Aula Bunker del carcere Ucciardone

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L'Aula bunker dell'Ucciardone fu costruita appositamente in occasione del Maxiprocesso di Palermo contro l'organizzazione Cosa nostra.

L'interno

Si decise di costruirla in Via Enrico Albanese, all'interno del complesso del carcere Ucciardone, per permettere uno spostamento agevole dei detenuti. L'aula fu provvista di sofisticati sistemi di sicurezza, porte blindate e vetri antiproiettile per evitare attentati e fughe, mentre il soffitto fu costruito in modo che potesse resistere ad attacchi aerei.

L'aula

Il costo fu di quasi 36 miliardi di lire. Dato che l'aula doveva essere pronta in un tempo brevissimo, i lavori furono eseguiti ogni giorno, dalle 6 alle 22, anche di domenica. Gli operai che lavorarono furono circa 120. La costruzione fu terminata in appena 6 mesi.

Interno

All'interno dell'aula il colore predominante è il verde: per questo fu soprannominata "Aula verde" o anche, per via della grandezza e della struttura ottagonale, "Astronave verde".

Le gabbie riservate ai detenuti sono 30, di cui le ultime tre al Maxiprocesso furono riservate ai pentiti. Munite di gabbie di ferro e vetri blindati, possono accogliere ciascuna circa 20 detenuti. Sopra le gabbie ci sono tre tribune da 150 posti ciascuna: quella centrale riservata ai giornalisti, mentre le altre laterali sono destinate al pubblico.

Di fronte alle gabbie, sula lato opposto dell'aula, prende posto la Corte; presidente, giudice a latere e giudici popolari. Dietro alla Corte è appeso sul muro un crocefisso di fabbricazione spagnola. Tra le gabbie e la Corte sono posizionate due file di tavoli per i difensori al centro, mentre la fascia destra e sinistra sono riservate ad altri imputati: al Maxiprocesso, a destra sedevano i 35 agli arresti domiciliari, e a sinistra i 112 a piede libero.

L'area riservata al pubblico e ai giornalisti non può entrare in contatto in alcun modo con il resto dell'aula: anche i bar sono divisi.

Lavori di costruzione dell'aula bunker