Salvatore Pollara

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Salvatore Pollara (Prizzi, 7 dicembre 1933 – Palermo, 11 marzo 1983) è stato un imprenditore italiano, vittima di Cosa Nostra.

Biografia

Costruttore edile appartenente ad una famiglia di imprenditori da più generazioni, Salvatore Pollara aveva lavorato per anni nel settore pubblico e privato, partecipando al restauro monumentale della Cattedrale di Palermo e di altri edifici di grande valore storico ed artistico.

Nel 1979 suo fratello Giovanni anch'egli costruttore, fu fatto sparire per mezzo della lupara bianca. Salvatore denunciò l'accaduto alle autorità, collaborò durante lo svolgimento delle indagini sull'omicidio e testimoniò al processo che ne seguì. Il processo si concluse però con l'assoluzione per insufficienza di prove di Angelo Nicolini e Giacinto Misuraca.

Successivamente Salvatore fu soggetto a richieste di pizzo, che denunciò prontamente alle forze dell'ordine, rifiutando qualsiasi tipo di tutela. Seguirono poi minacce sempre più insistenti da parte di Cosa Nostra che sfociarono in pedinamenti, intimidazioni e nell'incendio dei suoi cantieri.

Salvatore non si piegò a queste minacce, motivo per il quale venne ucciso la sera dell'11 marzo 1983 in via Montuoro, a Palermo, mentre rientrava a casa a bordo dell'auto guidata dal suo autista Francesco Pecoraro. Due killer bloccarono la macchina e aprirono il fuoco provocando la morte di Salvatore e il ferimento dell'autista.

Nel 1996 le indagini relative all'omicidio di Salvatore furono riaperte in seguito alle rivelazioni del collaboratore di giustizia Francesco Paolo Anzelmo. Le responsabilità di Anzelmo sono state accertate in via definitiva nel 2002.

Salvatore ha lasciato una moglie e quattro figli, che hanno ottenuto giustizia più di vent'anni dopo l'assassinio.

Bibliografia