Giuditta Milella: differenze tra le versioni

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'''Giuditta Milella''' (N.D., [[1968]] – Palermo, [[25 novembre]] [[1985]]) è stata una studentessa del liceo classico di Palermo G. Meli. E' stata uccisa, insieme a [[Biagio Siciliano]], dallo sbando di un auto di scorta che tentava di evitare una macchina che le stava tagliando la strada.
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'''Giuditta Milella''' (N.D., [[1968]] – Palermo, [[2 dicembre]] [[1985]]) è stata una studentessa del liceo classico di Palermo G. Meli. Rimase vittima, insieme a [[Biagio Siciliano]], di un incidente con una delle auto di scorta di [[Paolo Borsellino]], che li prese in pieno tentando di evitare una macchina che le stava tagliando la strada.
  
[[Categoria:Studenti]] [[Categoria:Nati nel 1968]] [[Categoria:Morti il 25 settembre]] [[Categoria:Morti nel 1985]]
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== Vittime di mafia ==
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Quando il Giornale di Sicilia imbastì una campagna contro [[Paolo Borsellino]] e il [[Pool antimafia]], gli studenti rifiutarono in blocco l'attacco al giudice, sposando le sue parole: "''Quel che è accaduto oggi è una conseguenza delle condizioni in cui si vive in questa città, condizioni create dalla mafia''".
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Da allora sia Giuditta, morta dopo una settimana di agonia in ospedale, sia Biagio sono considerati vittime innocenti di [[Cosa Nostra]]. 
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[[Categoria:Studenti]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]]  [[Categoria:Minori Vittime di mafia‎]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]] [[Categoria:Nati nel 1968]] [[Categoria:Morti il 2 dicembre]] [[Categoria:Morti nel 1985]]

Versione attuale delle 17:41, 18 mar 2020


Giuditta Milella (N.D., 1968 – Palermo, 2 dicembre 1985) è stata una studentessa del liceo classico di Palermo G. Meli. Rimase vittima, insieme a Biagio Siciliano, di un incidente con una delle auto di scorta di Paolo Borsellino, che li prese in pieno tentando di evitare una macchina che le stava tagliando la strada.

Vittime di mafia

Quando il Giornale di Sicilia imbastì una campagna contro Paolo Borsellino e il Pool antimafia, gli studenti rifiutarono in blocco l'attacco al giudice, sposando le sue parole: "Quel che è accaduto oggi è una conseguenza delle condizioni in cui si vive in questa città, condizioni create dalla mafia".

Da allora sia Giuditta, morta dopo una settimana di agonia in ospedale, sia Biagio sono considerati vittime innocenti di Cosa Nostra.