Attilio Romanò

Da WikiMafia - Libera Enciclopedia sulle Mafie.


Attilio Romanò (Napoli, 30 marzo 1975 – Napoli, 24 gennaio 2005) è stato un imprenditore napoletano, vittima innocente della Camorra.

Omicidio

Il 24 gennaio 2005, Attilio era l'unico presente nel negozio di telefonini nel quale lavorava all'ora di pranzo verso la chiusura pomeridiana. I sicari sono entrati e hanno sparato 5 colpi contro l'uomo che si trovava dietro il banco, non conoscendone l'effettiva identità. Reale obiettivo dell'agguato era Salvatore Luise, nipote del boss degli scissionisti Rosario Pariante.

Indagini

Il 23 giugno 2010 tre ordinanze di custodia cautelare vengono emesse per gli esecutori e i mandanti dell'omicidio, il cui obiettivo era in realtà il cogestore del negozio di cellulari del quale Attilio era socio e commesso. Il 7 dicembre 2010, con l'udienza preliminare, e il 2 febbraio 2011 con la prima udienza in Corte d'Assise, si è aperto il processo ai danni del presunto esecutore materiale e dei presunti mandanti dell'omicidio del giovane. La Regione Campania si è costituita parte civile al processo contro i tre killer del clan Di Lauro accusati dell'omicidio di Attilio nel febbraio del 2011.

Il 2 maggio 2012 la Terza Corte di Assise di Appello del Tribunale di Napoli ha condannato Mario Buono e Marco Di Lauro all'ergastolo, assolvendo Cosimo Di Lauro, per l'omicidio del giovane innocente Attilio Romanò. La Regione Campania ha ottenuto il riconoscimento del danno di immagine quantificato dalla Corte in ventimila euro per imputato. Il Pubblico Ministero aveva chiesto tre ergastoli.

Bibliografia