Mafie a Milano: differenze tra le versioni
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Gerlando Alberti, killer della famiglia palermitana di Porta Nuova, arrivò a Milano nel [[1961]] per gestire il contrabbando di sigarette e finì per controllare anche il cosiddetto «''mercato delle braccia''», cioè il reclutamento della manodopera immigrata dal Sud<ref>Ivi, p. 196.</ref>. Proprio nella sua casa di via Generale Govone 100 si tenne nel giugno [[1970]] il [[Summit di Via Generale Govone|summit]] dei vertici di Cosa Nostra sui traffici internazionali di droga e sulla possibile partecipazione al Golpe Borghese. Il [[17 giugno]] Alberti lasciò l'incontro in auto con [[Gaetano Badalamenti]], Giuseppe Calderone, Tommaso Buscetta e Salvatore Greco: fermati per un normale controllo dei Carabinieri, vennero lasciati andare. Badalamenti, in soggiorno obbligato a Macherio<ref>La Provincia di Monza e Brianza venne istituita nel 2009. Fino ad allora gran parte del suo territorio, inclusa Macherio, faceva parte della Provincia di Milano.</ref>, fu condannato a soli 40 giorni per aver violato la misura<ref>Farina, ''op. cit.'', pp. 196-197.</ref>. | Gerlando Alberti, killer della famiglia palermitana di Porta Nuova, arrivò a Milano nel [[1961]] per gestire il contrabbando di sigarette e finì per controllare anche il cosiddetto «''mercato delle braccia''», cioè il reclutamento della manodopera immigrata dal Sud<ref>Ivi, p. 196.</ref>. Proprio nella sua casa di via Generale Govone 100 si tenne nel giugno [[1970]] il [[Summit di Via Generale Govone|summit]] dei vertici di Cosa Nostra sui traffici internazionali di droga e sulla possibile partecipazione al Golpe Borghese. Il [[17 giugno]] Alberti lasciò l'incontro in auto con [[Gaetano Badalamenti]], Giuseppe Calderone, Tommaso Buscetta e Salvatore Greco: fermati per un normale controllo dei Carabinieri, vennero lasciati andare. Badalamenti, in soggiorno obbligato a Macherio<ref>La Provincia di Monza e Brianza venne istituita nel 2009. Fino ad allora gran parte del suo territorio, inclusa Macherio, faceva parte della Provincia di Milano.</ref>, fu condannato a soli 40 giorni per aver violato la misura<ref>Farina, ''op. cit.'', pp. 196-197.</ref>. | ||
Il radicamento fu favorito dalla grande migrazione interna: tra il 1958 e il 1963 si trasferirono al Nord oltre un milione e trecentomila persone, e i legami di parentela e compaesanità diventarono il «''cemento morale''» delle nuove reti mafiose<ref>Ivi, p. 198.</ref>. A questo si aggiunse il '''soggiorno obbligato''': tra il 1961 e il [[1972]] la provincia di Milano accolse 48 persone sottoposte alla misura, concentrate in comuni dell'hinterland come Trezzano sul Naviglio, Corsico e Buccinasco<ref>Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia (2023). ''Richiesta di applicazione di misure cautelari – Operazione Hydra'', p. 137.</ref>. Già negli anni Sessanta la famiglia '''Mandalari''' di Guardavalle (CZ) si stabilì a Bollate<ref>CROSS – PoliS-Lombardia | Il radicamento fu favorito dalla grande migrazione interna: tra il 1958 e il 1963 si trasferirono al Nord oltre un milione e trecentomila persone, e i legami di parentela e compaesanità diventarono il «''cemento morale''» delle nuove reti mafiose<ref>Ivi, p. 198.</ref>. A questo si aggiunse il '''soggiorno obbligato''': tra il 1961 e il [[1972]] la provincia di Milano accolse 48 persone sottoposte alla misura, concentrate in comuni dell'hinterland come Trezzano sul Naviglio, Corsico e Buccinasco<ref>Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia (2023). ''Richiesta di applicazione di misure cautelari – Operazione Hydra'', p. 137.</ref>. Già negli anni Sessanta la famiglia '''Mandalari''' di Guardavalle (CZ) si stabilì a Bollate<ref>CROSS – PoliS-Lombardia (2022). ''Il monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia'', Milano, PoliS-Lombardia, p. 12.</ref>, e il [[27 giugno]] 1971 il Corriere della Sera descriveva per la prima volta la presenza della 'ndrangheta nell'hinterland, citando il caso di Corsico, dove i commercianti dovevano «''restare costantemente sul chi vive''»<ref>Arnaldo Giuliani, ''I managers delle cosche'', Corriere della Sera, 27 giugno 1971, p. 10, citato in Farina, ''op. cit.'', pp. 272-273.</ref>. | ||
=== La «grande trasformazione» (anni Settanta e primi anni Ottanta) === | === La «grande trasformazione» (anni Settanta e primi anni Ottanta) === | ||
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==== I banchieri e il riciclaggio ==== | ==== I banchieri e il riciclaggio ==== | ||
[[File:Giorgio Ambrosoli.jpg|alt=Giorgio Ambrosoli|miniatura|200x200px|Giorgio Ambrosoli]] | [[File:Giorgio Ambrosoli.jpg|alt=Giorgio Ambrosoli|miniatura|200x200px|Giorgio Ambrosoli]] | ||
Negli anni Settanta i proventi del narcotraffico di Cosa Nostra vennero riciclati anche attraverso il sistema finanziario milanese, in particolare grazie a [[Michele Sindona]], [[Roberto Calvi]] e alla Banca Rasini di piazza dei Mercanti<ref>Carlo Smuraglia, Pierpaolo Farina (a cura di) (2024). ''Mafia a Milano. La storica relazione del Comitato Smuraglia'', Antimafia Papers, WikiMafia, p. 15.</ref>. La sera dell'[[11 luglio]] [[1979]] [[Giorgio Ambrosoli]], commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Sindona, venne ucciso sotto casa in via Morozzo della Rocca 1 da William Joseph Arico, killer di Cosa Nostra americana assoldato dal banchiere<ref>Farina, ''op. cit.'', p. 230; Barbacetto, '' | Negli anni Settanta i proventi del narcotraffico di Cosa Nostra vennero riciclati anche attraverso il sistema finanziario milanese, in particolare grazie a [[Michele Sindona]], [[Roberto Calvi]] e alla Banca Rasini di piazza dei Mercanti<ref>Carlo Smuraglia, Pierpaolo Farina (a cura di) (2024). ''Mafia a Milano. La storica relazione del Comitato Smuraglia'', Antimafia Papers, WikiMafia, p. 15.</ref>. La sera dell'[[11 luglio]] [[1979]] [[Giorgio Ambrosoli]], commissario liquidatore della Banca Privata Italiana di Sindona, venne ucciso sotto casa in via Morozzo della Rocca 1 da William Joseph Arico, killer di Cosa Nostra americana assoldato dal banchiere<ref>Farina, ''op. cit.'', p. 230; Barbacetto, Gianni (2008). ''Milano, dove si nasconde la mafia?'', in ''Narcomafie'', n. 12/2008, Torino, Edizioni Gruppo Abele, dicembre, p. 22.</ref>. | ||
Nella notte tra il [[14 febbraio|14]] e il [[15 febbraio]] [[1983]] scattò l'[[Operazione San Valentino]]: per la prima volta, a pochi mesi dalla sua introduzione, venne contestato il reato di [[Legge Rognoni - La Torre|associazione mafiosa]]. Solo a Milano i provvedimenti restrittivi furono 52. Il centro del riciclaggio era negli uffici della '''Citam in via Larga 13''', dove operavano gli imprenditori Antonio Virgilio e Luigi Monti, mentre sui conti della Banca Rasini gli inquirenti accertarono il transito di decine di miliardi di lire<ref>Farina, ''op. cit.'', pp. 265-267.</ref>. | Nella notte tra il [[14 febbraio|14]] e il [[15 febbraio]] [[1983]] scattò l'[[Operazione San Valentino]]: per la prima volta, a pochi mesi dalla sua introduzione, venne contestato il reato di [[Legge Rognoni - La Torre|associazione mafiosa]]. Solo a Milano i provvedimenti restrittivi furono 52. Il centro del riciclaggio era negli uffici della '''Citam in via Larga 13''', dove operavano gli imprenditori Antonio Virgilio e Luigi Monti, mentre sui conti della Banca Rasini gli inquirenti accertarono il transito di decine di miliardi di lire<ref>Farina, ''op. cit.'', pp. 265-267.</ref>. | ||
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Tra il 1990 e il 2000 in Lombardia si contarono 45 inchieste antimafia, 26 delle quali contro la 'ndrangheta<ref>Farina, ''op. cit.'', p. 271.</ref>. Secondo il procuratore aggiunto '''Alberto Nobili''', solo a Milano tra il 1993 e il 1995 furono arrestati circa duemila mafiosi, anche grazie a collaboratori di giustizia come Saverio Morabito e [[Antonio Zagari]]<ref>Stefania Bizzarri, ''La mafia è in vantaggio ma la vigilanza è alta. Intervista ad Alberto Nobili'', in ''Narcomafie'', n. 12/2008, p. 26.</ref>. Le dichiarazioni di Morabito furono decisive nel processo [[Operazione Nord-Sud|Nord-Sud]] contro la 'ndrangheta di Corsico e Buccinasco<ref>Procura della Repubblica di Milano – DDA, ''op. cit.'', p. 139.</ref>, mentre nel processo [[Operazione Wall Street|Wall Street]], con 54 collaboratori, Coco Trovato venne condannato il [[26 aprile]] 1997 a quattro ergastoli<ref>Farina, ''op. cit.'', pp. 301-302.</ref>. La sua condanna divenne definitiva il [[1 febbraio|1° febbraio]] [[2002]], quando la Cassazione ne rigettò il ricorso<ref>Renato Fulgenzi (Presidente), ''Sentenza n. 131/2002 – Registro Generale n. 9638/01'', Corte Suprema di Cassazione – VI Sezione Penale, 1° febbraio 2002, dispositivo.</ref>. | Tra il 1990 e il 2000 in Lombardia si contarono 45 inchieste antimafia, 26 delle quali contro la 'ndrangheta<ref>Farina, ''op. cit.'', p. 271.</ref>. Secondo il procuratore aggiunto '''Alberto Nobili''', solo a Milano tra il 1993 e il 1995 furono arrestati circa duemila mafiosi, anche grazie a collaboratori di giustizia come Saverio Morabito e [[Antonio Zagari]]<ref>Stefania Bizzarri, ''La mafia è in vantaggio ma la vigilanza è alta. Intervista ad Alberto Nobili'', in ''Narcomafie'', n. 12/2008, p. 26.</ref>. Le dichiarazioni di Morabito furono decisive nel processo [[Operazione Nord-Sud|Nord-Sud]] contro la 'ndrangheta di Corsico e Buccinasco<ref>Procura della Repubblica di Milano – DDA, ''op. cit.'', p. 139.</ref>, mentre nel processo [[Operazione Wall Street|Wall Street]], con 54 collaboratori, Coco Trovato venne condannato il [[26 aprile]] 1997 a quattro ergastoli<ref>Farina, ''op. cit.'', pp. 301-302.</ref>. La sua condanna divenne definitiva il [[1 febbraio|1° febbraio]] [[2002]], quando la Cassazione ne rigettò il ricorso<ref>Renato Fulgenzi (Presidente), ''Sentenza n. 131/2002 – Registro Generale n. 9638/01'', Corte Suprema di Cassazione – VI Sezione Penale, 1° febbraio 2002, dispositivo.</ref>. | ||
Mentre l'attenzione pubblica era concentrata su [[Inchiesta Mani Pulite|Mani Pulite]] e sulle [[:Categoria:Stragi di Cosa Nostra|stragi di Cosa Nostra]], la 'ndrangheta superò gli arresti e negli anni Duemila divenne definitivamente l'organizzazione egemone<ref> | Mentre l'attenzione pubblica era concentrata su [[Inchiesta Mani Pulite|Mani Pulite]] e sulle [[:Categoria:Stragi di Cosa Nostra|stragi di Cosa Nostra]], la 'ndrangheta superò gli arresti e negli anni Duemila divenne definitivamente l'organizzazione egemone<ref>Farina, op. cit., pp. 271-272.</ref>. | ||
=== La «simbiosi» (dagli anni Duemila a oggi) === | === La «simbiosi» (dagli anni Duemila a oggi) === | ||
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=== Cosa Nostra === | === Cosa Nostra === | ||
Cosa Nostra ha adottato una strategia di «''sommersione''», infiltrandosi in maniera silenziosa nell'economia legale grazie a imprenditori e professionisti compiacenti<ref>Direzione Investigativa Antimafia, ''op. cit.'', p. 196.</ref>. Il [[27 marzo]] 2024 un funzionario del Comune di Limbiate venne arrestato con l'accusa di aver «prestato» la propria identità al latitante [[Matteo Messina Denaro]]<ref>Ibidem.</ref>. Nel processo Hydra la componente siciliana del presunto consorzio sarebbe rappresentata da Giuseppe Fidanzati. | Cosa Nostra ha adottato una strategia di «''sommersione''», infiltrandosi in maniera silenziosa nell'economia legale grazie a imprenditori e professionisti compiacenti<ref>Direzione Investigativa Antimafia, ''op. cit.'', p. 196.</ref>. Il [[27 marzo]] 2024 un funzionario del [[Mafie in Monza e Brianza|Comune di Limbiate]] venne arrestato con l'accusa di aver «prestato» la propria identità al latitante [[Matteo Messina Denaro]]<ref>Ibidem.</ref>. Nel processo Hydra la componente siciliana del presunto consorzio sarebbe rappresentata da Giuseppe Fidanzati. | ||
=== La camorra === | === La camorra === | ||