Paolo Borsellino: differenze tra le versioni

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'''Paolo Emanuele Borsellino''' (Palermo, [[19 gennaio]] [[1940]] – Palermo, [[19 luglio]] [[1992]]) è stato un magistrato italiano. Fu assassinato da [[Cosa Nostra|Cosa Nostra]] con alcuni uomini della sua scorta nella [[Strage di Via Mariano d’Amelio|strage di via d'Amelio]].
'''Paolo Emanuele Borsellino''' (Palermo, [[19 gennaio]] [[1940]] – Palermo, [[19 luglio]] [[1992]]) è stato un magistrato italiano. Fu assassinato da [[Cosa Nostra|Cosa Nostra]] con alcuni uomini della sua scorta nella [[Strage di Via Mariano d’Amelio|strage di via d'Amelio]].
[[File:Paolo-borsellino.jpg|400px|thumb|right|Paolo Borsellino]]
[[File:Paolo-borsellino.jpg|300px|thumb|right|Paolo Borsellino]]


== Biografia ==
== Biografia ==
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Nel [[1969]] divenne pretore a Monreale, dove cominciò a lavorare con il capitano dei Carabinieri [[Emanuele Basile]]. Nel [[1975]] Borsellino venne trasferito presso l'Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo e si distinse con il capitano Basile nel [[1980]] per aver continuato l'indagine sui rapporti tra i mafiosi di Altofonte e Corso dei Mille iniziata dal commissario [[Boris Giuliano]], ucciso pochi mesi prima nel [[1979]]. Il rapporto tra il giovane Paolo e Rocco Chinnici, allora capo dell'ufficio istruzione, divenne nel frattempo, per usare le parole della sorella Rita e della figlia del capo Ufficio Caterina, di "adozione", non solo professionale. Nello stesso anno Cosa Nostra eliminava il [[4 maggio]] il capitano Basile e a Borsellino fu assegnata la scorta.
Nel [[1969]] divenne pretore a Monreale, dove cominciò a lavorare con il capitano dei Carabinieri [[Emanuele Basile]]. Nel [[1975]] Borsellino venne trasferito presso l'Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo e si distinse con il capitano Basile nel [[1980]] per aver continuato l'indagine sui rapporti tra i mafiosi di Altofonte e Corso dei Mille iniziata dal commissario [[Boris Giuliano]], ucciso pochi mesi prima nel [[1979]]. Il rapporto tra il giovane Paolo e Rocco Chinnici, allora capo dell'ufficio istruzione, divenne nel frattempo, per usare le parole della sorella Rita e della figlia del capo Ufficio Caterina, di "adozione", non solo professionale. Nello stesso anno Cosa Nostra eliminava il [[4 maggio]] il capitano Basile e a Borsellino fu assegnata la scorta.
[[File:Falcone borsellino.jpg|250px|thumb|left|Giovanni Falcone con Paolo Borsellino]]


=== Il Pool Antimafia e il Maxiprocesso di Palermo ===
=== Il Pool Antimafia e il Maxiprocesso di Palermo ===
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=== Procuratore a Marsala e la polemica sui Professionisti dell'Antimafia ===
=== Procuratore a Marsala e la polemica sui Professionisti dell'Antimafia ===
[[File:Leonardo-Sciascia.jpg|200px|thumb|right|Leonardo Sciascia]]
Il [[19 dicembre]] [[1986]] Borsellino chiese ed ottenne di essere nominato Procuratore della Repubblica di Marsala. Il fatto che la sua nomina non avesse seguito il canonico criterio dell'anzianità di servizio, portò [[Leonardo Sciascia]] a innescare sul Corriere della Sera del [[10 gennaio]] [[1987]] la famosa polemica sui [[I professionisti dell'Antimafia|Professionisti dell'Antimafia]]. Lo scrittore siciliano polemizzava sul fatto che, a suo dire, l'antimafia fosse usata da alcuni magistrati come Borsellino come strumento per fare carriera in magistratura.
Il [[19 dicembre]] [[1986]] Borsellino chiese ed ottenne di essere nominato Procuratore della Repubblica di Marsala. Il fatto che la sua nomina non avesse seguito il canonico criterio dell'anzianità di servizio, portò [[Leonardo Sciascia]] a innescare sul Corriere della Sera del [[10 gennaio]] [[1987]] la famosa polemica sui [[I professionisti dell'Antimafia|Professionisti dell'Antimafia]]. Lo scrittore siciliano polemizzava sul fatto che, a suo dire, l'antimafia fosse usata da alcuni magistrati come Borsellino come strumento per fare carriera in magistratura.


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=== La penultima intervista su Dell'Utri ===
=== La penultima intervista su Dell'Utri ===


*''Vedi [[Intervista di Fabrizio Calvi a Paolo Borsellino]]''
*''Per approfondire vedi [[Intervista di Fabrizio Calvi a Paolo Borsellino]]''


Il [[21 maggio]] 1992 Paolo Borsellino rilasciò un'intervista ai giornalisti di Canal+ Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, mandata in onda solamente da RaiNews24 in versione ridotta per la prima volta il [[19 settembre]] [[2000]]. In quest'intervista il giudice parlò anche dei rapporti tra Cosa Nostra e l'imprenditoria milanese, accennando a indagini in corso sui rapporti tra [[Vittorio Mangano]] e [[Marcello Dell'Utri]].  
Il [[21 maggio]] 1992 Paolo Borsellino rilasciò un'intervista ai giornalisti di Canal+ Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, mandata in onda solamente da RaiNews24 in versione ridotta per la prima volta il [[19 settembre]] [[2000]]. In quest'intervista il giudice parlò anche dei rapporti tra Cosa Nostra e l'imprenditoria milanese, accennando a indagini in corso sui rapporti tra [[Vittorio Mangano]] e [[Marcello Dell'Utri]].  
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=== La morte e i funerali ===
=== La morte e i funerali ===
*''Per approfondire vedi [[Strage di Via Mariano d’Amelio|Strage di Via D'Amelio]]''
*''Per approfondire vedi [[Strage di Via Mariano d’Amelio|Strage di Via D'Amelio]]''
 
[[File:Strage_via_damelio.jpg|200px|thumb|left|Una foto dopo l'esplosione della bomba]]
Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove viveva sua madre.
Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove viveva sua madre.
Alle '''16:54'''. una Fiat 126 imbottita di tritolo che era parcheggiata sotto l'abitazione della madre esplose non appena Borsellino suonò il citofono: stando alle parole di [[Totò Riina]], intercettato nel carcere di Opera nel marzo 2014, fu proprio Borsellino ad azionare la bomba, nell'atto di citofonare alla madre<ref>"[http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/03/12/news/l_ultima_rivelazione_di_riina_in_carcere_il_telecomando_era_nel_citofono_cos_borsellino_azion_la_sua_bomba-80790636/ L'ultima rivelazione di Riina: "Telecomando nel citofono" Borsellino azionò la sua bomba]"</ref>. Insieme a lui morirono i cinque agenti della scorta [[Emanuela Loi]] (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), [[Agostino Catalano]], [[Vincenzo Li Muli]], [[Walter Eddie Cosina]] e [[Claudio Traina]]. L'unico sopravvissuto fu l'agente [[Antonino Vullo]], scampato perché al momento della deflagrazione stava parcheggiando uno dei veicoli della scorta.
Alle '''16:58'''. una Fiat 126 imbottita di tritolo che era parcheggiata sotto l'abitazione della madre esplose non appena Borsellino suonò il citofono: stando alle parole di [[Totò Riina]], intercettato nel carcere di Opera nel marzo 2014, fu proprio Borsellino ad azionare la bomba, nell'atto di citofonare alla madre<ref>"[http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/03/12/news/l_ultima_rivelazione_di_riina_in_carcere_il_telecomando_era_nel_citofono_cos_borsellino_azion_la_sua_bomba-80790636/ L'ultima rivelazione di Riina: "Telecomando nel citofono" Borsellino azionò la sua bomba]"</ref>. Insieme a lui morirono i cinque agenti della scorta [[Emanuela Loi]] (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), [[Agostino Catalano]], [[Vincenzo Li Muli]], [[Walter Eddie Cosina]] e [[Claudio Traina]]. L'unico sopravvissuto fu l'agente [[Antonino Vullo]], scampato perché al momento della deflagrazione stava parcheggiando uno dei veicoli della scorta.


Ai funerali privati, tenutisi il [[24 luglio]], parteciparono oltre 10mila persone. La famiglia rifiutò i funerali di Stato e la celebrazione si svolse nella chiesa di Santa Maria Luisa di Marillac, dove il giudice era solito sentir messa, quando poteva, nelle domeniche di festa. L'orazione funebre fu pronunciata da Antonino Caponnetto. Pochi i politici presenti, tra cui il presidente della Repubblica Scalfaro, che aveva rischiato il linciaggio ai funerali degli agenti della scorta, nonostante i 4mila agenti chiamati a mantenere l'ordine, con una folla inferocita che gridava "FUORI LA MAFIA DALLO STATO".
Ai funerali privati, tenutisi il [[24 luglio]], parteciparono oltre 10mila persone. La famiglia rifiutò i funerali di Stato e la celebrazione si svolse nella chiesa di Santa Maria Luisa di Marillac, dove il giudice era solito sentir messa, quando poteva, nelle domeniche di festa. L'orazione funebre fu pronunciata da Antonino Caponnetto. Pochi i politici presenti, tra cui il presidente della Repubblica Scalfaro, che aveva rischiato il linciaggio ai funerali degli agenti della scorta, nonostante i 4mila agenti chiamati a mantenere l'ordine, con una folla inferocita che gridava "FUORI LA MAFIA DALLO STATO".
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=== Televisione ===
=== Televisione ===
* Paolo Borsellino - i 57 giorni, di Alberto Negrin, RaiUno, maggio 2012
* ''[[Paolo Borsellino - I 57 giorni]]'', di Alberto Negrin, RaiUno, maggio 2012
* Paolo Borsellino, di Gianluca Maria Tavarelli, Canale5, 2004
* ''Paolo Borsellino'', di Gianluca Maria Tavarelli, Canale5, 2004
 


== Note ==
== Note ==
<references></references>
<references></references>


[[Categoria:Magistrati]]
== Bibliografia ==
* Attilio Bolzoni, ''Uomini Soli'', Milano, Melampo Editore, 2012.
* Saverio Lodato, ''Quarant'anni di Mafia'', Milano, BUR, 2013.
 
[[Categoria:Magistrati]] [[Categoria:Vittime innocenti delle mafie]] [[Categoria:Vittime di Cosa Nostra]] [[Categoria:Nati il 19 gennaio]] [[Categoria:Nati nel 1940]] [[Categoria:Morti il 19 luglio]] [[Categoria:Morti nel 1992]]