Maxiprocesso di Palermo: differenze tra le versioni
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Il 20 febbraio 1986 fu arrestato a Ciaculli, in un casolare con un mulo, [[Michele Greco]] detto "il Papa", capo della Cupola di Cosa nostra, dopo due anni di latitanza. | Il 20 febbraio 1986 fu arrestato a Ciaculli, in un casolare con un mulo, [[Michele Greco]] detto "il Papa", capo della Cupola di Cosa nostra, dopo due anni di latitanza. | ||
Il 3 aprile 1986 l'avvocato di Tommaso Busctta dichiarò: ''"L'imputato Tommaso Buscetta, che aveva rinunziato a comparire, è a disposizione della Corte"''. Scortato dai carabinieri e dal vicequestore Antonio Manganelli, Buscetta fece il suo ingresso in aula nell'assoluto silenzio, a riprova del ruolo apicale che aveva svolto all'interno di Cosa nostra. Il processo entrò nel vivo quando Buscetta iniziò a parlare. Affermò: | Il 3 aprile 1986 l'avvocato di Tommaso Busctta dichiarò: ''"L'imputato Tommaso Buscetta, che aveva rinunziato a comparire, è a disposizione della Corte"''. Scortato dai carabinieri e dal vicequestore Antonio Manganelli, Buscetta fece il suo ingresso in aula nell'assoluto silenzio, a riprova del ruolo apicale che aveva svolto all'interno di Cosa nostra. Il processo entrò nel vivo quando Buscetta iniziò a parlare. Affermò: ''"Ero entrato e rimango con lo spirito di quando io ero entrato. [...] Cosa Nostra, ha sovvertito l'ideale [...] con delle violenze che non appartenevano più a quegli ideali. Io non condivido più quella struttura a cui io appartenevo. Quindi non sono un pentito."'' | ||
L'unico confronto fu quello tra [[Tommaso Buscetta]] e [[Pippo Calò]]. | L'unico confronto fu quello tra [[Tommaso Buscetta]] e [[Pippo Calò]]. | ||