Giuseppe Salvia: differenze tra le versioni

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== Bibliografia ==
 
== Bibliografia ==
*la Repubblica, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/03/17/per-assassinio-di-salvia-ergastolo-cutolo.html Per assassini di Salvia Ergastolo a Cutolo e alla sorella]'', 17 marzo 1987.
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*La Repubblica, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/03/17/per-assassinio-di-salvia-ergastolo-cutolo.html Per assassini di Salvia Ergastolo a Cutolo e alla sorella]'', 17 marzo 1987.
  
 
[[Categoria:Funzionari dello Stato]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Camorra]] [[Categoria:Nati il 23 gennaio]] [[Categoria:Nati nel 1943]] [[Categoria:Morti il 14 aprile]] [[Categoria:Morti nel 1981]]
 
[[Categoria:Funzionari dello Stato]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Camorra]] [[Categoria:Nati il 23 gennaio]] [[Categoria:Nati nel 1943]] [[Categoria:Morti il 14 aprile]] [[Categoria:Morti nel 1981]]

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Giuseppe Salvia (Capri, 23 gennaio 1943 - Napoli, 14 aprile 1981), è stato un funzionario dello Stato italiano, vicedirettore e responsabile del reparto di massima sicurezza del carcere di Poggioreale a Napoli, vittima di Camorra.

Biografia

Nato a Capri nel 1943 da Antonino ed Amalia D'Anchise, si trasferì a Napoli a soli 13 anni per frequentare il convitto Bianchi dove terminò gli studi classici. Si laureò presso la facoltà di giurisprudenza dell'Università degli Studi di Napoli Federico II e successivamente, dopo aver conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato, superò il concorso come vice-direttore di istituto penitenziario intraprendendo una carriera direttiva nell'amministrazione penitenziaria italiana.

Il suo primo e ultimo incarico (1973) fu quello di vicedirettore del carcere di Poggioreale negli anni in cui la Nuova Camorra Organizzata reclutava manovalanza all'interno del carcere stesso.

Nel 1980 si scontrò direttamente con Raffaele Cutolo, poiché al rientro da un'udienza in un processo, il boss di Ottaviano non volle essere perquisito, come prescritto dal regolamento. Al rifiuto degli agenti penitenziari, che temevano ripercussioni, il vicedirettore perquisì personalmente il capo della NCO. Il boss reagì tentando di schiaffeggiarlo.

Il 14 aprile del 1981 Salvia fu ucciso in un agguato sulla tangenziale di Napoli, avvenuto all'altezza dello svincolo dell'Arenella. Per l'omicidio è stato condannato quale mandante Raffaele Cutolo.

Bibliografia