Maurizio Prestieri: differenze tra le versioni

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Nella primavera del [[1991]], il gruppo guidato da Antonio Ruocco decise di operare una scissione all'interno del Clan Di Lauro, a causa di uno sgarro che sosteneva di aver subito. Iniziò dunque la sanguinosa faida di Mugnano, che tra il 1991 e il [[1993]] provocò la morte di 20 persone e il cui punto di non ritorno fu contrassegnato dalla [[Strage del Bar Fulmine]], avvenuta il [[18 maggio]] [[1992]], dove persero la vita due fratelli di Maurizio, Raffaele e Rosario. Tra i fatti più cruenti in risposta alla strage, ci fu l'omicidio di Alfredo Negri, uno dei membri del commando: rapito e lasciato in un cofano di una macchina sotto la cella in cui si trovava recluso Maurizio, venne bruciato vivo per farne sentire le urla e l'odore di carne bruciata, come regalo da parte di Di Lauro per vendicare i suoi due fratelli.
Nella primavera del [[1991]], il gruppo guidato da Antonio Ruocco decise di operare una scissione all'interno del Clan Di Lauro, a causa di uno sgarro che sosteneva di aver subito. Iniziò dunque la sanguinosa faida di Mugnano, che tra il 1991 e il [[1993]] provocò la morte di 20 persone e il cui punto di non ritorno fu contrassegnato dalla [[Strage del Bar Fulmine]], avvenuta il [[18 maggio]] [[1992]], dove persero la vita due fratelli di Maurizio, Raffaele e Rosario. Tra i fatti più cruenti in risposta alla strage, ci fu l'omicidio di Alfredo Negri, uno dei membri del commando: rapito e lasciato in un cofano di una macchina sotto la cella in cui si trovava recluso Maurizio, venne bruciato vivo per farne sentire le urla e l'odore di carne bruciata, come regalo da parte di Di Lauro per vendicare i suoi due fratelli.


Un altro cruento omicidio fu quello di [[Rocco Capuozzo]], che si era occupato della logistica della strage, come raccomtò lo stesso Prestieri:<blockquote>«Rocchino praticamente si era occupato della logistica. Lui fu ammazzato da Antonio Abbinante, all’interno di un locale dove c’era altra gente. È stato uno degli omicidi più cruenti. Abbinante gli spara e lo colpisce, gli si avvicina per colpirlo alla testa ed ucciderlo, ma la pistola si è inceppata. Era una semiautomatica, il carrello era andato all’indietro e la canna era rimasta fuori. Abbinante era un killer affidabilissimo e per finirlo, senza pensarci due volte, con la canna della pistola gli ha fracassato il cranio. All’uscita dal carcere mi diedero una pezza con dentro la pistola usata da Abbinante e davanti a me la sciacquarono della materia cerebrale di Rocchino». </blockquote>Dopo essere uscito dal carcere, Maurizio organizzò anche l'omicidio del figlio di Capuozzo, ucciso davanti alla madre con una calibro 38 mentre facevano visita alla tomba del padre. <blockquote>«Pensai a tutto io, ne parlai a Di Lauro e lui mi disse di procedere ma di non partecipare perché ero appena tornato in libertà. Allora con un amico specchiettista organizzai l’omicidio. Lui doveva vedere quando il ragazzo entrava al cimitero con la madre. Lei fu risparmiata perché doveva finire i suoi giorni con quella scena davanti agli occhi». </blockquote>Dopo quell'omicidio, Di Lauro divenne il capo incontrastato di Secondigliano e del narcotraffico a Napoli, trasformando Scampia nella piazza di spiaccio più grande d'Europa<ref>Citato in Andrea Aversa. “Rocchino, traditore di Di Lauro e Prestieri: ‘Abbinate gli aveva fracassato il cranio’”, Vocedinapoli, 7 ottobre 2017 [https://www.vocedinapoli.it/2017/10/07/rocchino-traditore-di-di-lauro-e-prestieri-abbinante-gli-aveva-fracassato-il-cranio/]</ref>.
Un altro cruento omicidio fu quello di [[Rocco Capuozzo]], che si era occupato della logistica della strage, come raccomtò lo stesso Prestieri:<blockquote>«Rocchino praticamente si era occupato della logistica. Lui fu ammazzato da Antonio Abbinante, all’interno di un locale dove c’era altra gente. È stato uno degli omicidi più cruenti. Abbinante gli spara e lo colpisce, gli si avvicina per colpirlo alla testa ed ucciderlo, ma la pistola si è inceppata. Era una semiautomatica, il carrello era andato all’indietro e la canna era rimasta fuori. Abbinante era un killer affidabilissimo e per finirlo, senza pensarci due volte, con la canna della pistola gli ha fracassato il cranio. All’uscita dal carcere mi diedero una pezza con dentro la pistola usata da Abbinante e davanti a me la sciacquarono della materia cerebrale di Rocchino». </blockquote>Dopo essere uscito dal carcere, Maurizio organizzò anche l'omicidio del figlio di Capuozzo, ucciso davanti alla madre con una calibro 38 mentre facevano visita alla tomba del padre. <blockquote>«Pensai a tutto io, ne parlai a Di Lauro e lui mi disse di procedere ma di non partecipare perché ero appena tornato in libertà. Allora con un amico specchiettista organizzai l’omicidio. Lui doveva vedere quando il ragazzo entrava al cimitero con la madre. Lei fu risparmiata perché doveva finire i suoi giorni con quella scena davanti agli occhi». </blockquote>Dopo quell'omicidio, Di Lauro divenne il capo incontrastato di Secondigliano e del narcotraffico a Napoli, trasformando Scampia nella piazza di spaccio più grande d'Europa<ref>Citato in Andrea Aversa. “Rocchino, traditore di Di Lauro e Prestieri: ‘Abbinate gli aveva fracassato il cranio’”, Vocedinapoli, 7 ottobre 2017 [https://www.vocedinapoli.it/2017/10/07/rocchino-traditore-di-di-lauro-e-prestieri-abbinante-gli-aveva-fracassato-il-cranio/]</ref>.


=== Il rapporto con Paolo Di Lauro ===
=== Il rapporto con Paolo Di Lauro ===