Gioacchino Costanzo

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Gioacchino Costanzo (Avellino, 16 marzo 1993 – Somma Vesuviana, 15 novembre 1995) è stato un bambino napoletano di soli 2 anni, vittima innocente di Camorra.

Biografia

Quel giorno Gioacchino si trovava con Giuseppe Averaimo, pluri-pregiudicato legato alla Camorra, compagno della nonna, Rosa Esposito, secondo gli inquirenti dell'epoca "una femmina d'onore, una dura abituata a convivere con ambienti inquinati dove l'illecito è la costante". Quel giorno sua madre, Maria Prosperi, lo aveva affidato a lei perché in casa avevano dei lavori di ristrutturazione. La nonna lo aveva affidato al compagno, che con la sua Station Wagon si era diretto a Somma Vesuviana, all'angolo tra via San Sossio e via Annunziata, per vendere sigarette di contrabbando.

Gioacchino stava in braccio ad Averaimo, giocando con alcuni pacchetti di sigarette, quando verso le 10:30 un'auto si affiancò alla loro e quattro killer spararono all'impazzata, per poi scaraventare Averaimo giù dalla macchina e finirlo con altri due colpi di pistola alla testa. Uno di quei proiettili iniziali colpì Gioacchino alla guancia e si fermò al cervello, uccidendolo all'istante.

Indagini e processi

Per l'omicidio di Gioacchino furono condannati in qualità di mandanti i fratelli Giuseppe, Saverio e Salvatore Castaldo, coinvolti anche nell'omicidio cinque anni più tardi di Valentina Terracciano, altra bambina di due anni vittima collaterale di un agguato di camorra. Dopo quell'episodio i tre boss decisero di collaborare con la giustizia.

Bibliografia