Processo Hydra: differenze tra le versioni

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Il '''processo Hydra''' è un procedimento penale nato da un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica '''Marcello Viola''', dalla Procuratrice aggiunta '''Alessandra Dolci''' e dalla sostituta procuratrice '''Alessandra Cerreti''', che ha svelato l'esistenza di un'alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [['ndrangheta]], in Lombardia.
Il '''processo Hydra''' è un procedimento penale nato da un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, coordinata dal Procuratore della Repubblica '''Marcello Viola''', dalla Procuratrice aggiunta '''Alessandra Dolci''' e dalla sostituta procuratrice '''Alessandra Cerreti''', che ha svelato l'esistenza di un'alleanza tra le tre mafie storiche, [[Cosa nostra]], [[camorra]] e [['ndrangheta]], in Lombardia.
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L'avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello '''Antonio Coppola''', è coinciso col monitoraggio della locale di 'ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, '''Massimo Rosi'''<ref>Ibidem.</ref>.
L'avvio delle indagini, condotte dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di via Moscova a Milano diretto dal colonnello '''Antonio Coppola''', è coinciso col monitoraggio della locale di 'ndrangheta di [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|Legnano - Lonate Pozzolo]], e in particolare del suo uomo in quel momento più rappresentativo, '''Massimo Rosi'''<ref>Ibidem.</ref>.


Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia '''Emanuele De Castro''', ma anche di accertare come Rosi fosse:  
Le attività di indagine consentirono non solo di riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia '''[[Emanuele De Castro]]''', ma anche di accertare come Rosi fosse:  


*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;
*costantemente teso alla ricostituzione, anche attraverso la rituale affiliazione di nuovi sodali, della locale di ‘ndrangheta di Legnano e Lonate Pozzolo, ormai falcidiata dalle ultime operazioni;
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Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche '''Bernardo Pace''', trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).
Il [[3 febbraio]] [[2020]], Cantarella sparì senza lasciare traccia, dopo aver incontrato a Canicattì Gioacchino Amico e Raimondo Orlando. Le successive intercettazioni telefoniche e ambientali, tra il 4 e il 6 febbraio successivi, permisero di acquisire elementi circa il coinvolgimento dei due nella scomparsa di Cantarella, anche se il movente esatto è ancora oggetto di indagine, dopo le dichiarazioni dei vari collaboratori di giustizia (non solo lo stesso Amico, ma anche '''Bernardo Pace''', trovato morto nella sua cella dopo aver reso dichiarazioni agli inquirenti).
=== Le dichiarazioni di Emanuele De Castro ===
Dopo la sua decisione di collaborare con la giustizia nell'agosto 2019, spinto dal figlio Salvatore, Emanuele De Castro iniziò a fornire informazioni fondamentali per l'avvio dell'inchiesta Hydra dopo il suo arresto nell'inchiesta Krimisa, il 4 luglio precedente.
Elemento di spicco della ''[[locale di Legnano-Lonate Pozzolo]],'' uomo di fiducia e braccio destro di [[Vincenzo Rispoli]], già ''capo società'', De Castro aiutò gli inquirenti a '''ricostruire la storia della ''locale'', le sue attività e i rapporti con le altre realtà criminali''', compresi quelli con esponenti siciliani attivi nel legnanese, affiliati o vicini a “''[[Cosa Nostra|cosa nostra]]”'', e in particolare coi gruppi gelesi presenti nell’area bustocca con i quali, nel tempo, la ''locale'' si contedeva il territorio. Come già detto prima, le sue dichiarazioni hanno dato origine a vari filoni investigativi, due dei quali diedero l'avvio all'inchiesta Hydra: il monitoraggio di Gaetano Cantarella e di Massimo Rosi.


===Le varie componenti dell'associazione===
===Le varie componenti dell'associazione===
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==== La componente siciliana ====
==== La componente siciliana ====
 
'''a) I palermitani'''
==== '''a) I palermitani''' ====
 
* FIDANZATI Giuseppe  
* FIDANZATI Giuseppe  
* FIDANZATI Stefano  
* FIDANZATI Stefano  
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Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: <blockquote>«Quindi troviamo oggi una quadra per com'è, io il motivo reale...me l'ha spiegato GIO'! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». </blockquote>Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: <blockquote>«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “''Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico''”, gli ho detto: “''e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia''”»<ref>Ivi, p. 211.</ref>.</blockquote>Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di '''una struttura autonoma''' che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: <blockquote>AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l'azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l'impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l'unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c'è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell'appuntamento”<ref>Ivi, p. 212.</ref>.</blockquote>Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie '''Federica Buccafusca''', in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose<ref>Ivi, p. 212 e ss.</ref>.
Una frase in particolare di Gregorini restituisce la fotografia di quanto sopra: <blockquote>«Quindi troviamo oggi una quadra per com'è, io il motivo reale...me l'ha spiegato GIO'! Io so...so per le due campane, cosi uno sa sempre come parlare e poter poter (inc)... troviamo una quadra tanto GIO, non è in grado di poter... di poter affrontare na spesa, tocca trovare una quadra, per guadagnare tutti, non creare altri pensieri come ha fatto PIPPO e cercare di trovare una soluzione». </blockquote>Sul fatto che si tratti di un’organizzazione che racchiude varie componenti, così gli risponde Amico: <blockquote>«Io devo guardare a lui, lui è il referente vostro... (incomprensibile)... abbiamo fatto centomila euro, una persona di fiducia, domani lo facciamo... scarichiamo il cinquanta, domani scarichiamo il trenta, il cinquanta per cento va a voi il cinquanta per cento va a noi, compreso Giancarlo. Questa è tutta la cosa, Giancarlo è con noialtri e voialtri vi prendete il cinquanta per cento con chi volete. Si era messo di mezzo lo Zio Paolo e noi per questioni di correttezza gli avevamo detto: “''Zio Paolo! Se tu vuoi stare nel lato, con Domenico''”, gli ho detto: “''e con Dino. Se vi mettete con Domenico e con Dino. Ed è giusto che si chiude sta storia''”»<ref>Ivi, p. 211.</ref>.</blockquote>Nel proseguo di quella stessa conversazione emerge, con altrettanta chiarezza, come l’organizzazione non sia un’idea astratta, priva di manifestazioni materiali, ma che essa si palesi dotandosi di '''una struttura autonoma''' che si estrinseca, tra l’altro, attraverso la predisposizione di mezzi idonei al conseguimento del fine illecito, nel caso di specie attraverso la costituzione di una società ad hoc: <blockquote>AMICO Gioacchino: La persona la metto io e l'azienda, tu metti il capannone, lontano da qua... perché non si può scaricare nella stessa zona dove si mangia, che poi succede che... E allora se volete con il consenso di tutti, i primi che arrivano si chiudono la prima partita per l'impegno dei cinquanta e dopo quando finisce la cosa si divide. La prima partita arriva neanche sessanta giorni ed arriva, tempo della lettera di credito, quarantacinque gioni. Questo è il tutto… Per me questo oggi è l'unica quadra che oggi si può trovare. Perché? Perché ci sono carcerati, ci sono parole di mezzo, non ci sta al proprio posto, non c'è mio zio che loro si sono accordati, capito? oggi... tu ci stavi mi sa a quell'appuntamento”<ref>Ivi, p. 212.</ref>.</blockquote>Sull’eterogeneità delle compagini d’origine, della quale tutti sono ben consci e consapevoli, gli inquirenti riportarono anche una suggestiva intercettazione ambientale tra Amico e la futura moglie '''Federica Buccafusca''', in relazione agli inviti per il pranzo di matrimonio che di lì a breve si sarebbe celebrato, inviti che seguono un cerimoniale ed un ordine ancorato al “rispetto” dovuto alle famiglie mafiose<ref>Ivi, p. 212 e ss.</ref>.


L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “autorizzare” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un'intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:<blockquote>«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c'ho avuto a che fare io ... omissis»<ref>Ivi, p. 4874.</ref>.</blockquote>Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l'[[11 marzo]] [[2021]], afferma:<blockquote>«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»<ref>Ivi, p. 1012.</ref>.</blockquote>
L’ulteriore conferma della unitarietà del sistema mafioso lombardo e della stabilità del vincolo associativo che lo caratterizza, infine, si desume dalla circostanza che le tre componenti mafiose si siano fatte “''autorizzare''” – dalle rispettive “case madri - a parteciparvi, come emerge chiaramente in un'intercettazione in cui Gioacchino Amico afferma:<blockquote>«Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano ...(incomprensibile)...passando dalla Calabria da Napoli ovunque... Napoli c'ho avuto a che fare io ... omissis»<ref>Ivi, p. 4874.</ref>.</blockquote>Altra intercettazione emblematica è quella in cui Gregorini, l'[[11 marzo]] [[2021]], afferma:<blockquote>«Qua è Milano! Non ci sta Sicilia, non ci sta Roma, non ci sta Napoli, le cose giuste qua si fanno!»<ref>Ivi, p. 1012.</ref>.</blockquote>


===I Summit===
===I Summit===
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==Processo==
==Processo==
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il 4 aprile 2025.
La Procura di Milano, dopo aver incassato le sentenze favorevoli di Riesame e Cassazione, depositò a fine febbraio 2025 l’avviso di chiusura indagini per 146 indagati. Di questi, 48 vennero accusati di associazione mafiosa. Il procuratore di Milano Marcello Viola firmò la richiesta di rinvio a giudizio il [[4 aprile]] 2025.


===Rito abbreviato===
===Rito abbreviato===
L'udienza preliminare si tenne nell'Aula Bunker di Opera, davanti al giudice Emanuele Mancini. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.
L'udienza preliminare si tenne nell'Aula Bunker di Opera, davanti al giudice '''Emanuele Mancini'''. Dei 146 imputati, 77 scelsero il rito abbreviato e 59 il rito ordinario, mentre i restanti chiesero di patteggiare.


Si costituirono parte civile:
Si costituirono parte civile:
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* Libera contro le mafie
* Libera contro le mafie
* WikiMafia
* WikiMafia
==== I collaboratori di giustizia ====
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia '''Saverio Pintaudi''', esponente della 'ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)''', William Alfonso Cerbo''', collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e '''Francesco Bellusci''', affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].
Nel corso dell’udienza scelsero di diventare collaboratori di giustizia '''Saverio Pintaudi''', esponente della 'ndrina Iamonte affiliato alla [[Locale di Desio]] (collegata alla Locale di Melito Porto Salvo)''', William Alfonso Cerbo''', collettore economico a Milano del clan catanese Mazzei, e '''Francesco Bellusci''', affiliato alla [[Locale di Legnano-Lonate Pozzolo|locale di Legano-Lonate Pozzolo]].


==== Le minacce di morte ai titolari dell'inchiesta ====
Nel corso dell'udienza preliminare vi fu la notizia di '''minacce di morte'''<ref>''“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata'', ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]</ref> all'indirizzo del Procuratore '''Marcello Viola''' e della sostituta '''Alessandra Cerreti''', in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)<ref>Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].</ref>.  
Nel corso dell'udienza preliminare vi fu la notizia di '''minacce di morte'''<ref>''“Mafia a tre teste” in Lombardia, minacce di morte al procuratore di Milano e alla pm che ha indagato: allerta massima, sicurezza rafforzata'', ilFattoQuotidiano.it, 26 gennaio 2025[https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/26/minacce-di-morte-procuratore-milano-viola-pm-cerreti-sicurezza-rafforzata-inchiesta-hydra/7852238/ .]</ref> all'indirizzo del Procuratore '''Marcello Viola''' e della sostituta '''Alessandra Cerreti''', in risposta alla quale i due vennero invitati prima in Consiglio Comunale a Milano (11 febbraio 2025), poi al consiglio metropolitano (21 marzo 2025)<ref>Consiglio metropolitano straordinario sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose, [https://www.cittametropolitana.mi.it/mivedo/video/Consiglio-metropolitano-straordinario-sul-fenomeno-delle-infiltrazioni-mafiose-Cerreti/ Città Metropolitana di Milano].</ref>.  
==== La requisitoria del pubblico ministero ====


Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: <blockquote>«attenzione, '''non è una super mafia''', nessuno l'ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l'associazione mafiosa contestata avesse '''la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.''' [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un'associazione mafiosa alla quale aderiscono '''rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo''', e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della 'ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell'appartenenza, ma “''l’unione fa la pericolosità''”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.</blockquote>
Nella sua requisitoria, la dott.ssa Alessandra Cerreti affermò: <blockquote>«attenzione, '''non è una super mafia''', nessuno l'ha mai sostenuto, qua siamo lontani anni luce dal parlare di una mafia nuova, quasi che l'associazione mafiosa contestata avesse '''la pretesa di raggruppare in sé le tre mafie storiche italiane.''' [...] Non è mafia nuova né mafia delocalizzata, ma mafiosità immanente: si tratta di un'associazione mafiosa alla quale aderiscono '''rappresentanti delle tre mafie sul territorio lombardo''', e solo sul territorio lombardo, che hanno deciso di mettersi insieme per fare business, semplicemente questo, autorizzate dalle case madri a spendere il brand criminale di Cosa nostra, della Camorra o della 'ndrangheta. Ognuno poi esplica la sua capacità mafiosa sulla base dell'appartenenza, ma “''l’unione fa la pericolosità''”, come anni fa mi disse un pentito calabrese.</blockquote>
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* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;
* SILVESTRO TINDARO dal reato a lui ascritto (capo 63) perché il fatto non costituisce reato;
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.
* SORCE GIUSEPPE dal reato di cui al capo 77 perché il fatto non sussiste.
=== Il presunto suicidio del collaboratore di giustizia Bernardo Pace ===
Lunedì 16 marzo, a tre giorni dall'inizio del processo con rito ordinario, il neo-collaboratore di giustizia '''Bernardo Pace''' venne trovato apparentemente morto suicida. In un primo momento, l'Ansa battè la notizia che si era impiccato "coi lacci delle scarpe" nella sua cella, nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino. In realtà, fu trovato impiccato nel bagno accanto alla cella, con un cavo tanto spesso che i soccorritori non riuscirono nemmeno a tagliarlo.
I dubbi che si trattasse di un finto suicidio sono legati anche al fatto che sembra improbabile che Pace, malato terminale di cancro e dunque debilitato dalla chemioterapia, fosse in grado di stringersi attorno al collo un cavo così robusto. Non solo: nonostante i magistrati milanesi si fossero raccomandati di sorvegliarlo in quanto '''Pace temeva per la sua vita''', né la cella né il corridoio che portava al bagno erano monitorati con telecamere. La sua decisione di collaborare, visto il tumore in stadio avanzato, derivava dalla volontà di passare i suoi ultimi anni con la sua famiglia.
Pace aveva riempito due verbali, considerati di grande rilevanza, in quanto aveva parlato delle visite di [[Matteo Messina Denaro]] a Milano e dei rapporti con la politica del Consorzio (ben 8 pagine omissate dai magistrati).
Le circostanze in cui Pace è stato trovato morto hanno portato alcuni a paragonare il suo caso a quello di [[Antonino Gioè|Nino Gioè]], il mafioso di Altofonte che fu tra gli esecutori della [[strage di Capaci]]. Arrestato nel [[1993]], aveva più volte chiesto di parlare con i magistrati per collaborare, anche se non è mai stata trovata traccia di verbali o colloqui investigativi. In compenso, l'aspirante collaboratore venne poi trovato impiccato nella sua cella del carcere di Rebibbia, nella notte tra il 28 e il 29 luglio, poche ore dopo la [[Strage di Via Palestro|strage di via Palestro]] a Milano.


===Rito ordinario===
===Rito ordinario===
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell'sezione penale del Tribunale di Milano, Maria Luisa Balzarotti.
Il rito ordinario iniziò il [[19 marzo]] 2026, presso l’Aula Bunker di San Vittore a Milano. A presiedere il processo la Presidente dell'VIII sezione penale del Tribunale di Milano, '''Maria Luisa Balzarotti''',
 
Rispetto all'abbreviato, erano presenti tre ulteriori parti civili, già costituitesi in udienza preliminari ma contro soggetti che avevano scelto il rito ordinario: il giornalista di Report '''Giorgio Mottola''', minacciato durante la realizzazione di un'inchiesta giornalistica da Errante Parrino, la '''Rai - RadioTelevisione Italiana''' e '''Francesco Picone''', titolare di un bar a Busto Arsizio minacciato dai fratelli Nicastro.
 
Nel corso della seconda udienza, il 30 aprile, e della terza, il 14 maggio, vennero sollevate le eccezioni delle difese, in particolare contro la competenza territoriale di Milano e contro la costituzione di parte civile dei comuni di Legnano e Busto Arsizio.
 
Nel corso della quarta udienza, il 18 giugno successivo, il Tribunale sciolse la riserva, '''dichiarando la competenza territoriale su Milano''', respingendo le eccezioni sollevate dalle difese e dichiarando aperto il dibattimento; contestualmente '''negò la costituzione di parte civile''' dei comuni di Abbiategrasso e di Busto Arsizio perché tardive.
 
==== Il presidio in solidarietà dei magistrati il 18 giugno 2026 ====
Contestualmente, quella mattina varie associazioni antimafia organizzarono '''un presidio di solidarietà ai magistrati''', dopo la notizia del rafforzamento della scorta con ulteriori minacce di morte ai danni della dott.ssa Alessandra Cerreti e del Procuratore Marcello Viola. WikiMafia partecipò col suo striscione "''Fuori la mafia da Milano''".
 
==== Il dibattimento ====
Dopo le richieste di ammissione di prova e della lista testimoni nella quinta udienza (24 giugno), durante la sesta (2 luglio) il Tribunale sciolse la riserva, ammettendo tutte le prove e le liste testimoni, ad eccezione delle annotazioni di polizia giudiziaria, in quanto atti ripetibili durante il dibattimento. Contestualmente, il pubblico ministero Alessandra Cerreti dichiarò che l'esame dei testi sarebbe partito col collaboratore di giustizia '''William Alfonso Cerbo''', chiedendo che fosse escusso in presenza; di fronte alle richieste delle difese di avere in presenza anche i propri assistiti nelle gabbie, il Tribunale autorizzò l'esame in presenza di Cerbo per l'udienza del 9 luglio e successive, ma negò la possibilità per gli imputati di ascoltarlo in Aula Bunker.


==Note==
==Note==