Maxiprocesso di Palermo: differenze tra le versioni

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Il 20 giugno 1986 fu convocato [[Ignazio Salvo]], che giunse con una valigetta contenente documenti che sarebbero dovuti servire per dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati. La sua presenza rappresentava la volontà dello Stato di non colpire soltanto l'ala militare di Cosa nostra, ma anche i rappresentanti delle ramificazioni della mafia che andavano a toccare il potere politico. Ignazio Salvo era accusato di essere uomo d'onore della famiglia di Salemi, come suo cugino [[Nino Salvo]].


Il processo rischiò di bloccarsi a causa di una norma del codice di procedura penale. Questa norma prevedeva che, dopo l'istruttoria dibattimentale e prima della discussione finale, fosse necessario leggere gli atti del processo. Solitamente, per evitare un inutile perdita di tempo, il presidente pronunciava la frase "Sull'accordo delle parti, si danno per letti gli atti", proseguendo nel dibattimento. Gli avvocati degli imputati si opposero all'utilizzo di questa formula, costringendo la lettura integrale degli atti. Dato che ciò avrebbe comportato un tempo eccessivo, e avrebbe avuto gravi conseguenze per quanto riguarda le scadenze dei termini di custodia cautelare, fu approvato d'urgenza il decreto Violante-Mancino, che permise di omettere la lettura delle carte permettendo così la prosecuzione del processo.
Il processo rischiò di bloccarsi a causa di una norma del codice di procedura penale. Questa norma prevedeva che, dopo l'istruttoria dibattimentale e prima della discussione finale, fosse necessario leggere gli atti del processo. Solitamente, per evitare un inutile perdita di tempo, il presidente pronunciava la frase "Sull'accordo delle parti, si danno per letti gli atti", proseguendo nel dibattimento. Gli avvocati degli imputati si opposero all'utilizzo di questa formula, costringendo la lettura integrale degli atti. Dato che ciò avrebbe comportato un tempo eccessivo, e avrebbe avuto gravi conseguenze per quanto riguarda le scadenze dei termini di custodia cautelare, fu approvato d'urgenza il decreto Violante-Mancino, che permise di omettere la lettura delle carte permettendo così la prosecuzione del processo.