Operazione Wall Street: differenze tra le versioni

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[[Categoria:Inchieste in Lombardia]] [[Categoria:Inchieste sulla 'ndrangheta]]


L’'''Operazione “Wall Street”''' è un'inchiesta della DDA di Milano sulle presunte attività della [['Ndrangheta|'ndrangheta]] in Lombardia.  
L’'''Operazione “Wall Street”''' è stata un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano sulle attività di alcune famiglie di [['Ndrangheta|'ndrangheta]] in Lombardia. L'operazione, scattata il [[27 maggio]] [[1994]] e condotta dal sostituto Procuratore [[Armando Spataro]], portò all'iscrizione nel registro degli indagati di 208 persone per vari reati, tra cui associazione mafiosa, detenzione e porto illegale di armi, tentato omicidio, omicidio, spaccio e traffico di stupefacenti, falsificazione di documenti, estorsione, usura, minacce, falso ideologico. Gli arresti, e i fatti oggetto dell'inchiesta, furono eseguiti nelle province di [[Milano]], [[Como]], [[Lecco]], [[Varese]] e [[Monza e Brianza]].  
L’operazione, decisa il [[27 maggio]] [[1994]] e condotta dal sostituto Procuratore [[Armando Spataro]], portò all'iscrizione nel registro degli indagati di 208 persone per vari reati, tra cui associazione mafiosa, detenzione e porto illegale di armi, tentato omicidio, omicidio, spaccio e traffico di stupefacenti, falsificazione di documenti, estorsione, usura, minacce, falso ideologico. Gli arresti, ed i fatti oggetto dell’inchiesta, furono eseguiti nelle province di [[Milano]], [[Como]], [[Lecco]], [[Varese]] e [[Monza-Brianza]].  


== Antefatti ==
== Antefatti ==
L’ordinanza di custodia cautelare nasce da più richieste cautelari scaglionate nel corso di un anno, di pari passo con i passaggi più significativi delle indagini condotte dal Pubblico Ministero.
L'ordinanza di custodia cautelare fu il frutto di più richieste cautelari scaglionate nel corso di un anno, di pari passo con i passaggi più significativi delle indagini: nel [[1992]] diversi procedimenti in corso riguardavano alcuni dei fatti più significativi che portarono all'operazione. Verso la fine di quell'anno, il Pubblico Ministero aveva potuto formulare ipotesi più che ragionevoli su numerosi fatti di sangue, e più in generale era riuscito a ricostruire dodici anni circa di attività illegale dei gruppi criminali che facevano capo ai [[Coco Trovato ('ndrina)|Coco Trovato]], ai [[Flachi]], ai [[Paviglianiti ('ndrina)|Paviglianiti]] e ad altri ancora. Il [[10 giugno]] [[1993]] la Procura Distrettuale Antimafia aveva dato avvio alle misure cautelari nei confronti di ben 138 persone<ref>Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994, pag. 37</ref>.
Infatti, vari procedimenti erano in corso nel [[1992]], con riguardo ad alcuni dei fatti più significativi che hanno portato all'operazione “Wall Street”. Verso la fine di quell'anno, il Pubblico Ministero aveva potuto formulare ipotesi più che ragionevoli su numerosi fatti di sangue, e più in generale ricostruire dodici anni circa di attività illegale dei gruppi criminali che facevano capo ai [[Coco Trovato ('ndrina)|Coco Trovato]], [[Flachi]], [[Paviglianiti ('ndrina)|Paviglianiti]], e altri ancora. Il 10 giugno 1993 la Procura Distrettuale Antimafia, aveva dato avvio alle misure cautelari nei confronti di ben 138 persone. <ref>Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994, pag. 37</ref>


=== I vari procedimenti cautelari ===
=== I vari procedimenti cautelari ===
L’ordinanza in questione rappresenta, dunque, il punto di confluenza di innumerevoli procedimenti, la maggior parte dei quali aperti ben prima che i collaboratori di maggior rilevanza compissero la loro scelta. Alcuni di essi, del resto, erano stati da tempo chiusi. L'ipotesi accusatoria alla base di questo provvedimento cautelare non è esclusivamente il frutto delle dichiarazioni, seppur verificate, di diversi collaboratori di giustizia. Piuttosto si tratta di una molteplicità di fonti che, da quasi un decennio, ha evidenziato l'esistenza di una vicenda unitaria, partita nel suo asse centrale dalla banda Vallanzasca e dalla riorganizzazione dei "sopravvissuti", con la supremazia acquisita da [[Giuseppe Flachi]] e la successiva fusione tra il suo gruppo con quello di [[Franco Coco Trovato]], in un contesto di strettissimi legami con la criminalità organizzata calabrese. <ref>Ivi, pag. 44</ref>
L'operazione fu il punto di confluenza di diversi procedimenti, la maggior parte dei quali aperti ben prima della decisione da parte di alcuni pentiti di collaborare con la giustizia, tanto che alcuni di essi si erano anche conclusi. L'ipotesi accusatoria non si basava esclusivamente, quindi, sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, bensì su una molteplicità di fonti che evidenziavano l'esistenza di una vicenda unitaria criminale da oltre un decennio, partita nel suo asse centrale dalla banda Vallanzasca e dalla riorganizzazione dei "sopravvissuti", con la supremazia acquisita da [[Giuseppe Flachi]] e la successiva fusione tra il suo gruppo con quello di [[Franco Coco Trovato]], in un contesto di strettissimi legami con la criminalità organizzata calabrese<ref>Ivi, pag. 44</ref>.


“Wall Street” risulta costituita da quattro "tronconi" principali, più altri sub-provvedimenti :
“Wall Street” risulta costituita da quattro "tronconi" principali, più altri sub-provvedimenti :
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* [[Antonio Zagari]] è il figlio di uno dei capi indiscussi della 'ndrangheta, [[Giacomo Zagari]], ed a sua volta è stato esponente di rilievo della organizzazione criminale fin dai primi anni '70. Egli ha complessivamente ammesso la propria responsabilità, oltrechè per l'appartenenza all'organizzazione mafiosa e per altri gravi delitti, per il concorso in oltre dieci omicidi. La contiguità territoriale dei luoghi delle attività criminali di Zagari e la comune appartenenza alla 'ndrangheta, aveva favorito la conoscenza del collaboratore sull'attività di Franco Coco Trovato e dei più stretti collaboratori di questi. <ref>Ivi, pag. 48</ref>
* [[Antonio Zagari]] è il figlio di uno dei capi indiscussi della 'ndrangheta, [[Giacomo Zagari]], ed a sua volta è stato esponente di rilievo della organizzazione criminale fin dai primi anni '70. Egli ha complessivamente ammesso la propria responsabilità, oltrechè per l'appartenenza all'organizzazione mafiosa e per altri gravi delitti, per il concorso in oltre dieci omicidi. La contiguità territoriale dei luoghi delle attività criminali di Zagari e la comune appartenenza alla 'ndrangheta, aveva favorito la conoscenza del collaboratore sull'attività di Franco Coco Trovato e dei più stretti collaboratori di questi. <ref>Ivi, pag. 48</ref>
* [[Filippo Barreca]] ha reso al Pubblico Ministero dichiarazioni riguardanti notizie sull'organizzazione Flachi–Coco Trovato ed il gruppo dei Paviglianiti. Le sue dichiarazioni sono state riprese, nel corso dell’ordinanza, soprattutto a proposito del gruppo Paviglianiti. <ref>Ivi, pag. 49</ref>
* [[Filippo Barreca]] ha reso al Pubblico Ministero dichiarazioni riguardanti notizie sull'organizzazione Flachi–Coco Trovato ed il gruppo dei Paviglianiti. Le sue dichiarazioni sono state riprese, nel corso dell’ordinanza, soprattutto a proposito del gruppo Paviglianiti. <ref>Ivi, pag. 49</ref>


== Il gruppo Trovato ==  
== Il gruppo Trovato ==  
Nel corso del procedimento, gli inquirenti hanno prospettato l’esistenza di un gruppo criminale, la cosiddetta [[‘ndrina Trovato]] facente capo a Franco Coco, e che la maggior parte dei componenti avrebbe poi fatto parte dell’associazione formata insieme a Giuseppe Flachi intorno al 1986. <ref>Ivi, pag. 69 e 89</ref>
Nel corso del procedimento, gli inquirenti hanno prospettato l’esistenza di un gruppo criminale, la cosiddetta [[Coco Trovato ('ndrina)|‘ndrina Trovato]], facente capo a Franco Coco, e che la maggior parte dei componenti avrebbe poi fatto parte dell’associazione formata insieme a Giuseppe Flachi intorno al 1986. <ref>Ivi, pag. 69 e 89</ref>
Dalle dichiarazioni di Antonio Zagari, Franco Trovato sarebbe già stato partecipe di diverse rapine nel territorio milanese già dai primi anni ’70.
Dalle dichiarazioni di Antonio Zagari, Franco Trovato sarebbe già stato partecipe di diverse rapine nel territorio milanese già dai primi anni ’70.


=== La faida con i componenti della banda di Vallanzasca e [[Colia]] e il tentato omicidio di Flachi ===  
=== La faida con i componenti della banda di Vallanzasca e Colia e il tentato omicidio di Flachi ===  
La nascita del sopraccitato gruppo criminale, ha portato ad una situazione di tensione e conflitto nel panorama criminale milanese degli anni ’80. Una delle faide ha riguardato quella con i membri della banda Vallanzasca-Colia, all’epoca molto forte sul territorio, nella quale Giuseppe Flachi avrebbe militato. Secondo il collaboratore di giustizia [[Emilio Bandiera]], una delle ragioni di rancore maturate nei confronti di Flachi sarebbe consistita nel fatto che l'uomo non avrebbe sostenuto economicamente i complici di una rapina, ed anzi aveva allargato la propria area d'influenza a scapito di altri. <ref>Ivi, pagg. 116-117</ref>
La nascita del sopraccitato gruppo criminale, ha portato ad una situazione di tensione e conflitto nel panorama criminale milanese degli anni ’80. Una delle faide ha riguardato quella con i membri della banda [[Renato Vallanzasca|Vallanzasca]]-[[Antonio Colia|Colia]], all’epoca molto forte sul territorio, nella quale Giuseppe Flachi avrebbe militato. Secondo il collaboratore di giustizia [[Emilio Bandiera]], una delle ragioni di rancore maturate nei confronti di Flachi sarebbe consistita nel fatto che l'uomo non avrebbe sostenuto economicamente i complici di una rapina, ed anzi aveva allargato la propria area d'influenza a scapito di altri. <ref>Ivi, pagg. 116-117</ref>
Il primo tra gli episodi conosciuti del conflitto, è il tentato omicidio dello stesso Flachi, avvenuto sotto la sua abitazione in via Grazioli nel marzo dell’81. L'attentato era fallito perché Flachi aveva condotto la sua auto in retromarcia fuori dalla stradina in cui l'aveva portata, ed era riuscito a fuggire. Lo stesso Flachi e la sua convivente [[Licia Tenace]] erano rimasti illesi, mentre Hassan Zhodi, che si trovava in loro compagnia, era rimasto ferito. <ref>Ivi, pag. 117</ref>
Il primo tra gli episodi conosciuti del conflitto, è il tentato omicidio dello stesso Flachi, avvenuto sotto la sua abitazione in via Grazioli nel marzo dell’81. L'attentato era fallito perché Flachi aveva condotto la sua auto in retromarcia fuori dalla stradina in cui l'aveva portata, ed era riuscito a fuggire. Lo stesso Flachi e la sua convivente [[Licia Tenace]] erano rimasti illesi, mentre Hassan Zhodi, che si trovava in loro compagnia, era rimasto ferito. <ref>Ivi, pag. 117</ref>


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=== Il tentato omicidio di Franco Coco Trovato e la morte di Luigi Recalcati e Pietro Carpita ===  
=== Il tentato omicidio di Franco Coco Trovato e la morte di Luigi Recalcati e Pietro Carpita ===  
La risposta del gruppo Batti al tentato omicidio del loro capo sarebbe stata la volontà di uccidere Franco Trovato<ref>Ibidem </ref>. Il 15 settembre 1990, a [[Bresso]], due persone scesero rapidamente dalla propria auto ed iniziarono a sparare contro due individui nei pressi di una Porsche. L'agguato non andò a buon fine, ma morirono due passanti: [[Luigi Recalcati]] e [[Pietro Carpita]]. <ref>Fazzo L., ''Milano, battaglia tra bande rivali, uccisi due passanti'', in "La Repubblica", 16/09/90, in http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/16/milano-battaglia-tra-bande-rivali-uccisi-due.html</ref>
La risposta del gruppo Batti al tentato omicidio del loro capo sarebbe stata la volontà di uccidere Franco Trovato<ref>Ibidem </ref>. Il 15 settembre 1990, a [[Bresso]], due persone scesero rapidamente dalla propria auto ed iniziarono a sparare contro due individui nei pressi di una Porsche. L'agguato non andò a buon fine, ma morirono due passanti: [[Luigi Recalcati]] e [[Pietro Carpita]]. <ref>Fazzo L., ''Milano, battaglia tra bande rivali, uccisi due passanti'', in "La Repubblica", 16/09/90, in http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/16/milano-battaglia-tra-bande-rivali-uccisi-due.html</ref>
Dalle indagini emerse che la Porsche era intestata alla società G.M.T. di Malgrate, che sarebbe stata amministrata da [Vincenzo Musolino]], fratello di Eustina, moglie di Franco Trovato. Egli ammise che la Porsche era stata da lui data in prestito proprio a Trovato, e che dunque uno dei due aggrediti sarebbe stato lui. Secondo gli inquirenti, Trovato sarebbe uscito poco prima dal proprio parrucchiere, che aveva il negozio in quella via. Reazione di Trovato a questo tentato omicidio sarebbe stata, secondo l’ordinanza “Wall Street”, l’omicidio di [[Luigi Batti]], ucciso con un colpo in testa e poi “pressato” dentro la sua auto il 18 settembre 1990. <ref>Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994, pagg. 174-175</ref>
Dalle indagini emerse che la Porsche era intestata alla società G.M.T. di Malgrate, che sarebbe stata amministrata da [[Vincenzo Musolino]], fratello di Eustina, moglie di Franco Trovato. Egli ammise che la Porsche era stata da lui data in prestito proprio a Trovato, e che dunque uno dei due aggrediti sarebbe stato proprio il boss, appena uscito dal proprio parrucchiere, che aveva il negozio in quella via. Reazione di Trovato a questo tentato omicidio sarebbe stata, secondo l’ordinanza “Wall Street”, l’omicidio di [[Luigi Batti]], ucciso con un colpo in testa e poi “pressato” dentro la sua auto il 18 settembre 1990. <ref>Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994, pagg. 174-175</ref>


=== L’omicidio di Pantaleo Lamantea ===  
=== L’omicidio di Pantaleo Lamantea ===  
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=== L’omicidio di Salvatore Batti e la fine della faida ===  
=== L’omicidio di Salvatore Batti e la fine della faida ===  
La guerra tra i due clan continuò, con diverse vittime, fino alla morte di Salvatore Batti. Vennero uccisi, prima di lui, [[Rocco Bergantino]] (gruppo Flachi/Trovato, <ref>Ivi, pag. 182</ref>), Iseo Massari (gruppo Batti, <ref>Ivi, pag. 184</ref>), Paolo Cirnigliaro (gruppo Batti, <ref>Ivi, pag. 186</ref>) e Vincenzo Piromalli (gruppo Batti, <ref>Ivi, pag. 188</ref>).
La guerra tra i due clan continuò, con diverse vittime, fino alla morte di Salvatore Batti. Vennero uccisi, prima di lui, [[Rocco Bergantino]] (gruppo Flachi/Trovato, <ref>Ivi, pag. 182</ref>), [[Iseo Massari]] (gruppo Batti, <ref>Ivi, pag. 184</ref>), [[Paolo Cirnigliaro]] (gruppo Batti, <ref>Ivi, pag. 186</ref>) e [[Vincenzo Piromalli]] (gruppo Batti, <ref>Ivi, pag. 188</ref>).
Salvatore Batti fuggì, verso la fine del 1990, nel napoletano, probabilmente perché minacciato dal clan rivale. Ciò non servì a salvargli la vita. Infatti, il 23 dicembre 1990, egli venne ucciso a [[San Gennaro Vesuviano]] in circostanze misteriose (probabilmente fu vittima di un tradimento di un suo amico, che lo consegnò ai suoi carnefici). Stando alle dichiarazioni di [[Michele di Donato]], il quale a sua volta avrebbe riferito quelle di Salvatore Placentino, Batti sarebbe stato ucciso da killer calabresi e, in cambio del “permesso” di compiere l’omicidio, la ‘ndrangheta avrebbe ucciso il figlio di [[Raffaele Cutolo]], Roberto, a Tradate (avvenuto il 18 dicembre dello stesso anno). <ref>Ivi, pagg. 189-190</ref>
Salvatore Batti fuggì, verso la fine del 1990, nel napoletano, probabilmente perché minacciato dal clan rivale. Ciò non servì a salvargli la vita. Infatti, il 23 dicembre 1990, egli venne ucciso a [[San Gennaro Vesuviano]] in circostanze misteriose (probabilmente fu vittima di un tradimento di un suo amico, che lo consegnò ai suoi carnefici). Stando alle dichiarazioni di [[Michele di Donato]], il quale a sua volta avrebbe riferito quelle di Salvatore Placentino, Batti sarebbe stato ucciso da killer calabresi e, in cambio del “permesso” di compiere l’omicidio, la ‘ndrangheta avrebbe ucciso il figlio di [[Raffaele Cutolo]], Roberto, a Tradate (avvenuto il 18 dicembre dello stesso anno). <ref>Ivi, pagg. 189-190</ref>


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* quella pugliese, facente capo a Salvatore Annacondia, coinvolta nel triplice omicidio di S. Giovanni Rotondo. <ref>Alma e Spataro, Procedimento n.7225/94.21 PM (4583/94 e 3952/95 GIP )- 2/96, 6/96 e 7/96  R.G. C.Ass. (riuniti) contro Di Modica Luigi ed altri, V Corte d'Assise di Milano, "Sintesi scritta della relazione introduttiva del P.M", pag. 46</ref>
* quella pugliese, facente capo a Salvatore Annacondia, coinvolta nel triplice omicidio di S. Giovanni Rotondo. <ref>Alma e Spataro, Procedimento n.7225/94.21 PM (4583/94 e 3952/95 GIP )- 2/96, 6/96 e 7/96  R.G. C.Ass. (riuniti) contro Di Modica Luigi ed altri, V Corte d'Assise di Milano, "Sintesi scritta della relazione introduttiva del P.M", pag. 46</ref>


== Il processo ==
Il processo di primo grado iniziò nel marzo 1995 ed il 26 aprile 1997, la Corte d'Assise di Milano, II sezione, pronunciò la sentenza di condanna per 121 indagati, assolvendone 23.


== Bibliografia ==
== Bibliografia ==
* Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994
* Guglielmo Leo, Ordinanza di applicazione di misure cautelari - Procedimento Penale n. 12602/92 R.G.N.R, Tribunale di Milano - Ufficio del Giudice per le indagini preliminari, 27 maggio 1994
Fazzo L., "La Repubblica", 16/09/90, inhttp://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/16/milano-battaglia-tra-bande-rivali-uccisi-due.html
[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/09/16/milano-battaglia-tra-bande-rivali-uccisi-due.html Fazzo L.,'Milano, battaglia tra bande rivali, uccisi due passanti'', in "La Repubblica", 16/09/90]
* Rossi G., ''Quattromila anni a oltranza e 18 ergastoli per quattro mafie'', in “L’Unità”, 10/01/1997, in http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/golpdf/uni_1997_01.pdf/10MIL01A.pdf&query=operazione%20%22wall%20street%22%20lecco  
* [http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/golpdf/uni_1997_01.pdf/10MIL01A.pdf&query=operazione%20%22wall%20street%22%20lecco Rossi G., ''Quattromila anni a oltranza e 18 ergastoli per quattro mafie'', in “L’Unità”, 10/01/1997]
* Alma e Spataro, Procedimento n.7225/94.21 PM (4583/94 e 3952/95 GIP )- 2/96, 6/96 e 7/96  R.G. C.Ass. (riuniti) contro Di Modica Luigi ed altri, V Corte d'Assise di Milano, "Sintesi scritta della relazione introduttiva del P.M"
* Alma e Spataro, Procedimento n.7225/94.21 PM (4583/94 e 3952/95 GIP )- 2/96, 6/96 e 7/96  R.G. C.Ass. (riuniti) contro Di Modica Luigi ed altri, V Corte d'Assise di Milano, "Sintesi scritta della relazione introduttiva del P.M"
* Corte d’Assise di Milano, sezione seconda, Procedimenti n. 23/94 C. Ass. + 24/94, + 27/94 + 32/94 + 1/95 + 2/92; n. 12602/92.21
* Corte d’Assise di Milano, sezione seconda, Procedimenti n. 23/94 C. Ass. + 24/94, + 27/94 + 32/94 + 1/95 + 2/92; n. 12602/92.21
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== Note ==
== Note ==
<references></references>
<references></references>
[[Categoria:Inchieste in Lombardia]] [[Categoria:Inchieste sulla 'ndrangheta]]