Alfonso Giordano: differenze tra le versioni
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'''Alfonso Giordano''' (Palermo, [[22 dicembre]] [[1928]] - Palermo, [[12 luglio]] [[2021]]) è stato un magistrato, docente e politico italiano. È noto per aver presieduto il [[Maxiprocesso di Palermo]]. | |||
== Biografia == | |||
Nipote del medico e scienziato Alfonso Giordano, Giordano entrò in magistratura dopo la laurea in giurisprudenza con una tesi in diritto civile sulle "''obbligazioni propter rem''". Iniziò la sua carriera di magistrato nel [[1952]], dapprima in Sardegna, poi in Sicilia in qualità di Giudice di Tribunale a Sciacca, infine Pretore a Salemi. Rientrato a Palermo come sostituto procuratore della Repubblica, passò alla prima sezione civile del Tribunale della città per continuare i suoi studi in diritto civile. Più tardi divenne docente di diritto privato alla facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Palermo. | |||
Divenuto presidente della prima corte d'Assise di Palermo, il [[6 febbraio]] [[1986]] venne chiamato, con apposito decreto, a presiedere il Maxiprocesso di Palermo, istruito dal pool antimafia. L'[[11 novembre]] [[1987]], prima che la Corte si ritirasse in camera di consiglio per emettere la sentenza, Giordano fu destinatario di un particolare messaggio da parte di [[Michele Greco]], il "Papa" di [[Cosa Nostra]], il quale auspicò la «pace» per il Presidente e per la sua famiglia, nonché la «''serenità dello spirito e della coscienza, [...] base fondamentale per giudicare''», precisando che «''Non sono parole mie, sono parole di Nostro Signore''». | |||
Il [[16 dicembre]] 1987 alle 18.07, conclusasi la camera di consiglio, Giordano iniziò la lettura delle 54 pagine della sentenza terminando alle ore 19,35. La lettura del dispositivo fu effettuata per capi d'imputazione. | |||
"In nome del popolo italiano, la Corte d'Assise prima di Palermo, visti gli articoli di legge, dichiara:[...]" | |||
In totale furono comminate: 360 condanne (74 in contumacia), 114 assoluzioni, 19 ergastoli, 2665 anni di carcere, 11.5 miliardi di lire di multe. | |||
=== Dopo il Maxiprocesso === | |||
Dopo aver presieduto il Maxiprocesso, Giordano divenne presidente della Corte d'Appello di Lecce, poi della Corte d'Appello di Palermo, dove concluse la sua carriera di magistrato. Attualmente è Presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione ed è stato insignito, subito dopo il pensionamento, dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. | |||
=== Attività Politica === | |||
Una volta in pensione, Giordano si impegnò politicamente, candidandosi a sindaco di Palermo alle elezioni comunali del [[21 novembre]] [[1993]], arrivando terzo nella competizione, dietro a [[Leoluca Orlando]] ed Elda Pucci. Nel 1994 si avvicinò a Forza Italia, diventando presidente onorario di uno dei primi club berlusconiani della Sicilia. Nel 2001 fu nominato commissario straordinario del comune di Trapani dall'allora Presidente della Regione Sicilia [[Salvatore Cuffaro]], dopo l'arresto del sindaco Nino Laudicina. Nel 2007 accettò di presiedere l'organismo di autovigilanza sulla candidature dell'Mpa di [[Raffaele Lombardo]], salvo poi abbandonare l'incarico poco dopo. | |||
[[Categoria:Magistrati]] | |||