Processo Talpe alla DDA: differenze tra le versioni

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[[Categoria:Rapporti tra Cosa Nostra e politica]][[Categoria:Le inchieste antimafia]]


<center>''A tre anni dalla prima udienza, si avvia alla conclusione un processo tra i più complessi, perché riguarda una vicenda che è emblematica dei rapporti tra Cosa Nostra ed esponenti delle istituzioni, dell’imprenditoria e della politica'' </center>
<center>''A tre anni dalla prima udienza, si avvia alla conclusione un processo tra i più complessi, perché riguarda una vicenda che è emblematica dei rapporti tra Cosa Nostra ed esponenti delle istituzioni, dell’imprenditoria e della politica'' </center>


<center>('''Il pm Nino Di Matteo durante una delle ultime udienze, dicembre 2007 ''')</center>
<center>('''Il pm Nino Di Matteo durante una delle ultime udienze, dicembre 2007 ''')</center>
[[File:Cuffaro cannoli.jpg|300px|thumb|right|L'ex Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro]]




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Salvatore Cuffaro ha favorito Michele Aiello nei rimborsi-record a Villa Santa Teresa e, inoltre, tramite le sue fonti bene informate, ha rivelato segreti d’indagine all’imprenditore bagherese nel retrobottega del negozio “Bertini”, a Bagheria, poco prima del suo arresto.
Salvatore Cuffaro ha favorito Michele Aiello nei rimborsi-record a Villa Santa Teresa e, inoltre, tramite le sue fonti bene informate, ha rivelato segreti d’indagine all’imprenditore bagherese nel retrobottega del negozio “Bertini”, a Bagheria, poco prima del suo arresto.


Cuffaro inoltre ha rivelato segreti d’indagine a [[Mimmo Miceli]], ex assessore comunale di Palermo alla sanità, anche lui Udc, condannato nel dicembre 2006 a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Miceli ha poi passato le informazioni al boss di Brancaccio [[Giuseppe Guttadauro]], informandolo che stavano indagandolo su di lui. Il 15 giugno 2001, Guttadauro trova la microspia piazzata nel salotto ed esclama: “Ragioni avìa Totò Cuffaro”.
[[File:Michele Aiello.jpg|300px|thumb|right|L'imprenditore Michele Aiello]]


La fonte di Cuffaro è un'altra “talpa”: [[Antonio Borzacchelli]], prima maresciallo dei carabinieri e poi dal 2001 deputato regionale, eletto con 4.892 preferenze nella lista Biancofore, promossa dallo stesso Cuffaro. Il reato di rivelazione di segreti d'indagine, per Borzacchelli, è stato prescritto, mentre – il 3 luglio 2013 – Borzacchelli è stato assolto dal processo per concussione nei confronti di Michele Aiello, che – secondo l'accusa – era stato ricattato e costretto a cedere al maresciallo. Il processo tornava in secondo grado dopo l'annullamento della condanna a otto anni deciso dalla Cassazione. In primo grado il tribunale gliene aveva inflitto dieci.
Cuffaro inoltre ha rivelato segreti d’indagine a [[Mimmo Miceli]], ex assessore comunale di Palermo alla sanità, anche lui Udc, condannato nel dicembre 2006 a otto anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Miceli ha poi passato le informazioni al boss di Brancaccio [[Giuseppe Guttadauro]], informandolo che stavano indagandolo su di lui. Il 15 giugno 2001, Guttadauro trova la microspia piazzata nel salotto e dice una frase in siciliano che è stata interpretata dai pm come “Ragioni avìa Totò Cuffaro” ("Aveva ragione Totò Cuffaro"), anche se sull'esatto significato e contenuto della frase non c'è certezza giudiziaria.
 
La fonte di Cuffaro sarebbe un'altra “talpa”: [[Antonio Borzacchelli]], prima maresciallo dei carabinieri e poi dal 2001 deputato regionale, eletto con 4.892 preferenze nella lista Biancofore, promossa dallo stesso Cuffaro. Il reato di rivelazione di segreti d'indagine, per Borzacchelli, è stato prescritto, mentre – il 3 luglio 2013 – Borzacchelli è stato assolto dal processo per concussione nei confronti di Michele Aiello, che – secondo l'accusa – era stato ricattato e costretto a cedere al maresciallo. Il processo tornava in secondo grado dopo l'annullamento della condanna a otto anni deciso dalla Cassazione. In primo grado il tribunale gliene aveva inflitto dieci.


[[Michele Aiello]] è tornato in carcere nell’aprile 2013, nonostante la sua malattia (favismo). Il carcere milanese di Opera ha garantito una dieta speciale per le sue condizioni di salute.
[[Michele Aiello]] è tornato in carcere nell’aprile 2013, nonostante la sua malattia (favismo). Il carcere milanese di Opera ha garantito una dieta speciale per le sue condizioni di salute.
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== Il processo ==
== Il processo ==
=== Gli arresti e le condanne ===
=== Gli arresti e le condanne ===
[[File:Giuseppe Ciuro.jpg|250px|thumb|right|L'ex maresciallo della Guardia di Finanza Giuseppe Ciuro]]
Il blitz “Talpe alla Dda” viene effettuato all’alba del 5 novembre 2003.
Il blitz “Talpe alla Dda” viene effettuato all’alba del 5 novembre 2003.


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== La vicenda ==
== La vicenda ==
=== Rivelazione di segreti d'indagine ===
=== Rivelazione di segreti d'indagine ===
Bagheria. L’11 marzo 2003, un inferocito Salvatore Eucaliptus – figlio di Nicola, già condannato per mafia – trova una microspia nella propria Opel Corsa e la distrugge. Per gli investigatori è impossibile che si sia trattato di un caso


Intanto, proprio in quei mesi, alcune telecamere nascoste filmano lo stesso Salvatore Eucaliptus ed il padre Nicola che si recano a Villa Santa Teresa, la clinica extra-lusso di Michele Aiello. Uno, due, tre volte. Le intercettazioni rivelano che gli Eucaliptus sanno perfettamente che Aiello è tenuto sotto controllo. Sanno pure che tutti quelli vicini all’“ingegnere” possono incappare in una “cimice” ad ogni passo.
[[File:Antonio Borzacchelli.jpg|thumb|300px|L'ex maresciallo dei Carabinieri e deputato UDC Antonio Borzacchelli]]
 
Bagheria. L’11 marzo 2003, un inferocito [[Salvatore Eucaliptus]] – figlio di Nicola, già condannato per mafia – trova una microspia nella propria Opel Corsa e la distrugge. Per gli investigatori è impossibile che si sia trattato di un caso


Qualcosa non quadra alla Procura antimafia. Non appena le loro microspie e le loro telecamere si avvicinano a Bagheria vengono neutralizzate. Sembra che i membri della famiglia mafiosa bagherese siano a conoscenza di segreti tutti interni alla Procura. Alla fine degli anni ’90 tra gli investigatori della Dda di Palermo comincia a serpeggiare il terribile sospetto. Quello delle “talpe”. L’indagine della Procura Antimafia nei confronti di Aiello comincia nel dicembre 2002. L’indagato non deve sapere di essere indagato, come al solito. Ma questa volta è diverso. Ad appena
Intanto, proprio in quei mesi, alcune telecamere nascoste filmano lo stesso Salvatore Eucaliptus ed il padre Nicola che si recano a Villa Santa Teresa, la clinica extra-lusso di [[Michele Aiello]]. Uno, due, tre volte. Le intercettazioni rivelano che gli Eucaliptus sanno perfettamente che Aiello è tenuto sotto controllo. Sanno pure che tutti quelli vicini all’“ingegnere” possono incappare in una “cimice” ad ogni passo.


qualche settimana dal suo inizio, l’imprenditore bagherese viene a sapere di essere nel mirino degli investigatori antimafia.
Qualcosa non quadra alla Procura antimafia. Non appena le loro microspie e le loro telecamere si avvicinano a Bagheria vengono neutralizzate. Sembra che i membri della famiglia mafiosa bagherese siano a conoscenza di segreti tutti interni alla Procura. Alla fine degli anni ’90 tra gli investigatori della Dda di Palermo comincia a serpeggiare il terribile sospetto. Quello delle “talpe”. L’indagine della Procura Antimafia nei confronti di Aiello comincia nel dicembre 2002. L’indagato non deve sapere di essere indagato, come al solito. Ma questa volta è diverso. Ad appena qualche settimana dal suo inizio, l’imprenditore bagherese viene a sapere di essere nel mirino degli investigatori antimafia.


Già nel gennaio 2003, Aiello può incaricare i suoi “collaboratori” Ciuro e Riolo, di dare inizio alla loro “indagine sull’indagine”. I due intrattengono rapporti di “collaborazione” con Aiello fin dal 1998. Gli riferivano molti particolari delle loro indagini in corso, e Aiello era sempre molto interessato. “Ciuro e Riolo – scrivono i pm in una memoria dell'accusa - coinvolgevano Aiello come se fosse uno della Dia o dei Ros”. In cambio, Aiello faceva ai due molti “regali”: denaro, rolex, gioielli, automobili.
Già nel gennaio 2003, Aiello può incaricare i suoi “collaboratori” Ciuro e Riolo, di dare inizio alla loro “indagine sull’indagine”. I due intrattengono rapporti di “collaborazione” con Aiello fin dal 1998. Gli riferivano molti particolari delle loro indagini in corso, e Aiello era sempre molto interessato. “Ciuro e Riolo – scrivono i pm in una memoria dell'accusa - coinvolgevano Aiello come se fosse uno della Dia o dei Ros”. In cambio, Aiello faceva ai due molti “regali”: denaro, rolex, gioielli, automobili.
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Ciuro e Riolo, nei mesi successivi all'avvio dell'indagine, terranno Aiello al corrente degli sviluppi investigativi e degli umori interni alla Procura; e cercheranno anche di mettere i bastoni tra le ruote ai pm.
Ciuro e Riolo, nei mesi successivi all'avvio dell'indagine, terranno Aiello al corrente degli sviluppi investigativi e degli umori interni alla Procura; e cercheranno anche di mettere i bastoni tra le ruote ai pm.


Chi sono i due “collaboratori” di Aiello? Giorgio Riolo, esperto di tecnologie di ultimissima generazione, che nei Ros si occupava di microspie, telecamere e intercettazioni. Giuseppe Ciuro, nientemeno che il braccio destro del procuratore Antonino Ingroia, già balzato agli onori della cronaca per le indagini sul patrimonio di Silvio Berlusconi e sul senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri. Nel 2001 Ciuro era stato sottoposto perfino alla scorta dei Carabinieri, per avere ricevuto minacce nell’ambito dell’indagine Dell’Utri. Ciuro, da agente della Dia, scrive inoltre un rapporto su Berlusconi e Dell'Utri che sarà inserito nel libro “L'odore dei soldi” di Elio Veltri e Marco Travaglio (2001).
Chi sono i due “collaboratori” di Aiello? [[Giorgio Riolo]], esperto di tecnologie di ultimissima generazione, che nei Ros si occupava di microspie, telecamere e intercettazioni. [[Giuseppe Ciuro]], nientemeno che il braccio destro del procuratore [[Antonio Ingroia]], già balzato agli onori della cronaca per le indagini sul patrimonio di Silvio Berlusconi e sul senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri. Nel 2001 Ciuro era stato sottoposto perfino alla scorta dei Carabinieri, per avere ricevuto minacce nell’ambito dell’indagine Dell’Utri. Ciuro, da agente della Dia, scrive inoltre un rapporto su Berlusconi e Dell'Utri che sarà inserito nel libro “L'odore dei soldi” di Elio Veltri e Marco Travaglio (2001).
 
Michele Aiello viene informato dell’avvio dell’indagine da una terza “talpa”: [[Antonio Borzacchelli]], ex maresciallo dei carabinieri, eletto deputato regionale nel 2001 nelle file dell’Udc. Per evitare di essere intercettati, Ciuro, Riolo ed Aiello escogitano uno stratagemma. Si tratta di una speciale “rete riservata” di telefoni cellulari (e schede SIM) per neutralizzare le intercettazioni nei loro confronti. Sono cellulari, acquistati sotto altri nomi, che costituiscono una sorta di “circuito chiuso”. Ogni cellulare di questi, infatti, non dovrà chiamare altre utenze, né fisse né mobili, ma potrà contattare soltanto gli altri cellulare della “rete riservata”. Queste utenze saranno usate, oltre da Aiello, Ciuro e Riolo, soltanto dai più stretti collaboratori del manager: il dottore Aldo Carcione, il ragioniere D’Amico, il geometra Rotondo e la sua segretaria personale, Paola Mesi. Usando questo sistema, in teoria, è impossibile essere intercettati. Ma gli investigatori riescono lo stesso ad ascoltare le loro conversazioni. Tutta colpa di un’imprudenza della moglie di Ciuro, che alle 11.00 del 30 agosto 2003 chiama il marito con il telefono “riservato”:
 
'''(Legenda: Ciuro: GC; Moglie di Ciuro: F)'''
 
'''GC''': ma da dove stai chiamando?...  


Michele Aiello viene informato dell’avvio dell’indagine da una terza “talpa”: Antonio Borzacchelli, ex maresciallo dei carabinieri, eletto deputato regionale nel 2001 nelle file dell’Udc. Per evitare di essere intercettati, Ciuro, Riolo ed Aiello escogitano uno stratagemma. Si tratta di una speciale “rete riservata” di telefoni cellulari (e schede SIM) per neutralizzare le intercettazioni nei loro confronti. Sono cellulari, acquistati sotto altri nomi, che costituiscono una sorta di “circuito chiuso”. Ogni cellulare di questi, infatti, non dovrà chiamare altre utenze, né fisse né mobili, ma potrà contattare soltanto gli altri cellulare della “rete riservata”. Queste utenze saranno usate, oltre da Aiello, Ciuro e Riolo, soltanto dai più stretti collaboratori del manager: il dottore Aldo Carcione, il ragioniere D’Amico, il geometra Rotondo e la sua segretaria personale, Paola Mesi. Usando questo sistema, in teoria, è impossibile essere intercettati. Ma gli investigatori riescono lo stesso ad ascoltare le loro conversazioni. Tutta colpa di un’imprudenza della moglie di Ciuro, che alle 11.00 del 30 agosto 2003 chiama il marito con il telefono “riservato”: (Legenda: Ciuro: P; Moglie di Ciuro: F) P: ma da dove stai chiamando?... F: ah dal cellulare quello... P: da quale ?... NO DA QUELLO FRANCAAA!! (grida... ndr) F: ma scusamii... e che ne so non l´avevo capito... P: E PORCA MISERIA eh!…(continua a gridare e attacca il telefono...ndr)
'''F''': ah dal cellulare quello...  


Grazie a questo colpo di fortuna, dalla Procura potranno ascoltare le conversazioni effettuate dalla “rete riservata” da Aiello, Ciuro e Riolo fino al loro arresto, il 5 novembre 2003.  
'''GC''': da quale ?... NO DA QUELLO FRANCAAA!! (grida... ndr)
 
'''F''': ma scusamii... e che ne so non l´avevo capito...
 
'''GC''': E PORCA MISERIA eh!…(continua a gridare e attacca il telefono...ndr)
 
Grazie a questo colpo di fortuna, dalla Procura potranno ascoltare le conversazioni effettuate dalla “rete riservata” da Aiello, Ciuro e Riolo fino al loro arresto, il 5 novembre 2003.


=== La confessione di Riolo ===
=== La confessione di Riolo ===
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14[http://web.archive.org/web/20101201155949/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4433&tags=speciale-talpe-dda-15]
14[http://web.archive.org/web/20101201155949/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4433&tags=speciale-talpe-dda-15]
15[http://web.archive.org/web/20101201183635/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4443&tags=speciale-talpe-alla-dda-ultima-puntata-incontro-aiello-cuffaro-bertini-bagheria]
15[http://web.archive.org/web/20101201183635/http://www.90011.it/articolo.asp?idnotizia=4443&tags=speciale-talpe-alla-dda-ultima-puntata-incontro-aiello-cuffaro-bertini-bagheria]
*Francesco La Licata su La Stampa: ''Il paradosso di Totò condannato e felice: "Ora posso restare"'' [http://www1.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29392girata.asp]
*Su Antimafia duemila ''“Borzacchelli, un carabiniere coperto dai Servizi”''[http://www.antimafiaduemila.com/2011110334459/articoli-vari/borzacchelli-un-carabiniere-coperto-dai-servizi-lo-sfogo-di-sebastiano-juculano.html]
*Su Repubblica.it: ''Cuffaro si è dimesso da Governatore. "E' una decisione irrevocabile"''[http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/cuffaro-processo/dimesso-cuffaro/dimesso-cuffaro.html ]
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