Diego Passafiume: differenze tra le versioni
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==Biografia== | ==Biografia== | ||
Piccolo imprenditore edile impegnato nel movimento terra anche per conto terzi, Diego Passafiume operava nella zona di Cianciana, paesino di poco più di 2mila abitanti in provincia di Agrigento. Rinomato per la sua bravura, per via della mancanza di lavoro nella sua zona aveva tentato di estendere le proprie attività al di fuori del comune di Cianciana, in particolare nei lavori della strada tra Cattolica e il suo comune, nella parte che insisteva nel Comune di Cattolica Eraclea<ref>Sentenza di 1° grado, p. 20.</ref>. | Piccolo imprenditore edile impegnato nel movimento terra anche per conto terzi, Diego Passafiume operava nella zona di Cianciana, paesino di poco più di 2mila abitanti in provincia di Agrigento, dove si era sposato con Maria Cicchirillo il [[22 agosto]] [[1974]] e dalla quale ebbe due figli, Gaetano e Francesco. | ||
Rinomato per la sua bravura, per via della mancanza di lavoro nella sua zona aveva tentato di estendere le proprie attività al di fuori del comune di Cianciana, in particolare nei lavori della strada tra Cattolica e il suo comune, nella parte che insisteva nel Comune di Cattolica Eraclea<ref>Sentenza di 1° grado, p. 20.</ref>. | |||
Proprio a causa della sua buona reputazione e della sua volontà di espandersi, nelle settimane precedenti l'omicidio cominciò a ricevere telefonate minatorie. | Proprio a causa della sua buona reputazione e della sua volontà di espandersi, nelle settimane precedenti l'omicidio cominciò a ricevere telefonate minatorie. | ||
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Il giorno del suo omicidio, il 22 agosto 1993, Passafiume si trovava alla guida della sua autovettura insieme alla moglie, '''Maria Chicchìrillo''', la suocera, '''Giovanna Tuzzolino''', e la nipote, '''Giovanna Barbiera''', e i due figli di lei, '''Alfonso''' e '''Pietro''', rispettivamente di cinque e otto anni. | Il giorno del suo omicidio, il 22 agosto 1993, Passafiume si trovava alla guida della sua autovettura insieme alla moglie, '''Maria Chicchìrillo''', la suocera, '''Giovanna Tuzzolino''', e la nipote, '''Giovanna Barbiera''', e i due figli di lei, '''Alfonso''' e '''Pietro''', rispettivamente di cinque e otto anni. | ||
L'imprenditore aveva appena fermato l'auto a 20 metri dall'abitazione del cognato, | L'imprenditore aveva appena fermato l'auto a 20 metri dall'abitazione del cognato, dove lui e la moglie avrebbero festeggiato il proprio 19° anniversario di matrimonio, quando '''un commando di 4 killer''', a volto scoperto e a bordo di un'Alfa Romeo 164, affiancò l'auto: l'uomo seduto sul sedile anteriore lato passeggero aveva fatto fuoco con un fucile a pallettoni; scese quindi dall'auto avvicinandosi a quella di Passafiume, sporgendosi dal finestrino di questa per vederne l'interno e dare quindi il colpo di grazia alla vittima designata. | ||
Nell'incursione rimasero ferite anche la suocera e la nipote<ref>Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d'Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio, p. 6.</ref>. | Nell'incursione rimasero ferite anche la suocera e la nipote<ref>Pellino, Angelo (Presidente) (2025). Sentenza n. 2/2025 contro Sciara Filippo, Corte d'Assise di Appello di Palermo - Sezione II, 16 gennaio, p. 6.</ref>. | ||
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Per quanto riguarda invece Giovanni Pollari, fu al centro di altre indagini per omicidio nell'area della c.d. "bassa Quisquina", in particolare quelle sulla morte di Ignazio Panepinto, titolare di una cava di materiali inerti in Bivona, e di suo fratello, di Antonino Di Girgenti ad Alessandria della Rocca, nonché del duplice omicidio di Giovanni Carbone ed Emanuele Sedita, per conto del quale Passafiume aveva svolto dei lavori di trasporto. Le ulteriori e differenti indagini svolte nel tempo sulla figura di Pollari avevano consentito di fare luce su vari fatti criminosi<ref>Ivi p. 21.</ref>. | Per quanto riguarda invece Giovanni Pollari, fu al centro di altre indagini per omicidio nell'area della c.d. "bassa Quisquina", in particolare quelle sulla morte di Ignazio Panepinto, titolare di una cava di materiali inerti in Bivona, e di suo fratello, di Antonino Di Girgenti ad Alessandria della Rocca, nonché del duplice omicidio di Giovanni Carbone ed Emanuele Sedita, per conto del quale Passafiume aveva svolto dei lavori di trasporto. Le ulteriori e differenti indagini svolte nel tempo sulla figura di Pollari avevano consentito di fare luce su vari fatti criminosi<ref>Ivi p. 21.</ref>. | ||
A confermare le dichiarazioni di Salemi furono anche i collaboratori di giustizia '''Luigi Putrone'''<ref>Ivi, p. 74 e ss.</ref>, '''Giuseppe Salvatore Vaccaro'''<ref>Ivi, p. 85 e ss.</ref> e '''Calogero Rizzuto'''<ref>Ivi, p. 87 e ss.</ref>. | A confermare le dichiarazioni di Salemi furono anche i collaboratori di giustizia '''Luigi Putrone'''<ref>Ivi, p. 74 e ss.</ref>, '''Maurizio Di Gati'''<ref>Ivi, p. 78 e ss.</ref>, '''Giuseppe Salvatore Vaccaro'''<ref>Ivi, p. 85 e ss.</ref> e '''Calogero Rizzuto'''<ref>Ivi, p. 87 e ss.</ref>. | ||
Le loro testimonianze diedero modo di accertare come la famiglia Passafiume fosse estranea a qualsiasi contesto criminale o collusione con Cosa Nostra. | Le loro testimonianze diedero modo di accertare come la famiglia Passafiume fosse estranea a qualsiasi contesto criminale o collusione con Cosa Nostra. | ||