Processo Hydra: differenze tra le versioni

Creata pagina con "{{Espandere}} Il '''processo Hydra''' è un procedimento penale nato da un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica '''Marcello Viola''', dalla Procuratrice aggiunta '''Alessandra Dolci''' e dalla sostituta procuratrice '''Alessandra Cerreti''', che ha svelato l'esistenza di un'alleanza tra le tre mafie storiche, Cosa nostra, camorra e 'ndrangheta, in Lombardia. Questa alleanza, rispetto ad altr..."
 
 
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Il '''processo Hydra''' è un procedimento penale nato da un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica '''Marcello Viola''', dalla Procuratrice aggiunta '''Alessandra Dolci''' e dalla sostituta procuratrice '''Alessandra Cerreti''', che ha svelato l'esistenza di un'alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [['ndrangheta]], in Lombardia.
Il '''processo Hydra''' è un procedimento penale nato da un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica '''Marcello Viola''', dalla Procuratrice aggiunta '''Alessandra Dolci''' e dalla sostituta procuratrice '''Alessandra Cerreti''', che ha svelato l'esistenza di un'alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [['ndrangheta]], in Lombardia.
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L'avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello '''Antonio Coppola''', è coinciso col monitoraggio della locale di 'ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, '''Massimo Rosi'''<ref>Ibidem.</ref>.
L'avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello '''Antonio Coppola''', è coinciso col monitoraggio della locale di 'ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, '''Massimo Rosi'''<ref>Ibidem.</ref>.


Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia '''Emanuele De Castro''', ma anche di accertare come Rosi fosse:  
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia '''[[Emanuele De Castro]]''', ma anche di accertare come Rosi fosse:  


*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;
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Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche '''Bernardo Pace''', trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche '''Bernardo Pace''', trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell'agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l'avvio dell'inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell'inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.
Elemento di spicco della ''[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],'' uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già ''capo società'', De Castro aiutò gli inquirenti a '''ricostruire la storia della ''locale'', le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali''', compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “''[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”'', e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la ''locale'' si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l'avvio all'inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.


===Le varie componenti dell'associazione===
===Le varie componenti dell'associazione===
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*'''William Alfonso Cerbo''' e '''Gaetano Cantarella''' (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;
*'''William Alfonso Cerbo''' e '''Gaetano Cantarella''' (fino alla sua scomparsa), affiliati alla famiglia mafiosa catanese dei “Mazzei / Carcagnusi”;
*'''Santo Crea''', affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio '''Filippo'''<ref>Ivi, pp. 207-208.</ref>.
*'''Santo Crea''', affiliato alla ’ndrina Iamonte, e suo figlio '''Filippo'''<ref>Ivi, pp. 207-208.</ref>.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le componenti del Consorzio erano così suddivise<ref>Ivi, p. 244 e ss.</ref>:
==== La componente calabrese ====
'''a) Locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo'''
* ROSI Massimo
* CRISTELLO Giacomo
* BELLUSCI Francesco
* BARLETTA Raffaele
* RISPOLI Alfonso
* RIENZI Pasquale
* LEROSE Armando
* RISPOLI Vincenzo
* TOSCANO Pasquale Filomeno
* FRUSTILLO Luca
'''b) 'ndrina Iamonte'''
* CREA Santo
* CREA Filippo
* TRIPODI Demetrio
* SURACI Lorenzo
* POSTÙ Maria Domenica
* PINTAUDI Saverio
* SCOTTI Claudio
'''c) 'ndrina ''Romeo "Staccu"'''''
* ROMEO Antonio
==== La componente siciliana ====
'''a) I palermitani'''
* FIDANZATI Giuseppe
* FIDANZATI Stefano
* GALIOTO Antonino
* SEIDITA Serafino
* D’ALIA Aurelio
* MANNINO Pietro


===I traffici illeciti dell'associazione===
'''b) I trapanesi/castelvetranesi'''
 
* PACE Bernardo detto “Dino”
* PACE Michele
* PACE Domenico
* ABILONE Rosario
* ABILONE Giovanni
* ERRANTE PARRINO Paolo Aurelio
* CISLAGHI Diego
 
'''c) I gelesi'''
 
* NICASTRO Dario
* NICASTRO Fabio
* BONVISSUTO Rosario
 
'''d) I catanesi del clan MAZZEI “''carcagnusi”'''''
 
* CANTARELLA Gaetano detto ''“Tanu u Curtu”'' (scomparso)
* CERBO William Alfonso detto “S''carface”'' (successivamente legatosi al “gruppo SENESE” dopo la scomparsa di CANTARELLA)
 
==== La componente romana ====
'''a) I “Senese”'''
 
* SENESE Vincenzo
* VESTITI Giancarlo
* BUCCAFUSCA Federica
* CASTIGLIA Giuseppe
* SORRENTINO Antonio
* GREGORINI Emanuele
* MAZZOTTA Pietro
* AMICO Gioacchino
* ORLANDO Raimondo
* SANGALLI Daniela
* VESTITI Eduardo Maria
* VESTITI Marika
* SANSEVERINO Sergio
* FIORE Giuseppe
* BRANCACCIO Domenico
* BRAMONTI Alessandro
* ALBANESE Vincenza
* BERDUCCI Francesco
* CIRILLO Giovanni
* SORCE Giuseppe
* ZINGHINÌ Giuseppe Antonio
 
=== I traffici illeciti dell'associazione ===
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i '''traffici illeciti''' del gruppo criminale, ma anche la '''suddivisione dei ruoli''' all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso '''diversificati circuiti criminali''', passando dalle '''false fatturazioni''' al '''riciclaggio''' (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.
Le attività di indagine permettevano di individuare non solo i '''traffici illeciti''' del gruppo criminale, ma anche la '''suddivisione dei ruoli''' all’interno dell’organizzazione. In particolare, emergeva come il gruppo operasse attraverso '''diversificati circuiti criminali''', passando dalle '''false fatturazioni''' al '''riciclaggio''' (anche con reimpiego in svariate attività imprenditoriali), all’elusione fiscale nel settore dei carbolubrificanti, dall’importazione e traffico di stupefacenti, alle estorsioni e così via.


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Emblematica sotto questo punto di vista un'intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “''dollarino''”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto "Ninni", durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.
Emblematica sotto questo punto di vista un'intercettazione ambientale tra i rappresentanti delle varie componenti, intervenuta negli uffici di Dairago (MI) di una delle società di Gioacchino Amico, teatro di un tentativo di risoluzione della diatriba cui partecipano l’emissario dei Senese, Emanuele Gregorini detto “''dollarino''”, Domenico Pace, lo stesso Amico e Giuseppe Fidanzati, detto "Ninni", durante la quale, tra l’altro, emerge chiaramente il ruolo di Errante Parrino a sostegno dei Pace.


Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra:  
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: <blockquote>«Quindi troviamo oggi una quadra per com'è, io il motivo reale...me l'ha spiegato GIO'! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». </blockquote>Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: <blockquote>«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “''Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico''”, gli ho detto: “''e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia''”»<ref>Ivi, p. 211.</ref>.</blockquote>Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di '''una struttura autonoma''' che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: <blockquote>AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l'azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l'impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l'unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c'è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell'appuntamento”<ref>Ivi, p. 212.</ref>.</blockquote>Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie '''Federica Buccafusca''', in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose<ref>Ivi, p. 212 e ss.</ref>.
 
«Quindi troviamo oggi una quadra per com'è, io il motivo reale...me l'ha spiegato GIO'! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione».  
 
Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico:  
 
«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “''Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico''”, gli ho detto: “''e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia''”»<ref>Ivi, p. 211.</ref>.
 
Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di '''una struttura autonoma''' che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc:  
 
AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l'azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l'impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l'unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c'è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell'appuntamento”<ref>Ivi, p. 212.</ref>.
 
Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie '''Federica Buccafusca''', in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose<ref>Ivi, p. 212 e ss.</ref>.
 
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “autorizzare” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un'intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:
 
«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c'ho avuto a che fare io ... omissis»<ref>Ivi, p. 4874.</ref>.
 
Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l'[[11 marzo]] [[2021]], afferma:


«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»<ref>Ivi, p. 1012.</ref>
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “''autorizzare''” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un'intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:<blockquote>«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c'ho avuto a che fare io ... omissis»<ref>Ivi, p. 4874.</ref>.</blockquote>Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l'[[11 marzo]] [[2021]], afferma:<blockquote>«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»<ref>Ivi, p. 1012.</ref>.</blockquote>


===I Summit===
===I Summit===
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# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;
# La riunione ad Abbiategrasso del 13 aprile 2021;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;
# La riunione a Dairago del 28 aprile 2021;
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo
# Gli incontri del 13 maggio 2021 (Busto Garolfo - Inveruno - Dairago);
Inveruno Dairago);
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021<ref>Ivi, p. 4831 e ss.</ref>.
# La riunione a Dairago del 22 maggio 2021<ref>Ivi, p. 4831 e ss.</ref>.
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===
===I beni strumentali in comune al sistema mafioso lombardo===
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che '''cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose'''<ref>Ivi, p. 4838 e ss.</ref>.
Le indagini hanno permesso di documentare anche la predisposizione di una fitta rete di mezzi strumentali allo sviluppo dell’associazione, in particolare società costituite ed utilizzate per i fini associativi, che '''cristallizzano un’equa ripartizione tra le tre diverse componenti mafiose'''<ref>Ivi, p. 4838 e ss.</ref>.
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Nel processo «'ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore '''Antonino Fiume''' a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «'''Consorzio'''», ossia un organismo riservato che esercitava “''un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all'interno c'era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita''”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.
Nel processo «'ndrangheta stragista» fu invece il collaboratore '''Antonino Fiume''' a precisare che le prime riunioni in cui si era affrontato l’argomento stragi erano avvenute in Lombardia dove si era costituito tra il [[1986]] e il [[1987]] una specie di «'''Consorzio'''», ossia un organismo riservato che esercitava “''un potere, era il potere assoluto che dominava su tutti, perché all'interno c'era ‘‘Ndrangheta, cosa nostra, camorra e sacra corona unita''”, una sorta di “federazione” che aveva il controllo sul contrabbando delle sigarette e sul traffico della sostanza stupefacente.


Fiume a tal proposito dichiarò che  
Fiume a tal proposito dichiarò che <blockquote>«questo consorzio aveva '''il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia''', lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. '''Chi trasgrediva, veniva ucciso'''. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... '''avevano tutti lo stesso bracciale''', che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d'oro tatuato della 'ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l'aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c'era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “''Questo coso restituirglielo''”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c'era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo»<ref>Ivi, p. 4872.</ref>.</blockquote>Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “''col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento''”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “''dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani''”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).
 
“questo consorzio aveva il monopolio di tutto lo stupefacente che girava in Italia, lo dovevano comprare solo ed esclusivamente da loro, venderlo come volevano, però dovevano comprarlo solo dal consorzio tutti gli affiliati. Chi trasgrediva, veniva ucciso. Determinati omicidi e determinate cose venivano scelti solo dai capi del consorzio, che per riconoscersi... utilizzavano... avevano tutti lo stesso bracciale, che altro non era che un bracciale composto da fili di elefanti, che rappresentava Catania, coso... un lingotto d'Oro tatuato della 'ndrangheta, e adesso non mi ricordo bene, però il capo del consorzio non aveva il bracciale, aveva il girocollo, che era fatto allo stesso modo, che ce l'aveva Antonio Papalia, che in un momento storico, che non c'era, glielo aveva lasciato pure a Giuseppe De Stefano. E io gli ho detto: “Questo coso restituirglielo”. Cioè, era un rito, come dire, se li mettevano sul tavolo, c'era qualcuno delegato del consorzio, poteva parlare solo se aveva questo bracciale o il girocollo”<ref>Ivi, p. 4872.</ref>.
 
Al vertice di tale organismo, anche Fiume, come Annacondia, poneva [[Antonio Papalia]], il quale “''col triumvirato della Jonica, era stato messo a Milano, e sulla Lombardia era lui che controllava tutto, però erano in buoni rapporti con tutte le altre organizzazioni, lui era il punto di riferimento''”, mentre [[Franco Coco Trovato]] (consuocero di [[Carmine De Stefano]]) era un gradino sotto nel senso che l’ultima parola spettava a Papalia, chiarendo che insieme erano il vertice della componente ‘ndranghetistica che era prevalente nel Consorzio di cui facevano parte, tra gli altri: Jimmy Miano e Turi Cappello (i quali erano “''dentro proprio come se fossero calabresi, anche se siciliani''”), Pepè Flachi, il pugliese Annacondia, gli Arena di isola Capo Rizzuto, i Ficarelli (specificando Vincenzo Ficara), Mico (Domenico) Tegano che però non presenziava su Milano, i Latella con Giovanni Puntorieri, Mico Paviglianiti che aveva un ruolo importante, Schettini, Pace Salvatore (un riservato di Antonio Papalia), Vittorio Foschini, e Luigi Mancuso (“c’era dentro”).


Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.
Fiume raccontò delle fibrillazioni all’interno di Cosa nostra catanese nei primi anni ’90 per cui i Santapaola volevano uccidere Jimmy Miano, ma che alla fine [[Nitto Santapaola]] aveva mandato a dire a [[Salvatore Riina|Totò Riina]] “Ditegli a zio Totò che se vuole io gli lascio la tavola apparecchiata”, perché aveva capito che lo volevano scalzare da Catania e mettere Mazzei, precisando che la sua fonte di conoscenza era Carmine De Stefano, che insieme al fratello Giuseppe aveva dal Consorzio un fisso di venti milioni.
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==Processo==
==Processo==
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il 4 aprile 2025.
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.


===Rito abbreviato===
===Rito abbreviato===
L'udienza preliminare si tenne nell'Aula Bunker di Opera, davanti al giudice Emanuele Mancini. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.
L'udienza preliminare si tenne nell'Aula Bunker di Opera, davanti al giudice '''Emanuele Mancini'''. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.


Si costituirono parte civile:
Si costituirono parte civile:
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* Libera contro le mafie
* Libera contro le mafie
* WikiMafia
* WikiMafia
==== I collaboratori di giustizia ====
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia '''Saverio Pintaudi''', esponente della 'ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)''', William Alfonso Cerbo''', collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e '''Francesco Bellusci''', affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].
==== Le minacce di morte ai titolari dell'inchiesta ====
Nel corso dell'udienza preliminare vi fu la notizia di '''minacce di morte'''<ref>''“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata'', ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]</ref> all'indirizzo del Procuratore '''Marcello Viola''' e della sostituta '''Alessandra Cerreti''', in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)<ref>Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].</ref>.
==== La requisitoria del pubblico ministero ====
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: <blockquote>«attenzione, '''non è una super mafia''', nessuno l'ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l'associazione mafiosa contestata avesse '''la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.''' [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un'associazione mafiosa alla quale aderiscono '''rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo''', e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della 'ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell'appartenenza, ma “''l’unione fa la pericolosità''”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.</blockquote>


====Condanne====
====Condanne====
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente 62 persone, con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati hanno patteggiato e 11 sono stati prosciolti in udienza preliminare (prima della requisitoria finale e della sentenza) e 45 sono stati rinviati a giudizio nel processo per rito ordinario.  
Il [[12 gennaio]] [[2026]] vennero condannate complessivamente '''62 persone''', con pene fino a 16 anni, mentre 9 imputati patteggiarono; '''29 vennero prosciolti''' tra abbreviato e udienza preliminare, mentre '''45 vennero rinviati a giudizio''' nel processo per rito ordinario.  


Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e quattro mesi a Giovanni Abilone.  
Le condanne più elevate, già al netto della riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato, e comunque generalmente più basse delle richieste dell’accusa, furono 16 anni a Massimo Rosi, 14 a Filippo Crea, 12 a Giuseppe Fidanzati (contro i 20 anni richiesti dai pm), 14 a Bernardo Pace e 12 ai figli, 13 anni e 4 mesi a Giovanni Abilone.  


Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi – si videro riconoscere la speciale attenuante, rimediando 4 anni e mezzo.  
Gli imputati che nel corso del processo scelsero di collaborare giustizia – '''William Alfonso Cerbo, Francesco Bellusci e Saverio Pintaudi''' – si videro riconoscere la speciale attenuante.
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|+Condanne Rito abbreviato Hydra - 1° grado<ref>Emanuele Mancini (2026). ''Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.'', Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio. </ref>
!Imputato
!Esito
!Pena
|-
|Abilone Giovanni
|Condannato
|'''13 anni e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Albanese Vincenza
|Condannata
|'''11 anni e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Aquilano Simone
|Condannato
|'''2 anni e 4 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Bellusci Francesco
|Condannato
|'''4 anni e 6 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Blanco
|Condannato
|'''6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Bonanno Samuele
|Condannato
|'''12 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Bramonti Alessandro
|Condannato
|'''10 anni e 6 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Brancaccio Domenico
|Condannato
|'''10 anni e 6 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Caldarelli Antonio
|Condannato
|'''1 anno e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Callipari Pasquale
|Condannato
|'''2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Cerbo William Alfonso
|Condannato
|'''5 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Cirillo Giovanni
|Condannato
|'''10 anni e 10 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Ciulla Alessio
|Condannato
|'''2 anni e 6 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Colombo Emanuela
|Condannata
|'''1 anno e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Coluccio Salvatore
|Condannato
|'''2 anni e 8 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Crea Filippo
|Condannato
|'''14 anni e 8 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Cristello Giacomo
|Condannato
|'''11 anni e 2 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|D'Alia Aurelio
|Condannato
|'''3 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Deodato Vincenzo
|Condannato
|'''6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Destefano Michele
|Condannato
|'''4 anni di reclusione + 16.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Dimiccoli Antonio
|Condannato
|'''6 anni e 2 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Fidanzati Giuseppe
|Condannato
|'''14 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Fidanzati Stefano
|Condannato
|'''2 anni e 8 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Fiore Giuseppe
|Condannato
|'''7 anni e 1 mese di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Fontana Gianfranco
|Condannato
|'''5 anni e 4 mesi di reclusione + 20.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Galioto Antonino
|Condannato
|'''11 anni e 2 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Gatto Giovanni
|Condannato
|'''3 anni e 1 mese di reclusione + 4.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Grasso Antonio
|Condannato
|'''13 anni e 8 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Grasso Paolo
|Condannato
|'''7 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Jelmini Giada
|Condannata
|'''3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|La Cara Alessandro
|Condannato
|'''5 anni di reclusione + 10.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Mazzotta Pietro
|Condannato
|'''13 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Menghetti Maurizio
|Condannato
|'''3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Milano Luca
|Condannato
|'''2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Molluso Alessandro Illuminato
|Condannato
|'''4 anni e 4 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Molluso Francesco
|Condannato
|'''4 anni di reclusione + 8.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Monti Alessandro
|Condannato
|'''4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Morana Maria Assunta
|Condannata
|'''1 anno e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Mroshaj Ejll
|Condannato
|'''2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Oliveri Carmelo
|Condannato
|'''4 anni e 9 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Pace Bernardo
|Condannato
|'''14 anni e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Pace Domenico
|Condannato
|'''11 anni e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Pace Michele
|Condannato
|'''12 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Panaiia Iginio
|Condannato
|'''3 anni e 6 mesi di reclusione + 8.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Papalia Daniele
|Condannato
|'''4 anni di reclusione + 10.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Perversi Riccardo Francesco
|Condannato
|'''3 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Pintaudi Saverio
|Condannato
|'''3 anni e 6 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Pizzata Giuseppe
|Condannato
|'''14 anni e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Polise Orsolo
|Condannato
|'''1 anno e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Postù Maria Domenica
|Condannata
|'''10 anni e 8 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Romeo Antonio
|Condannato
|'''2 anni e 8 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Rosi Massimo
|Condannato
|'''16 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Russo Andrea Michele
|Condannato
|'''4 anni e 8 mesi di reclusione + 10.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Sangalli Daniela
|Condannata
|'''10 anni e 8 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Sanseverino Sergio
|Condannato
|'''13 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Sergi Saverio
|Condannato
|'''2 anni e 4 mesi di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Sorge Giuseppe
|Condannato
|'''13 anni di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Spatola Giuseppe
|Condannato
|'''1 anno e 4 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Toscano Pasquale Filomeno
|Condannato
|'''11 anni e 2 mesi di reclusione''', oltre al pagamento delle spese processuali e di mantenimento durante la custodia cautelare
|-
|Veizaj Klement
|Condannato
|'''3 anni e 2 mesi di reclusione + 4.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Ventura Mario
|Condannato
|'''4 anni e 1 mese di reclusione + 6.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|-
|Zavattieri Giuseppe
|Condannato
|'''4 anni e 1 mese di reclusione + 10.000 euro di multa''', oltre al pagamento delle spese processuali
|}
Per le parti civili fu stabilito il risarcimento del danno da liquidarsi in separato giudizio civile, nonché il pagamento, in solido, di una provvisionale pari ad €. 10.000,00 a titolo di risarcimento del danno morale; infine, alla rifusione delle spese di costituzione e giudizio, che liquidò in euro 6.000,00 a titolo dì compenso professionale, oltre alle spese vive e al 15% a titolo di spese generali forfettarie, iva e cpa come per legge.
 
==== Assoluzioni ====
 
* ABDEL LATIF MOHAMED EMAM TAHA dal reato a lui ascritto (capo 76) perché il fatto non costituisce reato;
* ALBANESE VINCENZA dai reati di cui ai capi 68 e 77 perché il fatto non sussiste;
* ANDERLINI GIULIANO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;
* ANTONAZZO PASQUALE dal reato a lui ascritto (capo 68) perché il fatto non sussiste;
* AQUILANTI MANUELA dal reato a lei ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;
* BARRA SALVATORE dal reato a lui ascritto (capo 35) per non avere commesso il fatto;
* BASSETTO ANTONIO dal reato a lui ascritto (capo 79) perché il fatto non costituisce reato;
* CANNIZZARO CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 59) perché il fatto non costituisce reato;
* CASSAGO MARCO dal reato a lui ascritto (capo 65) perché il fatto non costituisce reato;
* CONGIU LUCA dal reato a lui ascritto (capo 61) perché il fatto non costituisce reato;
* COTTONE FRANCESCO dal reato a lui ascritto (capo 66) perché il fatto non costituisce reato;
* CREA FILIPPO dal reato di cui al capo 81 perché il fatto non sussiste;
* DI MICCOLI ANTONIO dal reato di cui al capo 14 per non avere commesso il fatto;
* FIDANZATI STEFANO dal reato di cui al capo 1 per non avere commesso il fatto;
* GAYLI YRINA dai reati a lei ascritti (capi 19, 20 e 21) per non avere commesso il fatto;
* GENNARO MARIA RITA dal reato a lei ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;
* GUARNACCIA ANTONINO dai reati a lui ascritti (capi 80.1, 80.2 e 80.3) per non avere commesso il fatto;
* LI CALZI MAURIZIO dal reato a lui ascritto {capo 72) perché il fatto non costituisce reato;
* MARINO MARIA dal reato a lei ascritto (capo 72) perché il fatto non costituisce reato;
* OHANNASSIAN GIRRABET GABRIELE dal reato a lui ascritto (capo 75) perché il fatto non costituisce reato;
* PERVERSI CLAUDIO dal reato a lui ascritto (capo 86) perché il fatto non costituisce reato;
* PINTAUDI SAVERIO dal reato di cui al capo 80. l per non aver commesso il fatto;
* POSTÙ MARIA DOMENICA dai reati di cui ai capi 80.1, 80.2 e 80.3 per non aver commesso il fatto;
* ROMEO ANTONIO dal reato di cui al capo I per non avere commesso il fatto;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.
 
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall'inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia '''Bernardo Pace''' venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l'Ansa battè la notizia che si era impiccato "coi lacci delle scarpe" nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo.
 
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto '''Pace temeva per la sua vita''', né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia.
 
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).
 
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il suo caso a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l'aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano.  


===Rito ordinario===
===Rito ordinario===
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell'sezione penale del Tribunale di Milano, Maria Luisa Balzarotti.
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell'VIII sezione penale del Tribunale di Milano, '''Maria Luisa Balzarotti''',
 
Rispetto all'abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report '''Giorgio Mottola''', minacciato durante la realizzazione di un'inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la '''Rai - RadioTelevisione Italiana''' e '''Francesco Picone''', titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.
 
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.
 
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, '''dichiarando la competenza territoriale su Milano''', respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente '''negò la costituzione di parte civile''' dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.
 
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono '''un presidio di solidarietà ai magistrati''', dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione "''Fuori la mafia da Milano''".
 
==== Il dibattimento ====
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l'esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia '''William Alfonso Cerbo''', chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l'esame in presenza di Cerbo per l'udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.


==Note==
==Note==
Riga 183: Riga 565:


==Bibliografia==
==Bibliografia==
* Archivio storico de Il Fatto Quotidiano.
* Cerreti, Alessandra (2023). "''Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA''", Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.
* Cerreti, Alessandra (2023). "''Richiesta di applicazione di misura cautelare personale e reale - Procedimento N. 5799/23 (stralcio dal 14467/17) R.G. notizie di reato DDA''", Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano - Direzione Distrettuale Antimafia, 31 marzo.
* Mancini, Emanuele (2026). ''Dispositivo di sentenza - Procedimento n. 17694/25 R.G. GIP / N. 5799/23 R.G.N.R.'', Tribunale di Milano - Sezione GIP-GUP, 12 gennaio.


[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]
[[Categoria:Inchieste antimafia]] [[Categoria:Inchieste in Lombardia]]