Strage del rapido 904: differenze tra le versioni
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Pista napoletana: da Napoli, giungono notizie di qualcuno che, qualche settimana prima della strage, negli uffici della questura, aveva parlato di un possibile attentato alla vigilia di Natale: tali rivelazioni arrivano da un ex poliziotto, Carmine Esposito, con precedenti penali, ex attivista di Avanguardia Nazionale, e frequentatore, all'interno del Rione Sanità di una gang di rapinatori, camorristi, mafiosi, criminali veneti, guidata da [[Giuseppe Misso]]. Il 7 luglio 1985, una retata decima i componenti della gang di Misso, e alcuni esponenti, Mario Ferraiuolo e Lucio Luongo, cominciano a parlare, portando dichiarazioni anche in riferimento alla strage del Rapido 904. Ferraiuolo e Luongo dichiarano che i profitti ricavati dalle loro rapine venivano destinati per attività politica; poche settimane prima della strage, si sarebbe svolta una riunione dove avrebbe partecipato un deputato dell'MSI, Massimo Abbatangelo. Luongo dichiara di aver ricevuto dal deputato missino una valigia contenente esplosivo, poche settimane prima della strage. In una successiva perquisizione della casa di Abbatangelo vengono trovate pistole e proiettili. | Pista napoletana: da Napoli, giungono notizie di qualcuno che, qualche settimana prima della strage, negli uffici della questura, aveva parlato di un possibile attentato alla vigilia di Natale: tali rivelazioni arrivano da un ex poliziotto, Carmine Esposito, con precedenti penali, ex attivista di Avanguardia Nazionale, e frequentatore, all'interno del Rione Sanità di una gang di rapinatori, camorristi, mafiosi, criminali veneti, guidata da [[Giuseppe Misso]]. Il 7 luglio 1985, una retata decima i componenti della gang di Misso, e alcuni esponenti, Mario Ferraiuolo e Lucio Luongo, cominciano a parlare, portando dichiarazioni anche in riferimento alla strage del Rapido 904. Ferraiuolo e Luongo dichiarano che i profitti ricavati dalle loro rapine venivano destinati per attività politica; poche settimane prima della strage, si sarebbe svolta una riunione dove avrebbe partecipato un deputato dell'MSI, Massimo Abbatangelo. Luongo dichiara di aver ricevuto dal deputato missino una valigia contenente esplosivo, poche settimane prima della strage. In una successiva perquisizione della casa di Abbatangelo vengono trovate pistole e proiettili. | ||
Luongo e Ferraiuolo raccontano che la mattina del 23 dicembre 1984, un giovanissimo esponente della loro gang, ritenuto quello a più stretto contatto con Misso (all'epoca latitante in Brasile), Carmine Lombardi, era salito sul Rapido 904 insieme all'esplosivo utilizzato nella strage. Lombardi verrà ucciso. | Luongo e Ferraiuolo raccontano che la mattina del 23 dicembre 1984, un giovanissimo esponente della loro gang, ritenuto quello a più stretto contatto con Misso (all'epoca latitante in Brasile), Carmine Lombardi, era salito sul Rapido 904 insieme all'esplosivo utilizzato nella strage. Lombardi verrà ucciso. | ||
[[File:Rapido_904_2.jpg|thumb|450px]] | |||
Dalle indagini romane, fiorentine e napoletane, emerge un quadro fino a quel momento inedito: un intreccio tra Cosa Nostra, Camorra, Banda della Magliana, movimento eversivo di destra. Si ritiene che questo punto d'incontro sia dovuto al cambio di rotta avvenuto sia all'interno di Cosa Nostra sia all'interno della Camorra, con la seconda guerra di mafia e la seconda guerra di Camorra, imperversate nella Sicilia Occidentale la prima, e a Napoli la seconda, tra il 1979 e il 1983. Vincitori ne uscirono i Corleonesi in Sicilia e la Nuova Famiglia a Napoli: strinsero una stretta alleanza, convergendo i reciproci interessi in numerosi affari da lì in avanti. La Procura di Firenze riconosce le due figure di raccordo di questa alleanza come [[Pippo Calò]] e [[Giuseppe Misso]]. | Dalle indagini romane, fiorentine e napoletane, emerge un quadro fino a quel momento inedito: un intreccio tra Cosa Nostra, Camorra, Banda della Magliana, movimento eversivo di destra. Si ritiene che questo punto d'incontro sia dovuto al cambio di rotta avvenuto sia all'interno di Cosa Nostra sia all'interno della Camorra, con la seconda guerra di mafia e la seconda guerra di Camorra, imperversate nella Sicilia Occidentale la prima, e a Napoli la seconda, tra il 1979 e il 1983. Vincitori ne uscirono i Corleonesi in Sicilia e la Nuova Famiglia a Napoli: strinsero una stretta alleanza, convergendo i reciproci interessi in numerosi affari da lì in avanti. La Procura di Firenze riconosce le due figure di raccordo di questa alleanza come [[Pippo Calò]] e [[Giuseppe Misso]]. | ||