Locale di Cermenate: differenze tra le versioni

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* Simone Luerti, Ordinanza di applicazione di misure cautelari -Procedimento Penale n. N. 45730/12 R.G.N.R., Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, 14 novembre 2014
 
* Simone Luerti, Ordinanza di applicazione di misure cautelari -Procedimento Penale n. N. 45730/12 R.G.N.R., Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, 14 novembre 2014
  
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Versione attuale delle 12:45, 10 apr 2016

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La Locale di Cermenate è una Locale di 'ndrangheta che, come risulta dall'operazione Fiori della Notte di San Vito, è costituita da soggetti in prevalenza originari di Grotteria (RC)[1].

La storia

L'operazione "Fiori della notte di San Vito"

E' il collaboratore di giustizia Raffaele Iaconis a parlare con gli inquirenti di questa Locale. Secondo le sue dichiarazioni, essa esisterebbe prima della "apertura" delle Locali di Como e Milano. All'epoca dell'operazione sopraccitata, i capi di essa sarebbero stati Giuseppe Scali e Giuseppe Costa. Questa Locale, tra le varie attività illegali, annoverava anche il traffico di armi, ed in particolare sarebbe risultata la vendita di 10 fucili a pompa. Fin dal 1980, inoltre, essa sarebbe stata dedita ai traffici di droga voluti da Giuseppe Mazzaferro, mentre per l’eroina Costa si sarebbe rifornito dai Paviglianiti, che avevano alcuni bar a Cermenate.

Il veto all'apertura della Locale di Cantù

Secondo la Corte d’Appello, ci sarebbe un altro elemento che evidenzierebbe la potenza di questa Locale. Salvo Scali, che sarebbe stato affiliato ad essa, avrebbe infatti impedito la costituzione di una nuova Locale a Cantù, dove egli risiedeva. Sarebbe dunque il desiderio di un singolo ad aver influenzato la stessa organizzazione.

L'operazione "Insubria"

Secondo l'ordinanza di custodia cautelare relativa all'operazione Insubria, capo di questa Locale sarebbe Giuseppe Puglisi e che avrebbe rapporti con il capo Locale di Giffone e con quelli di Calolziocorte e Fino Mornasco. Capo società sarebbe invece Raffaele Bruzzese, mentre Giuseppe Salvatore Scali sarebbe invece un personaggio molto importante nelle decisioni relative al conferimento delle "doti"[2].


Bibliografia

  • Lucilio Gnocchi, Sentenza n. 1968/98 contro "Mazzaferro + 126", Corte d'Appello di Milano - Sezione I penale, 12/07/1999
  • Simone Luerti, Ordinanza di applicazione di misure cautelari -Procedimento Penale n. N. 45730/12 R.G.N.R., Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, 14 novembre 2014

Note

  1. Lucilio Gnocchi, Sentenza n. 1968/98 contro "Mazzaferro + 126", Corte d'Appello di Milano - Sezione I penale, 12/07/1999, pagg. 643-645
  2. Simone Luerti, Ordinanza di applicazione di misure cautelari -Procedimento Penale n. N. 45730/12 R.G.N.R., Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, 14 novembre 2014, pag. 7