Operazione Grillo Parlante: differenze tra le versioni
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L’'''Operazione Grillo Parlante''' è un’inchiesta della Dda di Milano sulle presunte attività del gruppo criminale, capeggiato da Sabatino Di Grillo, affiliato alla [[Mancuso ('ndrina)|‘ndrina Mancuso]] di Limbadi (Vibo Valentia) nella provincia di Milano, le cui indagini vennero condotte tra gli inizi del [[2009]] e la fine del [[2011]] dal comando provinciale dei Carabinieri di Milano. | L’'''Operazione Grillo Parlante''' è un’inchiesta della Dda di Milano sulle presunte attività del gruppo criminale, capeggiato da Sabatino Di Grillo, affiliato alla [[Mancuso ('ndrina)|‘ndrina Mancuso]] di Limbadi (Vibo Valentia) nella provincia di Milano, le cui indagini vennero condotte tra gli inizi del [[2009]] e la fine del [[2011]] dal comando provinciale dei Carabinieri di Milano. | ||
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== Antefatti == | == Antefatti == | ||
=== Caso Domenico Zambetti: Elezioni Regionali Marzo 2010 === | === Caso Domenico Zambetti: Elezioni Regionali Marzo 2010 === | ||
Seconda l'accusa, la figura di Domenico Zambetti evidenzierebbe le relazioni strette tra la politica e gli interessi delle organizzazioni criminali operanti sul territorio lombardo. La principale accusa mossa nei confronti dell'ex assessore regionale alla Casa della giunta Formigoni e candidato del PDL riguarda le elezioni regionali del [[18 marzo|18]] e [[19 marzo]] 2010. Zambetti avrebbe partecipato alle elezioni regionali avvalendosi di un patto di scambio politico mafioso con la ‘ndrangheta in forza del quale a fronte della promessa di ricevere un cospicuo numero di voti in suo favore (4000 preferenze) per essere rieletto consigliere regionale, si sarebbe impegnato a corrispondere la somma di 200 mila euro. Al termine delle elezioni, Zambetti venne effettivamente rieletto consigliere regionale e nominato dal presidente Formigoni assessore alla Casa.<ref>Alessandro Santangelo, Ordinanza di custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari - Procedimento Penale n. 73990/10 R.G | Seconda l'accusa, la figura di Domenico Zambetti evidenzierebbe le relazioni strette tra la politica e gli interessi delle organizzazioni criminali operanti sul territorio lombardo. La principale accusa mossa nei confronti dell'ex assessore regionale alla Casa della giunta Formigoni e candidato del PDL riguarda le elezioni regionali del [[18 marzo|18]] e [[19 marzo]] 2010. Zambetti avrebbe partecipato alle elezioni regionali avvalendosi di un patto di scambio politico mafioso con la ‘ndrangheta in forza del quale a fronte della promessa di ricevere un cospicuo numero di voti in suo favore (4000 preferenze) per essere rieletto consigliere regionale, si sarebbe impegnato a corrispondere la somma di 200 mila euro. Al termine delle elezioni, Zambetti venne effettivamente rieletto consigliere regionale e nominato dal presidente Formigoni assessore alla Casa.<ref>Alessandro Santangelo, Ordinanza di custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari - Procedimento Penale n. 73990/10 R.G. - Tribunale Milano, 26 Settembre 2012 p.16 e ss.</ref> | ||
Domenico Zambetti è anche accusato di aver agevolato persone legate a membri del gruppo facente capo a Di Grillo anche in altri contesti. In particolare si sarebbe adoperato, sotto intimidazione, per il rinnovo del contratto di parrucchiera della sorella dell’indagato Eugenio Costantino, per l’assunzione della figlia dello stesso presso l’ALER e l’assegnazione di una casa ALER in favore dell’amante del medesimo, traendo vantaggio dalla sua posizione.<ref> Ivi pp.148 e 190</ref> | Domenico Zambetti è anche accusato di aver agevolato persone legate a membri del gruppo facente capo a Di Grillo anche in altri contesti. In particolare si sarebbe adoperato, sotto intimidazione, per il rinnovo del contratto di parrucchiera della sorella dell’indagato Eugenio Costantino, per l’assunzione della figlia dello stesso presso l’ALER e l’assegnazione di una casa ALER in favore dell’amante del medesimo, traendo vantaggio dalla sua posizione.<ref> Ivi pp.148 e 190</ref> | ||
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L’8 aprile 2011 Mauro Galanti sarebbe stato sequestrato con fini estorsivi da diversi affiliati del clan Di Grillo – Mancuso imputati nell’inchiesta Grillo Parlante. | L’8 aprile 2011 Mauro Galanti sarebbe stato sequestrato con fini estorsivi da diversi affiliati del clan Di Grillo – Mancuso imputati nell’inchiesta Grillo Parlante. | ||
Secondo le indagini Eugenio Costantino, Vincenzo Evolo e Giampiero Guerrisi avrebbero prelevato a forza il soggetto, nei pressi del Compro Oro sito a Cornaredo in Via Novara. In seguito avrebbero contattato il complice del sequestrato Gioacchino Albanese, chiedendo come riscatto il versamento immediato di 5000 euro (dei quali 2000 come risarcimento di una ipotetica truffa subita da Costantino) e imponendo che in seguito i due lavorassero per l’organizzazione criminale di Sabatino Di Grillo. L’ostaggio sarebbe in seguito stato portato nei pressi di un capannone attiguo alla villetta di Sabatino Di Grillo a Cuggiono e percosso ulteriormente in presenza dello stesso e di Giuseppe Salvatore Mancuso. Albanese, grazie al presunto ruolo di tramite svolto da Sergio Marchetto, calabrese, avrebbe provveduto a fornire lo stesso giorno un anticipo di 1800 euro in cambio dell’immediato rilascio di Galanti a Magenta. L’11 aprile dello stesso anno il mediatore avrebbe poi consegnato i restanti 3100 euro a Eugenio Costantino e Vincenzo Evolo a Milano nel parcheggio antistante la fermata della metropolitana Molino Dorino.<ref>Ivi p.33 e ss.</ref> | Secondo le indagini Eugenio Costantino, Vincenzo Evolo e Giampiero Guerrisi avrebbero prelevato a forza il soggetto, nei pressi del Compro Oro sito a Cornaredo in Via Novara. In seguito avrebbero contattato il complice del sequestrato Gioacchino Albanese, chiedendo come riscatto il versamento immediato di 5000 euro (dei quali 2000 come risarcimento di una ipotetica truffa subita da Costantino) e imponendo che in seguito i due lavorassero per l’organizzazione criminale di Sabatino Di Grillo. L’ostaggio sarebbe in seguito stato portato nei pressi di un capannone attiguo alla villetta di Sabatino Di Grillo a Cuggiono e percosso ulteriormente in presenza dello stesso e di Giuseppe Salvatore Mancuso. Albanese, grazie al presunto ruolo di tramite svolto da Sergio Marchetto, calabrese, avrebbe provveduto a fornire lo stesso giorno un anticipo di 1800 euro in cambio dell’immediato rilascio di Galanti a Magenta. L’11 aprile dello stesso anno il mediatore avrebbe poi consegnato i restanti 3100 euro a Eugenio Costantino e Vincenzo Evolo a Milano nel parcheggio antistante la fermata della metropolitana Molino Dorino.<ref>Ivi p.33 e ss.</ref> | ||
=== Estorsione ai danni di Liberio Rossi === | |||
Secondo le indagini, Eugenio Costantino, Alessandro Gugliotta, e Ciro Simonte avrebbero commesso un’azione estorsiva ai danni di Liberio Rossi costringendolo alla consegna di 20000 euro. Il 22 luglio 2011 dopo un iniziale incontro avvenuto a Milano tra Costantino e Rossi presso il McDonald’s di Porta Romana volto a mostrare a Gugliotta la macchina e il volto della vittima designata, quest’ultimo avrebbe attuato il tentativo di estorsione la stessa sera. Secondo le indagini Gugliotta avrebbe incontrato Liberio Rossi mentre usciva dalle “terme di Milano” ( piazza Medaglie d’oro, Milano), presentandosi come "un calabrese" e facendo una richiesta iniziale di 60000 euro accompagnata da minacce fisiche esplicite. Rossi, essendo a conoscenza dell'affiliazione di Eugenio Costantino con il gruppo criminale Di Grillo - Mancuso, si sarebbe rivolto al medesimo in cerca di protezione e mediazione senza sapere che lo stesso era in realtà complice di Gugliotta. Il 23 luglio 2011 si raggiunse l’accordo definitivo per la consegna di 20000 euro, effettuata successivamente il 25 luglio dello stesso anno nei pressi del parcheggio del supermercato “Il Gigante” di Cornaredo (via della repubblica angolo via sempione). Somma divisa in un secondo momento tra Gugliotta e Costantino al Compro Oro di Settimo Milanese. <ref>Ivi P.36 e p.450 e ss.</ref> | |||
=== Il traffico di mezzi d'opera === | === Il traffico di mezzi d'opera === | ||
Sabatino Di Grillo, coadiuvato da diversi esponenti del clan Di Grillo – Mancuso, avrebbe coordinato e diretto un consistente traffico di mezzi d’opera rubati destinati al mercato nordafricano e dell’Est Europa. Il gruppo avrebbe tratto vantaggio dal lavoro di diversi gruppi di ladri che agivano in autonomia. Si presume che una volta rubati, i mezzi venissero trasportati in capannoni sotto il controllo dell’associazione mafiosa (nella zona di Aosta (AO) e Ivrea (TO). Si ipotizza che dopo aver reperito gli acquirenti, prima di procedere alla commercializzazione, i macchinari rubati venissero contraffatti da gruppi di falsificatori “specializzati” che provvedevano alla contraffazione e al riciclaggio, nonché a garantire una falsa certificazione amministrativa che ne permetteva la circolazione e la successiva esportazione all’estero.<ref>Ivi p. 41 e ss.</ref> | Sabatino Di Grillo, coadiuvato da diversi esponenti del clan Di Grillo – Mancuso, avrebbe coordinato e diretto un consistente traffico di mezzi d’opera rubati destinati al mercato nordafricano e dell’Est Europa. Il gruppo avrebbe tratto vantaggio dal lavoro di diversi gruppi di ladri che agivano in autonomia. Si presume che una volta rubati, i mezzi venissero trasportati in capannoni sotto il controllo dell’associazione mafiosa (nella zona di Aosta (AO) e Ivrea (TO). Si ipotizza che dopo aver reperito gli acquirenti, prima di procedere alla commercializzazione, i macchinari rubati venissero contraffatti da gruppi di falsificatori “specializzati” che provvedevano alla contraffazione e al riciclaggio, nonché a garantire una falsa certificazione amministrativa che ne permetteva la circolazione e la successiva esportazione all’estero.<ref>Ivi p. 41 e ss.</ref> | ||
== Il Processo == | == Il Processo == | ||
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I giudici della Corte d’assise d’appello hanno invece assolto Salvatore Mancuso che era stato accusato di aver preso parte al sequestro di persona a scopo estorsivo di Galanti e hanno ridotto la pena da 10 anni e 10 mesi a 8 anni e 8 mesi di reclusione per Giuseppe D’Agostino, riqualificando il reato in concorso esterno in associazione mafiosa. L’imputato sarebbe un esponente della cosca calabrese "Morabito-Bruzzaniti" di Africo, gestore di locali notturni e già condannato anni fa per traffico di droga nell’inchiesta sull’Ortomercato di Milano.<ref>Sergio Rame, Arrestato l’Assessore Zambetti, comprò voti dalla ‘ndrangheta, Il Giornale 10 Ottobre 2012</ref> | I giudici della Corte d’assise d’appello hanno invece assolto Salvatore Mancuso che era stato accusato di aver preso parte al sequestro di persona a scopo estorsivo di Galanti e hanno ridotto la pena da 10 anni e 10 mesi a 8 anni e 8 mesi di reclusione per Giuseppe D’Agostino, riqualificando il reato in concorso esterno in associazione mafiosa. L’imputato sarebbe un esponente della cosca calabrese "Morabito-Bruzzaniti" di Africo, gestore di locali notturni e già condannato anni fa per traffico di droga nell’inchiesta sull’Ortomercato di Milano.<ref>Sergio Rame, Arrestato l’Assessore Zambetti, comprò voti dalla ‘ndrangheta, Il Giornale 10 Ottobre 2012</ref> | ||
=== Esito === | |||
L'[[8 febbraio]] [[2017]] l'VIII sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato Domenico Zambetti a 13 anni e 6 mesi di reclusione, 12 anni ad Ambrogio Crespi e 16 anni e 6 mesi a Eugenio Costantino. L'ex-sindaco di Sedriano Alfredo Celeste e il chirurgo Marco Silvio Scalambra sono stati invece assolti<ref>[https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/08/ndrangheta-lombardia-13-anni-e-mezzo-allex-assessore-domenico-zambetti-per-voto-di-scambio/3376729/ ‘Ndrangheta in Lombardia, 13 anni e mezzo all’ex assessore Domenico Zambetti per voto di scambio, il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2017]</ref>. Per loro due la sentenza è diventata definitiva, a seguito della decisione assunta dalla Procura di non presentare ricorso alla sentenza di primo grado<ref>'Ndrangheta a Sedriano, il sindaco è assolto, il Giorno, 4 novembre 2017</ref>. | |||
== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||
* Alessandro Santangelo, Ordinanza di custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari - Procedimento Penale n. 73990/10 R.G | * Alessandro Santangelo, Ordinanza di custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari - Procedimento Penale n. 73990/10 R.G. - Tribunale Milano, 26 Settembre 2012 | ||
* [http://www.stampoantimafioso.it/2014/05/09/processo-zambetti-inizia-milano-grado/#sthash.sKBDXRtO.dpuf Ester Castano, Processo Zambetti, inizia a Milano il primo grado, Stampo Antimafioso 9 Maggio 2014] | * [http://www.stampoantimafioso.it/2014/05/09/processo-zambetti-inizia-milano-grado/#sthash.sKBDXRtO.dpuf Ester Castano, Processo Zambetti, inizia a Milano il primo grado, Stampo Antimafioso 9 Maggio 2014] | ||
* [http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/10/10/news/regione_arrestato_zambetti_pag_i_voti_alla_ndrangheta-44214628/?ref=HREA-1 Piero Colaprico, Regione Lombardia, arrestato Zambetti "Soldi alla 'ndrangheta in cambio di voti", La Repubblica 10 Ottobre 2012] | * [http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/10/10/news/regione_arrestato_zambetti_pag_i_voti_alla_ndrangheta-44214628/?ref=HREA-1 Piero Colaprico, Regione Lombardia, arrestato Zambetti "Soldi alla 'ndrangheta in cambio di voti", La Repubblica 10 Ottobre 2012] | ||
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[[Categoria: | [[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]] [[Categoria:Inchieste sulla 'ndrangheta]] | ||