Modifiche

Mafia a Varese

2 316 byte aggiunti, 12:41, 3 ago 2014
/* 1997: la fine dei processi */
L’attendibilità delle dichiarazioni di Zagari ha reso possibile non solo l’arresto di centinaia di criminali, ma ha anche portato alla luce sulla struttura dell’organizzazione calabrese presente nel Nord Italia. Il padre lo accusa: ''“Mio figlio accusa persone innocenti, rovina famiglie per bene, è una fabbrica di menzogne”''<ref>G. Pinasi, ''Mio figlio, l’infame'', «Corriere della sera», 25 gennaio 1994</ref> . Il pentito fornisce dei dettagli importanti sulla struttura dell’organizzazione, che ha operato a Varese, Malnate, Buguggiate, Venegono, Tradate, Casale Litta, Milano, Corsico, Limbiate, Saronno, Pavia, Verbania ed altre zone limitrofe della Lombardia, dall'inizio degli anni '80, con stabili collegamenti con altri affiliati operanti in Calabria.
==== 1997: la fine dei processi ====
Nel 1997 si concludono diversi processi. Sono 1500 gli anni di reclusione per i 132 imputati del processo relativo all’operazione [[I fiori della notte di San Vito]], che si svolge tra Milano, Como e Varese. Traffici di armi e stupefacenti e associazione a delinquere i reati principalmente contestati. Il 15 ottobre si conclude l’operazione [[Terminus]]. Un’imponente operazione antidroga condotta dal sostituto procuratore Abate ha portato all’arresto di 41 persone collegate a Cosa Nostra. Tra gli arrestati, il pentito [[Totuccio Contorno]] e [[Gaetano Grado]], cugino di Contorno e uomo d’onore della famiglia di Santa Maria del Gesù.
 
Il 13 novembre 1997 si conclude il processo Isola Felice. La Corte di Assise di Varese pronuncia la sua sentenza: vengono comminati 7 ergastoli ed oltre 600 anni di carcere a 52 imputati.
 
I giudici si pronunciano nell’aula bunker collocata negli stabilimenti dell’ex Aermacchi, luogo simbolo della città, a poche centinaia di metri dal centro e dal comune. Pubblico Ministero di quel processo è [[Agostino Abate]] che poco dopo commenta: ''“E’ una sentenza storica per Varese. E’ stata riconosciuta l’esistenza di un’associazione per delinquere di stampo mafioso ben radicata nel Varesotto che ha operato anche nel Comasco e nell’Alto Milanese”''<ref>R. Brivio, ''Giustizia per vent’anni di crimini'', «Corriere della Sera», 14 novembre 1997</ref>.
 
Il “Locale di Varese” della ‘ndrangheta dell’Aspromonte, rappresentato dagli Zagari, perde la sua influenza colpito dal pentitismo. Conseguentemente, il clan Mazzaferro della ‘ndrangheta della Piana, capeggiato del Responsabile Regionale [[Giuseppe Mazzaferro]], dopo aver verificato che in tale zona non vi fossero “locali” di altri clan o strutture riconducibili ad altre organizzazioni criminose, decideva di insediarsi a Varese costituendo un “locale” a Varese affidato, con il ruolo di capo, a [[Calogero Marcenò]], preferendolo, nonostante le sue origini siciliane, a Francesco Patamia. La nuova struttura, molto eterogenea per l’origine delle persone -calabresi, siciliane e sarde-, composta da personaggi già radicati nel territorio varesino e già facenti parte della cosca Zagari, viene integrata con altri personaggi provenienti dal “locale di Como”.
 
=== Bad boys ===
=== Lonate Pozzolo e Malpensa ===
1 711
contributi