironti Editore, Fondazione Polis, 2010.
 
*Raffaele Sardo, Al di là della notte, Storie di vittime innocenti della criminalità, Pironti Editore, Fondazione Polis, 2010.
  
[[Categoria:Carabinieri]] [[Categoria:Forze dell'ordine]]  [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Camorra]] [[Categoria:Nati nel 1939]] [[Categoria:Morti il 23 febbraio]] [[Categoria:Morti nel 1982]]
+
[[Categoria:Carabinieri]] [[Categoria:Forze dell'Ordine]]  [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Camorra]] [[Categoria:Nati nel 1939]] [[Categoria:Morti il 23 febbraio]] [[Categoria:Morti nel 1982]]

Versione attuale delle 21:29, 24 mar 2020


Antonio Salzano (Afragola, 1939 - San Giorgio a Cremano, 23 febbraio 1982) è stato un maresciallo dei carabinieri vittima della Camorra.

Biografia

Il maresciallo era originario di Afragola ma viveva a San Giorgio a Cremano con la sua famiglia e lavorava al nucleo scorta detenuti. All'età di 43 anni, viene ucciso a casa sua la notte del 23 febbraio 1982.

Il giorno prima della sua morte egli si trova presso il palazzo di giustizia dove viene ucciso il boss Antonio Giaccio e ferito Gennaro Liccardi, entrambi rinchiusi nelle camere di sicurezza. Una telefonata anonima, giunta al quotidiano il Mattino, cercò di mettere in collegamento l'attentato in tribunale con la morte del maresciallo Salzano, facendola passare come una vera e propria vendetta camorristica: venne affermato che proprio il maresciallo Salzano avesse fornito le armi ai detenuti, gettando fango sulla sua memoria.

Solo qualche tempo dopo, Michele Montagna, affiliato dei cutoliani, dichiarò di aver ucciso e ferito Giaccio e Liccardi, scagionando definitivamente il maresciallo Salzano.

Bibliografia

  • Raffaele Sardo, Al di là della notte, Storie di vittime innocenti della criminalità, Pironti Editore, Fondazione Polis, 2010.