Maxiprocesso di Palermo: differenze tra le versioni
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Un giorno durante il dibattimento, un gruppo di donne si affacciò alle ringhiere riservate al pubblico gridando verso la Corte. Queste donne (ribattezzate poi "le Erinni") erano parenti di un mafioso che si diceva si sarebbe pentito. Così speravano di convincere gli imputati che la storia del pentimento fosse solo un'invenzione, in modo da evitare il pericolo di vendette trasversali. | Un giorno durante il dibattimento, un gruppo di donne si affacciò alle ringhiere riservate al pubblico gridando verso la Corte. Queste donne (ribattezzate poi "le Erinni") erano parenti di un mafioso che si diceva si sarebbe pentito. Così speravano di convincere gli imputati che la storia del pentimento fosse solo un'invenzione, in modo da evitare il pericolo di vendette trasversali. | ||
Vita Rognetta, madre di un amico di Salvatore Contorno, e per questo ucciso da Cosa nostra, fu una rara eccezione. Deponendo con una fotografia del figlio in mano dichiarò: ''"E se vogliono venirmi a uccidere ora, questi signori, possono venire a uccidere a me. Me ne vado con mio figlio. Perchè non ho più nessuno, solo questo figlio"'' | |||
Il 20 giugno 1986 fu convocato [[Ignazio Salvo]]. | Il 20 giugno 1986 fu convocato [[Ignazio Salvo]]. | ||