Maria Chindamo: differenze tra le versioni

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== Biografia ==
 
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Sposata con Ferdinando Punturiero, si stava separando dal marito, il quale si tolse la vita il [[6 maggio]] [[2015]]. I familiari di lui imputarono il suicidio a Maria.
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Sposata con Ferdinando Punturiero, il marito si tolse la vita il [[6 maggio]] [[2015]] a seguito della decisione dell'imprenditrice di chiedere la separazione, motivo per cui, per la famiglia di lui, la responsabilità del suicidio era della moglie.  
  
 
=== La scomparsa ===
 
=== La scomparsa ===
 
A un anno esatto di distanza dal suicidio del marito, Maria venne rapita davanti all'ingresso della sua azienda agricola in contrada Carini di Località Montalto, dove doveva incontrare alcuni dei suoi operai.  
 
A un anno esatto di distanza dal suicidio del marito, Maria venne rapita davanti all'ingresso della sua azienda agricola in contrada Carini di Località Montalto, dove doveva incontrare alcuni dei suoi operai.  
  
L'automobile della donna venne ritrovata, ancora col motore acceso, dinanzi al cancello della proprietà. Sia sul mezzo che su un muretto, gli investigatori rinvennero tracce di sangue e capelli.
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L'automobile della donna venne ritrovata, ancora col motore acceso, dinanzi al cancello della proprietà. Sia sul mezzo che su un muretto, gli investigatori rinvennero tracce di sangue e capelli. Ad avvisare il fratello Vincenzo della scomparsa fu un dipendente, che con molta calma chiese: «''Qui c'è l'auto di Maria sporca di sangue ma lei non c'è. Come mai?''»
 
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Ad avvisare il fratello Vincenzo della scomparsa fu un dipendente, che con molta calma chiese: «''Qui c'è l'auto di Maria sporca di sangue ma lei non c'è. Come mai?''»
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== Indagini e processi ==
 
== Indagini e processi ==
Le indagini andarono avanti per anni, senza poter confermare il movente, fino alle dichiarazioni di un pentito del Clan Mancuso, grazie alle quali l'[[11 luglio]] [[2019]] venne arrestato Salvatore Ascone, con l'accusa di concorso in omicidio con soggetti ancora ignoti. Insieme a lui venne indagato anche Gheorge Laurentiu Nicolae per aver manomesso il servizio di sorveglianza della proprietà di Ascone, al fine di impedire la memorizzazione delle immagini riprese dalla telecamera puntata sull'ingresso della proprietà
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Le indagini andarono avanti per anni, senza poter confermare il movente, fino alle dichiarazioni di un pentito del Clan Mancuso, grazie alle quali l'[[11 luglio]] [[2019]] venne arrestato Salvatore Ascone, con l'accusa di concorso in omicidio con soggetti ancora ignoti. Insieme a lui venne indagato anche Gheorge Laurentiu Nicolae per aver manomesso il servizio di sorveglianza della proprietà di Ascone, al fine di impedire la memorizzazione delle immagini riprese dalla telecamera puntata sull'ingresso della proprietà. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri la donna è stata aggredita, poi con forza spostata su un'altra vettura.
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=== La possibile svolta: le dichiarazioni di Antonio Cossidente ===
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Il [[6 gennaio]] [[2021]] apparve sui giornali la notizia che il collaboratore di giustizia '''Antonio Cossidente''', il 7 febbraio 2020, aveva fatto importanti rivelazioni sulla scomparsa di Maria. Nella sede del Servizio Centrale dei Carabinieri del Ros di Roma Cossidente rivelò al sostituto procuratore di Catanzaro Annamaria Frustaci i particolari del delitto quanto gli era stato riferito da '''Emanuele Mancuso''', il figlio del boss Pantaleone detto “''l'ingegnere''”, durante la comune detenzione nel carcere di Paliano.
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"Emanuele Mancuso mi disse che era scomparsa una donna a Limbadi: un'imprenditrice di Laureana di Borrello, la Chindamo. Mi disse che lui era amico di un grosso trafficante di cocaina, detto ‘''Pinnolaro''’, legato alla famiglia Mancuso da vincoli storici e mi disse che per la scomparsa della donna, avvenuta qualche anno fa, c'era di mezzo questo ‘''Pinnolaro''’ che voleva acquistare i terreni della donna in quanto erano confinanti con le terre di sua proprietà. ‘''Pinnolaro''’ aveva pure degli animali, credo che facesse il pastore e questa donna si era rifiutata di cedere le proprietà a questa persona”.
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“Pinnolaro” venne individuato in '''Salvatore Ascone''', il 53enne di Limbadi arrestato nel luglio [[2019]] e poi scarcerato dal Riesame, indagato per concorso nell'omicidio della Chindamo in quanto accusato di aver manomesso il sistema di videosorveglianza della sua villetta in modo da impedire di registrare la scena in cui l'imprenditrice veniva aggredita e prelevata da soggetti ignoti la mattina del 6 maggio 2016.
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“''Emanuele Mancuso mi disse anche che in virtù di questo rifiuto della Chindamo a cedere le proprietà, ‘Pinnolaro’ l'ha fatta scomparire, ben sapendo che, se le fosse successo qualcosa la responsabilità sarebbe ricaduta sulla famiglia del marito della donna, poiché il marito o l'ex marito dopo che si erano lasciati si era suicidato. Quindi questo ‘Pinnolaro’ sapendo delle vicende familiari della donna, sarebbe stato lui l'artefice della vicenda per entrare in possesso dei terreni e poi far ricadere la responsabilità sulla famiglia del marito in modo da entrare in possesso di quei terreni''”.
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Secondo il racconto di Mancuso a Cossidente Maria Chindamo "''venne fatta macinare con un trattore o data in pasto ai maiali''". Il racconto è attualmente al vaglio degli inquirenti.
  
Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri la donna è stata aggredita, poi con forza spostata su un'altra vettura. Il corpo non è stato ancora ritrovato.
 
  
 
== Bibliografia ==
 
== Bibliografia ==
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* Lucio Musolino, ''“Maria Chindamo è stata macinata col trattore o data in pasto ai maiali”: le rivelazioni di un pentito sull’imprenditrice scomparsa nel 2016'', Il Fatto Quotidiano, 6 gennaio 2021.
 
*Emanuela Longo, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/maria-chindamo-vittima-di-lupara-rosa-la-mamma-spero-sia-viva-chi-lha-visto/1993080/ Maria Chindamo, Procura: “Indagini per omicidio continuano, pentito potrebbe aiutare”]'', ilsussidiario.net, 5 marzo 2020
 
*Emanuela Longo, ''[https://www.ilsussidiario.net/news/maria-chindamo-vittima-di-lupara-rosa-la-mamma-spero-sia-viva-chi-lha-visto/1993080/ Maria Chindamo, Procura: “Indagini per omicidio continuano, pentito potrebbe aiutare”]'', ilsussidiario.net, 5 marzo 2020
 
*la Repubblica, ''[https://www.repubblica.it/cronaca/2019/07/11/news/vibo-230932385/ “Uccisa l'imprenditrice scomparsa”: un arresto a Vibo Valentia]'', 11 luglio 2019
 
*la Repubblica, ''[https://www.repubblica.it/cronaca/2019/07/11/news/vibo-230932385/ “Uccisa l'imprenditrice scomparsa”: un arresto a Vibo Valentia]'', 11 luglio 2019

Versione attuale delle 19:11, 6 gen 2021


Maria Chindamo (Laureana di Borrello, 1974 - Limbadi, 6 maggio 2016) è stata un'imprenditrice calabrese, vittima innocente di 'ndrangheta.

Biografia

Sposata con Ferdinando Punturiero, il marito si tolse la vita il 6 maggio 2015 a seguito della decisione dell'imprenditrice di chiedere la separazione, motivo per cui, per la famiglia di lui, la responsabilità del suicidio era della moglie.

La scomparsa

A un anno esatto di distanza dal suicidio del marito, Maria venne rapita davanti all'ingresso della sua azienda agricola in contrada Carini di Località Montalto, dove doveva incontrare alcuni dei suoi operai.

L'automobile della donna venne ritrovata, ancora col motore acceso, dinanzi al cancello della proprietà. Sia sul mezzo che su un muretto, gli investigatori rinvennero tracce di sangue e capelli. Ad avvisare il fratello Vincenzo della scomparsa fu un dipendente, che con molta calma chiese: «Qui c'è l'auto di Maria sporca di sangue ma lei non c'è. Come mai?»

Indagini e processi

Le indagini andarono avanti per anni, senza poter confermare il movente, fino alle dichiarazioni di un pentito del Clan Mancuso, grazie alle quali l'11 luglio 2019 venne arrestato Salvatore Ascone, con l'accusa di concorso in omicidio con soggetti ancora ignoti. Insieme a lui venne indagato anche Gheorge Laurentiu Nicolae per aver manomesso il servizio di sorveglianza della proprietà di Ascone, al fine di impedire la memorizzazione delle immagini riprese dalla telecamera puntata sull'ingresso della proprietà. Secondo la ricostruzione fornita dai carabinieri la donna è stata aggredita, poi con forza spostata su un'altra vettura.

La possibile svolta: le dichiarazioni di Antonio Cossidente

Il 6 gennaio 2021 apparve sui giornali la notizia che il collaboratore di giustizia Antonio Cossidente, il 7 febbraio 2020, aveva fatto importanti rivelazioni sulla scomparsa di Maria. Nella sede del Servizio Centrale dei Carabinieri del Ros di Roma Cossidente rivelò al sostituto procuratore di Catanzaro Annamaria Frustaci i particolari del delitto quanto gli era stato riferito da Emanuele Mancuso, il figlio del boss Pantaleone detto “l'ingegnere”, durante la comune detenzione nel carcere di Paliano.

"Emanuele Mancuso mi disse che era scomparsa una donna a Limbadi: un'imprenditrice di Laureana di Borrello, la Chindamo. Mi disse che lui era amico di un grosso trafficante di cocaina, detto ‘Pinnolaro’, legato alla famiglia Mancuso da vincoli storici e mi disse che per la scomparsa della donna, avvenuta qualche anno fa, c'era di mezzo questo ‘Pinnolaro’ che voleva acquistare i terreni della donna in quanto erano confinanti con le terre di sua proprietà. ‘Pinnolaro’ aveva pure degli animali, credo che facesse il pastore e questa donna si era rifiutata di cedere le proprietà a questa persona”.

“Pinnolaro” venne individuato in Salvatore Ascone, il 53enne di Limbadi arrestato nel luglio 2019 e poi scarcerato dal Riesame, indagato per concorso nell'omicidio della Chindamo in quanto accusato di aver manomesso il sistema di videosorveglianza della sua villetta in modo da impedire di registrare la scena in cui l'imprenditrice veniva aggredita e prelevata da soggetti ignoti la mattina del 6 maggio 2016.

Emanuele Mancuso mi disse anche che in virtù di questo rifiuto della Chindamo a cedere le proprietà, ‘Pinnolaro’ l'ha fatta scomparire, ben sapendo che, se le fosse successo qualcosa la responsabilità sarebbe ricaduta sulla famiglia del marito della donna, poiché il marito o l'ex marito dopo che si erano lasciati si era suicidato. Quindi questo ‘Pinnolaro’ sapendo delle vicende familiari della donna, sarebbe stato lui l'artefice della vicenda per entrare in possesso dei terreni e poi far ricadere la responsabilità sulla famiglia del marito in modo da entrare in possesso di quei terreni”.

Secondo il racconto di Mancuso a Cossidente Maria Chindamo "venne fatta macinare con un trattore o data in pasto ai maiali". Il racconto è attualmente al vaglio degli inquirenti.


Bibliografia