Paradigma della complessità: differenze tra le versioni
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Il '''Paradigma della Complessità''' è un modello interpretativo del fenomeno mafioso elaborato da [[Umberto Santino]], direttore del [[Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato"]], basato principalmente sull'assunto che il fenomeno è la risultante del rapporto interattivo tra aspetti criminali, sociali, economici, politici, culturali, in cui | Il '''Paradigma della Complessità''' è un modello interpretativo del fenomeno mafioso elaborato da [[Umberto Santino]], direttore del [[Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato"]], basato principalmente sull'assunto che il fenomeno è la risultante del rapporto interattivo tra aspetti criminali, sociali, economici, politici, culturali, in cui prende in analisi non solo le organizzazioni criminali propriamente dette, ma anche il contesto sociale in cui operano, arrivando a definire il concetto di "''borghesia mafiosa''". | ||
== Il Modello == | == Il Modello == | ||
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La politica, invece, produce mafia nel senso che contribuisce al suo sviluppo assicurandole l’impunità, consentendo attività in collegamento con le istituzioni e con l’erogazione di denaro pubblico, o attraverso l’istituzionalizzazione del metodo mafioso. | La politica, invece, produce mafia nel senso che contribuisce al suo sviluppo assicurandole l’impunità, consentendo attività in collegamento con le istituzioni e con l’erogazione di denaro pubblico, o attraverso l’istituzionalizzazione del metodo mafioso. | ||
=== | === La "transcultura mafiosa" === | ||
Per Santino, anche dal punto di vista culturale la mafia intreccia '''continuità e trasformazione''', '''fedeltà alle radici ed elasticità nella capacità di adattamento ai mutamenti del contesto'''. Così viene mantenuta la base familistico-parentale ma hanno largo spazio gli interessi, che possono prevalere anche sui vincoli familiari più stretti (per esempio, nella [[Seconda Guerra di Mafia]] [[Giovanni Bontate]] si schierò con gli assassini del fratello [[Stefano Bontate|Stefano]]). | Per Santino, anche dal punto di vista culturale la mafia intreccia '''continuità e trasformazione''', '''fedeltà alle radici ed elasticità nella capacità di adattamento ai mutamenti del contesto'''. Così viene mantenuta la base familistico-parentale ma hanno largo spazio gli interessi, che possono prevalere anche sui vincoli familiari più stretti (per esempio, nella [[Seconda Guerra di Mafia]] [[Giovanni Bontate]] si schierò con gli assassini del fratello [[Stefano Bontate|Stefano]]). | ||
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== Bibliografia == | == Bibliografia == | ||
* | * Santino, Umberto (1995) ''La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi'', Soveria Mannelli, Rubbettino. | ||
* | * Santino, Umberto (2006). ''Dalla mafia alle mafie. Scienze sociali e crimine organizzato'', Soveria Mannelli, Rubbettino. | ||
[[Categoria: | [[Categoria:Paradigmi interpretativi del fenomeno mafioso]] | ||