Michele Sindona: differenze tra le versioni

Creata pagina con " {{bozza}} Michele Sindona nacque a Patti, paese in provincia di Messina, nel 1920, figlio di un operatore del consorzio agrario. Dall’età di quattordici anni iniziò a la..."
 
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Nel 1946 si trasferì a Milano, dove iniziò l’attività di procuratore prima e quella di avvocato e consulente nel settore fiscale poi. Nel corso degli anni ’50 la sua fama divenne nazionale e all’inizio degli anni ‘60 dalla professione di avvocato si spostò in prima battuta nell’ambito finanziario e in seguito diventò banchiere.   
Nel 1946 si trasferì a Milano, dove iniziò l’attività di procuratore prima e quella di avvocato e consulente nel settore fiscale poi. Nel corso degli anni ’50 la sua fama divenne nazionale e all’inizio degli anni ‘60 dalla professione di avvocato si spostò in prima battuta nell’ambito finanziario e in seguito diventò banchiere.   
Nell’ottobre del 1961 era già socio di maggioranza nella Banca Privata Finanziaria, la cui effettiva proprietaria era la società Fasco Italiana di Michele Sindona.
Nell’ottobre del 1961 era già socio di maggioranza nella Banca Privata Finanziaria, la cui effettiva proprietaria era la società Fasco Italiana di Michele Sindona.
Nel 1964 con Carlo Bordoni, famoso broker, fondò una società di brokeraggio l’Euro-Market Money Brokers.
Nel 1964 con Carlo Bordoni, famoso broker, fondò una società di brokeraggio l’Euro-Market Money Brokers. Nel 1968 Sindona diventò proprietario della maggioranza (51%) della Banca Unione, attraverso la società Comarsec, mentre il 16% era posseduto dallo Ior, Istituto per le Opere di Religione e cioè la Banca Vaticana (che fu un partner fondamentale per Sindona).  Inoltre Michele Sindona possedeva la Banca di Messina e la Finabank di Ginevra.
Nel 1968 Sindona diventò proprietario della maggioranza (51%) della Banca Unione, attraverso la società Comarsec, mentre il 16% era posseduto dallo Ior, Istituto per le Opere di Religione e cioè la Banca Vaticana (che fu un partner fondamentale per Sindona).  Inoltre Michele Sindona possedeva la Banca di Messina e la Finabank di Ginevra.
Alla fine degli anni Sessanta il volume degli affari di Sindona superò i 40 milioni di dollari annuali, egli divenne proprietario di una serie di società italiane e statunitensi e più di un migliaio furono le banche-clienti, tra cui spiccava il Banco di Roma.  
Alla fine degli anni Sessanta il volume degli affari di Sindona superò i 40 milioni di dollari annuali, egli divenne proprietario di una serie di società italiane e statunitensi e più di un migliaio furono le banche-clienti, tra cui spiccava il Banco di Roma.  
Nei primi anni Settanta l’opinione pubblica vedette in Sindona un personaggio di spicco dell’alta finanza e uno dei più geniali uomini d’affari del mondo. Giulio Andreotti lo definì addirittura “il salvatore della lira”.   
Nei primi anni Settanta l’opinione pubblica vedette in Sindona un personaggio di spicco dell’alta finanza e uno dei più geniali uomini d’affari del mondo. Giulio Andreotti lo definì addirittura “il salvatore della lira”.