Calogero Di Bona

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’Calogero Di Bona' ((Villarosa, 29 agosto 1944 - Palermo, 28 agosto 1979) è stato un militare del Corpo degli agenti di custodia, vittima innocente di Cosa Nostra.

Biografia

Vicecomandante del reparto della casa circondariale di Palermo. Servitore dello Stato sempre ligio al proprio dovere.

Nel 1964, a soli 20 anni, entrò a far parte del Corpo degli Agenti di Custodia come Guardia semplice, fino a diventare Maresciallo Ordinario. La maggior parte della sua carriera la trascorse proprio al penitenziario di Palermo, l’Ucciardone.

Il 28 agosto 1979 scomparve misteriosamente, al termine di una giornata di lavoro. Le prime indagini vennero affidate al magistrato Rocco Chinnici, che accertò il legame tra la sua morte e la sua professione all’interno del carcere, senza però riuscire a individuare la causa precisa. Negli anni seguenti, nei verbali di diversi interrogatori di mafiosi, viene fatto riferimento all’omicidio Di Bona.

Nel 2010 i figli di Calogero Di Bona si rivolgono alla Procura di Palermo per far riaprire le indagini. Nel 2012 la Procura di Palermo individua gli assassini del Maresciallo. Il racconto di come è avvenuta la morte di Di Bona lo abbiamo dalle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia: il Maresciallo venne strangolato e il suo corpo bruciato in un forno per il pane. Il suo corpo non venne mai ritrovato.

Il movente era che, all’interno del carcere di Palermo, il boss Michele Micalizzi e altri cinque mafiosi avevano pestato a sangue l'Agente di Custodia Antonio Angiulli, ma la direzione del carcere non aveva preso alcun provvedimento contro i responsabili. Alcuni agenti scrissero dunque una lettera anonima, denunciando l’accaduto alla procura generale e al giornale “L’Ora”. I mafiosi si infuriarono e rapirono Di Bona per tentare di conoscere i nomi degli autori della lettera.

Il 3 agosto 2017 gli venne conferita la Medaglia d’oro al valor civile perchè "Pur consapevole del grave rischio personale, con fermezza e abnegazione improntava la propria attività lavorativa a difesa delle Istituzioni e contro le posizioni di privilegio tra i reclusi, fra i quali erano presenti alcuni nomi eccellenti della locale criminalità organizzata.”


Bibliografia

  • 'penitenziaria.it,“[1]' ,28 agosto 2019