Categoria:Le associazioni criminali di stampo mafioso

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Versione del 2 dic 2013 alle 21:10 di Leadermassimo (Discussione | contributi) (Il Modello Mafioso)

La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine.
(Giovanni Falcone)


L'interpretazione ontologica delle organizzazioni criminali di stampo mafioso non è univoca. Sono stati elaborati differenti modelli di analisi volti a comprendere quali elementi rendano mafiosa un'organizzazione criminale. Tra i principali si possono individuare il Modello Mafioso elaborato da Nando dalla Chiesa, il Paradigma della complessità elaborato da Umberto Santino e il modello dell'Industria di protezione privata elaborato da Diego Gambetta.

Il Modello Mafioso

L'art.1 della Legge Rognoni - La Torre afferma che "L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per se’ o per altri ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a se’ o ad altri in occasione di consultazioni elettorali."

E' possibile, quindi, a partire da questa definizione giuridica, arrivare anche ad una definizione sociologica di associazione mafiosa. I requisiti fondamentali affinché si possa parlare di associazione di stampo mafioso sono quattro:

Schema 1 - I requisiti del Modello Mafioso[1]
Controllo del territorio
Rapporti di dipendenza personali
Violenza come suprema regolatrice dei conflitti (economici, sociali, politici)
Rapporti organici con la politica

Se manca anche solo uno dei requisiti sopra citati, non si può parlare di associazione di stampo mafioso: senza la violenza, infatti, si configurerebbe semplicemente un caso classico di clientelismo; se non ci fossero invece i rapporti organici con la politica si sarebbe di fronte ad una forma di criminalità organizzata classica. Ogni elemento costitutivo è caratterizzato da un alto grado di interdipendenza con gli altri. Il controllo del territorio serve a condizionare la politica (attraverso il voto), la quale a sua volta è fondamentale per costruire la fitta rete di dipendenze personali che la violenza da sola non garantirebbe. Così come ad uno Stato è necessario il monopolio della violenza legittima per far accettare le proprie leggi, così è per l'associazione mafiosa. Ci sono così due poteri che vogliono dettare legge sullo stesso territorio: questa è la sostanza della "mafia". Dove è presente un'associazione mafiosa, le persone non sono libere, in quanto accettano per paura il suo controllo, si inseriscono in quella fitta rete di rapporti di dipendenza personali garantita dalla politica e finiscono per assorbire la stessa mentalità mafiosa. La violenza però non basta all'associazione mafiosa, perché il suo è un regime misto di terrore, condivisioni, rapporti personali, dove i diritti vengono trasformati in favori. La violenza non è necessario che venga esercitata, ma è sufficiente che si sappia che può essere efficientemente utilizzata. I rapporti con la politica servono soprattutto per mantenere l’anomalia dei due Stati, per ottenere risorse economiche (appalti, assunzioni per chiamata diretta, fondi UE) e risorse giudiziarie (giudici compiacenti). In cambio di queste risorse la politica ottiene i voti controllati dall'associazione mafiosa.

Paradigma della complessità

Industria di protezione privata

Note

  1. Dalla Chiesa N., La Convergenza, Milano, Melampo, 2010

Sottocategorie

Questa categoria contiene le 6 sottocategorie indicate di seguito, su un totale di 6.

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