Hyso Telharaj: differenze tra le versioni

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La notizia della morte arrivò in Albania al fratello Ayet, che però fino all'arrivo della salma di Hyso nella notte tra il 25 e il 26 settembre non disse nulla in famiglia, che fino al 2016 evitò di parlare della tragedia, fino all'invito di Libera in Puglia. Nell'occasione venne donata all'associazione anche l'unica foto di Hyso. Nel [[2011]] la cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra ha dedicato il suo vino rosso a Hyso.
 
La notizia della morte arrivò in Albania al fratello Ayet, che però fino all'arrivo della salma di Hyso nella notte tra il 25 e il 26 settembre non disse nulla in famiglia, che fino al 2016 evitò di parlare della tragedia, fino all'invito di Libera in Puglia. Nell'occasione venne donata all'associazione anche l'unica foto di Hyso. Nel [[2011]] la cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra ha dedicato il suo vino rosso a Hyso.
  
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Hyso Telharaj (Albania, 1977 - Cerignola (FG), 8 settembre 1999) è stato un bracciante agricolo, ucciso per essersi rifiutato di corrispondere parte dei suoi guadagni ai caporali.

Hyso Telharaj


Biografia

Ultimo di sei figli, Hyso crebbe in un paesino nella provincia di Valona, in Albania. Con il padre costretto a letto per un grave incidente avuto negli anni '60, è la madre a portare avanti da sola la famiglia, lavorando, crescendo i figli e prendendosi cura del marito. Molto bravo a scuola, Hyso decise a 13 anni di partire per la Grecia, dove inizia a fare il muratore, guadagnandosi il rispetto dei suoi compagni di lavoro e persino del suo capo, che lo ospitava in casa e si propose persino di adottarlo, cosa che però il giovane Hyso rifiutò per non cancellare le radici con la sua famiglia di origine, a cui comunque mandava tutti i soldi guadagnati.

Tornato in Albania, dove costruì con le proprie mani la nuova casa dei genitori, decise, sostenuto dalle sorelle, di riprendere gli studi per diventare geometra, quindi approdò in Italia sulle coste della Puglia come migliaia di altri suoi connazionali nel 1999.

Sul lavoro fa passi da gigante, impara a a progettare le case e non solo a costruirle. Per anni, da solo continua a preoccuparsi di sua madre e delle sue sorelle, mandando tutti i suoi risparmi a casa per non far mancare loro niente. Nel 1999, dopo un periodo in Albania, in cui costruisce con le sue mani la casa ai genitori, decide sostenuto dalle sorelle, che vuole riprendere a studiare. Vuole diventare un geometra.

Partito insieme al cugino, il 17enne Simon Tragaj, iniziarono a lavorare come braccianti nella raccolta dei pomodori tra Cerignola e Borgo Incoronata. Il proposito di mettere da parte i soldi per pagarsi gli studi serali si scontrò con il sistema del caporalato attivo nella provincia, che pretendeva una gran fetta del salario orario dei braccianti. Hyso si rifiutò di ottemperare alle richieste dei caporali e il suo atto di ribellione venne subito sanzionato.

L'omicidio

La sera del 5 settembre venne avvisato da alcuni amici che i caporali stanno venendo a cercarlo nel casolare in cui vive, nelle campagne vicino a Borgo Incoronata: anziché fuggire, aspetta i suoi assassini, che si presentano a bordo di una Croma guidata dall'imprenditore agricolo di Orta Nova Addolorato Pompeo Todisco. Erano in quattro, armati, tre connazionali di Hyso e una donna slovacca. La donna restò in macchina con l'imprenditore, mentre gli altri tre entrarono nel casolare, picchiando Hyso e suo cugino Simon. Nella colluttazione vennero esplosi 9 colpi di pistola: Simon fu gambizzato, mentre Hyso morì tre giorni dopo a Cerignola per le ferite riportate.

Memoria

La notizia della morte arrivò in Albania al fratello Ayet, che però fino all'arrivo della salma di Hyso nella notte tra il 25 e il 26 settembre non disse nulla in famiglia, che fino al 2016 evitò di parlare della tragedia, fino all'invito di Libera in Puglia. Nell'occasione venne donata all'associazione anche l'unica foto di Hyso. Nel 2011 la cooperativa Terre di Puglia - Libera Terra ha dedicato il suo vino rosso a Hyso.